i racconti erotici di desiderya

Aprile crudele

Autore: Mikimike34
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Aprile è il mese più crudele, genera

Lillà da terra arsa, confondendo

Memoria e desiderio, risvegliando

Le radici sopite con la pioggia di primavera.

[T.S. Eliot, La Terra Desolata]

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Ancora maltempo...e non è un pesce d'aprile.

Oggi il paesaggio è definito da cupe nuvole che attraversano veloci e minacciose la nostra tormentata pianura padana...

Mentre viaggio verso ovest le Alpi si avvicinano rassicuranti, avvolte in un manto di neve fresca...



Questa chiamata improvvisa non ci voleva proprio, a metà pomeriggio stavo già pianificando i prossimi giorni di totale riposo ...comunque sia, piombo in città come una furia; la tua città...ma dove sarai? non mi è dato sapere...meglio non pensarci.

Il cliente è piuttosto arrabbiato...un guasto bloccante a un giorno dalla chiusura, come dargli torto? Senza discutere, sostituisco il pezzo, riconfiguro, ringrazio per la pazienza e saluto.



Le sette di sera, non ho fame né voglia di rimettermi subito in strada...di fronte al cliente c'è una showroom di arredamenti...molto particolare, carina...quasi quasi...devo cambiare i divani di casa...e sbollire la tensione e le arrabbiature di oggi...buttiamoci un occhio, dai.

Il personale non mi accoglie con entusiasmo e finge di ignorarmi...confabulano..."'sto rompiballe, a quest'ora non ha niente di meglio da fare?"

OK, scusate, do un'occhiata veloce giusto per farmi un'idea di cosa cerco, faccio da solo...non è colpa mia se avete le migliori marche!

Dopo dieci minuti, i tre giovani addetti salutano qualcuno che non vedo e vanno a casa, sempre senza calcolarmi...un chiaro invito a levare il disturbo..."a domani, buona serata"...dalla zona uffici al piano rialzato una voce risponde "ciao, a domani...ora chiudo e me ne vado anch'io, sono stanchissima"...



Quella voce...

Quella...voce...

Impossibile.



Si spengono i faretti nella showroom. Nella luce del tramonto sento un rumore di chiavi, passi di scarpe col tacco...scendono uno scalino, due, della scala che dà centralmente sul salone...



Mi volto.

Sei proprio tu.



Mi vedi e ti blocchi. Ti guardo negli occhi, dentro negli occhi che non mi hanno più abbandonato.

Un altro secondo senza fine, nel quale i nostri volti avvampano, colti da sentimenti contrastanti...



In un attimo ti ricomponi e finisci le scale con nonchalance...tailleur grigio scuro gessato, giacca e pantalone pennellati, camicetta bianca...se l'occhio non mi inganna niente reggiseno...scarpe nere di vernice tacco 12...calze nere...se l'occhio non mi inganna, i gancetti del reggicalze...



Sono ancora lì fermo come uno stoccafisso...mi passi accanto e dandomi le spalle, secca: "Cosa vuoi?"

"Io...stavo...dovrei cambiare i divani...non...non...potevo sapere che..."

"Porco, maniaco! Da quanti giorni mi stai seguendo? Io ti denuncio..."

"Ma, Anna...ma non abito neanche in questa città...è un puro caso, credimi...incredibile, d'accordo, ma...un cliente...qui davanti..."



Un fulmine cade vicinissimo, con un tuono impressionante.

E' il segnale, per me...di una voglia irrefrenabile...inizia a diluviare, proprio come l'altra volta...

Tu sei lì che mi guardi a braccia conserte, serissima, in atteggiamento di sfida.

Divoro in un attimo i sette-otto metri che ci dividono e faccio per afferrarti i fianchi, ma tu mi blocchi i polsi...

"Bastardo, cosa vuoi da me ancora? Non l'avevi capito che devi sparire?"

Non faccio in tempo a dire "Ma..." che mi hai cacciato la lingua in bocca! Mi stringi ancora più forte i polsi, non vuoi essere toccata dalle mie mani e allo stesso tempo ti strusci contro di me...al contatto coi tuoi seni ho un'erezione istantanea, spingo il bacino contro il tuo...mmmhhh...la tua lingua è un vortice di sensazioni, mentre mugolando respiriamo affannosamente col naso...alzi la coscia destra tra le mie gambe e mi accarezzi i testicoli...sale il profumo del tuo sesso, sei già tutta bagnata, e il cazzo mi sta scoppiando...



Fuori si sente suonare un clacson, è Alberto.



Di colpo ti fermi, allenti la presa, ti giri e mentre ti fisso incredulo esci dalla porta a vetri principale...

Chiudi e inserisci l'allarme...

Baci Alberto affacciato al finestrino, nella pioggia...

Lui mi lancia un'occhiata metà complice e metà seccata ...

Sali in macchina e sparite.



Arrivederci, Anna...



Mi risveglio dal torpore...ma...ma...mi hai chiuso dentro!

Appena mi muovo parte l'allarme...AIUTOOOOOOOoooooooooooo...



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