i racconti erotici di desiderya

History of violence 2

Autore: Fd5947
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Cambia lo sfondo
Sono due giorni che ripenso a quanto mi e' accaduto, all'assurda violenza sessuale subita da parte di Sergio.
Quella sera sono tornata a casa in stato confusionale, ho cenato con i miei cercando di dissimulare il mio turbamento. Sulle prime ho anche pensato di andare alla polizia a sporgere denuncia contro Sergio, poi ho riflettuto: la cosa si sarebbe inevitabilmente risaputa. Non mi sento in grado di sopportare l'idea che Rodolfo venga a sapere quello che e' successo. Rodolfo e' un uomo dolce ma cosa potrebbe fare se sapesse che quel bastardo mi ha violentata? E se succedesse un fatto grave? E quali conseguenze poi avrebbe sul nostro rapporto questo episodio?
Tra due mesi devo sposarmi, e' gia' tutto pronto, tutto fissato: ristorante, partecipazioni, lista di nozze, viaggio prenotato. A quale scopo creare un terremoto devastante per una cosa che non avra' seguito ne' conseguenze sul mio futuro e sulla mia felicita' matrimoniale?
Certo, lo scopo sarebbe punire quel bastardo con una bella condanna penale, che ci starebbe tutta.
Ma c'e' anche una parte oscura che si muove dentro di me, un pensiero fisso contro cui combatto con tutte le mie forze. Non solo alla fine della violenza ho provato un piacere sfrenato nel subire quello che ho subito, ma ho anche sperimentato una sorta di appagamento istintivo che non riesco a spiegarmi. E' questo appagamento che, nel profondo di me stessa, non mi permette di avercela con Sergio e di odiarlo con tutta me stessa. Galleggio mentalmente, incapace di valutare appieno le mie stesse sensazioni.
Mi dico che devo dimenticare, che devo impegnarmi nel seppellire dentro me stessa questa finestra oscura che per un attimo si e' spalancata. E' l'unica cosa da fare.
Ma arriva il terzo giorno, e la violenza torna a bussare alla mia porta.
Sono al lavoro, in pausa pranzo, sto alla tavola calda con i colleghi, il cellulare squilla.
Guardo il display, riconosco il numero.
Mi cala un velo sugli occhi, il cuore mi batte impazzito. Poi mi sale il sangue al cervello, mi alzo sotto gli sguardi incuriositi dei colleghi, esco dal locale.
-"Pronto, chi e'?". Ma so benissimo chi e'.
-"Ciao bella Franceschina, come ti va la vita?". Ironia sferzante nella voce di Sergio.
-"Brutto.... bastardo...." le parole mi escono strozzate dalla gola. "...come osi... come puoi pensare di chiamarmi?"
Sergio si mette a ridere apertamente.
-"Ma come 'brutto bastardo', dolcezza mia? Ma se nessuno ti ha mai fatto divertire tanto in vita tua come l'altro giorno, io mi aspetto almeno un ringraziamento!!!"
La rabbia mi pervade. Bluffo, voglio gelarlo.
"Aspettati invece una bella visitina di una volante, proprio stamattina sono stata in questura a denunciarti".
Il bluff non sembra riuscire. Sergio continua a ridere.
-"Come no, gli diciamo tutto al tuo futuro maritino su quanto ti ho fatto godere, cosi' magari impara qualcosa di importante su di te?".
Non riesco a capire se e' davvero tranquillo o finge. Comunque e' un confronto verbale nel quale posso solo soccombere, decido di chiudere sperando di mettergli addosso almeno un po' di fifa.
"Non al mio uomo, ma al magistrato dovrai dire molte cose. E ora vai a farti fottere!!!".
Chiudo la comunicazione.
Tremo dal nervosimo, devo aspettare due minuti e respirare profondamente per calmarmi prima di tornare al tavolo.
Rientro, mi siedo. Arriva un sms. E' lui. Leggo.
"Stasera controlla la posta sul pc, amore".
Riecco la sensazione di gelo. Che significa questo sms?
Passo il pomeriggio inquieta, non riesco a togliermi dalla mente quella frase.
