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Ai caraibi con mia moglie

Autore: Desireher
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AI CARAIBI CON MIA MOGLIE



Quello che sto per raccontarvi è accaduto pochi mesi fa quando con mia moglie Marina siamo andati in vacanza in Jamaica.

Marina è una bellissima trentasettenne (io ne ho 39), bionda, un metro e 65,

51 chili, un seno non troppo grande (una terza) ma ben fatto e sostenuto come quello di una ventenne, un culo che mi viene voglia di mordere ogni volta che lo vedo.

Premetto che sessualmente abbiamo provato praticamente tutto quello che si può fare in due,

senza alcuna inibizione (ma categoricamente in due)……………………………….



Nella baia in cui si trovava il nostro villaggio vi era una spiaggia poco frequentata, a parte i quasi due chilometri di camminata, si doveva passare attraverso delle mangrovie che si protendevano fin dentro l’acqua e si doveva quindi fare un percorso ad ostacoli per arrivarci, avendo fatto questa passeggiata più di una volta, avevamo notato che tra le mangrovie vi erano coppie di turisti o di turiste insieme a dei neri del luogo che prendevano il sole in costume adamitico, più ci si allontanava dalla zona dei villaggi e più era facile incontrare una coppietta isolata e a differenza di quello che succede in Italia ogni volta che passavi davanti a una di queste coppie puntualmente questi ti salutavano sorridendo e non ti guardavano con diffidenza come succede da noi.



Così un giorno abbiamo deciso di non fare la solita passeggiata, ma di andare a prendere il sole almeno tutta la mattinata in mezzo alle mangrovie tra le risacche dell’acqua che lambiva la riva ricca di vegetazione che proteggeva dagli sguardi e ti dava un senso di intimità.



Arrivati in un punto dove gli alberi lasciavano sette o otto metri di spiaggia libera dalle fitte fronde ci fermammo e ci liberammo dei costumi, i villaggi erano lontani quasi a perdita d’occhio dalla parte opposta della baia e i pochi bagnanti temerari che si erano spinti così lontano erano a debita distanza protetti anche loro dai rami delle mangrovie, eravamo soli, nudi e ci sentivamo protetti dalla foltissima vegetazione che era anche dietro le nostre spalle, è una stupidaggine, però quando ci si trova nudi in una spiaggia che sembra un paradiso, l’eccitazione cresce e dopo pochi minuti eravamo già lì che ci baciavamo e giocavamo accarezzandoci a vicenda, eravamo stesi nel bagnasciuga con l’acqua che bagnava i nostri sessi ritmicamente con il moto della risacca.



A un certo punto mentre ci stavamo sbaciucchiando e le stavo accarezzando il clitoride e lei mi faceva letteralmente una sega, alle spalle di Marina a circa setto o otto metri da noi al di là di alcuni grossi rami di mangrovie dove si faceva largo un altro piccolo pezzo di spiaggia, arrivò una coppia mista con lei biondina coi capelli corti più o meno della nostra età, e fisicamente abbastanza in carne, diciamo grassottella per farle un complimento, lui nero età indefinibile ma meno di 30 sicuramente, si sdraiarono anche loro sul bagnasciuga e si misero a prendere il sole tranquillamente, al ché io avvisai Marina dell’arrivo dei due, il ché fece interrompere immediatamente la piacevolissima e lentissima sega che mi stava facendo, giratasi verso i due li guardò con aria scocciata poiché sentiva invaso il proprio territorio, in tutta risposta i due ci sorrisero e accennarono un saluto con la mano, io mi ero subito girato dal fianco che mi trovavo a pancia sotto per nascondere il mio uccello che era stato (molto vistosamente) oggetto delle cure di mia moglie.



