i racconti erotici di desiderya

Confessioni di una troia. prologo.

Autore: Erotic_mind
Giudizio:
Letture: 0
Commenti: 0
Dimensione dei caratteri: [+] - [ - ]
Cambia lo sfondo
Mi chiamo Stefano e sono l'amico, uno degli amanti e il confidente più intimo di Sonia.

Abbiamo entrambi 40 anni e ci conosciamo dai tempi del liceo, siamo cresciuti insieme. Il rapporto che ci lega è raro e del tutto particolare: ci siamo conosciuti quando avevamo 16 anni, a 17 ci siamo fidanzati vivendo una storia di alti e bassi durata 4 anni. Poi a 21 anni io l'ho lasciata perchè nonostante il feeling e i sentimenti che provavo per lei, mi ero reso conto che in realtà non era la donna adatta per condividere il resto della mia vita sentimentale. Volevo una compagna più presente, e Sonia aveva lunghi momenti di assenza dove in tutta trasparenza e onestà mi diceva che sentiva la necessità di frequentare anche altri ragazzi, altri uomini. E' sempre stata una costante della sua vita, e lo è ancora oggi: nessun uomo, da solo, le è mai bastato. E' fatta così di indole e non è per egoismo, cattiveria o superficialità. No, lei è fatta così e basta: ha bisogno di cambiare e poi di tornare e poi di cambiare di nuovo per poi ritornare ancora. Semplicemente non le basta un rapporto unico, fisso e non è quello che cerca.

In tutti questi anni molti hanno detto: "non ha mai trovato quello giusto...", ma la verità - e io la conosco molto bene - è che lei non si accontenta di uno giusto. Ne vuole due, cinque, venti, cinquanta. Lo ha sempre detto: "Al mondo siamo 5 miliardi di persone, mi rifiuto di credere che solo una persona sia quella giusta e ancora di più mi rifiuto di pensare che l'eventuale compagno o marito - per quanto perfetto possa non solo sembrare, ma persino essere - sia l'unico e il migliore con cui valga la pena sperimentare un rapporto intimo".

Per questo il nostro rapporto è sempre stato ottimo, perchè lei è sempre stata chiara e onesta con me e io ho sempre capito che le sue scappatelle, dichiarate e sempre segnalate con largo anticipo, erano qualcosa non solo di necessario, ma persino di naturale. Così come una qualsiasi persona trova naturale provare 50 ristoranti diversi, e poi anche il cinquantunesimo, così per Sonia è naturale provare 50 amanti diversi, e poi anche il cinquantunesimo... e oltre. Così come per qualsiasi persona sarebbe inaccettabile, ridicolo sentirsi chiedere di mangiare esclusivamente presso il medesimo ristorante per tutto il resto della propria vita, così per Sonia sarebbe inaccettabile sentirsi chiedere di lasciarsi soddisfare da un solo uomo per il resto della sua vita.

La cosa l'ho sostenuta e accettata finchè non mi sono reso conto che non era quello che volevo per la mia vita privata, o almeno non spinto fino a simili livelli.

Stavamo insieme da circa un anno e una volta mi disse che quel weekend non lo avrebbe trascorso con me perchè c'era un compagno dell'università molto affascinante che la stava corteggiando da mesi in modi sempre più irresistibili. Me lo disse con tutta la naturalezza del mondo - e del resto il nostro rapporto era tale per cui sapeva che poteva aprirsi completamente con me, anche su questo - e come se fosse la cosa più naturale del mondo mi informò dei dettagli, che sarebbe andata in montagna con lui, da sola, e che era curiosa di scoprire se la sua arte amatoria fosse al livello di quella seduttiva. Naturalmente anche io avevo libertà di azione, ma pur apprezzando questa libertà, non ho mai sentito un bisogno specifico di approfittarmene. E' capitato che mi scopassi una collega del fastfood dove lavoravo part-time durante gli studi, e lo raccontai a Sonia con la stessa naturalezza con cui lei raccontava a me delle sue avventure. La cosa anzi ci eccitava a vicenda in modo pazzesco e il più delle volte finivamo col fare ore di sesso sfrenato, fino all'esaurimento completo delle nostre forze. Ricordo persino che quando le parlai per la prima volta di Monica, questo era il nome di quella mia collega del fastfood, non ci eravamo ancora sfiorati con un dito. Raccontai a Sonia che Monica, che Sonia aveva conosciuto già tempo prima nel corso di varie uscite serali fra amici, stava iniziando ad avere un debole verso di me e più di una volta mi aveva provocato con battute a doppio senso molto esplicite ed era arrivata a chiedere più volte di farsi cambiare il turno per fare quello notturno con me, quello che porta alla chiusura del negozio dove alla fine si rimane appunto solo in due a porte chiuse per sistemare le ultime cose.

