i racconti erotici di desiderya

Bis autunnale

Autore: Singlebsx1959
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Era mercoledì 23 settembre, l’autunno era entrato da due giorni. Erano mesi che non avevo un rapporto ed avevo una gran voglia di essere inculato come si deve. L’ultimo rapporto mi aveva visto protagonista attivo con un quarantenne. Ora avevo voglia di godere di culo. Avevo voglia di essere posseduto e di sentire qualcosa di duro dentro di me.

Così essendo una bella giornata decisi di andare a Capocotta.

Prima di uscire mi feci un bel clistere nella speranza che sarebbe servito a qualcosa, e non di andare in bianco come mi era successo nelle settimane precedenti.

Arrivato all’altezza del “Settimo cielo” fermai la macchina e parcheggiai. Rimasi un po’ deluso perché c’erano poche macchine parcheggiate sulla litoranea, ma essendo ancora relativamente presto, erano circa le 0950, sperai che arrivasse altra gente.

Entrai, raggiunsi la parte frequentata maggiormente da gay dove c’era pochissima gente, e mi diressi direttamente sulle alture retrostanti la battigia.

Sistemai l’asciugamano sulla sabbia e mi spogliai. Giù in uno spiazzo retrostante l’altura c’era un uomo che sdraiato si menava il cazzo. Cercai di mandare qualche segnale volgendogli le spalle, allargandomi le chiappe e infilando il dito nell’ano. Ma niente.

Così mi sdraiai sull’asciugamano con le chiappe al vento. Ogni tanto passava qualcuno, ma evidentemente avevano desideri passivi anche loro visto che dopo essersi fermati pochi secondi, andavano oltre.

Ad un certo punto comparve un sessantenne/sessantacinquenne in pantaloncini.

Si mise a poca distanza da me e cominciò prima a toccarsi la patta poi lo tirò fuori. Allora mi sdraiai supino allargai le gambe e cominciai a sditalinarmi l’ano.

Finalmente capì e si avvicino.

Glielo presi in bocca e cominciai a succhiarlo. Aveva una bella cappella lucida, e anche le dimensioni una volta completamente duro, dovevano essere rispettabili. Pian piano cominciava a indurirsi. Era piacevole sentirlo gonfiarsi in bocca, le sue mani bloccarmi la testa quasi a soffocarmi mentre con il bacino spingeva.

Gli chiesi se gli andava di incularmi, ma rispose che non aveva tempo. Siccome non mi piacciono gli egoisti gli dissi che ero lì per godere anche io. Così prese e se ne andò.

“Se la montagna non va da maometto, maometto va alla montagna”, mi dissi. Così presi il marsupio e decisi di scendere nello spiazzo.

“Ciao, come va?” gli chiesi quando fui davanti “Bene, e tu?” rispose, “Bene anche io. Che ne pensi?” dissi volgendogli le spalle e allargandomi le chiappe. “Penso che hai un bel culo” rispose lui, “Beh, allora è un peccato non assaggiarlo, che dici?” dissi di nuovo io inginocchiandomi. “Certo, accomodati” rispose lui.

Mi inginocchiai e glielo presi in bocca. Riassaporai il piacere di sentire un cazzo gonfiarsi sotto la nobile arte del bocchino. Mentre ero intento in questo lavoro vidi che a distanza di qualche metro un altro uomo si era tirato fuori il cazzo e se lo toccava vistosamente. Gli feci segno di avvicinarsi.

Ora avevo due cazzi davanti a me con cui divertirmi. Mi era capitato solo una volta, vari anni fa, di giocare in tre. Il gioco a tre è sicuramente il migliore in quanto più completo.

Il cazzo del primo uomo intanto era diventato duro, così chiesi se gli andava di montarmi. Alla sua risposta affermativa tirai fuori il condom e glielo porsi.

Lo indossò, mi venne dietro, mi fece arcuare la schiena, si posizionò bene e me lo infilò.

Ora stavo proprio sul trono. Un cazzo che mi scopava la bocca e uno dietro, anche se il secondo uomo alternava facendosi sbocchinare ora da me, ora dall’altro.

