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Come inizia l'avventura cuckold 2


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Ora che l'accordo era raggiunto mi sentivo strano avevo il cuore in gola non pensavo altro a quel giorno a quanto fosse stata intrigata e coinvolta dall'idea del tradimento condiviso oppure a quanto si sarebbe infastidita, offesa e urtata tanto da poter compromettre il ns rapporto ormai allineato su di un filo sottile che ci avrebbe portato o ad allontanarci definitivamente oppure ad accettare senza nasconderci le ns intime voglie di giocare e divertirsi lasciandosi trasportare dagli eventi.

Vi era anche una seconda difficoltà, segnata dalla distanza che ci divideva e che poteva giocare a favore o contro a seconda delle circostanze e degli eventi, ma nulla era ormai scontato e nulla era ormai come prima.

La mia, ormai, irrefrenabile voglia di capire fin dove si potesse spingere, il forte desiderio di interpretare le sue fantasie e le sue voglie e la mia folle voglia, desiderio di essere umiliato e di vedere o immaginare la donna dei miei pensieri e dei miai desideri nelle braccia di una persona che per giunta conoscevo mi rendeva particolarmente nervoso e irrascibile, fragile e vulnerabile.

Vivemo un conflitto interiore da una parte il desiderio folle di organizzare il tutto nei minimi particolari fino al raggiungere l'obiettivo massimo del tradimento congiunto e dall'altra la paura di metter in gioco un rapporto fino a quel momento idilliaco e perfetto.

La prima sensazione prese il sopravvento e rimase solo il tempo per giunto poco di organizzare il tutto affinchè Elena cadesse senza accorgesene nella mia trappola e nelle grinfe di Marco sensibile per natura al pelo femminile e dichiaratamente attratto dalla bellezza e dalla esuberanza di Elena.

Certamente non potevo fin da subito coinvolgere Marco in questo gioco e quindi escogitai un modo affinchè si presentasse da solo per poter quindi vincere la scommessa e il secondo ordine di problemi verteva sul fatto come potesse Marco fare la prima mossa nei confronti di Elena confidando sempre nella irreprensibile voglia di Elena di rispettare i patti della scommessa conscia di cosa rischiava ma al tempo sapendo che non doveva essa esporsi per essere giudicata da Marco.

Un gioco sottile, difficile e pericoloso che si basava tutto su un precario equilibrio soprattutto celebrale.

La scusa escogitata fu quella di dire a Marco che Elena non fosse pronta a conoscere la moglie e i nuovi amici che essendo timida aveva bisogno di tempo per amalgamare e digerire il fatto di trovarsi in una città nuova, in un ambiente di lavoro ostile e lontano dal suo amato anche se questo potesse apparire come un via libera a frequentare e conoscere nuove persone.

Marco bevve la scusa senza batter ciglio e disse anzi che avrebbe pensato a Lei come se ci fossi io accanto, che l'avrebbe coccolata e fatta sentire a proprio agio senza problemi e che aveva a questo punto intenzione di portarla a cena e successivamente fare una passeggiata sui navigli visto il bel tempo e la serata.

Dissi anche a Marco di non dire ad Elena che la scelta di venire da solo fosse stata concordata con me ma di far capire ad Elena che una serie di circostanze e di situazioni legate alle sue amicizie, lo avevano indotto a venire da solo onde evitare dicerie sulla sua persona, in modo da non far pesare ad Elena la sua voglia di non conoscere nessun al momento per i motivi prima detti.

Anzi preannunciai a Marco che durante il loro incontro lo avrei chiamato per sapere come andassero le cose e che lui doveva rispondermi come se stesse parlando con altro amico fantasioso e non con me per non insospettire Elena della chiamata, Marco era ignaro che la mia telefonata gli avrebbe aperto le porte al paradiso, alla bellezza di Elena e alla sua voglia di scoparsela conoscendolo bene.

Dall'altra lavorai di puntino Elena tranquillizzandola e invitandola a vestire in modo provocante che è solito fare quando esce con me, dato che se avesse vinto avrebbe fatto bella figura con gli amici così vestita, se invece avesse perso avrebbe cmq fatto felice incosciamente Marco che non perdeva occasione di fare i complimenti ad Elena per il suo corpo e per le sue gambe sode e lunghe.

Elena si mise una camicietta in seta bianca molto scollata che lasciava intravedere molto della sua bellissima 3°,un reggiseno mezzo balconcino una cinta grande avvolta sulla vita e una mnigonna nera molto corta con delle catene in ottone laterali che abbellivano il suo disegno, senza calze e con delle scarpe aperte con 12 cm di tacco che slanciavano molto le sue gambe (già alta 1,72 cm) ma soprattutto il suo culo, in fine con fatica e con forte determinazione imposi ad Elena di non indossare lo slip cosa che faceva spesso in estate ma non per esibizionismo ma una sua sensazione forte di libertà e di piacevole freschezza che avvertiva nel far arrivare la frescura serale ovunque nella sua passerina sempre curata e ben depilata tutta.



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Cpannadany Invia un messaggio
Postato in data: 24/04/2012 17:49:59
Giudizio personale:
e poi? se le scopata o no?

Autore: ManzoMaturo Invia un messaggio
Postato in data: 05/08/2010 14:25:35
Giudizio personale:
UFFFFAAA......non se ne può più.....vestite le vostre protagoniste sempre allo stesso modo e tutte uguali....solita camicetta bianca di seta e solita minigonna nera...e sempre i soliti 12 cm di tacco......BASTAAAAAAAAAAAAAAAAA.......sembrano tutte zoccole!


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