Arrivano le 18, torno a casa. Faccio delle piccole commissioni, poi entro in casa che mamma ha gia' preparato la cena. Mi rilasso chiacchierando a tavola con i miei, sparecchio, lavo i piatti. E vado al computer. Apro la posta, cinque nuovi messaggi, ed uno dal bastardo. Lo apro.
"Ci vediamo domani alle 18.15 al bar sotto il tuo ufficio, l'email del tuo cervo e' rodolfo.*****@g*ail.com, giusto?".
Leggo e rileggo il messaggio senza capire. Poi vedo l'allegato. Lo clicco. Sara' un virus? No, si chiama 32420238.avi... dev'essere un file video...
Parte il lettore multimediale. Mi sento letteralmente morire quando le prime immagini scorrono sullo schermo. I gemiti del film invadono la stanza. Presa dal panico spengo gli altoparlanti prima che i miei sentano.
Ci sono io in quel film.
Ci sono io che sto sotto Sergio nella sua macchina. 52 atroci secondi di filmato in cui Sergio si vede di spalle, ma il mio viso si vede perfettamente, nitidissimo. Sullo schermo godo inequivocabilmente mentre lui mi monta ed io gli artiglio la schiena attirandolo contro di me e lo incito a farlo ancora. Riascolto le parole da me pronunciate: "Si, si, dai... ancora...". Mi prende una nausea improvvisa, faccio appena in tempo a correre in bagno e piegarmi sul wc rigettando con pochi profondi conati tutta la cena.
Una telecamera nascosta nella macchina ha ripreso tutto, audio compreso. Mi sento perduta ed inizio a a piangere senza riuscire a fermarmi. Chiudo a chiave la porta della mia camera pregando che a nessuno venga voglia di fare due chiacchiere serali.
Com'e' possibile che mi stia accadendo questo? Perche' proprio a me? Cosa devo fare? Come fa Sergio ad avere il mio cellulare, la mia email, l'email di Rodolfo e chissa' cos'altro? E, soprattutto, come posso uscire da questo incubo?
Il giorno dopo. Ecco le 17.55, sto in ufficio, tra pochi minuti scendo e me lo trovero' davanti. Sono stanca e disfatta, la notte quasi insonne non mi ha portato alcun consiglio su come risolvere la situazione. Non ho nessuno con cui confidarmi. Scendo in ascensore, saluto distrattamente i colleghi, mi dirigo al bar.
Eccolo. Mi squadra sogghignando leggermente.
-"Cosa vuoi da me?" lo apostrofo livida in volto.
-"Tesoro, voglio un sacco cose da te, ma tutte belle... ma dai che sto scherzando, guarda ti ho portato un regalino".
Mi porge un pacco, non lo prendo.
-"Deve finire qua, Sergio, e se tu fai qualcosa per danneggiarmi ti giuro che la pagherai cara".
-"Danneggiarti? Tesoro, ma io voglio solo farti felice".
Improvvisamente il viso di Sergio perde la maschera untuosa e falsamente compiacente per assumere un'espressione cattiva, quasi feroce.
-"Adesso la pianti con queste stronzate, ti prendi sto ca**o di regalo, vai a casa, ti fai una doccia, lo indossi e stasera esci con me, altrimenti quel video domattina stara' su *ouporn e il link al video dentro tutte le caselle di posta di amici, parenti e colleghi. E non sperare che la polizia postale possa risalire a me, ho mille modi per farla franca. Tutto chiaro, baby? Alle 21.30 sotto casa tua, e vestita bene".
Mi sbatte la scatola in mano, si volta e se ne va. Torno a casa in preda all'angoscia. Sento che se non faccio quello che vuole questo disgraziato e' capacissimo di porre in atto la minaccia. Non posso neanche immaginare che qualcuno veda quel video, ne avrei la vita distrutta. Mio padre, Rodolfo, amici, colleghi... Scarto il pacco, apro la scatola di cartone pressato. Dentro c'e' un abito nero elasticizzato ed un completo di intimo da donna, entrambi di ottima fattura. Mai indossato roba di questo genere, normalmente quando voglio esagerare e far eccitare Rodolfo indosso slippini trasparenti... Sono le 21.00, ho appena avvisato mamma e papa' che stasera esco, non mi hanno chiesto con chi e dove vado, lo danno per scontato. Chiamo Rodolfo per evitare che sia lui a chiamare a casa magari dopo che sono uscita.
