i racconti erotici di desiderya

Da etero a sborratoio

Autore: Ciuccia
Giudizio:
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DA ETERO A SBORRATOIO

Stà scendendo la notte. Guido nell'autostrada deserta.

Stazione di servizio.

Mi fermo, benzina, caffè.

Entro in bagno. Un uomo stà nel centro con i pantaloni aperti ed il cazzo a penzoloni mentre parla al cellulare. Il tutto ha un qualcosa di surreale. Stà con le gambe leggermente divaricate e parla rumorosamente al telefono. Il cazzo è completamente moscio ma di dimensioni impressionanti. Non posso far a meno di fissarlo inebetito... con le labbra socchiuse.

Dopo qualche istante si acorge di me e mi si rivolge irridente "Frocio! che hai da guardare? ti piace il mio cazzo?!?!?!?"

Sorpreso rispondo automaticamente "Si... mi scusi" ma non reggo lo sguardo... chino il capo e continuo a guardare quel cazzo... e mi accorgo che stà gocciolando un po' d'urina.. e tra i piedi c'è una piccola pozza.

Scoppia a ridere "Troia! non perdere tempo! puliscimi il cazzo che mi hanno chiamato mentre stavo pisciando"

Quelle parole non lasciavano replica. Erano un ordine. Quell'uomo così stravagante e così sicuro le aveva pronunciate sicuro che l'ordine sarebbe stato eseguito. Tanto sicuro che poi ha ripreso la discussione al telefono.

Quelle parole furono come una frustata. Colpirono la parte più nascosta di me. Quella parte repressa per tanti anni che finalmente ed inaspettatamente ha la possibilità di emergere. Preso di sorpresa la troia che c'è in me prende il sopravvento sulla parte razionale. Mi accorgo che sono già in ginocchio ai suoi piedi solo perché sento le ginocchia bagnate e mi ricordo della pozza d'urina. Il suo cazzo da vicino è ancora più impressionante... completamente moscio ma veramente grande... con la cappella nascosta. Mi colpisce l'odore intenso... avvicino una mano per toccarlo quando sono stordito da uno schiaffo. Mi ritrovo a terra. Sono tutto bagnato del piscio che stà a terra. "Stronza! devi usare solo quel cesso di bocca da pompinara!" Fa ondeggiare il pene sopra di me con un movimento del bacino e riprende a pisciare. Solo un sampillo ma tanto basta per bagnarmi ancora. Mi colpisce con un calcio. "Muoviti troia!".

Mi rimetto in ginocchio completamente stordito dalla situazione. Mi chino in avatnti per cattaruare con le labbra la punta di quel cazzo. Apro bene la bocca e quando sono a pochi centimetri un altro getto di piscio esce all'improvviso. Non mi fermo, in pochi istanti mi trovo la bocca piena della sua cappella ancora avvolta e di piscio. In quell'istante preciso qualcosa è cambiato. Mi son trovato a mio agio come se stessi facendo la cosa più naturale del mondo, come se l'avessi fatto centinaia di volta. Mi resi conto che stavo succhiando quel cazzo e bevendo il piscio. E mi rendevo conto che quella era la mia vera natura. Stavo succhiado avidamente quel cazzo enorme ma ancora moscio. Lo aspiravo nella mia bocca poi tiravo indietro la testa per farlo uscire fino alla cappella. Ripetevo il gesto lentamente con armoniosa perseveranza. Ogni volta assaporavo meglio quel cazzo che mi riempiva. Ad ogni passaggio acquisivo sicurezza. Ogni volta il piacere che provavo cresceva. Un piacere che non avevo mai provato. La consapevolezza di fare ciò per cui son nato.

Dopo un tempo indefinito che a me sembrò un'eternità mi rendo conto che nonostante tutte le mie attenzioni quel cazzo è ancora moscio, devono esser passati più di dieci minuti, l'uomo a smesso di parlare al telefono e stà sicuro in mezzo al bagno con le gambe divaricate e le braccia ai fianchi... godendosi il mio servizio.

