i racconti erotici di desiderya

Diletta

Autore: Billy6969
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Era una bella giornata a Milano.

Avevo deciso quella mattina di andare a fare un aperitivo in un bar vicino al castello sforzesco.

Sorseggiavo una birra e leggevo tranquillamente la gazzetta dello sport.

Mi stavo gustando il mio giorno di riposo quando mi sentii chiamare per nome. “Ciao Alle!!”

Alzai lo sguardo dal giornale.

Avevo davanti a me una ragazza. Capelli biondi, alta su i suoi tacchi 12, pantaloni neri eleganti, camicetta bianca e giacca nera. Sembrava appena uscita da una riunione d azienda.

La guardai in quei suoi occhi azzurri... e rimasi senza parole. “Diletta!!”

Diletta era la vecchia fidanzata del mio migliore amico, Marco.

Marco 12 anni fa era sparito una mattina, le aveva svuotato il conto in banca con 800.000 euro ed era scappato in Sud America. Nessuno lo aveva più visto. La denuncia di Diletta all epoca andò a vuoto, dato che il conto in banca era a nome di entrambi. Non solo, Marco aveva anche ipotecato la casa che avevano appena costruito. La banca si riprese la casa e Diletta fu messa in mezzo alla strada. Il padre era deceduto da un paio di settimane soltanto, e i soldi dell eredità erano partiti in Sud America con Marco. Cadde in depressione, comicio a drogarsi e poi a prostituirsi per pagarsi la dose. I parenti la rinnegarono e lei spari nel nulla. Fino ad oggi. Fino a questo momento in cui me la trovavo davanti.

“Diletta !! Quanto tempo! “

Mi sorrise, “si Alle, tanto tempo!”

“Siediti t offro un caffè!, o magari uno spritz, come stai?”

“Bene, lavoro in in azienda di marketing, mi sono appena trasferita qui a Milano”

“Non ti vedo da....”

“Si lo so, per favore non parliamo del passato, ho fatto parecchie terapie di autostima, persuasione e corsi di autocontrollo, sono stata anche in America per rimettermi in sesto”

“Hai passato brutti momenti, sono contento di rivederti in forma”

“Più in forma che mai!”

Parlammo per un buon quarto d’ora e mi ricordai perché L avevo corteggiata prima che si mettesse con Marco.

Aveva un seno molto più prominente sotto la camicetta che mi faceva pensare cose piccanti.

Mi invitò a casa sua il giorno dopo per una cena... era appena tornata e non aveva più amici. Accettai e mi diressi a casa sua il giorno seguente.

Abitava in zona Monza, in un bel condominio. Zona di lusso pensai tra me e me. Suonai al citofono e salii in ascensore.

Quando mi aprii la porta mi sorrise. Indossava un paio di leggings, che facevano immaginare le sue forme perfette ed il seno era rinchiuso in un top rosa. E che seno, non me lo ricordavo così! Avevo portato una bottiglia di champagne. La bevemmo sul suo terrazzo. Mentre il sole scendeva su Milano. Eravamo allegri e ordinammo due pizze. L allegria ci fece aprire una seconda bottiglia e ci trovammo a un certo punto sul divano, a sorseggiare gli ultimi bicchieri.

Si sedette sulle mie ginocchia, mi sussurri all orecchio” sono contenta che sei qui con me stasera, mi sono sentita sola... ti ho pensato parecchio...” e li mi mise la

Lingua in bocca. Un po’ ubriaco mi lasciai andare in un bacio appassionante. Le toccai il seno, sodo, muscoloso. Si staccò da me e mi disse “ti piace? L ho rifatto due anni fa”

Ecco perché non me la ricordavo così formosa!

Mi rimise la lingua in bocca, poi si alzò e si tolse il top rosa. Un seno stupendo, Nell aria aleggiava un profumo come quello di Christian Dior. Hypno mi sembrava che si chiamasse. Si sedette su di me a cavalcioni e rimanemmo a baciarci per un po’. Poi mi sussurro... “ho voglia di te” ero praticamente preso dall eccitazione, mi alzai e mi tolsi la maglietta. Poi mi mise seduto sulla sedia della cucina.. si tolse i leggings e mi mostro il suo bel sedere. Perfetto, tonico, non una smagliatura. “Facciamo un gioco!” Mi disse

Andò in camera e torno con delle manette...

“Cosa vuoi fare? “ le chiesi con malizia...

“Mi ricordo i film che guardavi con Marco, ora ti lego alla sedia e ....” mentre diceva questo mi aveva ammanettato i polsi a entrambi i braccioli.

