i racconti erotici di desiderya

I diffidenti perugini

Autore: Simonebull69
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Come tutte le mattine mi apprestavo nel controllare la mia casella di posta segreta, solida guardiana dei miei desideri più trasgressivi. Notai subito quella risposta al mio annuncio, in quanto a differenza delle altre aveva più allegati, per istinto saltai l’ordine cronologico ed arrivai direttamente a quella particolare mail, sulla stessa c’era scritto “te la meni tanto sul tuo annuncio decantando le tue qualità, vediamo se scrivi solo cazzate, nella prima foto sono io, come vedi foto intera, nella seconda c’è quel cornuto di mio marito, questo è il mio numero di cellulare vogliamo incontrarti entro le 16.00 di oggi”.

Cliccai velocemente con il mouse sui file allegati, si apriva il primo, comparve una signora intorno ai 50, giunonica un po’ in soprappeso, ma molto gradevole, aprii il secondo file ed apparve un uomo anche egli sulla cinquantina un po’ stempiato con il capelli brizzolati, giacente in ginocchio con la nuca appoggiata sulla figa della moglie.

Afferrai quasi con ira il mio cellulare, pensando tra me “adesso vi faccio vedere io se scrivo cazzate”, composi il numero indicato nella mail e dopo il terzo squillo mi rispose una voce maschile, che con voce flebile sussurrò un “pronto”, gli risposi con decisione pronunciando “passami quella troia di tua moglie che a te ci penso dopo quando ci incontriamo di persona”, mi rispose sempre con voce più sottomessa “si subito”, lei rispose “si dimmi” ed io replicai “dammi il tuo indirizzo che arrivo subito”, esaudì la mia richiesta chiedendomi solo di raggiungerla tra mezzora in quanto aveva da riportare il nipotino dalla figlia.

Presi la macchina, e mi incamminai verso l’indirizzo comunicatomi, tanto da Arezzo a Perugia ci vogliono più di mezzora di macchina.

Arrivai sotto casa loro, suonai al citofono come indicatomi, sentii il portone aprirsi senza nessuna voce, arrivai al terzo piano e la loro porta era socchiusa, bussai per educazione ed arrivo lui ad accogliermi.

Ci accomodammo in soggiorno, lui era molto imbarazzato cercava con lo sguardo il soffitto, lei invece mi guardava diritto in mezzo le gambe, si accorse che la scrutavo ed allora accavallo le gambe mostrando chiaramente la figa, in quanto era senza mutandine.

Presi la parola e dissi apertamente “ questo è un gioco e per rimanere tale devono essere concordati i limiti dello stesso”, lui stava per accennare qualcosa, ma fu soffocato dalla lei che rispose “non abbiano limiti nell’ambito del culdok se non quello della riservatezza e dell’igiene”.

“Bene” risposi e rivolgendomi al lui gli ordinai di spogliarsi completamente, poi rivolgendomi a Lei le chiesi di andarmi a prendere delle sue calze autoreggenti, una panciera a mutandina o un bustino intero e del burro, mi sorrise quasi avesse compreso il mio pensiero e corse subito a cercare quello che le avevo chiesto.

Ritornò di corsa con in mano quanto le avevo richiesto, mentre il suo lui era già nudo, gli diedi in mano la tavoletta del burro e gli dissi, “ti devi preparare al servizio, prendila e strofinala con forza sul tuo sedere, ti conviene farlo bene”, fece segno di aver compreso e così fece, gli passai le calze e gli chiesi di indossarle velocemente, sua moglie era già bagnata solo nel vedere la scena, poi gli passai il busto, infilo con difficoltà la parte di sotto in quanto molto elasticizzato e stretto, gli tirai io con forza le bretelline della parte di sopra e gli alzai la zip.

Subito dopo ho estratto dalla custodia le mie manette e lo ammanettai con le mani dietro la schiena, lui quasi terrorizzato mi disse “non mi farmi mica del male”, ed io risposi “ho solo intenzione di sodomizzarti, forse ti farà del male ma ti devi abituare se vuoi essere un culdok”, mi fece cenno di si, lo feci inginocchiare con il busto poggiato sul divano, a pecora, tolsi dalla mia borsa un dildo molto particolare, da 2 cm di diametro arriva fino ad 8 cm pompando aria con l’apposito congegno, gli spostai una parte della mutanda del busto e gli inserii il dildo con forza dentro, lui per un pò mugolo ma essendo ancora a 2 cm non provò tanto dolore, gli rimisi apposto la mutanda del busto, che essendo elastica e stretta pian piano gli lo faceva entrare sempre di più dentro fino al bordo e soprattutto senza permettere che se ne uscisse. La lei a questo punto si era seduta sul divano, tirata su la gonna e si masturbava spudoratamente, feci avvicinare il suo lui, sempre in ginocchio, gli misi la testa in mezzo alle sue cosce e gli ordinai di leccare la figa e di mettergli tutta la lingua dentro. Lei comincio a godere sempre di più, quando mi accorsi che stava quasi per raggiunger l’orgasmo, ordinai al suo lui di smettere, mi sedetti vicino alla moglie sul divano, mi sbottonai il pantalone e me lo tolsi completamente, tolsi anche le mutande, presi la testa del lui e gli ordinai di farmi un pompino, cerco di desistere, ma con le mani legate dietro la schiena, inginocchiato con il dildo tutto dentro il culo avevo poca forza di resistenza ed alla mia prima pressione con la mano sulla nuca lo prese tutto in bocca, il mio membro era turgido e bagnato, gli ordinai di succhiare ed al suo nuovo tentativo di desistere iniziai a fare pressione sulla pompa che dilata il dildo, alla terza pompata iniziò a succhiare e pompare come una troia. Glielo tolsi dalla bocca gli sganciai le manette dai polsi gli ordinai di tenere da dietro il divano le gambe alzate della moglie in maniera che io davanti potessi chiavarla con forza, ubidì subito, consegnai la pompa del dildo alla moglie dicendogli di effettuare una pompata ogni tanto, lei mi sorrise e mi disse “dai chiamami con forza che quel cornuto di mio marito non lo fa più da tempo”. Il marito le afferò le gambe ed io iniziai a penetrarla prima nella figa e poi anche nel culo, lei godeva diceva “si sfondami tutta” e pompava sul dildo, il marito si sentiva il sedere che gli si apriva sempre di più e quando il dildo raggiunse gli 8 cm di dilatazione , non capiva più niente era in totale potere della moglie. La lei arrivò quasi subito, visto l’egregio lavoro di lingua del suo marito io la continuai a sbattere fino a venirgli dentro. Appena fatto ordinai al marito di ripulire tutta la figa e poi il mio cazzo, naturalmente ubbidii. Quando fini sgonfiai il dildo e proprio in quel momento ebbe un flebile orgasmo. Da quel giorno ci vediamo ogni due settimane circa, con giochi sempre nuovi e trasgressivi.



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