Pure lei si mise a pancia sotto e così prendemmo il sole per almeno venti minuti, a un certo punto Marina mi bisbiglia di dare un’occhiata ai due che si sono messi nudi pure loro e che hanno cominciato a darsi da fare, con tutta la discrezione possibile, allungo un po’ il collo fino a permettermi di avere scoperta la visuale, i due si stavano baciando con lui a pancia in su e lei gli stava menando l’uccello molto lentamente, aveva un cazzo nerissimo e con una cappella di un rosso molto scuro, a occhio doveva misurare qualcosa più di un mio palmo (23cm) come circonferenza non doveva essere tanto più del mio in quanto sembrava più sproporzionato in lunghezza che in larghezza.

La vista dell’uccello di quel ragazzo nero doveva aver fatto un certo effetto a Marina che si era subito rigirata con la testa verso i due, certa che gli occhiali scuri le davano l’alibi x guardare senza essere vista, ma evidentemente loro non solo erano consapevoli che li stavamo guardando, ma si stavano esibendo e anche sfacciatamente direi.



Eccitato da quello che vedevo appoggiai la mano sinistra sul culo di Marina e cominciai a scivolare lentamente, sentivo i suoi fianchi alzarsi leggermente per permettere alle mie dita di trovare meglio l’obiettivo, quando incontrai le labbra della magnifica figa di mia moglie non rimasi per nulla stupito di trovarla in un bagno di umori, scivolai tra le grandi labbra oltrepassandole fino a sfiorarle il clitoride e cominciai a roteare l’indice e il medio sul sensibile bottoncino, le massaggiavo il clitoride e ritornavo su a roteare le mie dita sulle sue morbidissime labbra completamente bagnate da quel nettare scivoloso senza forzare per entrare e poi ridiscendevo sul clitoride per poi tornare su sempre senza affondare, i suoi fianchi avevano cominciato a muoversi in maniera abbastanza vistosa nel tentativo di indurmi a penetrarla, e certamente i due avevano notato, Marina stava sempre rivolta con la testa verso i due spiando quello che stavano facendo ed io avevo cominciato a roteare maggiormente la mia mano seguendo il ritmo che mi imponeva Marina col movimento dei suoi fianchi, ogni tanto in mezzo a quelle scivolate tra il clitoride e le grandi labbra affondavo due dita improvvisamente causando in mia moglie dei gemiti e degli inarcamenti ancora più pronunciati, l’eccitazione era palpabile, le scivolavo dentro con due e poi con tre dita con una facilità inusuale tanto era bagnata, io avevo l’uccello puntato sul suo fianco e lei me lo menava lentamente mentre io insinuavo le mie dita dentro la sua figa bagnatissima, le parti si erano ormai capovolte, ora eravamo noi che davamo spettacolo, e la coppia non distoglieva gli occhi da noi neanche un momento, per non essere da meno la biondina si mise in ginocchio e cominciò a fare un pompino a quell’uccello nero e mentre si faceva scivolare l’asta in gola più che poteva gli occhi erano puntati sempre verso di noi, la tipa succhiava quel cazzo nero con una meticolosità ed una devozione che era un piacere guardarla, il nero ci guardava e si mordeva le labbra, poi apriva la bocca come per farci capire quanto fosse piacevole il lavoretto che gli stava facendo la biondina, le teneva la testa con le mani per guidarla, lei leccava quel cazzo nero come un cono gelato, la tensione era a mille e sembrava che eravamo in perfetto sincronismo ad eccedere x poi rallentare x non far terminare il gioco, ora stavo scopando Marina con quattro dita, andavo avanti e indietro e di nuovo avanti verso la sua figa che si spingeva contro la mia mano x essere meglio penetrata, mia moglie era veramente fuori da ogni controllo, mai avrei pensato che si sarebbe lasciata fare così davanti a degli estranei, non l’avevo mai sentita così lubrificata, le spingevo la mano fino all’arcata del pollice e lei ancora spingeva come se avesse voluto che le infilassi la mano intera, la biondina ciucciava il bastone nero e poi quando sollevava la testa fino a scoprirlo, lo protendeva verso la nostra direzione, come x un invito, gli rileccava la cappella e poi di nuovo lo mostrava verso mia moglie, Marina sembrava calamitata da quell’uccello, non riusciva a togliere gli occhi di dosso e i suoi umori erano sempre più abbondanti, agitava il culo contro la mia mano e gemeva in continuazione, era fuori di testa, la biondina a un tratto sfilò l’uccello fuori dalla bocca poi si tirò su e montò a cavalcioni sopra il nero facendosi penetrare dal quel palo nero, sia io che mia moglie non ci perdevamo un solo istante di quella visione, lentamente arrivò a farsi penetrare fino alla radice del cazzo nero dopodiché cominciò a muoversi su e giù aiutata dalle mani dell’indigeno, sembrava tutto surreale, mi sembrava di vedere un film porno, ma mia moglie a quanto pare non le bastava fare la spettatrice così si mise in ginocchio e mi ordinò di scoparla, piazzatomi dietro di lei le puntai la punta del mio uccello tra le piccole labbra e lentamente e senza alcuna resistenza arrivai in fondo e cominciai a sbatterla con violenza tenendola x i fianchi, dopo pochi colpi in quella fornace bollente venni spingendo il mio uccello fino all’utero, inondandola con una quantità di sperma che sfilatole l’uccello le cominciò a colare da quel bellissimo buco ancora semiaperto, intanto la bionda continuava la sua cavalcata, dopo non molto lei si tolse da sopra di lui e glielo prese in bocca proprio nel momento in cui lui cominciava ad eiaculare, gli squizzi le imbrattarono il viso e lei continuava a succhiarlo finché non c’era più neanche una goccia da tirare fuori, poi passatasi una mano sul viso per darsi una pulita, tornò su verso il viso di lui e lo baciò, intanto noi ormai sazi ed esausti, ci eravamo stesi, quasi increduli per quello che eravamo stati capaci di fare davanti a quei due, dopo pochi minuti che eravamo stesi a riposarci, i due si rimisero i loro costumi, ci salutarono con un cenno e dicendo “HI” si rincamminarono sulla riva sparendo dietro la folta vegetazione.