L'idea di essere un frocio che spompina uno sconosciuto in un cesso dell'autostrada si materializza nella mia mente. Questa consapevolezza mi riempie di serenità. Ed inizia a montare in me un eccitazione che non avevo mai provato. Non un eccitazione virile. Il mio membro era completamente addormentato. Sentivo i capezzoli inturgiditi, il sangue scorrere nelle vene intensamente, il cervello iperattivo a captare ogni nuova sensazione. Finalmente il cazzo che pompo inizia a montare: la sensazione è esaltante! Intesifico i movimenti resi via via più agevoli dall'erezione montante. E' stupendo sentirlo scorrere tra le mie labbra duro e nodoso, caldissomo... enorme.

Ogni volta cerco di affondare più possibile il cazzo nella mia gola ma inevitabilmente sbatte. Ora è pienamente eretto ed il piacere di pomparlo è enorme. Non vorrei che finisse mai.

Improvvisamente prende con forza la mia testa tra le mani ed inizia a scoparmi la bocca con violenza. Sferra col bacino colpi di forza impressionante. Sono in difficoltà e cerco di mantenere equilibro e coordinazione. Continua senza interessarsi di me come se fossi un oggetto tra le sue mani. Ben presto il suo cazzo enorme ed irruento riesce a penetrarmi nella gola. Lo sfila quasi tutto e poi con forza dentro... a togliermi il respiro. Imparo a muovere la testa per assecondare la penetrazione. Il suo ritmo sale vigorosamente. Ho difficoltà a respirare tra un affondo e l'altro. Ora lo tiene piantato nella mia gola e spinge sincopatamente. Lo estrae per pochi secondo e poi di nuovo tutto dentro... a riempirmi. Ben presto imparo a farmi bastare quei pochi istanti per respirare. Il godimento che provo è incredibile. Essere usato in quel modo mi fà provare sensazioni straordinarie, di essere finalmente al mio posto... quel posto che ho cercato così a lungo invano.

Il cazzo è piantato profondamente nella mia gola, torrido, con tutta la sua forza l'uomo lo spinge compulsivamente avendo perso ogni ritmo e finalmente avverto il suo orgasmo, sento il cazzo che si contrae e la sborra rovente nella mia gola. Dopo pochi istanti è tutto finito. Restiamo così, fermi, per alcuni secondi.... poi si ritrae.

Istintivamente lo seguo, per non farlo uscire dalla mia bocca... continuo a succhiarlo per pulirlo bene e sento il sapore della sua sborra amarissima.

Esce con mio dispiacere. L'impressione è che sia finito un sogno. Apro gli occhi e lo guardo... spontanemante gli dico "Grazie". Ride sonoramente "Sei una brava puttana ma hai bisogno d'esercizio. Sembrava la tua prima volta! Ah ah ah ah "

"Guarda, mentre mi pompavi ho chiamato qualche amico, ti faranno fare esercizio, troia! Ah ah ah ah"

Mi guardo ed effettivamente ci sono altre persone. L'uomo si allontana e senza che io mi possa riprendere un'altro si avvicina con il cazzo già ritto fuori dai pantaloni. Senza bisogno che dica nulla lo prendo in bocca ed inizio a pomparlo. Mi sorprendo di me stesso, della naturalezza con cui son passato da un cazzo all'altro. Proprio come una troia consumata.

Ho continuato a pompare cazzi per ore, passando con disinvoltura da uno all'altro. Ho bevuto tutte le loro sborrate ed anche un po' di piscio ogni tanto. Non so dire quanti ne abbia presi ma non ne ero mai sazio. Sentivo la stanchezza del corpo ed il dolore per le contusioni dovute alla foga mia e degli uomini a cui lo succhiavo ma la voglia di cazzo era tale che non mi sarei mai fermato. Ad un certo punto come al risveglio di un sogno l'ultimo mi ha riempito di sborra e se n'è andato. Mi son ritrovato solo in ginocchio sporco di piscio e sborra e sudato come un vitello. Son rimasto li qualche minuto nel vuoto surreale nella speranza che altri venissero. Poi lentamente son rientrato in me, mi sono alzato, mi sono sciacquato e ricomposto per quel che era possibile. Allo specchio facevo veramente impressione!