Si mise seduta su di me e mi baciò ancora.

Avevo in erezione poderosa, la volevo mia.

Quindi si alzò e ritorno in camera.

Ritorno con una benda.

Non vedevo più niente. La sentii muoversi intorno a me, e mi accorsi che mi stava legando le caviglie alla sedia.

Mi trovai bloccato e non potevo muovermi.

Mi diede un altro bacio e comincio a strofinarsi su di me. Mi bacio sul collo ed andai fuori di testa. Quindi mi sbottono i pantaloni e li calo fino alle caviglie. La mia erezione era lì. Potente. 20 cm duri come un lampione.

“Prendi una caramella, ti puzza l alito”

Apri la bocca e mise una caramella direttamente in gola.

“Non sa di menta... “

“Ops ho preso la caramella blu invece di quella verde.... “ disse sarcastica

“Caramella blu?”

“Si Alle , Viagra, la notte e lunga, ed e appena iniziata”

Sentii un calore invadermi, il cuore mi andava a mille.

“Torno subito, mi faccio una doccia e torno “

“Aspetta , fammi fare la doccia con te... “

“Dopo, se ti comporterai bene faremo tutto ...”

Rimasi legato alla sedia per 10 minuti, la sentii rientrare in salotto. Mi si avvicinò e sentii un profumo di cocco inebriante. Non disse niente, mi comincio a graffiare dolcemente con le sue unghie.

Il viagra stata facendo effetto, avevo il cazzo duro come il marmo.

Diletta mi tolse la benda. Era davanti a me, indossava un baby doll nero, quasi trasparente. Aveva i capelli legati dietro la schiena ed indossava delle scarpe col tacco 12. Nere, lucide e con le suole rosse. Era una dea, se fossi stato libero L avrei violentata li.

“Bene, vedo che siamo eccitati... anche io sono tutta bagnata tato....” mi disse con voce sensuale. “Andiamo Diletta, sono teso, lasciami ho voglia di te!”

“Hai voglia di me? Haha, ora si che il gioco si fa bello...”

Si avvicinò e comincio a leccarmi la cappella, la sua lingua roteava intorno alla punta.

“Ora ti faccio qualche domanda... se rispondi bene continuo e se rispondi male sarai punito...”

“In che senso risposi...”avevo la cappella che stava per esplodere.. a quel punto po prese tutto il cazzo in bocca e comincio a succhiare... usava il mio cazzo come una cannuccia... ma si interruppe subito...

“Hai capito, io ora ti farò delle domande, e tu mi dovrai rispondere... hai capito?”

E ricomincio a succhiare...

godevo come un riccio, vederla con il mio cazzo in bocca era meglio di un film porno...

“Si “ risposi io.. “va bene...”

Si staccò dal mio cazzo e lo lascio in piena erezione.

“Dove si trova Marco?”

Li capii , stava cercando Marco, mi stava usando solo per poterlo trovare.

“ Non lo so, non lo vedo da una vita, perché lo vuoi sapere?”

Diletta si alzò in piedi, si giro di schiena e si sedette su di me, avevo il mio cazzo a 1 cm dalla sua fugherà depilata....

Improvvisamente uno schiaffo, forte, sulla cappella, poi un altro, poi un altro.

“Non cominciamo bene.... domanda numero due... mi vuoi scopare? Vuoi sentire la mia fighetta stretta?..”

“Oh si DIletta, lasciami andare”

“No, prima mi devi dire tutto quello che sai su Marco” mi disse con voce sensuale.

“Gli voglio fare pagare caro quello che mi ha fatto....” mi disse ancora, “ mi devi aiutare”

“Non so niente” risposi con il fiatone.

Mi prese L uccello in mano e comincio a segarmi. Ma si interruppe quasi subito.

“Non vuoi collaborare e vuoi che ti faccia venire ... ok ho altri metodi per convincerti”

Si alzò e si dirige verso il mobile del televisore, non so cosa prese, tiro fuori una scatola ed estrasse un oggetto. Lo cosparse di lubrificante e cammino verso di me con un ghigno.

Si inginocchiò e comincio ad infilare la sua mano sotto il mio pene.

Raggiunse il mio buco posteriore con fare sensuale. La sua mano era liscia, aveva la mano piena di crema lubrificante. Mi inserì un dito . Gemetti di piacere e lei me prese ancora una volta il mio cazzo in bocca.

Stavo gemendo. “Mi fai male” le dissi, ma lei non si curava di questo.