Il giorno dopo tornammo sempre nel solito posto, ma dopo un pò che prendevamo il sole nudi arrivarono quei due del giorno prima, e in cuor mio speravo di poterli rincontrare, e da come ho saputo poi, anche mia moglie ci sperava.



Beh!! Eravamo lì nudi, da poco, ci eravamo sistemati e mia moglie mi spalmava una protezione 12 quando sentimmo dei passi nell’acqua che si stavano avvicinando, appena ci voltammo vedemmo il nero davanti e la biondina dietro, lui da bravo cavaliere aveva un borsone con dentro gli asciugamani da mare e non so cos’altro, arrivarono e come se niente fosse ci salutarono “HI” e noi “HI” come risposta.

Il Jamaicano ci chiese subito se eravamo Italiani e noi chiaramente rispondemmo di si, disse di chiamarsi Jona e ci presentò la sua amica biondina Beth, lei Americana non parlava assolutamente Italiano, però fortunatamente tra lui che parlava abbastanza l’italiano e noi che qualche parola di inglese le conoscevamo, ci presentammo anche noi.

Lui ci chiese se potevano stendersi vicino a noi, e noi ovviamente non ci opponemmo, anzi con un gesto della mano li invitammo a sedersi.

Come se fosse la cosa più naturale del mondo lei subito si tolse il piccolissimo tanga e lui appena messo giù il borsone la imitò facendo scivolare giù il suo pantaloncino, dai quali sbalzò fuori il suo grosso uccello nero che già a riposo faceva la sua bella figura.



Mia moglie non sapeva dove guardare, faceva di tutto x non volgere lo sguardo diretto su quel palo nero, ma ogni volta che girava la testa lo sguardo passava sempre nello stesso punto.

