i racconti erotici di desiderya

Ho incontrato gli dei (terza puntata)

Autore: Millumino_dimmenso
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La camera di Lucia e Salvatore affacciava sul frontespizio dell’albergo e guardava sul mare da un terrazzino che consentiva di cenarvi se si fosse voluto. Vi si accedeva attraverso un ampio vestibolo sul cui lato destro si apriva la porta di una spaziosa camera da bagno.

Il letto matrimoniale all’americana, come il mio, era di almeno tre piazze.

Lucia vi stava distesa coperta da un leggero lenzuolo di lino che modellava le sue forme accendendo la fantasia di chi, come me la desiderava, con un forte senso di colpa nei confronti del marito.

Con la bottiglia di champagne in una mano e tre coppe nell’altra, le domandai come si sentisse esprimendole il mio rammarico di non aver goduto della sua presenza all’ora di cena.

Mi rispose che era dispiaciuto anche a lei ma che era stato meglio così perché ora stava molto meglio e meglio ancora avremmo potuto salutarci ora.

Si levò dal letto e tutti miei sensi ne subirono un colpo quasi fatale.

Indossava un top da notte nero che ingaggiava una lotta impari per contenere il suo seno perfetto e nondimeno per coprire i suoi glutei dei quali superava appena l’attaccatura alla coscia.

Nall’alzarsi spinse avanti una gamba ed intravidi per un attimo i peli del pube.

Muovendosi nella stanza con la leggerezza d’una gazzella, con una disinvoltura che io non riuscivo più ad avere, raggiunse l’armadio e ne trasse una corta vestaglia, sempre nera, che indossò ..... per coprirsi.

Poi si diresse verso il terrazzino, sistemò i flut sul tavolo, mi tolse la bottiglia dalle mani e cominciò lei stessa ad armeggiare per stapparla.

Al flop del sughero seguì uno spruzzo che le bagno il viso, la vestaglia, il top e la pelle del collo e del seno. Lei scoppiò in una risata un po’ eccessiva ed innaturale; versò lo champagne e brindammo ridendo.

Poi, all’improvviso, mi getto le braccia al collo e mi baciò sulle labbra spingendo il suo corpo bagnato contro il mio.

Ne percepii il tepore mentre la sua lingua frugava nella mia bocca e lei mi mordicchiava le labbra.

Era praticamente quasi nuda e spingeva la sua fica caldissima contro il mio cazzo in procinto di sfondare slip e calzoni pur di entrare nel suo corpo stupendo.

Il tutto si era svolto così fulmineamente che avevo dimenticato il marito.

Con la coda dell’occhio lo vidi seduto sul divano della camera, con il cazzo in mano, che sembrava godersi la scena.

Intanto Lucia, freneticamente mi aveva abbassato slip e pantaloni e si era inginocchiata innanzi a me.

Impugnò il mio cazzo e cominciò a leccarlo con delicatezza sul frenulo, carezzandone la cappella con le labbra calde sulle quali ripassava la lingua per recuperare ogni goccia di liquido che ne usciva per l’eccitazione.

Poi allungò le labbra e lo ingoiò quasi fino alle palle, tanto che lo sentii battere in fondo alla sua gola.

Ero talmente arrapato dalla situazione che se le avessi consentito di continuare l’avrei fatta annegare riversandole in bocca una cascata di sperma caldo che lei sembrava desiderare.

Allora glielo sfilai dalle labbra, la presi in braccio, la denudai totalmente e la stesi sul letto a pancia in giù.

Ero certo che se l’avessi guardata negli occhi, il mio cazzo sarebbe esploso sulla sua faccia.

Ma io me la volevo godere. Cominciai a leccare lo champagne che aveva sul collo mordicchiandola delicatamente anche sui lobi ed infilando la lingua nelle sue orecchie. Fremeva e si lamentava ormai quasi incosciente nella situazione che doveva aver vissuto altre volte innanzi al marito che la guardava masturbandosi.

