i racconti erotici di desiderya

Closer

Autore: Youngvoyeur
Giudizio:
Letture: 230
Commenti: 1
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al fine di una costante crescita e relativo piacere nella lettura commenti e critiche sono ben accette, buona lettura.

Prologo

> dissi col cuore in gola, lei seduta davanti a me sorrise, tirò giù l'ultimo sorso rimasto nel bicchiere e fissandomi con i suoi occhi verde smeraldo mi disse

il ragazzo non sembrava particolarmente imbarazzato e io continuavo ad ascoltare i loro discorsi , anche perchè il tono della loro voce (canne ed alcol si facevano sentire) era parechio alto, da quello che dicevano si evincevano le gesta erotiche della ragazza vittima della furia del ragazzotto, che a quanto pare si era divertito parecchio con lei abusando di ogni buco possibile e facendosi servire come solo una serva può fare, accontentando ogni suo capriccio. La cosa era diventata alquanto divertente poiché indirettmente aveva coinvolto anche me che intervenivo via via nel complimentarmi per la sfrontatezza del ragazzo nei confronti della troia. Così seppi che si era fatto lecare il buco del culo, che con la cintola dei pantaloni, mettendogliela sul collo gli aveva fatto fare la cagna con tanto di versi, ma l'apice massimo della conversazione che ormai aveva preso le pieghe di uno sketch comico fu quando disse che le aveva infilato nella figa mezza bottiglia di vodka, in quel momento partì un applauso dei sei presenti tra i quali il sottoscritto, fu meno bello quando un suo amico gli chiese:

>

>

un brivido caldo mi passò dal ventre al collo, iniziai tremare e il mio cazzo cresceva a dismisura nei pantaloni, le loro voci da essere forti diventarono echi nelle mie orecchie, ormi ero entrato nel mio mondo autistico dove il mio unico pensiero era solo uno: Stefania il mio sogno erotico, era quella puttana di cui stava parlando.

Andai a letto con quel pensiero in testa, come un martello pneumatico che ti batte in testa, mi feci sei o sette seghe, non ricordo persi il conto, non ruscivo a fermare la mia eccitazione mista alla rabbia, come cazzo faceva un ragazzetto del cazzo ad essersi fottuto lei? La risposta non è dificile da trovare .

La dura faccia della realtà

Passò una settimana, ogni volta che mi trovavo davanti alla palazzina della troia (ormai in testa per me era quello il suo nome) non riuscivo a non cercare di dare una sbirciatina al giardino per vedere se dalla finestra vedevo, come mi accadeva spesso, lei che dava ripetizioni, oppure più semplicemente se era in casa.

Così passarono due settimane, l'estate si faceva sempre più calda e di Stefy nemmeno l'ombra, ma quando meno te l'aspetti ecco che si presenta l'occasione giusta.

Stavo andando alla macchina per raggiungere i miei amici al mare quando davanti a me compare il ragazzo del moletto di qualche settimana prima, stava percheggiando il suo motorino e le opzioni non potevano essere tante.

Decisi così all'istante di cambiare programma e con la dovuta calma me ne tornai a casa, il mio intento era solamente uno, capire se lo avrebbe riscopato di nuovo. Dopo circa venti minuti uscì di casa e mi avvicinai alla palazzina di Stefania, ma non dovetti ammattire più di tanto per capire cosa stava succedendo, nonostante dalla finestra uscisse della musica assordante, i suoi gemiti riuscivano cmq a farsi sentire, mi bloccai per qualche istante come innanzi ad uno spettacolo naturale, ma non stavo vedendo niente, solo ascoltando, eppure godevo come non mai, cercai nella confusione del momento di muovermi organizzarmi, ma la prima cosa che mi venne di fare instintivamente fu quella di aprire il cancellino del giardino della sua casa e dirigermi il più possibile verso la finestra della troia, ma ciò che in conreto riuscì a fare fu solo registrare qualche frammento audio, avevo decisamente esagerato, ma ero anche consapevole ancora di più che quella troia doveva essere mia.

Rendez vous

L'esatate stava finendo e la maestrina si vedeva meno nei paraggi, in testa avevo solo lei nient'altro.

Ricordo che quella sera c'era un libeccio forte e rincasai dal locale dove ero con i miei amici abbastanza malconcio, feci per chiudere il cancello principale del complesso, quando ad un certo punto sentì una voce femminile da dietro dirmi: >, la mestrina era arrivata e a vedere dalle sue condizioni anche lei ci aveva dato dentro. Le sorrisi salutandola lei non contraccambiò e a quel punto una parte di me che ancora non avevo conosciuto uscì allo scoperto per dirgli: > lei si voltò di scatto con sguardo basito, io senza tergiversare un attimo rincarai la dose,


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Joseph62 Invia un messaggio
Postato in data: 09/04/2014 08:02:56
Giudizio personale:
????? che cosa hai narrato?????????????


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