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Al mare


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La nostra prima volta è stata al mare. Ravvivavamo i nostri rapporti con fantasie in cui inserivamo altri uomini, a volte personaggi dello spettacolo, a volte conoscenti, ma mai avevamo preso inziative. Poi, un giorno, in villeggiatura in Puglia, due anni fa, la mia bella quarantenne sembrava attirare in spiaggia gli sguardi maschili, sebbene indossasse un normale due pezzi. Mi accorsi che era lusingata delle occhiate di apprezzamento e scherzando le proposi di accettare la corte di qualche uomo più intraprendente. Accadde così un giorno che, mentre io leggevo il giornale a riva, in mare lei conobbe un giovane, di qualche anno inferiore alla sua età. Scambiarono solo qualche parola, ma la coincidenza volle che, al ritorno nel nostro alberghetto, dove ci fermavamo per il pranzo, ad un tavolo era seduto anche quel giovane, ospite del medesimo hotel. Dopo aver salutato mia moglie con un cenno, forse spinto dal sorriso con cui lei ricambiò il saluto, venne al nostro tavolo e, presentandosi a me, chiese ad entrambi il permesso di sedersi con noi. Parlammo tutti e tre di noi in una normale conoscenza da villeggiatura, ma mi accorsi che mia moglie era turbata. Facendo attenzione mi avvidi che, essendo in bermuda, quel figlio di puttana faceva stursciare la sua gamba nuda su quella di mia moglie. Quando il pranzo terminò ci disse che tutti suoi abiti si erano stropicciati nel bagaglio e che avebbe dovuto stirarli, non avendo purtroppo il ferro da stiro. Ebbi una intuizione: gli proposi di venire in camera dove gli avremmo prestato il nostro ferro da viaggio. Quando salì con noi, mia moglie, che credo fosse un pò eccitata, gli chiese se fosse molta la roba da stirare e che, sebbene stanca, avrebbe potuto aiutarlo. Ne approfittò subito, e mentre lei liberava la scrivania della camera lui tornò in bermuda a torso nudo, con due pantaloni e due camicie, dicendo di voler far da sè. Mia moglie però gli prese gli indumenti e cominciò a stirare, mentre io mi sdraiavo sul letto e il nostro ospite si accomodava indolente su una sedia. Vedendo mia moglie sudare leggermente mi fu spontaneo proporle di togliere il copricostume, tanto sarebbe rimasta in due pezzi come in spiaggia. Era quindi in costume, china con il bel seno a vista su una camicia, quando ci annunciò la presenza di una macchiolina. Entrambi ci avvicinammo e tutto divenne naturale, dal momento che senza neppure accorgercene cominciammo prima a sfiorarci, poi a toccarci ed infine ad accarezzare il corpo di mia moglie che, smesso il ferro, si abbandonò alle nostre carezze ad occhi chiusi. Fui io ad abbassarle il costume, lui ad aiutarla a togliere il reggiseno e mentre la baciavo facendomi cadere le braghe lui di spalle a lei, nudo, aveva già appoggiato il cazzo tra le sue belle, carnose e larghe natiche, leccandole il collo. Mia moglie non capiva più niente. La voltai e la spinsi giù, con le mani sulle spalle, in ginocchio davanti a lui. Emerse un uccello enorme, inverosimile, ma mentre a me quella vista aveva suscitato imbarazzo e stupore, mia moglie sembrò accendersi di curiosità e compiacimento tanto che, stringendolo nel pugno ed accarezzandolo, senza scomporsi, sotto il mio sguardo attonito, aveva cominciato un lento pompino leccando con la lingua aperta quel cazzo in tutta la sua lunghezza e mettendosi la cappella in bocca per poi tornare a leccare e imboccare, leccare e imboccare, leccare e imboccare. Lui era in estasi e si distese sul letto in modo che lei continuando la sua opera mi porgesse il culo. Io le misi il cazzo, ormai reso ridicolo nel confronto, nella fica, ed appena la penetrai mi accorsi che il suo pompino diveniva vorace, quasi volesse ingoiare tutta quell'asta di carne senza riuscirci. Ebbe quindi un sussulto, si alzò da lui, si voltò verso di me e con una smorfia sul volto che non avevo mai visto, in un misto di aggressività e godimento, quasi un animale in calore, una puttana per vocazione, si fece penetrare nella fica esprimendosi in un verso di soddisfazione, sedendosi su di lui, inglobando facilmente, come non avrei mai pensato, tutto intero quel cazzo mostruoso. Contemporaneamente, avvinghiandomi, pretese il mio cazzo in bocca avventandosi quasi famelica su di me e spompinandomi così violentemente da farmi persino male. Le venni in bocca e mentre ingoiava il mio sperma che comunque colava dalle labbra la sentii rantolare con quell'enorme cazzo nella pancia di cui vedevo le palle quasi legate direttamente alla sua fica. I giorni successvi scopò principalmente con lui, ammettendomi talvolta al talamo, dove scoprii che il suo sedere, da me mai profanato, era divenuto accogliente tanto da consentirle di dedicarsi con facilità alla doppia penetrazione, che sembrava le piacesse molto. Al nostro ritorno in città continuammo a scopare immaginando la presenza del mostro, sino al giorno in cui mia moglie mi chiese di avere altre esperienze analoghe, insistendo tanto che ora non posso fare a meno di compiacerla.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: L_animale23cm Invia un messaggio
Postato in data: 02/04/2008 17:15:53
Giudizio personale:
un racconto da brivi ke provoca eccitamento solo nell leggerlo complimenti

Autore: Jair07 Invia un messaggio
Postato in data: 11/11/2007 09:59:28
Giudizio personale:
qualche passo originale.

Autore: CoppiaL&T Invia un messaggio
Postato in data: 10/11/2007 21:43:01
Giudizio personale:
mamma ma eccezzionale lo fatto leggere a lia ed e rimasta colpita almente che mi hafatto un pompino immaginando il caazo del ragazzo anche dentro di lei
bellissimo

Autore: Ibiscogiallo Invia un messaggio
Postato in data: 10/11/2007 14:39:43
Giudizio personale:
bel racconto....ci piacerebbe conoscerne il...seguito


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