"Amore, ci pensi che tra cinquantotto giorni saremo marito e moglie?" e' la frase con cui il mio dolce fidanzato conclude la telefonata e mi augura una tenera buonanotte. Mi infilo le calze autoreggenti a rete, poi gli slip trasparenti davanti ed inesistenti dietro, solo un filo che mi passa tra le natiche. Sopra l'abitino, un tubino corto aderente che mette in evidenza gambe e stacco di coscia. Ho delle scarpe di vernice a tacco sufficientemente alto, le uniche con cui non sarei ridicola con questo vestito. Mi guardo allo specchio che mi restituisce un'immagine inedita di me stessa: sono indubitabilmente bella ed attraente. Quella patina di insignificanza che mi sono sempre sentita un po' cucita addosso non esiste piu'. Mi giro, le natiche tonde ed aggraziate risaltano. Levo le scarpe e le metto in una busta, metto dei mocassini per ingannare i miei, sopra un cappotto per nascondere la mia tenuta. Esco di casa con il cuore in gola, in ascensore levo i mocassini e rimetto le scarpe di vernice. Esco dal portone, sono le 21.30. Sergio e' li, nel suo macchinone. Scende, mi apre lo sportello sogghignando. Non dice nulla. Mi siedo, lui fa il giro della macchina e si mette alla guida. partiamo in silenzio.
Lui scosta i lembi del cappotto e mi scopre le gambe avvolte dalle autoreggenti a rete.
-"Ahhh lo vedi che splendore che sei, altro che quegli stracci da suora che metti sempre te".
Non ribatto nulla, rimango chiusa nel mio mutismo. Mi aspetto che lui mi porti a casa sua, invece punta verso il centro. Sergio mi conduce in un elegante wine-bar seminterrato vicino Campo de' Fiori. Entriamo. L'ambiente e' in penombra, musica di sottofondo. Il gestore vede Sergio e viene a salutarlo, grandi pacche sulla schiena, poi si rivolge a me, riempiendomi di complimenti. Ci sediamo ad un tavolo, arrivano subito due margarita. Sergio parla del piu' e del meno, mi guarda ammirato, in lui non sembra esserci traccia ne' del sarcastico bastardo ne' della persona sinistra di oggi pomeriggio. E' quasi distaccato. Arriva un secondo margarita, poi il gestore viene al nostro tavolo insieme ad una bella donna sulla trentina, si siedono con noi, chiacchieriamo. L'atmosfera dl locale e' gradevole, alle lunghe finisco per sentirmi abbastanza a mio agio. Cerco di prendere la cosa nel modo migliore ed esco dal mutismo in cui mi ero rinchiusa. Dopo il secondo margarita arriva un cuba libre molto carico. Dopo la tequila quindi ecco il rum. Sorseggio e rido alle battute di Enzo, il gestore. Piano piano Sergio mi si avvicina, sento la sua mano sulla coscia. L'alcool e l'ambiente disinvolto hanno un effetto disinibitore e la situazione non mi pare piu' cosi' tremenda e negativa. Odio me stessa con tutte le mie forze rendendomi conto che la mano di Sergio che mi accarezza le cosce non mi dispiace affatto. La testa mi gira, la mano di Sergio lavora sotto il tavolo e si insinua prepotente sotto la gonna, mentre lui continua a discorrere ridendo con i suoi amici come se niente fosse. Mi rendo conto di avere la fica gia' completamente bagnata, scatta lo stesso oscuro meccanismo dell'altra volta in macchina, penso una cosa ma ne provo un'altra. Sergio improvvisamente interrompe un panegirico di Enzo chiedendogli del "bunker". Enzo continua a sorridere e gli risponde che il bunker e' sempre in regola. Non capisco di che parlano, l'altra ragazza ride. Ridendo anch'io chiedo cos'e' il bunker, allora Enzo invita Sergio a mostrarmelo. Sergio si alza, mi prende per mano e mi guida attraverso il locale. Sono le 23 passate e c'e' parecchia gente che beve, chiacchiera ed ascolta musica. Arriviamo ad un porta in fondo al locale a fianco della toilette. C'e' una scala che sale, ci chiudiamo la porta alle spalle. Sergio mi assale letteralmente sugi scalini, mi schiaccia contro il muro, le sue mani fanno risalire il vestitino, la sua lingua invade la mia bocca. Ma ormai e' una cosa che desidero anche io ed alla quale non ha senso resistere, non in questa situazione. Rispondo al bacio, lo abbraccio, lascio che le sue mani esplorino il mio corpo. Sergio quasi rantola di desiderio, mi soffoca, mi morde. Mi sento costretta a compiacere il suo desiderio selvaggio ed animalesco, mi sento bella, mi sento desiderabile come non lo sono mai stata. Le sue mani mi artigliano le natiche, sospiro di piacere.
