i racconti erotici di desiderya

Estate 2010 - al fiume -4-

Autore: ManzoMaturo
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Un mercoledi del mese di luglio / Il torrente

Curiosando tra i profili di Desy, Piero ha visto le foto di uno che cercava coppie. Lo incuriosiva le foto del tipo fatte sulla sponda di un torrente con altra gente nuda in lontananza. Piero vuole sapere dove cavolo sono state scattate. Il posto sembra bello e accattivante. Senza pensarci su, manda un messaggio al tizio e gli chiede informazioni. La risposta che riceve è ricca di complicità e molto esauriente, con tanto di indicazioni ben precise su che cosa accade nel posto e con tanti auguri di buona caccia ma di non spargere troppo la voce. Il posto si trova a poco più di un’ora di macchina dalla casa di Piero. Una ricerca su google aiuta ad individuare come arrivarci.

All’uscita dell’autostrada un groviglio di strade e qualche palazzone prima di addentrarsi in una zona industriale. Poi Piero prosegue oltre alcune rotonde, attraversa il paese e trova la statale come indicato. Oggi Piero ha disdetto due appuntamenti che sapeva poteva rimandare e si è ritagliato alcune ore per se. È una giornata splendida, fa caldo. Piero pensa che oggi ci starebbe bene qualcosa di trasgressivo. E’ veramente carico. L’ultima succosa schizzata l’ha fatta una settimana fa in webcam con la rossa di Treviso. Piero guida lungo la statale che ora è in salita formando mille tornanti nascosti dalla folta vegetazione. A tratti scorge delle belle fattorie, attraversa alcuni paesi con le case fatte di sasso e i gerani alle finestre. Passa sopra un ponte molto alto e scorge il torrente laggiù. Immagina sia il torrente che sta cercando ma deve arrivare prima alla località indicata. Piero torna a pensare alla rossa di Treviso, un brivido sale dal basso ventre su per la schiena e si accorge che gli si sta gonfiando il cazzo. Lo massaggia un poco, poi approfittando di un rettilineo infila la mano dentro il pantalone della tuta e lo sente tutto bello gonfio, lo accarezza e spera di poter trovare qualcuno con cui giocare oggi. Anzi si augura di vivere una bella maialata quel pomeriggio. Lui è veramente carico. Qualsiasi tipo di maialata va bene oggi, in un posto nuovo, eccitante e sconosciuto.

Ha parcheggiato in prossimità del posto indicato, ci sono alcune vetture lasciate lungo la salita secondaria cosi come anche un paio di grosse moto. Il torrente è la sotto, giù in fondo. Bisognerà arrivarci a piedi, seguendo qualche sentiero. Piero si è appena avviato alla ricerca di un sentiero giusto per scendere quando passa una grossa moto rombante in discesa verso la statale. La conduce uno che indossa un giubbotto verde di pelle e jeans slavati e attillati alla coscia, con scarpe da ginnastica bianche. Ha l’aria di essere un giovane che ha passato qualche ora al torrente nella pausa pranzo. Promette bene la cosa. Se giovani centauri frequentano il posto significa che hanno qualche interesse a farlo, probabilmente sono a caccia di coppie.

Piero scende tra il bosco e i rovi, ha individuato un sentiero e in breve tempo arriva in prossimità del torrente. Si, il posto è giusto. C’è gente la sotto, stesa sulle rocce o in piedi a passeggiare. Sono persone nude a prendere il sole. Ottimo. Continua a scendere e arriva al greto del torrente dove gli si apre una veduta paradisiaca. Alti costoni di roccia, vegetazione rigogliosa, sassi ovunque. Un rivolo di acqua limpida scorre nel letto ridotto del torrente, sembra essere fresca e pulita. D’istinto Piero si dirige verso sinistra contro corrente. Salta da un sasso all’altro, supera rocce, scavalca vecchi tronchi. Risale il fiumiciattolo che forma delle anse dove l’acqua è più profonda. Mano a mano che procede, si fa più stretto e tortuoso e le pareti rocciose ai lati sempre più alte. È un paesaggio mozzafiato, il paradiso terrestre. Ci sono alcuni Adamo ed Eva stesi al sole dalla parte opposta dove batte il sole. Due coppie ognuna per i cavoli suoi e nelle vicinanze due ragazzoni ben piazzati fisicamente anche questi ognuno per se. Accanto a loro, zaino e casco per la moto. Sopra i costoni di roccia il bosco diventa molto folto. Grilli e cicale la fanno da padrone, è l’unico rumore udibile oltre all’acqua che scroscia tra le rocce e le cascatelle nel letto del fiume. Piero è felicissimo della scoperta di questo posto. Ha già deciso che tornerà con la macchina fotografica grande per delle foto straordinarie, meglio il prossimo autunno per catturarne i colori caldi. Ora il torrente forma una gola stretta a gomito. Poco oltre Piero incrocia una coppia che parla con un tizio. I loro asciugamani sono stesi a terra. I tre stanno conversando in piedi e non prestano alcuna attenzione a lui. Peccato che lei sia molto grassa e abbia le tette piuttosto penzolanti e nemmeno tanto belloccia in viso. I due maschi, Piero lo nota appena, sono uno più giovane e molto magro quasi ossuto, l’altro invece che deve essere il marito ha la tradizionale panza. Siccome tutta la zona sta in ombra sotto il monte, ne deduce che questi sono puri naturisti che godono della simbiosi tra la loro nudità e madre natura tutto attorno. Piero prosegue oltre. Incontra un tipo pure lui nudo che passeggia tra la vegetazione e subito dopo un altro pure questo senza niente addosso che lo segue.