I due si erano accomodati alla destra di Marina, che nel frattempo aveva continuato a spalmarmi la crema protettiva, appena finì di spalmarmela, mi diede la bottiglietta x permettermi di spalmarla su di lei, ma la biondina mi prese la boccetta dalle mani e si offrì di spalmare lei la crema a mia moglie.



Marina si mise a pancia sotto e Beth cominciò a spalmale la crema dalle spalle facendole anche un energico massaggio, nel frattempo mentre massaggiava, raccontava di essere dell’Illinois che era divorziata, che aveva due bambini, e nel frattempo i massaggi scendevano sui reni e sui glutei di mia moglie, la biondina stava inginocchiata a gambe larghe sopra le gambe di Marina e per me che ero ora sua alla destra e x il nero che era alla sinistra di Marina si proponeva uno spettacolo niente male della fighetta completamente depilata della biondina e da quella posizione si poteva vedere bene che aveva anche un piercing in un labbro della sua figa, io e il nero eravamo lì a goderci questo bellissimo panorama.



Ogni volta che i massaggi dal gluteo salivano, volutamente tendeva col massaggio ad aprire le natiche di Marina, all’inizio inavvertitamente poi sempre con più convinzione, e i pollici ogni volta andavano ad avvicinarsi agli orifizi di mia moglie, che evidentemente gradiva questo trattamento,

infatti inarcava leggermente il culo ogni volta che le mani le sfioravano l’inguine, io e il nero eravamo già molto eccitati e ci eravamo avvicinati al culo di Marina x poter assistere meglio a quel massaggio che aveva un grande effetto su tutti quanti, da vicino ogni volta che Beth allargava le natiche di Marina, potevamo vedere il liquido lucido che bagnava il fiorellino rosa di mia moglie,

era segno che se anche non lo dava a vedere troppo, dentro di se stava andando in fiamme,

io allora presi coraggio e allungai una mano e da dietro toccai la figa di Beth che si rivelò bagnata

e sgocciolante almeno quanto quella di mia moglie, la toccavo con tutto il palmo della mano e mi ritrovai tutta la mano bagnata, allora le infilai il pollice e premendo verso il monte di venere le massaggiai il fatidico punto G, dopo pochi secondi lei si tolse da sopra mia moglie e mi montò sopra cominciando a baciarmi violentemente,

nel frattempo il nero aveva preso il posto della compagna e con le sue dita lunghe e nere ripeteva i massaggi di Beth, ma questa volta Marina che ancora stava a faccia in giù, ogni volta che Jona risaliva col massaggio sfiorando l’interno delle cosce, lei inarcava vistosamente il culo dandogli una visione della sua passera completamente bagnata, Beth nel frattempo era scesa pian piano baciandomi prima il collo poi il petto, fino a prendermi in bocca l’uccello che non stava più nella pelle, guardavo mia moglie che stava con la testa girata dalla parte opposta e gemeva ogni volta che il nero andava più deciso sul suo sesso, a un certo punto lui sui spostò più in dietro e la sollevò leggermente x i fianchi, solo per permetterle di offrire meglio il suo culo, si chinò e cominciò a baciarla tra le natiche, vedevo mia moglie col culo proteso verso il viso di quel ragazzo nero che le stava leccando la figa, affondava il viso fino a far penetrare la lingua nella sua fessura e poi risaliva fermandosi a dare dei piccoli colpi sul piccolo orifizio e poi riscendeva riaffondando il viso quasi la volesse divorare, io ero iper eccitato sia per quello che mi stava facendo Beth sia per quello che vedevo, per niente geloso di quello che le stava facendo e anzi godevo nel vedere mia moglie provare piacere con uno sconosciuto, in fin dei conti era sempre stato un mio segreto sogno quello di vedere mia moglie scopare con un altro.