Sonia mi aveva dato consigli su come comportarmi, su come far cuocere a fuoco lento Monica fino a portarla ad un irresistibile desiderio di strapparmi le mutande di dosso e affondare la bocca sul mio uccello (queste furono le testuali parole di Sonia, quando ne parlammo!).

In effetti ricordo che seguii i consigli di Sonia, che ogni volta mi chiedeva se la cosa si stesse evolvendo nei termini sperati e che in effetti accadde una sera di chiusura, a porte chiuse e con solo io e Monica presenti, che lei mi saltasse addosso dicendo esattamente queste parole: "Stefano sei un maledetto irresistibile stronzo... mi stai facendo impazzire, io non ce la faccio più!". Avevo portato Monica sul limite della sua sopportazione psicologica! Le avevo fatto capire che ci stavo, ma spostavo ogni giorno il suo desiderio un passo oltre. Non facevo il sostenuto, anzi, lei aveva capito benissimo che se non fosse stato oggi, sarebbe stato domani, ma l'averi scopata nel retro del negozio fino a non poterne più. Glie lo avevo detto e soprattutto eravamo arrivati a livelli palesi di coinvolgimento sessuale, pur senza mai ancora esserci sfiorati. Ma al tempo stesso quel giorno non arrivava mai. Più di una volta le avevo detto che per scopare con me avrebbe dovuto scalare una montagna fatta di provocazioni, autocontrollo, masturbazioni fantastiche nella solitudine del suo letto, e tanto altro ancora. Monica non cercava una storia fissa, cercava una grande scopata e si era fissata che doveva portarmi a letto, che doveva provare quello che aveva sentito dire di me (penso da Sonia e da altre mie ex, amiche in comune). Io le raccontavo qualcosa, qualche dettaglio e ogni volta la mettevo alla prova stuzzicandola. Mi piaceva eccitarla con le parole, mentre restavamo soli in negozio, mi piaceva osservarla nella sua palese e malcelata eccitazione. Adoravo vederla trattenere il fiato e ricevere inaspettatamente l'ultimo cliente della serata come se nulla fosse, mentre ancora le riecheggiavano nella mente le mie parole piccanti e provocanti.

Le dissi che si sarebbe dovuta masturbare sognando di farlo con me, e di darmi una prova di averlo fatto. E lei venne il giorno dopo con un selfie della sua mano (ha un tatuaggio molto particolare) che si titillava il clitoride, e con un altra foto dove mezza nuda teneva in mano la foto di me che le avevo dato mentre si metteva un vibratore nella fica.

Pensava che quella notte mi sarei concesso a lei, ma si sbagliava. Parlai in modo molto eccitante delle emozioni che mi aveva suscitato ma alla fine le dissi che a mia volta l'avrei pensata quella notte, masturbandomi sulle foto che mi aveva dato.