Oltre l’ennesima ansa del torrente si apre un ampio spiazzo coperto di roccia levigatissima in pendenza, quasi un pavimento. Altre rocce di tutte le dimensioni e sagome formano il fondo del fiume. Su questa ansa aperta batte il sole molto caldo dato che la conformazione delle montagne attorno non lascia passare correnti d’aria. Qui il torrente forma due pozze profonde circa un metro e anche abbastanza nascoste. Due teli stanno stesi sulla roccia in pendenza. Piero vede due persone in acqua dentro una delle pozze. Lui è seduto di schiena. L’acqua gli arriva appena sopra il sedere. Lei gli sta sdraiata davanti tra le gambe. Ha i capelli neri e lunghi sciolti, avrà una cinquantina d’anni, è molto abbronzata, ha un viso piuttosto piacevole. Stanno giocando tra di loro, scherzano e parlottano. Nessun altro attorno. Piero passa oltre cercando un posto al sole e tranquillo, ma in effetti vuole un angolo dove essere visibile ai due. Lo trova nelle vicinanze e senza prestare attenzione alla coppia ma tenendoli d’occhio stende il suo asciugamano, sistema lo zaino, si spoglia lentamente. Loro lo hanno già notato e lo stanno osservando discretamente, mentre si strusciano una addosso all’altro. Lei sta radiografando Piero, senza farsi notare ma lui ha già captato ed è esattamente ciò che vuole lei. Piero è in piedi, ha tolto le scarpe e la tuta. È rimasto solo con il costume rosso che usa in piscina e la canotta. Si sfila anche il costume e da un’occhiata furtiva ai due. Il cazzo bello morbido, grosso e leggermente incurvato a destra fa mostra di se. Incrocia lo sguardo di lei per due decimi di secondo, ma lei ha già pesato e valutato la sua verga. Ora Piero gironzola un po’ come ad esplorare il posto, indossa solo la canotta che mette in evidenza le spalle larghe e sotto la quale si vede penzolare il suo bell’uccello. I sassi sono stramaledettamente caldi sotto i piedi. Il luogo è magnifico, il sole scotta, attorno è tutto un fitto bosco verde quasi impenetrabile.

