i racconti erotici di desiderya

Costretta legata ad un letto.. 3 parte

Autore: Ladybutterfly
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Tornò a casa qualche ora dopo, io ero rimasta tutto il tempo legata al letto.. lo sentii rientrare, posare le chiavi sul tavolo, andare in cucina e aprire il frigo... probabilmente bevve qualcosa o controllò cosa ci fosse a disposizione.. accese la televisione e si mise a guardare un film probabilmente.... cambiava spesso canale..... dopo un bel po' finalmente venne in camera, sempre con quel suo sorrisino odioso, e mi scoprì del lenzuolo.. “Buonasera...” accarezzandomi il corpo fini con la mano in mezzo alle mie gambe.. io le chiusi di colpo “No per favore...” “Che c'è?" mi diede un sonoro schiaffo sulla coscia “..non ti piace più quando ti tocco la fica, puttana?” “Devo andare a fare pipì... sono ore che mi tieni qui! Lasciami almeno andare in bagno...” lui inarcò il sopracciglio sorridendo “Ah, devi fare la pipì?” mi allargò le gambe con un gesto deciso, mettendosi con il viso in mezzo a loro cominciò a leccare, prima solo con la punta della lingua, poi iniziò a succhiare e penetrarmi con un dito, girandolo all'interno, mentre con la lingua continuava a stimolare il clitoride e con l'altra mano mi strizzava un seno, tenendolo nella sua mano stretta e chiusa.. mi sembrava di impazzire... sentivo il piacere invadere il mio corpo ma al tempo stesso avevo paura che con l'orgasmo potesse uscire anche dell'altro... cercavo di ritardare il momento, ma quel porco godeva a mettermi in difficoltà, e continuava a leccare e penetrarmi, fino a che mi arresi al piacere e venni mentre la sua lingua era ancora fra le mie labbra.... fortunatamente mi uscì solo qualche goccia, ma al porco non sembrò dispiacere, anzi.... si alzò, mi slegò i polsi e mi fece alzare.. “Vieni con me!” ordinò. Obbedii e lo seguii in bagno. Mi fece mettere a cavalcioni del bidet, senza però farmi sedere... strusciò il suo cazzo turgido contro la mia fica e solo quando mi diede lui il permesso potei urinare.. lui lo fece con me, contemporaneamente... sentivo i due flussi unirsi, proprio nel punto in cui partiva il mio........ “Adesso siedi!” ..mi sedei sul bidet e mi strusciò il suo cazzo sulle labbra “Apri!”. Io rifiutai. “Apri, stronza!” mi prese per la nuca e me lo sbattè a forza in bocca. Io feci un'espressione di disgusto, non mi piaceva quel sapore. Sapeva di lui, di me, delle nostre urine. Ma a lui non interessava, continuò a farsi fare un pompino. “Se non lo fai bene ti punisco!”. Avevo paura, così feci il meglio che potei. Alla fine mi venne in bocca. Il suo sperma era talmente tanto che mi colava fuori. Lo tirò fuori dalla bocca e gli ultimi schizzi li mandò sul viso e sulle tette. Mi accarezzò i capelli, soddisfatto “Adesso pulisci tutto come stamattina, da brava.....” .. passò il suo dito sul mio viso, per raccogliere quegli schizzi e me lo fece succhiare “Ti piace eh.... sei proprio una troietta coi fiocchi tu....”.

Finito il trattamento mi riportò in camera da letto “Torna al tuo posto! Mettiti a pecorina, da brava.....”. Io tornai sul letto mentre lui si tolse i vestiti, prese la cintura e la schioccò in aria.. io lo guardai terrorizzata “Che cosa vuoi farmi?”

“Te l'avevo detto che ti avrei punita..” “Ma..” “Zitta!” la schioccò di nuovo, questa volta dritta sul mio sedere “..tu devi essere educata.....” mi frustò nuovamente “...ammansita..” di nuovo un colpo “...come una brava pecorella...” un altro colpo “...che quando lo dico io si trasforma in una brava puttana....” un colpo “...mi hai capito?”. Annuii. Mi arrivò un nuovo colpo “Non ho capito la risposta!” “Si....”. Un colpo “Più forte, puttana!” “Si..” “Ancora di più!” Ancora un altro colpo. “Sì!”. Un colpo “Ecco così.... dì che sarai la mia puttana!” . “Lo sarò..”. Colpo “Dillo bene!” “Sarò la tua puttana!” . Colpo “Brava.....” . Colpo. Sentivo il sedere bruciarmi e pizzicarmi. Doveva avermelo fatto veramente rosso.

“Adesso dimmi di scoparti!”. Colpo. “Scopami...”. Mi arrivò un colpo. Poi un altro e subito un altro ancora. “Non ci siamo capiti! Tu devi essere una puttana!” colpo “E come le chiedono le cose le puttane?” “Scopami! Voglio essere scopata da te! Devi scoparmi! Devi rompermi tutto! Voglio che mi scopi adesso!!”. Istintivamente mi toccai la fica.. stava gocciolando.. quel porco maniaco mi faceva eccitare terribilmente qualsiasi cosa facesse! Sarebbe stato la mia rovina... Mi palpò il sedere, strizzando le natiche doloranti e cambiando improvvisamente il tono “Ecco.. adesso cominci a capire....” si avvicinò col viso al mio ano. Lo baciò, lo leccò. Entrò con un dito. “E' proprio stretto il tuo culo... te lo sfonderò tutto.....” . Mi lasciò qualche attimo da sola in camera. Tornò con un enorme cetriolo in mano “Spero che tu abbia fame dopo.... questa sarà la tua cena....”. Io rimasi in quella posizione, combattuta sui sentimenti da provare.. una parte di me era spaventata da tutta quella situazione che agli occhi di chiunque sarebbe apparsa pericolosa e surreale, ma un'altra parte di me era tremendamente eccitata, nonostante non avessi mai pensato che il dolore fisico avrebbe potuto procurarmi così tanto piacere.