Era proprio un piacere. Essere al centro. Sentire quella mazza dentro che mi spingeva, e davanti un’altra (anche se non molto dura) che mi scopava la bocca.

Io non dovetti attendere molto. Dopo un po’, sotto i colpi ben assestati raggiunsi l’orgasmo. Di lì a poco anche loro vennero.

Ci pulimmo, raccolsi i rifiuti generati e li misi in una bustina per non lasciare sporco, ci stringemmo la mano e ci salutammo.

Tornai sull’altura e mi sdraiai sull’asciugamano.

Ah, finalmente dopo tanto una goduta. Mi rilassai al sole mettendomi ora supino, ora pancia in terra. Fu durante uno di questi momenti che vidi un uomo in piedi a qualche metro da me con la mano dentro il costume all’altezza del suo equatore.

Lo guardai e riconobbi che era Nico un uomo conosciuto due mesi prima e con cui avevo giocato senza che nessuno dei due raggiungesse l’orgasmo, ma, ricordo bene, lo eccitavo molto.

“Ciao Nico, sono Paolo, ci siamo conosciuti due mesi fa, ricordi?” “Ah, si certo, ora che ti vedo bene ricordo. Come stai?” “Bene. Dovevamo vederci la domenica seguente a quell’incontro, ma non potei più venire” “Anche io non potei venire”.

Si sdraiò vicino a me sull’asciugamano e cominciò a carezzarmi il corpo. “Ti trovo bene” mi disse, “Non è passato molto tempo” risposi io, “Mi fai arrapare proprio” e mentre pronunciava queste parole mostrava il cazzo già barzotto che faceva capolino dal costume. “Ma perché non ti togli il costume?” gli dissi. “Hai voglia di giocare?” mi rispose, “A dir la verità io ho già goduto, però mi ricordo che hai un bel cazzo, se vogliamo giocare un po’, per me non c’è problema”, “Si, ho proprio voglia, però magari troviamoci un posto più tranquillo visto che comincia a esserci un po’ di gente”.

Raccolsi lo zainetto e l’asciugamano e ci spostammo alla ricerca di un posto più tranquillo.

Lo trovammo, ridistesi l’asciugamano per terra e ci sdraiammo entrambi nudi.

“Insomma hai già goduto? Porca miseria quanto mi piaci” disse posandomi le mani sul corpo e carezzandomi le natiche “Mi ecciti proprio”. Ed aveva ragione. Aveva il cazzo già quasi completamente duro. Lo presi in bocca e cominciai a lavorarlo un po’. Non era molto lungo, ma aveva una bella circonferenza, ed era molto duro. E’ proprio bello quando hai a che fare con un cazzo duro.

“Piano, altrimenti vengo subito” mi disse bloccandomi la testa. Ci sdraiammo, e mentre ci strofinavamo i cazzi mi infilò la sua lingua in bocca.

“Mi piaci proprio. Ho una gran voglia di scoparti” disse. Io avevo già goduto, ma il pensiero di essere così desiderato mi eccitava. “Ce l’hai il preservativo?” gli chiesi, “No purtroppo” “Ahi, ahi , ahi, e come si fa? li ho finiti anch’io” “Porca puttana, li devo ricomprare. Fammi giocare un po’ con il tuo culo” e così dicendo si levò da sopra, si mise di lato e spostandomi lateralmente cominciò ad affondare le dita nelle natiche. Dopo un pò cambiai posizione e mi misi a pecorina. Ora alternativamente sentivo le sue dita entrarmi dentro, oppure il cazzo strofinarmi sull’ano e il glande entrare dentro. “Che bel corpo che hai. Si vede che ci tieni” disse mentre giocava. Avevamo entrambi una gran voglia di copulare, ma entrambi eravamo restii a farlo senza.

Dopo aver giocato un po’ così cambiai posizione e mi misi supino e a gambe larghe. Ora Nico giocava alternando lo strofinamento del suo cazzo al mio, allo strofinarlo sull’ano e spingere il glande leggermente dentro.

Non potevamo passare tutta la mattinata così. Quindi dopo un po’ ci segammo a vicenda mischiando le nostre creme quando furono servite.

Aahh che goduria finalmente.



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