Piero torna al suo telo giallo e arancione e ci si stende sopra, ha tolto pure la canotta. Prova una sensazione favolosa, steso al caldo completamente nudo, il suo bel cazzo grosso, barzotto e incurvato a destra come sempre. E’ ben visibile ai due esattamente come lui vede loro. Meglio lasciare passare un poco di tempo prima di passare ad un eventuale approccio. Chiude gli occhi e si rilassa. Ha dimenticato a casa le sigarette. Tanto meglio pensa. Passano circa dieci minuti e i due escono dall’acqua, si asciugano e si stendono al sole. Piero e il lui di coppia si sono scambiati un paio di occhiate, alla seconda anche un breve accenno di sorriso corrisposto da Piero. Lei invece quasi estranea. Ora i due stanno stesi a godersi il sole e il silenzio mano nella mano. Poi lui molla e lentamente sfiorando la pelle della sua donna le accarezza la pancia con movimenti rotatori fino a scendere all’inguine. Sempre con dolcezza la mano inizia a massaggiare il monte e con le dita ad esplorare più sotto in profondità. Con la coda dell’occhio si assicura che Piero stia osservando. Ancora si incrociano per un attimo i loro sguardi. Piero incomincia ad eccitarsi e la nerchia tra le gambe inizia a muoversi e a gonfiarsi lentamente, cosa tra l’altro notata anche dal marito di lei. La donna si gira sulla pancia, allarga un poco le gambe e sembra voler dormire. Piero approfitta di questa pausa per farsi un giro. Ha intravisto un tipo oltre l’ansa, forse c’è qualcosa laggiù. Si avvia per esplorare il posto ma non sembra esserci nessuno tranne un telo e una borsa alla base di una roccia. Vede un sentiero dall’altra parte del torrente, lo raggiunge bagnandosi i piedi nell’attraversarlo. Il sentiero si inoltra nel fitto bosco, fa fresco sotto gli alberi. Piero è completamente nudo e prova una deliziosa sensazione di libertà in quel contesto. Fa qualche decina di passi e ad un tratto si trova davanti a due maschi, uno in piedi appoggiato di schiena ad un albero con i jeans abbassati e la maglietta viola tirata sopra il collo lasciando libero un bel torace abbastanza peloso e ben definito; l’altro con i capelli grigi, un accenno di sovrappeso e completamente nudo sta inginocchiato a succhiargli il cazzo. Quello in piedi tiene tra le mani la testa di quello sotto, gli spinge l’uccello giù fino alla gola e poi fuori e poi dentro come a scopargli la bocca. Quindi si ferma e il succhiatore riprende a succhiare e a leccargli il cazzo duro e gonfio. Piero a quella vista avrebbe voluto svoltare via per non disturbare se non fosse per il sorriso accattivante rovoltogli dal ragazzo dei jeans. Anche il succhiatore ora si è accorto della presenza di Piero e non se ne cura anzi ne sembra contento. A Piero gli si sta ingrossando l’uccello a dismisura osservando quella scena. Se lo prende tra le dita lo massaggia e inizia a segarsi guardandoli. Il suo cazzo si fa sempre piu grosso e duro, ora è veramente eccitato. Quello dei jeans lo guarda, gli sorride ancora e gli fa un cenno. Piero pensa che invece vorrebbe mettere il cazzo nella fica della coppia che ha lasciato al sole qualche attimo fà. E’indeciso se avvicinarsi e farsi sbocchinare pure lui oppure tornare indietro e riprendere il gioco con la coppia. Continua a menarsi la fava dura e legnosa solcata da tutte quelle vene azzurre grosse e sottili. I coglioni sotto che sono belli pieni gli fanno quasi male. Si avvicina ai due segandosi. Quello dei jeans gli prende il cazzo in mano e lo sega un poco, poi gli strizza i coglioni gonfi e duri, infine gli pizzica un capezzolo. Piero nel sentire che la mano di un uomo gli tiene il cazzone in mano si eccita ancora di più, ma vuole tornare dai due di prima per mettere le mani sulla figa eventualmente. Fa un cenno di saluto al ragazzo dei jeans, si sorridono e li lascia alla loro succhiata pomeridiana. Nel riattraversare il torrente Piero si accorge che ha ancora il cazzo duro e dritto che svetta per aria. Dentro di lui un turbine che dovrà calmare in qualche modo.

Arrivato nei pressi della sua postazione vede che la coppia sta ancora dormendo. Piero allora scende nella pozza accanto a quella dove stavano i due poco prima. Si stende nell’acqua bassa e decisamente fresca a calmare le cariche erotiche accumulate nel bosco con i due maschi.