Mi solleva letteralmente con la sua forza insospettabile, sale i gradini, arriviamo ad un pianerottolo, c'e' una porta. Sergio la apre ed entriamo avvinghiati. Le scale squallide non lasciavano presagire l'ambientino squisito in cui ci troviamo. Velluto rosso alle pareti, moquette soffice, un grande ed elegante letto con uno specchio per soffitto, luce soffusa, musica di sottofondo, candele accese... E' un'alcova raffinata. Ma notero' meglio dopo questi particolari, adesso penso solo a fronteggiare l'assalto di Sergio. Mi si butta addosso, l'abitino risale sui fianchi le sue mani nelle mie mutandine, le sue dita si insinuano tra le labbra della mia fica ormai umide di nettare.
-"Senti la mia puttanella quant'e' bagnata..." sospira sottovoce Sergio. Poi mi strappa letteralmente il vestito di dosso, con uno strattone fa saltare le mutandine, una spinta e finisco sul letto. Non faccio in tempo ad assestarmi che lui mi e' addosso, i pantaloni sbottonati. Apro le cosce per accoglierlo, il suo cazzo gia' svetta in completa erezione. La penetrazioe e' immediata e brutale. E paradisiaca. Inizio a godere sfrenatamente per quel trattamento. Sergio mi martella con una foga, una velocita' ed un'animalita' straordinarie. Mi avvinghio a lui e rispondo altrettanto animalescamente. Gli mordo le labbra, gli graffio il collo, gemo come una cagnolina in calore. Mi sento splendidamente troia per la prima volta in vita mia. Il ricatto, i problemi, le paure vengono spazzate via. Rodolfo, il mio imminente matrimonio, la mia vita fanno parte di una realta' sfocata con ha ben pochi rapporti con l'attimo presente. Sto godendo come non avrei mai ritenuto possibile godere, sto nel posto giusto, nel momento giusto, sotto l'uomo giusto.
Sergio inizia a sudare copiosamente ed anche io. Si toglie di dosso, finiamo di spogliarci. Io mi libero del reggitette rimanendo con le sole autoreggenti, lui toglie pantaloni, camicia e maglietta, scarpe e calzini. Io sono seduta sul letto, lui mi si avvicina. Il suo cazzo vicino al mio viso. Non mi faccio pregare. Glielo prendo in bocca avidamente, con una mano gli massaggio le palle. Mi ordina di sputargli sulla cappella e di leccare la mia saliva. Mi ordina di leccargli le palle e di prendergliele in bocca. eseguo con la massima naturalezza.
-"Guarda che troia che sei..." mi sferza lui. "Ti sposi tra due mesi, vero?"
Non rispondo, continuo a ciucciargli il cazzo. Lui si sposta lateralmente e con una mano prende a sditalinarmi con energia.
-"Quel fesso che ti sposi ti fa godere cosi', Franceschina?"
Lui mi provoca, ma la mia attenzione ora e' tutta sul godimento che le sue sditalinate ed il sapore forte del suo membro mi procurano, continuo a non rispondere.
