i racconti erotici di desiderya

Da moglie pudica a puttana. 05

Autore: Baxi18
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Nel frattempo, avevo parlato con Alba di annunci69. Era molto indecisa, poi, un pomeriggio, se ne esce con una sua idea.

“Ok mettiamo un annuncio, ma voglio esser chiara: voglio emozioni forti!”

“Ok, va bene, ma non capisco cosa intendi per emozioni forti?”

“Ebbene, voglio decider io chi incontrare, perché con Franco era l’ebrezza del collega e, con i suoi amici, l’essere messa al centro dell'attenzione. Mentre con Angelo, il ragazzino di casa con i suoi: la trasgressione più pura, incesto compreso, il farlo anche da bisex, il veder sverginare un culo.”

“E quindi? Cosa non ti soddisfa?”

“A me un incontro coppia per coppia, o coppia, o singolo, o singola normale, non interessa. Desidero emozioni forti!”

Continuavo a non capire. Comunque, misi in atto il progetto e, tre giorni dopo, eravamo on line. Lei gestiva il tutto. Vi entrava ogni tre sere, leggeva, eliminava, non c’era nulla che l’attirasse particolarmente, anche se avevamo la posta sempre piena. Dopo tre settimane, la sentii esclamare:

“Ora sì che si ragiona! Molto interessante!” mi avvicinai e lessi.

La presentazione recitava più o meno così:

“Ciao, piacere, spero di non disturbare. Sono Luca, separato 55enne, vero xxxlll dimostrabile, intimo di coppia particolare, 22enne. Ospitiamo in casolare sopra le colline, in zona molto defilata e riservata. Non siamo per 1000 mail, ma per un rapido contatto telefonico, un aperitivo o una cena e, se scatta la giusta sintonia, giocare sino all’alba.”

Seguiva sia una mail, che un contatto telefonico. Alba rispose prima alla mail e, dopo due ore, al recapito telefonico. Per il successivo sabato sera, aveva già organizzato. Partimmo portandoci dietro un eventuale cambio. Giuseppe ci aspettava all’uscita dell’autostrada ed era come si era descritto: un bellissimo uomo di 55 anni. Signorile, elegante, con modi molto fini, baciò Alba, ammirò il suo tubino, il suo bel culo, le sue tette ben in vista, le porse una rosa, che lei annusò con atteggiamento da troia. Ci fu una forte stretta di mano tra me e lui, poi lo seguimmo in auto. Arrivammo in collina. Un bel posto, un ristorante molto intimo, appartato, immerso nel verde, e da lì si poteva ammirare tutta la città. Ad attenderci vi erano due ragazze giovanissime: una, bionda, alta, provocante, tacchi altissimi, gonna che copriva appena lo spacco della sua natura. L’altra, in pantaloni ampi, mora, capelli corti, due tette appena pronunciate. Fu una cena davvero breve: il tempo di assaggiare un primo, un secondo, nemmeno squisiti e, anche la conversazione, non fu per niente brillante. Giuseppe pagò il conto e raggiungemmo una villetta. Era chiaro che, dal punto di vista economico, stava bene. Ci accomodammo, lui apri le bollicine; era chiaro a tutti che volevamo procedere oltre nel minor tempo possibile. Con una certa nonchalance, si accostò ad Alba e prese a baciarla, a toccarla. Iniziò anche a spogliarla, mentre le due lei, si baciavano con una certa passione: Laura, la bionda, mi allungò una mano, mentre Manuela la stava liberando dalla camicetta. Rimase a tette al vento. Erano belle e dure, una terza, con capezzoli non troppo evidenti. Alba era ormai nuda. Giuseppe le palpeggia il seno, il culo ed iniziò a farsi spogliare. Alba si era inginocchiata ed aveva aperto la sua patta; tirò fuori un cazzo veramente super: le vene che lo ricoprivano gli davano un aspetto nodoso, inoltre aveva una cappella molto larga e, con una certa perizia, Alba prende a leccarla. Lui ne è subito preso.

“Bene! Sei una troia molto brava: ingoialo! Sì, dai, cosi, muovi la lingua, leccalo tutto!”

Manuela si avvicina ed aiuta Alba a leccarlo, pomparlo. Io mi prendo cura di Laura e mi cimento a leccarle la fica, ma lei mi ferma.

“Aspetta, godiamoci il momento: la sorpresa.”