Si sta abbandonando a qualche pensiero quando nota che il lui di coppia accarezza il culo di lei e le sussurra nell’orecchio. Subito dopo si alzano e tranquillamente scendono in acqua nella pozza vuota li vicino. Lui sulla cinquantina, capelli brizzolati, fisico di uno che sta alla scrivania tutto il giorno, lei invece anche se non più giovane è comunque ben curata e sicuramente un poco di palestra la fa per correggere qualche smagliatura visibile ma non sgradevole. Scendono in acqua con qualche brivido ma poi si abituano alla temperatura. Come prima Lui sta seduto e lei stesa in avanti tra le sue gambe, le appoggia il viso sulla pancia. Non passa molto che tra uno sguardo e un mezzo sorriso Piero attacca discorso lodando la bellezza del posto ma soprattutto l’esiguo numero di frequentatori e la tranquillità. La conversazione si evolve fino a quando arriva l’invito del lui di coppia di passare nella loro pozza. Piero non aspettava altro. Pure lei partecipa attivamente alla conversazione. Ora il clima si è fatto molto disteso. La conversazione continua su svariati argomenti e si protrae a lungo. E’ un modo per conoscersi meglio. Lei inizia a dare qualche bacetto al marito sull’addome e gli massaggia cazzo e palle sott’acqua. Spesso i suoi occhi si fissano con insistenza su quelli di Piero ampiamente ricambiata. Il lui di coppia ora si sistema seduto più comodamente appoggiando la schiena su una roccia. La nuova posizione permette a sua moglie che nel frattempo si è messa in ginocchio davanti al suo uomo di prendergli in mano tutto il cazzo sotto il pelo d’acqua. Anche a Piero si è indurito l’uccello. Poi di sorpresa lei affonda la bocca sul cazzo del marito e inizia a succhiare voluttuosamente stando sempre inginocchiata a pecora. Il marito e Piero si scambiano delle occhiate complici, sorridono e il lui gli fa cenno di si per dargli il via libera. Piero è eccitatissimo, il cazzo tutto scappellato e duro ora sta fuori dall’acqua. Si mette pure lui in ginocchio dietro la donna. La prende dolcemente per i fianchi e le struscia il suo palo duro tra le natiche, prima passandolo sul buco del culo poi scendendo a strofinarglielo sulla figa sotto. E’ un movimento che Piero persiste a fare con piacere tante, tante volte. Lei continua a succhiare il cazzo del suo uomo mentre muove il bacino avanti e indietro per sentire meglio invece il cazzo duro di Piero che glielo strofina sotto in modo ritmico. Piero avrebbe voglia di affondare la sua verga dura che sente pulsare di eccitazione nella figa di lei. Basterebbe un colpo ben indirizzato ed entrare dentro sentendone il calore delle pareti umidicce e sicuramente ben lubrificate. Ma penetrarla senza il consenso prima suo e poi del marito non è corretto e nemmeno educato. Piero spera eventualmente di poterlo fare in futuro sempre che lo vogliano incontrare ancora. Ora lei drizza la schiena e si siede sulle gambe piegate offrendosi tutta al marito il quale portandosi avanti la bacia. Piero invece si siede pure lui sulla gambe piegate facendo in modo che il suo cazzo duro sia ben sistemato sotto di lei, sente la sua figa fremere. Mentre i due si baciano con un profondo lingua in bocca, Piero da dietro la avvolge con le sue braccia poi mette le mani a coppa e se le riempie delle sue tette. Lei con la lingua del marito in bocca e seduta su cazzo duro di Piero si dimena come a volerlo tutto dentro. A questo punto Piero allunga la mano davanti e la porta sotto di lei fino ad infilarle un dito nella figa. Inizia a rigirare il dito in modo frenetico. Lei mugola con la lingua del marito in bocca, inizia a dimenarsi perché il dito di Piero la sta portando al settimo cielo. Fa spostare Piero di fianco in modo che lui possa infilare le dita nella figa al meglio e allo stesso tempo afferra con la destra il cazzo di lui. Il marito continua a baciarla con affetto e trasporto. E’arrivato il momento di godere. Le dita di Piero ora dentro la sua passera sono due e stanno dando il meglio fino quando lei inizia a emettere dei profondi sospiri e dei gemiti leggeri ma insistenti godendosi un orgasmo tra i due uomini. E’ a questo punto che Piero sente salire dalle viscere un intenso piacere mentre lei gli continua a segare la nerchia, fino a farlo schizzare fiotti densi e biancastri che si perdono nella limpida corrente d’acqua. Il sole è ancora alto e caldo ma sta già scomparendo dietro la cresta della montagna sovrastante il torrente. Tra poco sarà tutto in ombra. I tre si sciacquano e ritornano a sdraiarsi sui teli stesi sopra le rocce calde.

Piero sta guidando in discesa lungo la statale sulla via del ritorno. E’ più che soddisfatto di come è andata nel pomeriggio, decide che deve assolutamente mandare un messaggio all’utente di Desy per la dritta circa il torrente e ringraziarlo. E poi sicuramente qualche altra puntata al torrente ha tutte le intenzioni di farla nelle prossime settimane d’estate rimaste. C’è un rettilineo davanti a lui ora. Con la sinistra tiene il volante. Allunga la destra sotto il pantalone della tuta, si accarezza il cazzo ora a riposo ma bello grosso, lo scappella. E’ ancora tutto umido e un poco appiccicoso di liquido spermatico, ne raccoglie qualche residuo sulla punta di un dito, lo annusa e sente odore di cazzo, odore di maschio, se lo porta alla bocca e lo succhia. Riprende il volante con le due mani e l’occhio gli cade sul sedile accanto, sul bigliettino che ha scritto in precedenza prima di rimettersi in moto….Alfonso e Lucia 055……….


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Mariuolo169 Invia un messaggio
Postato in data: 20/12/2015 18:54:11
Giudizio personale:
055... di firenzeee??
bellooo

Autore: Bisexentambi Invia un messaggio
Postato in data: 25/02/2014 17:47:54
Giudizio personale:
Nooooooooooooo inventato


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