Giorni dopo facemmo un gioco simile, ma scambiandoci un video. La cosa eccitante fu parlarne per giorni al lavoro, nelle pause, fra un cliente e l'altro, alla chiusura. Ogni momento era buono e ogni volta ci eccitavamo a vicenda, dicendocelo e al tempo stesso resistendo dal toccarci. Monica già in quell'occasione si era alzata la maglietta mostrandomi le sue tette senza reggiseno (non lo aveva messo proprio per stuzzicarmi durante l'orario di lavoro...), io glie le guardai avvicinandomi a lei ormai ansimante e già sudata di eccitazione. Era sicura che glie le avrei leccate e ci saremmo rotolati sul pavimento scopando come animali. Invece mi avvicinai soltanto a pochi centimetri, senza toccarla, per farle sentire il mio respiro caldo sulla sua pelle e sui suoi meravigliosi capezzoli; poi risalii col viso verso il suo, e le sussurrai in un orecchio quanto mi avesse eccitato e che la prossima volta le avrei abbassato i pantaloni per leccarla dalla fica fino ai seni. Ma le dissi che non sarebbe accaduto quel giorno. Lei andò in bagno a masturbarsi, dicendomelo. Io lasciai fare senza seguirla. La sentii godere attraverso la porta, ma riuscii a resistere e non entrai. Successivamente, qualche giorno dopo, scrissi un racconto dove descrivevo come l'avrei sedotta e come l'avrei scopata se fossimo andati al mare per un weekend e le chiesi di scrivere come lei avrebbe sedotto me se l'avessi invitata a cena uno giorni successivi.

Fu così brava che scrisse il racconto, devo dire molto caldo ed eccitante, inserendo delle foto di lei semi nuda e poi nuda, man mano che il racconto si faceva più esplicito. Diciamo che scrisse un vero e proprio racconto illustrato.

In tutto questo, io facevo leggere e raccontavo tutto a Sonia che spesso iniziava a masturbarsi mentre ne parlavamo. Inutile dire che con lei si scopava praticamente tutte le volte che ci si vedeva. Ogni volta eccitandoci per un motivo diverso. Se per caso ve lo steste domandando, Sonia non era interessata a partecipare. Non aveva pregiudizi sul sesso di gruppo, ma lei viveva le sue scappatelle (e le mie) come isole personali dove sperimentare altro. La presenza del compagno sarebbe dunque stata poco in sintonia, anche se all'interno degli esperimenti capitò certamente anche di fare sesso con lei, assieme ad altri.

Ad ogni modo, poi con Monica venne il grande giorno: dopo qualche settimana di scambi di foto e di video sempre più erotici e compromettenti ci fu una sera che restammo di nuovo soli in negozio ormai chiuso, e tornando a commentare i nostri video mentre la nostra eccitazione montava a livelli ormai irresistibili per entrambi, accesi la telecamera del cellulare e le dissi di fare uno spogliarello per me nel retro dove ci sono le cucine e i magazzini.

Naturalmente accettò perchè non vedeva l'ora di farmelo rizzare di nuovo e soprattutto non vedeva l'ora finalmente di incrociare i nostri corpi ormai drogati della voglia di saziarsi l'uno dell'altro.

Entrati in bagno iniziò a spogliarsi in modo sinuoso e ammiccante, io mi abbassai i pantaloni e per la prima volta le mostrai la mia erezione dal vivo dopo che per tante volte l'aveva ammirata solo in foto e in video. Ora eravamo lì, uno davanti all'altra, eccitati oltre il possibile e l'immaginabile e con una voglia che cresceva a dismisura senza mai raggiungere un limite. Ma resistetti ancora un po'... finchè lei, completamente nuda e sconvolta di passione, pronunciò la frase che vi ho detto prima: " Stefano sei un maledetto irresistibile stronzo... mi stai facendo impazzire, io non ce la faccio più!" e proprio come aveva previsto Sonia, si avventò sul mio uccello duro, lucido e teso affondandolo nella sua bocca spalancata.

Io naturalmente continuai ai filmare e la cosa eccitava Monica in modo assurdo. Ci dava dentro come neppure si era spinta nei racconti che mi aveva scritto! Non aveva più pudore nè freni inibitori, lo succhiava e di tanto in tanto si staccava per miagolare parole sconnesse come "sono la tua troia", "scopami la bocca", "voglio sentire il sapore del tuo cazzo", "sei un porco maledetto e io sono la tua lurida puttana", "adesso non mi stacco più", "hai un cazzo bellissimo", "è meglio di come lo avessi sognato", "riempimi la bocca, sono la tua troia, la tua puttana, la tua cagna!".

