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Autostrada – area di sosta di firenze.


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Autostrada – Area di sosta di Firenze.

Stavo andando, in macchina, da Roma a Venezia. Faceva molto caldo e viaggiavo vestito con una canotta ed un paio di pantaloncini da atletica leggera, di quelli sgambati con la mutandina di rete interna.

Come mia abitudine mi fermai nell’area di sosta del Motel Agip di Firenze, lì dove c’è quella bellissima chiesa che sembra una vela. Per prima cosa andai al bar a ristorarmi e poi andai nei servizi igienici che, perlomeno all’epoca (ora non so come siano, è da tanto che non ci passo) erano strutturati in una maniera che permetteva che una parte degli orinatoi fosse defilata a chi entrava ma ben visibile da una certa parte degli orinatoi sulla destra. Ciò dava una certa “privacy” a chi andava sulla porzione di sinistra. Io, con fare spavaldo, andai diretto alla porzione di sinistra, nascondendomi così alla vista diretta di chi entrava nei servizi.

Non portavo mutande, solo il pantaloncino. Scaricai la vescica e mi trattenni iniziando a masturbarmi e a guardarmi intorno. Vidi così, alla mia destra, un tizio che stava osservando la mia masturbazione e, dietro di me, nella porzione di orinatoi della parte destra, un altro paio di tizi che si masturbavano guardando il mio culo. Avevo un bellissimo culo e decisi di farglielo gustare meglio: pertanto, con una mano, spostai il pantaloncino che, essendo molto sgambato, fece sì che vedessero bene tutto il mio culo, Uno dei tizi dietro di me non pose tempo in mezzo e, senza neanche rimettere il suo uccello nelle mutande, venne dietro di me, mi infilò due dita nel culo (prima di scendere dalla macchina avevo provveduto a lubrificarmi il culo con del Luan) le divaricò masturbandomi un po’, quindi mi puntò contro il suo cazzo di discrete dimensioni ed iniziò a incularmi, lentamente, con un senso di trionfo per essere stato il più deciso e pronto ad approfittare di quella “troietta” così disponibile.

Era il tempo in cui non era ancora scoppiata la fobia dell’AIDS, e pertanto non si usava mettersi il “cappuccio”. Iniziò ad accelerare i colpi e, dopo un po’, lo sentì riversare la sua sborra nel mio culo. Ristette qualche momento e quando se ne uscì ci fu subito chi prese il suo posto. Si era, nel frattempo, creata una sorta di fila in attesa dalla parte degli orinatoi di destra e tutti con la faccia rivolta verso di me, osservando come mi stava inculando il personaggio di turno. Persi la cognizione del tempo e di quanti mi stessero usando, mentre qualcun altro mi si era avvicinato per farsi masturbare o per farsi fare un pompino. Godetti senza neanche masturbarmi, dal momento che avevo le mani impegnate. Ero una vera troia ad uso e consumo di quelli assatanati. Dopo un po’ dovetti mettere uno stop, poiché le mie gambe non mi reggevano più, in quella posizione. Andai a lavarmi la faccia e la bocca ed usai uno dei WC per scaricare tutta la sborra che mi aveva riempito al limite delle mie capacità, tanto che stava iniziando a tracimare e scendere lungo la gamba, Ero erotizzato al massimo. Mi ripromisi di rifare l’esperienza, al ritorno.



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Bobo45sex Invia un messaggio
Postato in data: 16/05/2017 15:59:16
Giudizio personale:
madonna... sembra di essere presenti ...!vuoi proprio farmi sborrare...


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