Sergio mi prende improvvisamente, mi fa mettere alla pecorina con il viso contro la spalliera del letto. Mi penetra in fica entrando come nel burro. Con le mani mi afferra per le spalle e mi costringe ad appoggiare la faccia sul piano del letto. Il mio bacino punta verso l'alto e si offre oscenamente alle voglie di quel bastardo che ne approfitta alla grande ed inizia a martellarmi. Con una mano mi sculaccia violentemente, con l'altra mi artiglia il collo premendolo contro il letto. Sono immobilizzata e costretta a subire i brutali affondi del suo membro. Passa non piu' di un minuto e sento l'orgasmo arrivare. Sergio mi sta aprendo in due, sta facendo di me quello che vuole. Quando lo supplico mentalmente di sbattermi ancora piu' forte e di farmi male lui improvvisamente si ferma ed esce. Mi volto perplessa e non credo a cio' che vedo. Enzo e' in piedi accanto al letto, ci guarda. E' nudo dalla vita in giu', con una mano si tiene il cazzo in erezione. Con l'altra una telecamera digitale, sta riprendendo tutto. Mi manca il respiro. Sergio mi scosta da me. Sono di nuovo totalmente spiazzata, la realta' mi pare quasi vacillare.
_"Vai, Enzo, continua tu".
Enzo sale sul letto, mi si avvicina da dietro. Le sue mani sui miei fianchi, poi sento il suo cazzo premere, non so difendermi, non so se voglio difendermi. E' un attimo, e' dentro di me. Non mi ribello, non ho piu' volonta'. Sergio ci riprende, Enzo mi scopa con colpi piu' lenti di quelli furibondi di Sergio ma sono piu' cadenzati, piu' profondi. La sua cappella mi scandaglia l'utero, inizio a godere nuovamente.
-"Che bel fimetto che ti sto facendo, Franceschina". E incalza "Ti piace farti sbattere da due maschietti, vero?".
Sergio va al mobile bar, versa una generosa dose di tequila in un bicchiere, torna da me e mi appoggia il bicchiere tra le labbra. Enzo mi prende per i fianchi e mi immobilizza fermandosi. Ho il suo cazzo completamente assestato nella passera. Rimane immobile mentre io trangugio la tequila, poi arriva un secondo bicchiere, mando giu' pure quello. La testa inizia a galleggiarmi, Enzo riprende a sbattermi alla pecorina, Sergio mi si mette davanti, mi porge il membro. Ora ho un cazzo in bocca ed uno in fica, proprio come accade nei film porno. Sergio continua a filmare tutto con la telecamera.
-"Allora, ne viene un bel filmetto, sai? Lo sai che con questo sei proprio fregata? Lo hai capito che da ora in poi sarai la nostra puttana, vero? Sei la puttana mia e la puttana di Enzo".
Questa frase che sottolinea la costrizione a cui sono sottoposta mi procura una scarica di piacere, adesso il cazzo di Enzo che si muove dentro di me mi procura stilettate sublimi.
-"Allora, mi hai sentito, troia?". Sergio mi allunga uno schiaffetto secco sul viso per scuotermi.
-"Si, ho sentito..." mormoro.
-"Hai capito che d'ora in avanti sei la nostra zoccola e che dovrai soddisfarci quando lo vogliamo noi?"
-"Si, ho capito..."
-"E cosa hai capito? Dillo, voglio sentirlo"
-"...che sono la vostra zoccola...".
-"E ti piace essere la nostra puttana, vero?".
Sono in deliquio, questo trattamento verbale unito ad Enzo che mi fotte divinamente alla pecorina mi stanno portando verso un orgasmo vulcanico.
-"Si, mi piace".
-"Cosa ti piace, troia, dillo".
-"Mi piace essere la vostra troia".
Sergio mi avvicina la telecamera al volto.
-"Succhiami il cazzo, puttana".
Eseguo mentre lui riprende in primo piano.
-"Ora di' che ti piacciono i nostri cazzi!"
-"Mi piacciono i vostri cazzi, si, mi piacciono tanto..."
-"Meglio cosi', perche' d'ora in poi sei la nostra cagna, alla faccia di quel coglione che ti sposi".
A quest'ultimo insulto precipito nel baratro di un orgasmo abissale. Enzo aumenta la frequenza della monta io inizio ad urlare senza ritegno mentre Sergio riprende tutto. L'orgasmo mi svuota letteralmente, Enzo esce da dentro di me appena in tempo per bersagliare il mio fondoschiena con un copioso getto di sperma caldo e denso. Rimango inebetita, quasi sull'orlo dell'incoscienza, prona sul letto, il culo scoperto, imbrattato della sborra di Enzo, ancora proteso alle voglie di quei due porci.
