i racconti erotici di desiderya

History of violence 9

Autore: Fd5947
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Sergio mi riporta alla mia auto parcheggiata sotto casa sua. Ci salutiamo con un bacio. Torno a casa con un carico di sensazioni contrastanti. Ecco i miei propositi di finirla e di tornare ad una vita normale sciacquati via da una giornata che di normale non ha avuto nulla. Tutte le sensazioni provate me le sento appiccicate sulla pelle e non mi danno neppure fastidio. Neppure le due ore passate con il laido vecchio mi disturbano, neppure ora che l'eccitazione sessuale si è placata. Oggi ho fatto e subito cose che dovrei definire disgustose, che chiunque definirebbe disgustose, ma che invece fanno inspiegabilmente parte di me e della mia nuova normalità. Percepisco la mia sessualità come un pozzo di cui non conoscevo l'esistenza ma di cui ora non vedo il fondo, e ogni volta che qualcuno abusa di me si illuminano per un'istante profondità di quel pozzo che sono sempre esistite. La mia parte oscura si compiace di ciò che è successo oggi. La mia parte razionale lo trova folle, ma in questo momento la mia parte razionale non ha voce in capitolo. Dovrei provare un senso di colpa profondo verso Rodolfo invece la sorda e sordida sensazione di fondo che mi porto dentro è che tutto ciò accade perchè Rodolfo ciò che mi piace profondamente non lo sa scoprire, non lo sa vedere e non sa darmelo.

Riaccendo il cellulare. Quattro chiamate di Rodolfo e due dei miei. Accidenti. Lo richiamo. Guardo l'ora, sono le 17.00. Mi chiede dove sono stata, mi ha chiamata in ufficio e gli hanno detto che non c'ero, mi ha chiamata a casa e mia madre, stupita, gli ha risposto che sapeva che stavo in ufficio.

Doppio accidenti. Come odio dover mentire.

Non riesco a pensare velocemente, l'unica cosa che mi esce è che ho preso la giornata per... preparargli una sorpresa. Lui subito si intenerisce, e io mi irrito con me stessa pensando che ora mi toccherà inventare qualcosa che giustifichi questa "sorpresa". Mi chiede se può venire da me più tardi, che non riesce a resistere. Sorrido dolcemente alle sue parole, dopo cena andremo di nuovo a fare una "passeggiata", che ovviamente ci porterà in garage a consumare in anticipo un altro po' di questo matrimonio che ci attende...

Chiamo Sergio, gli dico che sono impossibilitata a muovermi l'indomani, memore della sua richiesta di tenermi libera per tre giorni. Mi risponde brusco che non è possibile, lui ha già sentito delle persone. Mi dice che dovrò tenermi comunque libera nel primo pomeriggio. E' già qualcosa. La sera Rodolfo mi raggiunge, ci sono un po' di discussioni su quanto accaduto stamane. Percepisco che è preoccupato. E' anche una fortuna che questo salame di un fidanzato stia iniziando a percepire qualcosa, vuol dire almeno che proprio tonto non è. La mia grande arma è la seduzione, che posso usare a piacimento. Gli chiedo di portarmi fuori a bere qualcosa, e questa richiesta lo lascia un po' interdetto. Difficilmente io e lui usciamo la sera, a parte il venerdì/sabato, e difficilmente usciamo alla ventura, in giro senza una meta precisa, cercando soltanto un locale dove dargli sotto con l'alcool.

Ho un'idea che improvvisamente mi solletica. Rodolfo viene a prendermi alle 21, mi faccio trovare come lui non mi ha mai vista: l'abitino elasticizzato che piace tanto a Sergio, scarpe con i tacchi, calze autoreggenti, trucco sul viso. Rodolfo mi guarda come se non mi riconoscesse. Sono vestita sexy, ma non da troia, ma per lui è un bell'effetto.

- "Ma come ti sei combinata?" mi fa, sbalordito.

- "Ti avevo promesso o no una sorpresa?".

Ci mettiamo in macchina. Gli dico di dirigersi verso Campo de Fiori. Rodolfo non riesce a staccare gli occhi dalle mie gambe.

- "Cosa fai, mi guardi?" mormoro sorridendo.

- "Non ti avevo mai vista così... Sei fantastica" mormora di rimando lui candidamente.

Mi appoggia una mano su una coscia, risale. Arriva al bordo dell'autoreggente. Lo fermo.

- "Alto là, bel giovanotto, non è ancora il momento". Lui, dolcissimo amore mio, è diverso dai porci che frequento, e desiste subito.

Arriviamo a Campo de Fiori, parcheggiamo, lo prendo per mano e lo porto al locale di Enzo.