Lo sentii umettarmi nuovamente l'ano, servendosi dei miei stessi umori che trovava in abbondanza fra le mie gambe.

Improvvisamente mi infilò dentro un dito. Lo sentii rovistare dentro di me. Un attimo dopo divennero due e poi tre. “Ti piace, eh? Si... lo so che ti piace... muovi il culo, da brava... fammi vedere come ti piace.....”. Ubbidii. Mi diede uno schiaffo sulla natica introducendo un altro dito “Così.... continua..... si... dai che ti piace....” . Mi piaceva e al tempo stesso faceva male. Il mio sfintere lo voleva espellere, ma lui continuava a penetrarmi, muovendo le dita, allargandomi, facendo spazio anche al quinto dito. Mentre si muoveva così dentro di me ebbi un orgasmo improvviso, l'ondata di calore mi sorprese ed emisi un forte gemito di piacere. Avevo tutta la sua mano dentro, sentivo che era fin sopra il polso.. mi toccò davanti: la fica era gonfia e totalmente bagnata. Sentii che la sfiorava con il cetriolo, quindi con decisione me lo mise dentro. Dovette girarlo e spingerlo più volte. Lo tirava quasi del tutto fuori mentre girava, quindi lo rimetteva dentro. Ogni volta quei movimenti mi procuravano ondate di piacere ed anche il mio culo ormai si era abituato ad essere dilaniato da quella mano possente. Quando il cetriolo era entrato dentro cominciò a muoverlo, su e giù, sempre più forte. “Adesso continua tu.... fammi vedere come ti masturbi.... puttanella che non sei altro...”.

Sempre con la sua mano nel culo e l'altra che mi schiaffeggiava, cominciai a masturbarmi con gusto.. ebbi due o forse più orgasmi.. avevo sentito una forte ondata di calore e piacere.. subito dopo un'altra.. e poi ancora.. ancora.... non volevo smettere, non volevo che smettesse...... estrasse la mano, si posizionò dietro di me e tenendomi per i fianchi cominciò finalmente a incularmi col suo cazzo ormai duro. Mi diede un sonoro schiaffo “Non ti ho detto di smettere! Continua a masturbarti, forza!” . Ripresi la mia attività, fino a che non mi disse lui di smettere, cosa che avvenne solo dopo essermi venuto dentro.. quindi mi venne vicino e mi baciò, infilandomi la sua lingua tutta in gola e accarezzandomi il viso “Adesso da brava ripulisci tutto.......”. Io obbedii senza replicare mentre lui riponeva il cetriolo sul comodino. Quando lo ebbi ripulito a dovere mi fece sdraiare accanto a lui “Ti fa ancora male li giù?” . Io annuii. Un attimo dopo lui era col viso fra le mie gambe aperte, con la lingua che si prendeva cura della mia fica, tutta rossa e dolorante. Non ebbi un altro orgasmo, ma mi rilassai cullata da quelle coccole speciali.

Mi lasciò andare soltanto il mattino seguente. Quella sera cenammo nel letto. Quel cetriolo, adeguatamente lavato e sbucciato, fu parte del mio pasto. Ma il mio aguzzino fu stranamente gentile e mi offrì anche dell'altro.

Mentre mangiava una porzione di dolce mi chiese di fargli un pompino: i dolci e i pompini erano le cose che più amava nella vita. Glielo feci tornare duro. Quando finì il suo dolce mi fece sdraiare, tornò con la lingua fra le mie cosce e mentre con una mano, un dito dopo l'altro, tornò a penetrarmi, provocandomi un doppio orgasmo – clitorideo e vaginale... estasi!!! - contemporaneamente, con l'altra mi strizzava e torturava un seno. Disse che per quella sera il mio culo aveva già sofferto abbastanza, quindi quando fu sazio dei miei umori mi scopò.

Quella notte dormii accanto a lui, senza manette. Aveva capito che ormai ero totalmente in sua balia e poteva farmi qualsiasi cosa. E in effetti, quella notte non dormimmo molto. Sentivo sempre il suo cazzo che si strusciava contro di me e le sue mani che mi accarezzavano e penetravano dove meglio credevano.

Il mattino, dopo un'abbondante colazione, a base di caffè, latte, biscotti e pompino, con pulizia a seguire, lo salutai con un lungo bacio, mentre la sua mano mi accarezzava sotto la gonna.

Ero diventata la sua puttana.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Blu40 Invia un messaggio
Postato in data: 08/02/2017 14:23:31
Giudizio personale:
esprimi tutto ciò che senti... lo traduci bene in quanto si legge..... mmmmmmmmmmmmm


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