i racconti erotici di desiderya

Da etero a sborratoio (parete 03)

Autore: Ciuccia
Giudizio: -
Letture: 1242
Commenti: 0
Dimensione dei caratteri: [+] - [ - ]
Cambia lo sfondo
Da etero a sborratoio (parte 03)

"Che cazzo ci fai ancora qui? Non sei andato via?"

Mi sveglio di soprassalto. Mi sembra che siano passati pochi secondi da quando mi sono seduto sulla panchina ma ora è giorno inoltrato. Ho un gran mal di testa e mi duole tutto, il paricolare la bocca ed i muscoli della faccia.

Mi volto verso la voce femminile che mi ha svegliato e vedo la cameriera che qualche ora prima mi aveva dato quei violenti calci alle palle.

"Ciao..... " dico mentre mi riprendo lentamente "dopo che sono uscito dal tuo bar son successe molte cose.... " mi guarda con aria interrogativa "La mia macchina è rimasta nella prossima piazzola di sosta mi daresti un passaggio fin li" le dico in uno sprazzo di lucidità.

"Ah ah ah ah ah" ride ironica "Non ti vedi? Non sei in grado di guidare!" La guardo interrogativo. Dopo averci riflettuto un istante prosegue "Dai... ti porto a casa mia stò qui vicino sennò chissà che combini ancora... così ti lavi e ti riprendi" Riesco a dire solo "Grazie... " sorpreso da quella offerta. "Aspetta qui vado a prendere la macchina"

Si allontana. Non riesco a pensare ed il vuoto si riapproria di me.

La macchina si ferma e la ragazza esce. Mi alzo. Tento di alzarmi ma stò proprio male. Ci riprovo con più cautela e pian piano ci riesco. Mi avvicino al lato passeggiero dell'auto "Dove credi di andare? Ridotto come sei mi rovini tutta l'auto... poi uno sborratoio come te mica lo porto accanto a me... accomodati nel bagagliaio" La guardo sorpreso. Apre lo sportellone ed io mi arrangio goffamente ad entrarci e sistemarmi nei piccoli spazi. Stò ancora cercando una posizione comoda quando lo sportellone viene sbattuto. Il rumore mi rintrona. La macchina parte e dopo pochi metri si ferma bruscamente. Freno a mano. Qualche passo. Si riapre il portellone. La luce mi da fastidio. "Dammi le chiavi della tua auto che te la faccio recuperare" Non capisco bene ma senza pensare le do le chiavi. Sbatte nuovamente il portellone. L'auto fà nervosamente pochi metri poi si ferma. Sento che esce e sbatte la porta. Dopo pochi istanti ricrollo nel sonno profondo.

"Alzati pelandrone" Mi sveglio di soprassalto. Mi strattona energicamente. Tutto indolenzito mi arrangio ad alzarmi ed uscire barcollante dal bagagliaio. Entriamo in un piccolo condominio di periferia a pochi passi dall'auto. Due piani di scale. Entriamo nell'appartamento. Mi guida nel bagno. "Spogliati e lavati" dice con un tono che non lascia repliche, più un ordine che un invito. Esce dal bagno lasciando la porta aperta. Mi spoglio ed entro nella doccia. Sento un urlo "Non usare l'acqua clada che quella la voglio io!" Obbedisco senza pensare. L'acqua è fredda e la lascio scorrere sul corpo perdendo la cognizione del tempo.

La doccia si apre bruscamente "Allora che fai? Lavati col sapone e sfrega bene che sei un cesso. E sbrigati che voglio fare la doccia anche io!" La guardo con gli occhi sbarrati... è completamente nuda. Quella ragazza che nella divisa dell'autogril non aveva attratto la mia attenzione nasconde un corpo lussurioso, prorompente, un seno molto grande e tonico, muscoli guizzanti e curve morbide armoniosamente coesistenti.

E' già andata via. Prendo un flacone di shampoo e inizio a lavarmi. Inizio anche ad avvertire il freddo dell'acqua ma ricordo il divieto di usare quella calda. Torna davanti a me e mi porge un flacone "Questo serve a disinfettare i pavimenti, visto tutti i cazzi che ti sei preso usalo ma stà attento a non bruciarti occhi o bocca" E' sempre nuda, prendo il flacone e si allontana. Ha proprio dei fianchi stupendi larghi, armoniosamente inseriti in quel corpo così attraente. "E sbrigati!" mi urla dall'altra stanza.

Rapidamente uso quel liquido per disinfettarmi. Brucia e penso che sia un bene: disinfetta. Rapidamente ho passato tutto il corpo, passo ancora una volta il saporne, mi sciacquo chiudo l'acqua ed esco dalla doccia gocciolante. Si infila nella doccia "Va in stanza da letto, ti ho messo a terra una ciotola con degli avanzi... come si fa con i cani... mi pare molto adeguato ad uno sborratoio. Poi attendimi" Apre l'acqua.