Più volte Enzo mi ha pregata di frequentare il suo locale, portandoci anche il mio uomo. Spero proprio che lui ci sia, mi intriga da pazzi far conoscere il mio uomo ad uno dei miei amanti.

Entriamo, non vedo Enzo. Uno dei camerieri ci porta ad un tavolo. Stasera c'è musica dal vivo, un piccolo gruppo blues. Il cameriere mi riconosce e io riconosco lui, ma non lo dà a vedere, per fortuna. Gli chiedo dov'è Enzo e mi risponde che sta per tornare.

Ordiniamo drink alcoolici, ho voglia di sballarmi un po' e di far sballare un po' il mio orsacchiotto. Rodolfo mi chiede chi è Enzo e come faccio a conoscerlo. Improvviso dicendo che è il padre di una mia collega che gestisce il locale e che ci sono già venuta con lei un paio di volte. Rodolfo la beve.

Siamo al secondo drink quando Enzo improvvisamente ci raggiunge al tavolo.

- "Francesca, che bella sorpresa!" Gli sorrido.

- "E lui è il tuo fortunato quasi-marito?".

Presento Rodolfo ad Enzo. Enzo, da buon gestore di locale, sa essere molto cordiale. Rodolfo da parte sua è un po' impacciato e lascia all'altro l'iniziativa. Se sapesse le volte che Enzo mi ha sbattuta...

Chiacchieriamo piacevolmente una decina di minuti, poi Enzo ci lascia scusandosi perchè deve occuparsi del locale. Ora c'è molta gente e quasi tutti i tavoli sono occupati.

L'orchestrina blues ha iniziato a suonare. Tengo d'occhio Enzo che va e viene dalla sala. Dopo una mezzoretta lo vedo finalmente rilassarsi dietro il bancone, vicno alla cassa. Mi alzo dal tavolo con una scusa e lo raggiungo. Enzo mi sorride, con un tono diverso da quello usato prima al tavolo. Scambiamo qualche chiacchiera. Mi guarda con desiderio, mi dice quanto sono bella e desiderabile. Mi assale una voglia improvvisa e sconvolgente di farmi scopare da lui. Lui se ne accorge, mi chiede di seguirlo. Mi gira la testa, guardo verso Rodolfo che appare rapito dalla musica. Forse non posso osare tanto. Ma Enzo entra nella porta della cucina e mi fa cenno, lo seguo. In cucina ci stanno due ragazzi affaccendati a preparare piatti. In fondo alla cucina c'è una porta, Enzo mi afferra per mano e mi ci conduce, i due ragazzi ridacchiano ammiccando. E' una stanza piccola, scura, deve essere il magazzino del locale. Enzo chiude la porta, tira fuori il cazzo dai pantaloni, io mi inginocchio e glielo prendo in bocca senza la minima esitazione. Sono eccitata da impazzire: spompino il padrone del locale mentre il mio fidanzato sta al tavolino a pochi metri di distanza senza sospettare nulla, in un sordido magazzino con due camerieri dietro la porta che sanno benissimo cosa sta succedendo. Ad Enzo in pochi secondi il cazzo è diventato di marmo. Mi fa alzare, mi fa appoggiare sul termosifone, mi tira su il vestitino e abbassa gli slippini. Si sputa sulle dita e me le infila con decisione nell'ano. Lo slarga ed inumidisce poi si prende il cazzo nella mano e lo guida dentro le mie natiche. Favorisco la sua manovra inarcando il bacino, lui spinge, lo prendo tutto dietro in un solo colpo. Enzo inizia a montarmi e ad insultarmi dandomi della vacca, mi fa letteralmente impazzire. Mi sento aperta in due, il porco mi martella per almeno tre minuti d'orologio.

- "Dai che dobbiamo sbrigarci" gli faccio ansimando.

Enzo mi assesta ancora una decina di colpi violenti nel didietro poi estrae il membro e mi costringe ad inginocchiarmi. Non c'era bisogno di costringermi ma accetto il suggerimento. Gli sego il membro eretto, ma lui mi prende la testa con una mano e me lo preme sulle labbra. Apro la bocca, il suo cazzo ma la invade e poi subito uno spruzzo sapido me la riempie. Ingoio senza problemi e gli pulisco la cappella con la lingua spremendo il membro con la mano. Mi rialzo e mi dò una sistemata, mi aggiusto le mutandine e le autoreggenti controllando che non ci siano lacerazioni poi mi abbasso il vestitino. Usciamo dal magazzino, i due ragazzi intonano un "ALEEEE'" lui li insulta semiserio invitandoli a farsi i ca##i loro.

Saranno trascorsi poco più di cinque minuti quando torno al tavolo da Rodolfo.