Il sogno si stava veramente avverando e non avevo dovuto architettare nulla perché accadesse, tutto stava succedendo spontaneamente con la partecipazione totale di Marina,

Il nero continuava a leccare come se fosse il succo più prelibato e aveva infilato due dita dentro il sesso di Marina, e ora le stava movendo velocemente avanti e indietro, Marina si tirò su e si mise completamente a pecorina con la testa appoggiata sull’asciugamani, Jona dietro con una mano le stava stringendo un seno e le tirava il capezzolo, e con l’altra continuava il massaggio vaginale uscendo alternativamente e con il palmo della mano gliela lisciava tutta come per sentirla in tutta la sua mano, Marina era bagnatissima con una mano si stava solazzando il clitoride e gemeva ogni volta che le dita di lui sprofondavano dentro di lei, anche lui era eccitatissimo e lo si poteva vedere bene da quell’enorme uccello proteso in avanti che gli penzolava in mezzo alle gambe,

Marina era allo spasmo, Jona mi diede un’occhiata come x chiedere un consenso, come risposta la mia espressione fu molto chiara, mia moglie era sempre col viso appoggiato e il culo e la figa protese verso quel nero non aspettando altro di essere penetrata da quel lungo e grosso cazzo nero,

ma lui con mia sorpresa invece di sprofondare dentro mia moglie si spostò e andò a sedersi di fronte a Marina, lo scopo era ovvio, Jona prima di scoparsi mia moglie voleva che lei lo guardasse in faccia e gli prendesse in gola il suo grosso uccello, voleva divertirsi un po’ prima di portare a termine il gioco, mia moglie non si fece pregare e appena vide l’uccello di Jona svettargli davanti la faccia lo afferrò con una mano e portatolo di fianco al suo viso cominciò col baciarne la base e poi prese a baciargli le palle e a succhiarle per poi mordicchiare di nuovo la base dell’asta, con l’altra mano gli accarezzava energicamente la vita sentendo sotto la sua mano gli addominali del giovane che erano tesi nell’intento di protendere in avanti il bacino, salita lentamente l’asta con la lingua fece scomparire velocemente la grossa cappella dentro la sua bocca mentre con la mano continuava a fargli una lenta ma vigorosa sega percorrendo con la mano su e giù tutta la lunghezza del grosso uccello nero, sembrava non aver fatto altro tutta la vita tanto mi sembrava brava, la biondina forse infastidita dalla poca attenzione che davo a ciò che lei mi stava facendo, si spostò e andò a baciare il compagno dopodiché si posizionò dietro il culo di mia moglie e con mia grandissima sorpresa affondò il viso tra le natiche di mia moglie che era tutta intenta nel servizietto che stava facendo a Jona, sentendosi presa alle spalle buttò lo sguardo lateralmente e vedendomi lì di fianco a gustarmi tutta la scena capì che dietro di lei c’era Beth, la cosa evidentemente non la turbò più di tanto poiché ripose di nuovo tutte le sue attenzioni su quella grossa novità che teneva tra le mani, la sua testa era un continuo andirivieni su e giù, su e giù e con la mano destra che riusciva appena ad avvolgere il grosso cazzo, seguiva il percorso delle sue labbra, ora aveva persino portato la mano sinistra sotto di sé fino a toccarsi il clitoride che cominciò a menare violentemente mentre Beth con la lingua si insinuava tra le sue labbra e giù fino a leccare le dita di Marina, stavo assistendo a qualcosa che era molto al di sopra di ogni mia più folle immaginazione, senza neanche rendermene conto mi ero preso in mano l’uccello congestionato dalla tensione e avevo cominciato a menarmelo lentamente, era la cosa più eccitante e sconvolgente che avessi mai visto, il cuore mio andava a 200, ma la tensione negli altri non doveva essere da meno a giudicare dai gridolini delle donne e dalle parole incomprensibili che Jona rivolgeva in jamaicano a mia moglie, evidentemente le stava dando della puttana incitandola a succhiare più forte, lo si capiva da come le teneva i capelli e la guidava per farle arrivare il suo uccello più in profondità che poteva, ogni volta che mia moglie risaliva facendo uscire la grossa cappella dalla sua bocca, il liquido lubrificante di lui misto alla saliva di Marina formava un filo che lei faceva ricadere sull’asta di lui per poi riaffondare la testa sul suo cazzo ripulendo il duro bastone nero risucchiando ogni goccia riversata.



