i racconti erotici di desiderya

64 anni ma ancora in tiro - parte prima


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A quanto pare le mie foto da trave cominciano a funzionare. Due giorni dopo la mia rischiosa avventura (uscito di casa abbigliato da perfetta battona) ricevo una mail particolare. E’ di un 64enne. E’ un messaggio molto dettagliato in cui spiega i suoi gusti e le sue fantasie, però non ha foto. Ci penso un po’ prima di rispondergli, non mi piacciono gli incontri in cui non sai mai chi ti puoi trovare di fronte. Tuttavia, la situazione mi intriga, è da tempo che vorrei far sesso con un over 60. Ed inoltre mi eccita l’ idea di uscire nuovamente di casa in versione femminile. Però dopo uno scambio di mail che dura due giorni, sto per mandare tutto a monte. Il tipo è indeciso e non mi piacciono le cose tirate per le lunghe. Alla fine però si convince e ci diamo appuntamento presso una sua rimessa di campagna. Ho già deciso che stavolta oserò di più. Indosso un reggiseno bianco opportunamente “riempito” ed una camicetta di seta rossa che mi arriva appena al fondoschiena. Metto perizoma ed autoreggenti bianchi, tacchi a spillo neri…e stop. Stavolta uscirò di casa seminuda. Mi aggiusto la parrucca, abbondo col rossetto e aggiungo un paio di occhialini. Mi guardo allo specchio e l’ effetto non mi dispiace. Vado alla porta e la apro. Sento dei rumori. Anche se è oltre mezzanotte, qualcuno sta ancora guardando la televisione. Tiro la porta con cautela e la corrente mi solleva quasi la camicia. Non prendo l’ ascensore, l’ esibizionista che è in me prende il sopravvento, scendo le scale al buio ticchettando e mi accorgo che ho dimenticato a casa la sacca con i panni di ricambio. Ormai però sono nel garage e non posso tornare indietro. Vorrà dire che tornerò come sono uscito. Arrivo sul posto, prima che scenda dalla macchina, si accende una luce e mi viene incontro. Un cane legato abbaia con insistenza. Ad una prima impressione mi dico che non è stata una scelta propizia quella di venire qui. E’ grassoccio, parecchio più alto di me e cammina con le gambe un po’ arcuate, ha pochi capelli. Scendo e rimane ad un metro da me quasi a bocca aperta. Mi dice di entrare. Dentro trovo un trattore, attrezzi da campagna, un tavolo, balle di fieno, una sdraia e poco altro. Il tizio si avvicina e mi tocca il culo, vede che la mia erezione sta per sfondare il perizoma e mi tira fuori il cazzo di lato. Inizia a segarmi in maniera incredibilmente lenta e, devo ammetterlo, questa mano ruvida che fa su e giù mi piace da matti. Va avanti per un pezzo, senza dire niente, solo una volta mi chiede se mi piace. Io annuisco e lui me lo stringe di più. Ho un sussulto, sento la sborra salire velocissima. Non riesco nemmeno a dirlo che già sono venuto, zampillando più volte sul pantalone del tipo. Continua a masturbarmi sino a che non si stufa, poi si ferma mi prende per il polso e ci dirigiamo verso il tavolo. L’ illuminazione lascia a desiderare. Non dico nulla, è lui a parlare. “Ora che ti ho fatto venire” dice calmo “ti voglio scopare come una puttana, capito troia?” Faccio cenno di sì con la testa, un po’ preoccupato. Ma, evidentemente non l’ ho convinto. “Voglio vedere se mi fai davvero quello che scrivevi puttana, aspetta qui” aggiunge ed esce. Torna col cane al guinzaglio e lo lega al trattore. Non penserà che dicevo sul serio quando parlavo di scopare anche col…Poi si avvicina a me, si leva i pantaloni e noto che, tra le gambe spelacchiate, ha un pacco in apparenza sostanzioso. Si cala gli slip e se li fa passare attraverso gli scarponi e si siede sul tavolo. Mi dici di inginocchiarmi e di darmi da fare. Ha una mazza notevole, nonostante l ‘età. Il sapore è quello tipico di chi si fa una sega e dopo non si lava. Inizio a leccarlo dolcemente, ma ho sbagliato tattica. “Devi succhiare puttana” mi dice, e mi spinge la testa giù. Allora comincio a succhiare davvero. Scendo quasi fino alla base dell’ asta e risalgo piano. Mi accorgo che gli piace parecchio e proseguo. Non dice più niente, sospira soltanto e credo che in nemmeno cinque minuti mi esplode in bocca. “Lecca troia” mi fa, ma non occorreva che lo dicesse, già lo sto facendo, anche se è molto liquida, non è la mia preferita. Gli viene subito moscio, scende dal tavolo e mi dice di alzarmi e girarmi. Mi palpa il culo, mi gira nuovamente e mi infila la mano sotto la camicetta sino a toccare le arance nel reggiseno. Sorride. Io sono già in tiro, lui no. Mi chiedo se sarà ancora in grado di farselo venire duro. “Ora vediamo quanto sei troia” spiega. Rimango appoggiato al tavolo, chiedendomi che avrà in mente. Va prima verso un rozzo scaffale e prende qualcosa. Poi si dirige vero il trattore, si abbassa e slega il guinzaglio. Torna col cane, gli ha messo la museruola. “E’ un pastore maremmano” spiega, legandolo ad un piede del tavolo “E ora lo scopi”. Rimango senza parole. “E non dire che non ti piace. Guarda che cazzo duro ti è venuto, troia” ribadisce perentorio. Non so cosa fare. Lui si abbassa accarezza il cane che si stende e ordina “Vieni qua, leccaglielo puttana”. Mi accovaccio ma non so da dove iniziare. Il vecchio ce l’ ha di nuovo duro. “Vieni qua imbranata, non hai il coraggio di spompinarlo” mi dice. Mi alzo, mi fa girare e me lo sbatte di colpo in culo. Dà delle pompate fortissime, ognuna delle quali quasi mi solleva da terra. A fatica resto in equilibrio sui tacchi a spillo, a tentoni cerco il tavolo.Mi stringe le chiappe con forza ed entra in tutta la sua lunghezza. Mi reggo al tavolo, che traballa. Il cane intanto sembra essersi appisolato. Mi incula con violenza e a un tratto lo sento sospirare: “Ora ti metto incinta, troia”. Sento bagnarmi il buco del culo, sta sicuramente venendomi dentro. Allora comincio a muovermi anch’io rapidamente e sborra quasi urlando. Quando lo tira fuori, provo un senso di liberazione. Glielo lecco un po’, ma è già moscio e lo sperma mi è rimasto tutto dentro. “Ora puoi andartene puttana” sibila, già sta cercando i pantaloni. Mormoro un timido ciao, salgo in macchina, vedo nello specchietto che il trucco non mi si è sfatto e guido tranquillamente sino a casa, dove rientro in tutta sicurezza. Non so ancora se questa esperienza mi è piaciuta del tutto…lo capirò la settimana successiva, ma questa è un’ altra storia…


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