Rodolfo mi chiede premurosamente dove sono stata, gli rispondo alla toilette. Affianco la mia sedia alla sua, mi stringo a lui. Piano piano mi avvicino mentre la musica dell'orchestra intona un pezzo lento. Appoggio la bocca sul collo di Rodolfo, glielo bacio, poi glielo lecco.

Lui reagisce accarezzandomi i fianchi allora gli sussurro all'orecchio parole insinuanti.

- "Lo sai perchè ci ho messo tanto?".

_ "Perchè?"

- "Perchè alla toilette mi sono toccata un po'..."

Rodolfo non risponde ma vedo che diventa paonazzo. Dopo un poì soggiunge:

- "Che... che cosa?". Allora continuo

- "Ho fatto pipì e poi... mi sono toccata un po' la passera... ti dispiace?"

Rodolfo è sempre più paonazzo. Se gli dicessi che adesso ho il culo piacevolmente dolorante dal servizietto che mi sono fatta fare dal padrone del locale e che ho ancora sulla lingua il sapore della sua sborra gli prenderebbe un infarto.

- "Ora ci torno... e ti aspetto lì, l'ultima porta...".

Mi alzo senza guardarlo e mi avvio alla toilette. Il bagno del locale è molto ampio, c'è un disimpegno davanti a sei spaziose cabine. L'ultima è quella per i disabili ed è decisamente grande. Appena vedo Rodolfo entrare dalla porta principale del bagno mi infilo nella maxi-cabina. Lui subito ci si infila dopo di me. Chiudo a chiave la porta e mi butto su Rodolfo come una tigre. Gli infilo la lingua in bocca e con le mani gli armeggio la patta dei pantaloni.

Ho fatto l'amore con il mio Rodolfo centinaia di volte ma lui una vera troia non l'ha mai scopata. E' ora che cominci a farlo. Gli tiro fuori il cazzo dai pantaloni, è già eretto. Allora queste cosine non gli dispiacciono troppo. Glielo prendo in bocca e glielo ciuccio nella maniera più volgare possibile. Con un maestro come Sergio è difficile non riuscire a fare pompini decisamente volgari. Sputo sul cazzo del mio fidanzato e poi glielo riprendo in bocca mentre gli massaggio le palle.

- "Ti piace sbatterti questa troia nel cesso di un locale eh?" gli faccio.

Ma ho calcolato male l'effetto che queste parole avrebbero avuto sul mio lui. Appena glielo riprendo in bocca Rodolfo comincia a gemere. L'argine è rotto, la porcata profferita lo ha trascinato oltre il punto di non ritorno. Mi viene in bocca e mi ci scarica tutto il suo piacere rantolando. Dopo 10 minuti mi ritrovo ad ingoiare una seconda sborrata.

Ci ricomponiamo, usciamo e torniamo al tavolo. La manovra non è sfuggita ad Enzo che da dietro il bancone, senza farsi notare dal mio lui, mi strizza l'occhiolino.

Sono ancora carica, ma so per esperienza che dopo che Rodolfo è venuto il suo periodo refrattario è bello lungo, quindi per stasera i giochi sono finiti. Avevo deciso di dare per la prima volta il culo al mio uomo nella toilette del locale di Enzo... ma si vede che è destino che questo sarà il mio regalo per lui nella prima notte di nozze.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Stano Invia un messaggio
Postato in data: 10/11/2014 15:39:53
Giudizio personale:
mmmhh bello porco come racconto

Autore: Levis_48 Invia un messaggio
Postato in data: 15/03/2013 01:01:30
Giudizio personale:
ti avevo promesso che appena l'ho leggevo ti avrei mandato un commento okey e proprio eccitante continua

Autore: Rotterdam19 Invia un messaggio
Postato in data: 14/03/2013 10:38:44
Giudizio personale:
Dopo il Signore degli Anelli....sempre sul genere Fantasy!:-)

Autore: Mysterx Invia un messaggio
Postato in data: 13/03/2013 21:24:26
Giudizio personale:
devo bilanciare Greta

Autore: Mysterx Invia un messaggio
Postato in data: 12/03/2013 19:15:00
Giudizio personale:
sei tornata al tuo standard

Autore: Levis_48 Invia un messaggio
Postato in data: 12/03/2013 18:41:26
Giudizio personale:
Finalmente per scrvere un capitolo ve ne hai messo di tempo non l'ho ancora letto ma gia e qualcosa. ti darò un commento piu tardi quando l'ho leggerò

Autore: Soter & Magda Invia un messaggio
Postato in data: 12/03/2013 15:08:49
Giudizio personale:
Ah.....l'invidia...

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