Non capivo a cosa si riferisse, ma l’assecondo. Restiamo lì a toccarci ed ammirare l’uccello di Giuseppe che cresce sempre più; ormai, per menarlo, ci volevano due mani. Alba e Manuela si scambiavano baci, si succhiavano le lingue, poi Giuseppe inizia a spogliare Manuela. Le sue sono due tette appena pronunciate, che Alba prende a baciare; Giuseppe le toglie i pantaloni e, dal suo perizoma, affiora un gran bel cazzo, non largo, ma lungo. Alba lo tocca, lo mena, ed inizia a pomparlo. A questo punto, Laura riprende a giocare con me.

“Ora leccami, fammi godere!”

La sorpresa era il trans, oltre all’enorme cazzo di Giuseppe. Ci rechiamo, tutti nudi, in una camera con un grande letto, che ci accoglie mentre erano in corso baci, leccate, insomma un gran mix di corpi eccitati. Alba lecca la fica a Laura, la vedo immergersi tra le sue gambe ed è talmente presa che quasi si dimentica del resto. Giuseppe la prende, la posiziona per bene ed inizia a scoparla a pecorina. Mi ritrovo a pomiciare con Manuela, allungo una mano e le tocco il cazzo: è una sensazione che mi piace, per cui scendo e lo lecco.

Per la prima volta assaporo un cazzo, poi scendo al suo culetto, perfetto, depilato, roseo. Alba sta urlando di piacere.

“Sì, sì, sbattimi, cazzone! Dammelo tutto, così! Sì, riempimi tutta!”

“Lo senti, puttana?”

“Lo sento tutto, fino in punta! MI SFONDA!”

Laura si gira, si fa leccare la fica da Alba, io avvicino il mio cazzo alla bocca di Alba, che lo ingoia tutto. Manuela passa dal baciare me, Giuseppe e leccare la fica di Laura. Laura prepara il culo di Manuela, mi pompa un po’ il cazzo e poi lo dirige al culo di Manuela. Non faccio fatica ad entrare: è un bel culetto, tondo, perfetto e, mentre lo inculo, Laura lo spompina.

“umhhmmm, sì, sì, cosi, scopami!”

Giuseppe, nel frattempo, si è messo Alba sopra e la sta scopando con ardore.

“Sì, dai! Dai, che vengo!”

Dalla sua fica esce una fiumana di piacere. Altre volte aveva avuto orgasmi simili, ma mai così abbondanti e prolungati. Giuseppe la incita a godere ancor di più.

“Dai, troia, godi! Di più, ancora!”

Dopo averla fatta godere di nuovo, la mette a pecora, appoggia la sua cappella al culo e, con determinazione, la sfonda. Entra così forte che Alba si lamenta, ma lui continua a sfondarle il culo imperterrito.

“Ahi, mi fai male! Fa piano, che me lo rompi!”

“Troia, stai zitta e godi! Te lo sfondo tutto, questo culo stupendo!”

Spinge, lei si dimena, vorrebbe farlo uscire, ma lui la tiene ferma con tenacia. Nel frattempo, Laura si è impossessata del mio cazzo: lo ha in fica e si posiziona bene per ricevere in culo quello di Manuela. Troviamo subito il ritmo giusto e partiamo in una doppia caldissima. La sento bagnare sempre più, mi morde le labbra, quasi a strapparle. Manuela la sculaccia violentemente, lei ne gode.

“Sì, così, che mi piace!”

Alba ormai è in preda ad un forte piacere anale. Il cazzo di Giuseppe, da quello che posso vedere, è tutto nel suo culo.

“Troia, adesso ti piace? Lo senti come ti spacco il culo?”

“Si, mi piace molto! Godo! Dai che vengo!”

“Te lo riempio tutto, porca! Te lo voglio spaccare!”

Manuela si irrigidisce, mi accorgo che sta venendo. Mi dice che vuole sborra da bere, allora me ne esco, appoggio la mia cappella alla sua bocca e le vengo in gola. Lo trattiene e se lo centellina baciando in bocca Laura. Giuseppe sta ancora inculando Alba, Manuela è scesa a succhiarle il suo grosso clitoride. Giuseppe esce dal suo culo, sbatte la sua asta sulle chiappe di lei, il suo enorme cazzo è uno splendore, lo insaliva e rientra nel culo di Alba. La troia, adesso, lo vuole, ma ha anche sete.

“Sì, dai che godo! Dai, dammi la tua sborra!”