La biondina che stava voracemente incollata alla figa di mia moglie, con le mani le allargava le natiche come se volesse infilarsi dentro quella che ormai era diventata una rosa, bagnatissima e gonfia voragine, arrossata da così tante prolungate attenzioni, Marina succhiava il grosso cazzo duro che teneva tra le mani, e contemporaneamente premeva col suo culo contro la faccia di Beth che sembrava non stancarsi mai di succhiare il nettare di mia moglie, ancora una volta la situazione

era paradossale, incredibile, poi Beth con uno schioccante bacio abbandonò il culo di Marina e andò di fianco al viso di lei iniziando uno spettacoloso bocchino a due lingue, una leccava l’uccello su tutta la sua lunghezza e l’altra succhiava la cappella che sembrava scoppiare da un momento all’altro tanto era gonfia, poi si scambiavano le parti e via così di seguito in un crescendo di tensione, ogni tanto Beth sfiorava le labbra di Marina che lasciava fare ma non assecondava, lei sembrava solamente interessata al quel nero e grosso cazzo che Jona teneva sempre proteso in avanti mostrandone tutta la sua virilità, Beth insisteva approfittando di qualche istante che Marina staccava la bocca dall’uccello per baciarla e leccarle la saliva e il succo dell’eccitazione di lui che le colavano dalle labbra, ebbra dall’ecitazzione Marina si staccò dal cazzo di Jona e si girò verso di me che avevo l’uccello che stava facendomi male tanta era la tensione e avvicinatami mi baciò appassionatamente con tutto il sapore del sesso e dell’eccitazione di quei corpi, poi cominciò a leccarmi il collo salendo fino all’orecchio e li con una voce roca che era quasi una supplica mi chiese che voleva provare quel cazzo nero dentro di sé, io la baciai e le dissi che l’amavo e che poteva fare tutto ciò che voleva, lei ritornò dal nero che nel frattempo aveva allungato un amano dentro la borsa e ne aveva tirato fuori una scatola di preservativi, ne prese uno e lo diede a mia moglie, che con meticolosa attenzione lo appoggiò sulla cappella e con studiata lentezza lo srotolò sul lungo cazzo di Jona, il preservativo riusciva a coprire solamente due terzi della lunghezza dell’uccello di Jona che si prese l’uccello in mano e andò a posizionarsi dietro a Marina che si era messa a pecorina col viso appoggiato per terra e il culo quindi era proteso e offerto in maniera ostentata verso Jona, lentamente piegando le ginocchia arrivò a puntare l’enorme uccello contro le labbra dischiuse e già abbondantemente lubrificate, strofinò la punta un paio di volte lungo la rosa e bagnatissima figa di Marina e dopo aver ben lubrificato la punta del suo arnese, con la mano che lo teneva alla base lo puntò e lentamente cominciò a sprofondare dentro mia moglie, che emise un lungo lamento ma che non era certo di dolore, ma di soddisfazione e piacere di sentire finalmente quel cazzo che le stava scivolando lentamente dentro facendola sentire certamente piena come non mai, eccitato da quello che stavo vedendo mi stavo menando l’uccello sempre più velocemente, quasi a seguire il ritmo che Jona imprimeva al suo cazzo dentro mia moglie. Mia moglie, la mia Marina che si stava facendo penetrare violentemente da un altro uomo, nero e con un cazzo enorme, lungo, grosso e che sembrava non stancarsi mai, io godevo sentendo Marina gemere sotto i colpi continui e costanti di Jona, il ragazzo lo sapeva usare quel palo, le dava tre o quattro stantuffate con la cappella e poi affondava improvvisamente per sbatterla fino all’utero facendo letteralmente urlare di piacere Marina che a sua volta dimenava il culo in tutte le direzioni, poi di nuovo Jona lo faceva scivolare fuori quasi x tutta la sua lunghezza molto lentamente e di nuovo velocemente riaffondava quel cazzo che sembrava diventare sempre più grosso e più lungo,