Quindi sentii qualcosa di duro andare verso il mio buchetto. Lo inserì facilmente. Sentivo qualcosa, lungo almeno 13 cm , non riuscivo a farlo venire fuori. Dato che ero immobilizzato c’ero praticamente seduto sopra.

“Che cosa e? Cosa mi hai messo?”

Prese la poltrona e si sedette davanti a me, accavallò le gambe e mi mostro il suo telefonino.

“Questo Alle si chiama Nemo 10. E un massaggiatore prostatico, il più potente, si può gonfiare e può lasciare brevi scariche elettriche alla tua prostata. Ha 10 livelli di vibrazione e la punta riscaldata. Questo massaggiatore non è in commercio, e un prototipo. Lo cominceranno a produrre L anno prossimo. E conosciuto come il massaggiatore che fa diventare gay. Martella la prostata in modo preciso e provoca orgasmi multipli negli uomini. Si comincia con le vibrazioni di base e si arriva fino al livello 10. Chi arriva al livello 10 si scioglie come burro.”

“Non è piacevole, mi fa male” le dissi agitandomi.

“Vedrai che ti passerà presto.

Livello 1: vibrazione lenta. Sento qualcosa muoversi dentro di me. Mi da fastidio. Non sono sicuro che mi faccia bene . Diletta si accende una sigaretta e mi guarda divertita. Avevo il cazzo sempre in tiro, e facevo espressioni di disapprovo.

“Lasci che il tuo corpo si abitui, ci vogliono almeno 5 minuti” mi disse di rilassarmi ma ero molto a disagio. Apri una bottiglietta e mi passo sotto il naso del popper. Sentii un calore montare dentro, ero in piena balia di lei.

“Lo sai che per quel bastardo ho buttato via gli anni più belli della mia vita? Dove cazzo e? Dove e andato? Lo devo trovare”

“Non lo so” dissi affannosamente.

“Sono andata a San Francisco, mi sono prostituita e mi sono fatta assumere da un gruppo pornografico. Poi ho fatto tutti i corsi e training per diventare una mistress professionista, di solito mi pagano per fare quello che sto facendo a te, e non sono cheap!”

Nel frattempo il mio corpo si era abituato alla sensazione, mentre mi diceva questo mi ero scordato che il mio sedere stava vibrando.

Livello 2: la vibrazione diventa ritmica e sento qualcosa gonfiarsi . “Ora hai il tuo buchino bello pieno, aspettiamo che la tua prostata si gonfi e aumentiamo la potenza. Sentivo un piacere strano, come quello che si ha quando si va in bagno a fare i bisogni. Un senso di liberazione e allo stesso tempo appagante. “Non so dove sia Marco” le dissi ancora. “Lasciami e scordiamoci di questa storia.

Livello 3: sento che la velocità aumenta e sento che tra un po’ dovrò espellere, e come se dovessi andare in bagno. Mi arriva una scarica elettrica che mi fa sbarrare gli occhi. Diletta mi guarda divertita. “Dici che te ne vuoi andare? Ma il tuo cazzo pensa il contrario. Sembra che gli piaccia. Guarda come si è ingrossato!”

Effettivamente il mio cazzo era diventato ancora più grosso, il sangue confluiva a pieno ritmo. Si era allargato.

Livello 4: tonalità costatnte. Diletta fa sgonfiare il massaggiatore che torna normale, ma in questo caso l effetto della vibrazione raddoppia L efficacia. Ho gli intestini che vibrano. Non mi sono reso conto che sto sbavando. Mi sta venendo voglia di fare la pipì.

“Possiamo fare una pausa, devo andare in bagno”

“No” rispose seccata, se devi fare qualcosa lo fai li, sulla sedia, poi ti farò pulire. “Dimmi, ti sapevi che Marco mi voleva tradire all epoca vero?”

“Non lo sapevo, giuro! Non ne sapevo niente”

Livello 5: vibrazione media. Sento la punta del massaggiatore scaldarsi ulteriormente. Ho voglia di fare la pipì.. ma mi trattengo.

“Ti prego Diletta fammi andare in bagno”

“No, devi pisciare vero? E normale, e il tuo corpo che vuole avere un orgasmo! Avanti piscia, piscia davanti a me! Non uscirà acqua ma sperma! Spingi!” E li dilett azionò L elettro stimulatore. Avevo il corpo che tremava, volevo pisciare ma non ci riuscivo, spingevo come se dovessi urinare. Ma non usciva niente.