Giro un po' disorientato per la casa. Vedo la ciotola. Sembra che vi siano stati svuotati dientro avanzi alla rinfusa: pezzi di carne, verdura macera, yogurt, acqua. Mi inginocchio... a quattro zampe... mangio senza usare le mani... è disgustoso ma continuo... mangio e bevo... inizio a sentire freddo, mi stò asciugando all'aria e non è caldo, non oso fare nulla e finisco il mio pasto fino a leccare la ciotola. Continuo a leccarla anche quando è finito il cibo.

Mi butta uno straccio accanto. "Forza, pulisciti il muso e vieni a letto" La guardo interrogativo "Su su, alzati, cosa aspetti?" Mi pulisco il viso e mi alzo in piedi "Certo che quel cazzetto che ti ritrovi è proprio piccolino" ride sprezzante "funziona almeno?" Timidamente rispondo "No, sono anni ormai che non funziona." "Eh eh eh, ne ero certa... per questo sei diventato uno sborratoio." Poi quasi affettuosamente aggiunge "Su, vieni a letto con me... tanto non ho nulla da temere da te, vero?" Un po' vergognoso rispondo a bassa voce "Si... signora."

Entra nel letto e mi guarda per invitarmi ad entrarci. La seguo un po' titubante. Si sistema sul fianco dandomi la schiena "Forza, abbracciami da dietro e carezzami... mi piace sentire il calore di un corpo". Mi metto aderente al suo corpo così invitante. Il mio petto contro la sua schiena, il mio pube sui suoi glutei, le mie gambe dietro le sue, una mia mano a carezzarle il ventre, le mie labbra a baciarle il collo. La sensazione è strana, da un lato il piacere di coccolare quel corpo caldo, morbido, accogliente, dall'altra l'umiliazione per il mio cazzo irrimediabilmente moscio appoggiato alle sue chiappe. Sento che guida la mia mano tra le sue gambe... sento il pelo folto del suo pube sotto le mie dita... istintivamente inizio a massaggiarle il clitoride. Sentendo le reazioni del suo corpo avverto un'eccitazione crescente che si materializza sui miei capezzoli turgidi... sulle mie labbra che sentono la mancanza di un cazzo. Così l'ho accompagnata all'orgasmo e poco dopo sono crollato in un sonno profondo.

Mi sveglio solo nel letto. Resto nel letto sveglio ma inerme. Senza pensare a nulla.

Fianlmente mi alzo. Ormai è quasi buio. Trovo un suo biglietto accanto ad una ciotola a terra con del cibo. Mi inginocchio e mangio come un cane. Pulisco il muso con lo straccio che è ancora li. Ancora in ginocchio leggo il foglio di carta.

«Per sdebitarti dell'ospitalità e del cibo lava i piatti, riordina la cucina, pulisci il bagno, riordina la stanza da letto, pulisci tutti i pavimenti.
Ti consiglio di gettare i tuoi vestiti te ne ho lasciati di vecchi che credo ti vadano bene. Troverai anche le chiavi della tua auto che è sotto casa.
Resta nudo fin che non hai finito i lavori, poi vestiti e torna a casa. Quando esci porta giù le immondizie e tirati dietro la porta.
Padrona Martina
PS Se vuoi chiamarmi in futuro 347 42 ** ***»

Mi alzo in piedi ed eseguo gli ordini. Lentamente lavoro avvertendo i dolori conseguenza dell'essere stato malmenato ed usato come uno sborratoio. Mentre lavoro riaffiorano nella mia mente i momenti della passata giornata.

Finalmente ho finito, sono le due di notte. Indosso i vestiti che mi ha preparato. Sono vecchi vestiti da donna, neutri ma decisamente da donna. Un paio di jeans, una camicia un perizoma e dei collant a rete rovinati. Mi stanno stretti a parte la camicia fatta per conenere un seno prosperoso.

Porto con me il foglietto con gli ordini ricevuti ed il numero di telefono di Martina. Controllo il portafogli, c'è tutto... o per lo meno tutto quello che mi hanno lasciato i trans ieri. Ho tutti i miei effetti personali. Mi accingo a tornare a casa nel cuore della notte. Ho qualche centinaia di chilometri per pensare al mio futuro, se continuare ad essere uno sborratoio o dimenticare questa parentesi della mia viata. Riuscirò a resistere alla tentazione di fermarmi alla prima piazzola in cui sostano i TIR?

Prendo le immondizie differenziate, sulla lavagnetta dei pro-memoria scrivo :

Grazie!
alessandro lo sborratoio

(graditissimi commenti pubblici e contatti di ogni tipo)


giudica questo racconto

Attenzione, solo gli utenti registrati su Desiderya.it possono esprimere giudizi sui racconti

Per registrarti adesso CLICCA QUI

Se sei un utente registrato devi autenticarti sul sito: CLICCA QUI



Webcam Dal Vivo!