nel frattempo Beth era venuta di nuovo da me e mi aveva letteralmente strappato l’uccello di mano e in pratica continuava quello che stavo facendo da solo ma con una violenza che l’uccello mi doleva, le presi la testa e la guidai sul mio uccello che prontamente prese a succhiare con gran foga, le premevo la testa su e giù ma i miei occhi erano sempre puntati su Marina che sembrava fosse al settimo cielo, Jona cominciò a stantuffare sempre più velocemente e sempre in profondità senza più sfilarlo fino quasi a farlo uscire, ora coi sui colpi sfilava il gonfio uccello fino a metà e riaffondava con un ritmo che a Marina doveva risultare molto piacevole perché aveva cominciato a incitare Jona, e quando mia moglie arriva a quel punto vuol dire che veramente è arrivata al vertice, lo incitava a spingere più forte, ad andare così, sì che andava bene, poi no più veloce, non sapeva bene nemmeno più lei cosa stava dicendo, e Jona dopo forse quindici o venti minuti che si stava sbattendo Marina ininterrottamente fece l’ultimo affondo premendo il grosso cazzo nero con tutto il peso del suo corpo contro il fondo della figa di Marina che gemeva quasi urlando a denti stretti,

sazia di così tanta ed estenuante scopata Marina si rigirò e stesa sulla schiena si stirava soddisfatta e pienamente appagata , ma il gioco non era finto lì, Jona si posizionò in ginocchio di fianco al suo viso e sfilatosi il preservativo tenendolo per la punta versò l’abbondante sborrata sul viso di Marina, che per niente irritata si mise a leccare le gocce che le lambivano le labbra, Beth come vide la scena abbandonò il mio uccello e si gettò sul viso di Marina a ripulirle il viso da quel nettare biancastro leccando via ogni minima goccia e andando a cercare le ultime gocce tra le labbra di Marina con la scusa di pulirla x poterle passare la lingua tra le labbra e baciarla, Marina la lasciò fare e vidi così mia moglie baciata per la prima volta da un’altra donna, vedevo chiaramente le lingue intrecciarsi Beth le succhiava le labbra, poi il bacio tra le due finì e tutti ci stendemmo esausti e soddisfatti, ridevamo e avevamo riformato le coppie, l’unico però a non aver avuto soddisfazione in verità ero io, sì ero felicissimo di aver visto e permesso che succedesse quello che era successo, ma ancora avevo l’uccello che mi doleva tanta era l’eccitazione accumulata.

La mattina terminò comunque con tutti stesi a prendere il sole in quell’angolo di paradiso, Verso l’una ci rincamminammo salutandoci, noi verso il nostro villaggio per andare a pranzare, e loro nella direzione opposta verso un altro villaggio che era dietro la baia.



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Bisexlussuriosi Invia un messaggio
Postato in data: 18/01/2015 19:49:30
Giudizio personale:
Favolosoooooooo mi ecciterebbe tanto conoscervi

Autore: Franco58 Invia un messaggio
Postato in data: 02/07/2008 12:03:00
Giudizio personale:
DOV\'è QUESTO POSTO?

Autore: Carino6423 Invia un messaggio
Postato in data: 30/06/2008 13:00:18
Giudizio personale:
molto eccitante e coinvolgente da far eiaculare anche il lettore, grazie.


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