Esco dal bagno e vado al bar. Mi rendo conto che stà albeggiando. Al bancone c'è una ragazza di neanche trent'anni. Vedendomi sorride ironica "Tu devi essere la troia che questa notte ha spompinato nel cesso". La guardo sorpreso ma non riesco a reggere il suo sguardo beffardo. "Si, sono io" rispondo sommesso. "Lo sai, i tuoi amici hanno detto che avresti pagato tu il conto ma sei stato fortunato, hanno preso solo un caffè a testa dunque sono.... " e consultando un blocchetto "la bellezza di 56 caffè". Rimango sorpreso. Non capisco se scherza o dice il vero. "Vuoi un caffè anche tu?" mi chiede. "Si, grazie." Me lo appoggia sul bancone "Un po' di latte?" "Si, grazie." "Però il latte te lo devi guadagnare!" Non capisco. Strilla "Marioooooo." Dopo pochi istanti compare un uomo con la stessa divisa della ragazza. Lei dice "Son proprio curiosa di vedere, chissà che non imparo qualcosa." L'uomo mi si para davanti e come fosse la cosa più naturale del mondo mi inginocchio e gli apro i pantaloni. Inizio a pomparlo tra i ridolini della ragazza che commenta le mie mosse. Quando stà per venire l'uomo mi toglie il cazzo dalla bocca ed avvina la tazza col mio caffè sborrandovi dentro copiosamente. Quando ha finito di sborrare gli pulisco la cappella con la bocca... e rimetto il cazzo nei pantaloni.

Cerco di rialzarmi ma mi accorgo che la ragazza da dietro mi afferra i capelli con forza "Io non ho un cazzo da farmi succhiare ma ho sempre desiderato..... " la guardo interrogativo "... prendere a calci le palle di un frocio! Ah ah ah ah ah ah." Mi viene daventi mentre sono ancora in ginocchio "Allarga le gambe frocio succhiacazzi" Eseguo senza fiatare. Si allontana un po e poi sferra un calcio tra le mie gambe "Ahggggggggggg" colpito in pieno. Il dolore è fortissimo e mi blocca il respiro. Ma ecco subito un altro calcio ancora più doloroso del precedente. Questa volta l'urlo mi si strozza in gola. Continua ancora ed ancora senza la minima pietà... fin che non si ritiene soddisfatta. Io crollo a terra. Dopo un po trovo le forze per rialzarmi ed i due sono dietro al bancone. Mi guardano. "Ringrazio entrambi... posso offrire un caffè anche a voi?" Scoppiano a ridere ed accettano. La ragazza prepara due caffè mentre il mio è ancora sul bancone. Attendo un po' imbarazzato quei pochi secondi ed ecco i tre caffè uno accanto all'altro. Aspetto che arrivi anche il cameriere quando la ragazza mi guarda intensamente negli occhi... poi si rascia la gola... e fà colare dalla bocca un grumo di catarro direttamente nel mio caffè... già insaporito dalla sborra dell'altro.

Beviamo.

Mi avvicino alla cassa e la ragazza inizia a fare il conto... le allungo due banconote da 50 ed un mio biglietto da visita "Tenga pure il resto, è di gran lunga il caffè più buono della mia vita." Mi guarda divertita "Bravo frocione, la prossima volta ti darò calci più forti. Ed ora vattene prima che arrivi qualcuno sennò ti metti a succhiarlo a tutti! Ahahahahahahah."

Esco, riprendo l'autostrada ed inizio a pensare a quello che mi è successo. Sono assorto nei miei pensieri su come sarà il mio futuro quando mi accorgo che ho messo la freccia, mi stò fermando in una piazzola con molti camion in sosta. Mentre stavo ragionando la troia che è in me ha preso di nuovo il sopravvento... quei poveri camionisti forse desiderano un pompino prima di rimettersi in strada!

E' bastata una notte per trasformarmi in un drogato di cazzo... non posso più farne a meno.

.... solo una fantasia... per ora.....

Alessandro, troia succhiacazzi.


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