Livello 6: la velocità aumenta, sento il massaggiatore gonfiarsi e riempirmi un altra volta. Sto sbavando, sono riuscito ad urinare, ma non è uscita urina, bensì un liquido trasparente. Non sono appagato, ho il corpo che trema come se fossi in mancanza di adrenalina. Voglio urinare ancora. Ma non ci riesco! Le vibrazioni non smettono e comincia a girarmi la testa. Diletta si alza e mi schiaccia le palle con il suo piede. “Haha, il primo orgasmo, hai visto? Non era urina coglione. Vuoi ancora pisciare eh? Non sei appagato, ti piace godere vero?

Avevo la lingua fuori, stavo per venire in altra volta . Questa volta su le scarpe di Diletta.

Livello 7: il massaggiatore si sgonfia, cominciano a pulsare scariche elettriche ed il vibratore si fa più veloce. Ho la prostata gonfia. Nel modo in cui sono seduto il massaggiatore batte direttamente sulla prostata. Sto sudando, comincio a essere confuso. Mi piace. Sto venendo una terza volta.. ma non ci riesco. “Vuoi che smetta?” Mi chiede Diletta... “NO! “ rispondo io “haha allora ti piace, allora è vero che questo aggeggio fa diventare froci, andiamo vieni un altra volta, e dimmi dove si trova Marco!”

“Non posso... “

“Non puoi? ... “

Livello 8: quest affare mi sta letteralmente trapanando, non capisco più niente. Ho avuto un altro orgasmo. Comincio ad avere mal di pancia e ho caldo. Diletta mi tiene il popper sotto il naso. Ho la testa che gira.

“Godi eh?”

“Si”

“Vuoi scoparmi?”

“Si”

“Apri la bocca”

Diletta si tolse una scarpa e me la mise in bocca. Poi si sfilò un seno da sotto il bent doll e mi disse di succhiare!

Ebbi un altro orgasmo.

Livello 9: il dildo si sgonfia e la punta si infuoca. Mi sta letteralmente martellando la prostata. Ho una sensazione permanete di urinare.

Le vibrazioni sono velocissime. Sono confuso.

“Vuoi venire? Vuoi venirmi dentro? Vuoi fare uscire tutto lo sperma? Hai le palle piene ormai, la tua prostata ha prodotto una quantità di sperma quasi al limite, ti devi sfogare. Dimmi dove e Marco e ti faccio sborrare”

“Ahhh, per favore, fammi venire”

“Quanto ti ha dato Marco per farlo fuggire? Con chi è scappato?

“Grrr fammi venire e ti dico tutto”

“Dimmi dove cazzo e!”

Livello 10: urlo. Sono preso dalle convulsioni. Sono aggrappato alla sedia come sulle

Montagne russe. Ho gli occhi all indietro e la lingua secca. Sudo. Voglio venire. Devo venire. Ho un altro orgasmo, poi un altro. Sono in paradiso. Il mio corpo non è più gestibile. Devo smettere!

Diletta gonfia il massaggiatore. Sono pieno. Arrivano scariche elettriche.

Diletta mi tira uno schiaffo, ma non sento dolore.

“Dove Alle, Dove e Marco?”

“HA un ristorante a Panama!”

Appena detto questo diletta si mette a cavalcioni e appena affondo il cazzo nella sua fighetta sborro copiosamente. Diletta che si era bagnata continua a pompare. Ho il suo seno in faccia, il mio cazzo in figa e il massaggiatore a livello 10 nel ano.

Diletta si alza e mi fa una sega. Ho un altro orgasmo copioso. Quindi spegne il massaggiatore, lo sgonfia e lo estrae.

Mi da un lungo bacio con la lingua.

Sono sudato, sfinito.

Diletta si siede sulla poltrona e accende una sigaretta.

“Piaciuto il giro?”

“Cazzo...” mi limito a dire...

si erano fatte le 3.00 ormai avevo il cazzo floscio e piccolo come quello di un bambino.

Diletta torna verso il tavolo e dal cassetto estrae una scatolina. Penso a delle salviette rinfrescanti.

Chiudo gli occhi e rimango in silenzio.

Sento le mani dolci di Diletta passare le salviette e sul mio pene e sul corpo. Non sento più L uccello, e come se fosse sotto anestesia. Sento un CLICK.

La puttana, mi ha chiuso in una cintura di castità!



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: CompliciPerLei Invia un messaggio
Postato in data: 21/06/2019 08:07:19
Giudizio personale:
e...direi che te lo meriti :) Bel racconto comunque.


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