Io stavo provando un'eccitazione mai provata prima, ve lo giuro! Credevo di scoppiarle in bocca da un secondo ad un altro, ma non so come riuscivo a resistere. E mentre lei succhiava, io la insultavo dicendole che era vero, che era una puttana, che aveva dimostrato di meritarsi il mio cazzo e che di troie come lei ce ne sono poche (ma questo in effetti era un complimento!). La sculacciavo leggermente sulle natiche, e lei gradiva mugulando di piacere. Riprendevo tutto e appoggiai il telefono sul mobile di fianco in modo da avere le mani libere. La misi a favore di telecamera, e poi le tolsi il cazzo dalla bocca e glie lo ficcai nel culo senza alcuna remora. Urlò di dolore e al tempo stesso di piacere! "Cazzo mi hai fatto male, porco!", "che cazzo ti lamenti, troia? l'hai voluto il cazzo? adesso lo prendi senza fare tante storie... che lo vedo che ti piace..." Era totalmente abbandonata a me e al piacere. E infatti le mie parole la fecero venire all'istante! La stavo scopando nel culo, e lei venne in modo compulsivo e selvaggio! Urlava di piacere, ansimava, si contorceva mentre la tenevo per le tette da dietro! Io ansimavo come un animale in calore, proprio come un porco senza alcun freno! Venne ululando il suo orgasmo e stringendo i pugni a tutta forza... io le sborrai nel culo una quantità incredibile di liquido... usciva come una pisciata, non smettevo più!

Lei lo sentiva e si agitava ancora di più chiedendone sempre di più.

Naturalmente dopo il primo orgasmo non finì certo lì... Le dissi di guardare nelle telecamera e di salutare Sonia. Le dissi che le avrei fatto vedere il video e che Sonia si sarebbe senz'altro masturbata guardandoci. Monica restò allibita e si voleva ritrarre: "cazzo no, Stefano! non farlo vedere a nessuno questo video!".

e io di rimando con tono bonario e saudente: "Monica, mi deludi... una bella troia come te, dopo tutto quello che hai fatto per scopare con me... ti inibisce una cosa da poco come questa? Sei una troia, lasciati andare e goditi il piacere di farti guardare da chi ti sa apprezzare...".

"No dai, io e Sonia siamo amiche... non voglio... mi vergogno".

"Siete amiche ma per scoparti il suo ragazzo hai fatto qualsiasi cosa no?"

"Beh, sì... " ammise con un tono colpevole e remissivo.

"Ecco, allora adesso ti chiedo di fare anche questo. Sonia non si arrabbierà, te l'ho detto. Anzi! Ti racconterò di come si masturberà e di quanto godrà nel vederti che ti scopo in bocca, nel culo... e sono sicuro che si ecciterà come una verginella maliziosa quando ascolterà questo siparietto!"

"Va bene... ma mi vergogno un po'... "

"Ma è proprio questo che ti eccita, lo so..."

"Sì, cazzo... ma come fai...? cazzo tu mi leggi nel pensiero! Tu sai quello che voglio prima di me!"

"Perchè ti conosco Monica, abbiamo fatto un percorso insieme... tu hai capito quanto sono porco e io ho capito quanto sei maiala. E adesso apri le gambe che ti faccio ululare un'altra volta..."

Senza farselo ripetere due volte si mise sul bancone dei panini e allargò le gambe con ancora indosso le scarpe da lavoro (aveva indosso solo quelle, ormai. La eccitava tenerle.). Io le divaricai le gambe ancora un po' e poi cominciai a leccarla avidamente fra le cosce. L'avrò leccata per almeno 20 minuti di fila, con lei che mi supplicava di non smettere, che era già venuta altre due volte e voleva venire ancora. Io avevo il cazzo di nuovo a mille e iniziai a strusciarglielo dappertutto: fra le cosce, sulle natiche, sulla pancia, sui seni, sul capezzoli, sul collo, sulle braccia... dappettutto... e lei godeva di ogni mio movimento su di lei.

Poi lo prese, con decisione inaspettata, e se lo ficcò nella fica d'un colpo! "Adesso sbattimi a tutta forza e facciamo vedere a Sonia come scopiamo!"

Questa frase mi diede una scossa potentissima, e presi a scoparla selvaggiamente a favore di telecamera. Si sentiva il rumore della nostra pelle che sbatteva umidiccia e gli ululati di Monica che rimbombavano nel magazzino. Io ansimavo e grugnivo di piacere. Grondavamo di sudore e l'odore dei nostri corpi si era ormai mescolato ed era diventato un unico meraviglioso profumo di passione.