Invece i due escono dalla stanza, rimango per circa cinque minuti da sola, nuda. Non penso a rivestirmi e a scappare, va bene cosi'. Mi rigiro, completamente stordita. Sergio trona improvvisamente, lo guardo languida.
-"Andiamo a darti una lavata, forza."
Mi conduce in un delizioso bagnetto ricavato dietro una porticina seminascosta. Entro nuda nella spaziosa cabina doccia, un delizioso getto di acqua calda mi investe. Sergio entra con me, nudo anche lui. Ci baciamo appassionatamente, lui mi spande la docciaschiuma su tutto il corpo, mi accarezza, mi lava con gesti energici e decisi. Adoro sentire il tocco delle sue mani. Gli prendo il cazzo in mano e lo meno dolcemente. Le sue dita si spostano dietro, iniziano a stimolarmi l'ano. Lo lascio fare, ma sono un po' inquieta, immaginando a cosa prelude quel gesto. Le dita insaponate si fanno facimente strada nel mio buchetto. Sono ancora vergine analmente, con Rodolfo ci abbiamo provato ma il mio dolore e la sua scarsa determinazione hanno prevalso. Sono ancora sufficientemente ubriaca da lasciare che Sergio faccia quello che vuole. Ho tre dita nel culo che mi slargano e mi dilatano con decisione ma senza brutalita', l'altra mano di Sergio mi stimola la fica. Sergio prende altro sapone liquido e me lo inserisce nel sedere, poi mi gira. Appoggio le mani al vetro della doccia, sento il suo cazzo premere dietro. In poche spinte la sua cappella e' dentro il mio culo, ma sento dolore. Lo prego di fare piano, lui si ferma, poi procede con spinte lente e quasi impercettibili, avanti ed indietro. Ora ho mezzo cazzo infilato dentro, lo scongiuro di non andare oltre, sto al limite della sopportazione.
-"Vedrai come ti diventera' questo bel culetto, fra un po' di tempo avrai due fiche, tesoro, e godrai il doppio".
Rimanendo quasi immobile dentro di me Sergio inizia a sditalinarmi sapientemente davanti.
Riprende a farmi godere anche mentalmente.
-"Allora con chi godi di piu', con me o con quel pirla del tuo fidanzato?"
-"Con te...".
-"E con Enzo, ti e' piaciuto farlo?"
-"Si..."
-"Te lo sei goduto il cazzone di Enzo, vero, troia?"
-"Si... tanto.."
-"Enzo vuole incontrati da sola, in settimana lo vieni a trovare, ok?"
-"Si... va bene..."
-"Ti vuole vestita da zoccola... minigonna, autoreggenti, niente mutandine. Venerdi' sera vieni qui al locale, bevete qualcosa, poi venite quassu' al bunker e passate la notte insieme, se posso vi raggiungo.".
Ogni frase, ogni oscenita', ogni porcata che sento mi fa avvicinare sempre piu' all'orgasmo.
-"Toccami, toccami, ti prego... e spingi di piu' ora..." sussurro.
Sono completamente cotta, il dolore della dilatazione anale si fonde al piacere, Sergio spinge e me lo mette tutto dentro, il suo cazzo mi entra dentro fino alle palle.
Esplode l'orgasmo, il secondo della serata. Sergio aspetta che la mia piena si esaurisca, poi con delicatezza esce da dentro di me.
Mi fa inginocchiare Sotto il getto dell'acqua calda gli prendo il membro in bocca. Poche succhiate poi il sapore inconfondibile dello sperma mi invade la bocca. In parte deglutisco, in parte lascio defluire fuori. Sergio rantola scaricandomi in bocca tutto il suo piacere....


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Mysterx Invia un messaggio
Postato in data: 09/09/2012 22:19:49
Giudizio personale:
perfettae seè vera complimenti sei una grande femmina

Autore: Cp7076 Invia un messaggio
Postato in data: 23/11/2011 12:18:56
Giudizio personale:
a quando il seguito?!?!?!?!!?

Autore: Federikatrav Invia un messaggio
Postato in data: 17/10/2011 12:03:35
Giudizio personale:
Bello!! mi piacerebbe essere al posto della "troia" .......

Autore: Federikatrav Invia un messaggio
Postato in data: 15/10/2011 09:24:39
Giudizio personale:
eccitante.....


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