Giuseppe toglie il cazzo dal culo di Alba, si avvicina al suo volto e menandoselo le riempì la faccia di sborra, che Laura e Manuela leccarono avidamente. Come inizio non era stato affatto male. Sia Laura che Manuela stavano ammirando la bella fica grossa di Alba. Ci passavano le dita, la lingua. Giuseppe si stava trastullando il suo enorme cazzo. Era in semi riposo e, quasi leggendoci nel pensiero, ci avvicinammo. Io ho preso a leccare culo e fica di Laura, che aveva labbra sottili, completamente depilata ed un buchetto di culo davvero piccolo, ma, leccandolo, ho capito che era ben largo e capiente. Giuseppe passava la sua lingua sul culo di Manuela, le leccava anche le palle, stringendole con una mano la bella verga, lunga. Non so se Alba era appagata, mi sembrava strano vederla rilassata. Ho sentito Manuela andare a leccarmi dietro. La sua lingua appuntita correva veloce tra le mie pareti e si insinuava dentro lievemente, ormai ero preso. Alba mi guardò si avvicinò e sorrise.

“Al mio porco, inizia a piacere il cazzo?”

L’ho guardata ed ho sorriso, mentre le rispondevo.

“Adoro la fica ed anche il culo, ma sì, il cazzo non è poi così male.”

Poi mi avvicinai al cazzo di Manuela, lo leccai e, piano, lo feci entrare nella mia bocca. Alba si avvicinò e quasi mi mostrò come pomparlo. Iniziammo a pomparlo assieme, ma poi il richiamo della fica prese il sopravvento. Mi misi Laura sopra e presi a scoparla. Lei si dimenava con ritmi lenti, profondi, stringendosi le tette. Giuseppe si avvicinò da dietro, mise dell’olio sul suo culo e poi affondò, senza ritegno. La sua cappella la sentii a contatto con il mio cazzo, era quasi impossibile muoversi, eravamo lì fermi con Laura che fremeva. Dovemmo uscire entrambi. Poi Giuseppe la inculò un po’, mentre io mi ero sfilato e mi ero dedicato ad Alba. Era montata sopra di me, avevo preso a massacrare i suoi capezzoli, stringendoli forte, quando Giuseppe, uscito dal culo di Laura, le entrò a sua volta. L’impatto fu devastante: Alba urlò

“Ahia, non cosi! Cazzo, mi spacchi il culo!”

Lui non si lasciò fermare.

“Sta ferma! Fa passare la cappella, che poi ti piacerà!”

Lei si lamentava, ma lui continuò a spingere.

Ferma, troia! Sta ferma, zoccola, che lo sento che sei già tutta sfondata!”

Mi disse di star fermo, affondò ancora e la sua cappella spari nel culo di Alba. Dopo alcuni secondi la sua fica si stava completamente allagando. Manuela aveva portato il suo cazzo alla bocca di Alba ed ora si stava gustando tre cazzi la mia troia. La sua fica sembrava strettissima, tanta era la pressione di Giuseppe sul suo culo. In tutto questo, Laura era intenta a pompare Manuela da dietro. Alba stava tremando, Giuseppe spingeva sempre più nel suo culo, sentivo dalla sua fica scendere una cascata di umori che sembrava non finissero mai, poi l’urlo di piacere che non aveva niente di umano.

“Vengo! Vengo! GODO ADESSO!”

Fu interminabile. Più diceva godo, più sia io che Giuseppe, affondavamo nella sua fica e culo, finché quasi implorò di smettere. Uscimmo e si piegò in due, tremava e godeva. Laura e Manuela presero a schiaffeggiarle tette, chiappe e fica. Andai a leccare la sua fica e la trovai come mai. Sembrava una piscina tanta era colma di umori. Giuseppe mise a pecora Laura, la penetrò con forza, mentre io, dopo aver lasciato Alba, pomiciavo con Manuela. Ci toccavamo il cazzo, lo misi sotto e presi a incularlo. Lo scopavo in culo e gli menavo il cazzo, lo riempii di sborra succhiando la sua lingua, poi lo segai fino a farlo venire. Mi avvicinai ad Alba la baciai e le sussurrai:

“Sei la mia troia! Unica!”

“Ho goduto come non mai! Ora so cosa cerco nel sesso, spero mi seguirai!”

Passammo la notte lì e, al mattino, salutammo e tornammo nella nostra dimora. Passammo una domenica di sesso lieve, dolce e coccole. Il culo di Alba aveva bisogno di riposo e cure, la sua fica di dolci leccate



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Franco56 Invia un messaggio
Postato in data: 10/05/2023 18:06:15
Giudizio personale:
Ottimo


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