L’dea che la donna che avevo quasi idolatrato per tutta la settimana potesse essere così puttana, mi eccitò maggiormente e, mentre le leccavo e contemporanemente le accarezzavo la schiena, le misi un dito in bocca che lei cominciò avidamente a succhiare bagnandolo.

Allora, raggiunto il suo bel culo, glielo passai sulla fica cercando il clitoride; lo infilai appena tra le piccole labbra ritirandolo ancor più lubrificato e lo accostai al suo ano infilandoglielo pian piano.

Sussulto con un gemito di piacere, ma non si ritrasse ed io cominciai a muoverlo su e giù con una lentezza che le consentiva di percepirne tutti i movimenti e le facesse pensare che presto l’avrei inculata.

Mi spostai verso i suoi piedi e comincia a leccarli. Passai poi alle caviglie, ai polpacci, alle cosce, fino alla fica.

Allora la girai e lei mi aprì immediatamente le cosce, mostrandomela in tutto il suo roseo splendore che occhieggiava attraverso il pelame scuro che fortunatamente, per i miei gusti, non aveva rasato.

Le baciai l’interno delle belle cosce, calde e lisce, le leccai gl’inguini leggermente sudati e scostai il pelo con misurata lentezza.

Volevo che desiderasse la mia lingua prima e il mio cazzo che aveva già ponderato, poi.

Le baciai delicatamente la fica spennellandola con la lingua finché cominciò a guaire ed a fremere, spingendola contro la mia bocca; allora gliela infilai tra le piccole labbra che colavano il nettare profumato e denso della sua voluttà, che ebbi il piacere di ripulire in punta di lingua, succhiandomi poi le due dita che le avevo infilato nella fica simulando un cazzo, mentre le titillavo il clitoride.

Cominciò ad urlare che mi voleva dentro di se, che voleva sentire il mio sperma caldo nella sua fica, nel suo culo, nella sua bocca, dovunque volessi sborrare.

Voleva essere la mia schiava che avrebbe subito qualsiasi nefandezza mi fosse venuta in mente.

Immaginate l’effetto di quelle parole.

Lasciai la sua fica e la presi per i capelli mordendole le labbra e baciandola rabbiosamente mentre sentivo la sua mano che cercava il mio cazzo e, trovatolo, lo guidò nella fica.

Poi la spinse violentemente in avanti e ci s’inchiodò al punto che sentiì la cappella quasi entrarle nell’utero.

Mi teneva le mani sui glutei e mi tirava dentro di se con tutta la sua forza, impedendomi di chiavarla come avrei voluto.

Respirava a fatica e mi tirava dentro di se come volesse prolungare all’infinito la sensazione del mio cazzo che l’aveva riempiva con tanta sgarbata violenza.



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Theafortree Invia un messaggio
Postato in data: 15/02/2017 15:10:48
Giudizio personale:
Il contrasto tra la fine equidistanza di lei dai due uomini di questa esperienza ed il suo successivo concedersi, architettato insieme al marito cuckold é molto ben descritto ed accende la voglia di partecipare all'intensità del vostro piacere.
Se continuerai a vederli ed un giorno te ne chiedesse più di uno, potrai contare sulla mia partecipazione come superdiscreto e fidatissimo amico

Autore: Theafortree Invia un messaggio
Postato in data: 15/02/2017 15:10:18
Giudizio personale:
Il contrasto tra la fine equidistanza di lei dai due uomini di questa esperienza ed il suo successivo concedersi, architettato insieme al marito cuckold é molto ben descritto ed accende la voglia di partecipare all'intensità del vostro piacere.
Se continuerai a vederli ed un giorno te ne chiedesse più di uno, potrai contare sulla mia partecipazione come superdiscreto e fidatissimo amico

Autore: Passionflowers Invia un messaggio
Postato in data: 13/02/2017 12:29:08
Giudizio personale:
Bellissimo!


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