La scopai nella fica per altri 20 minuti ancora, lei non ne poteva più! Era esausta e disfatta... sarà venuta almeno 5 volte, e io dovevo ancora venire la mia seconda (la seconda duro tantissimo).

Non ero ancora venuto ma ero esausto anche io: mi aveva spompinato, l'avevo scopata nel culo, l'avevo leccata e ora la stavo scopando nella fica... fuori albeggiava ormai, e noi stavamo ancora scopando selvaggiamente fino all'ultima stilla di forza, per sfogare la voglia, il desiderio e la passione inibita dei mesi precedenti. Fu una scopata preparata e caricata per tre mesi. Ora che eravamo lì, non avremmo più smesso!

Ormai lei aveva il trucco che colava dal sudore e dalle lacrime di piacere e di fatica, io ero sudato più di lei e la stavo sbattendo come un toro senza sosta da non so quanto tempo. Lei ormai ansimava quasi meccanicamente: era esausta ma non voleva che smettessi... appena calavo il ritmo mi chiedeva di continuare più forte!

Era entrata in una sorta di trance dove galleggiava su una sorta di lieve orgasmo, senza mai raggiungere l'estremo piacere (del resto era già venuta cinque volte... non ce la faceva più neppure lei!). Io ero vicino al mio secondo orgasmo ma la stanchezza fisica lo spostava sempre qualche minuto più in là, ogni volta che lo stavo per raggiungere!

Era un piacere enorme, anche se non raggiungevo l'orgasmo! La scopavo ed era un piacere vederla così abbandonata ed in estasi sotto i miei colpi. Lei non voleva smettere, ma era esausta, e io più esausto di lei non avrei smesso neppure se me lo avesse chiesto!

Non so per quanto andammo avanti a scopare in quel modo. Eravamo in trance, estraniati dal tempo e dallo spazio. Esistevano solo i nostri corpi e le nostre emozioni. E il rumore della carne appiccicosa di sudore che si baciava ad ogni sussulto.

Poi, dopo non so quanto tempo, ormai senza più una stilla di energia, venni di nuovo. Tirai fuori il cazzo dalla sua fica devastata e sazia oltre ogni ragionevole limite e gli sbattei il cazzo sui seni e in faccia per farle accogliere i miei schizzi fra le sue labbra.

Si leccò le tette e bevve fino all'ultima goccia guardandomi negli occhi. Poi cademmo esausti sul pavimento, quasi svenuti. Spensi il cellulare che ormai aveva finito la memoria e aveva interrotto la registrazione da non so quanto. Mi rivestii a fatica e lasciamo Monica sul pavimento in estasi a guardarmi mentre mi infilavo i pantaloni e la maglietta. Si toccò la fica sorridendo: "E' stata la cosa più incredibile che mi sia mai capitata. Tu sei incredibile.", poi ci fu un attimo di pausa, come di una presa di consapevolezza, e aggiunse: "Sei stato una scopata che neppure immaginavo sarebbe potuta esistere. Una scopata irripetibile".

Già, era irripetibile. Certe cose possono venire così bene solo la prima volta. Solo con certe premesse. Solo dopo aver scalato certe montagne.

La salutai con un bacio affettuoso, con lei ancora nuda sul pavimento, e uscii, salii sulla moto e tornai a casa da Sonia per abbracciarla.

Ecco. Questo ve l'ho raccontato per farvi capire il rapporto particolare, unico, fra me e Sonia. E naturalmente le feci vedere il filmato di me e Monica. E naturalmente Sonia si eccitò come previsto...

Avevamo ancora solo 18 anni...

Ma questa storia non è ancora una delle storie dei diari di Sonia. Le sue confessioni devono ancora venire. E io sarò lieto di raccontarvi la prima, e tante altre.



giudica questo racconto

Attenzione, solo gli utenti registrati su Desiderya.it possono esprimere giudizi sui racconti

Per registrarti adesso CLICCA QUI

Se sei un utente registrato devi autenticarti sul sito: CLICCA QUI



Sono un/una:
Cerco un/una: