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Weekend d'agosto - parte 2


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DOMENICA ORE 9:00



Quando aprii gli occhi, la luce già filtrava dalle persiane. A fianco a me dormiva Sara, con solo le mutandine addosso. Rimasi ad ammirare i suoi fianchi e i suoi glutei fino a quando anche lei si svegliò girandosi verso di me.







“Ciao! Oggi comandiamo noi” disse con fierezza baciandomi sulla guancia.







Io le accarezzai la spalla, confermando col capo. Aveva una luce negli occhi che non avevo mai visto e che mi intrigava tantissimo. Uno sguardo malizioso e penetrante.







“Pero' lascia che conduca io” proseguì lei “tu segui me e assecondami..”







“Certo” risposi a malincuore. Avevo pensato tante cose e temevo di non poterle realizzare. Ma mi sembrava decisa e capivo che non mi avrebbe deluso.







Mi prese per mano e ci avviammo verso la stanza dove suo marito Marco e mia molgie Anna giacevano sul letto.







“Sveglia. Sono già le nove! Fate il caffè chè si scende a mare”







Poi, con il dito sull'elastico dei miei slip, mi tirò verso la porta del bagno dicendo: “Vieni andiamo a far pipì” io la seguivo come un cagnolino al guinzaglio. Anche Marco, come magnetizzato ci seguì







“Può venire lui?” chiesi.







”Certo” rispose lei “Non abbiamo nulla da nascondere”







Sara mi mise in posizione, abbasso i miei slip a con la mano indirizzò il mio membro verso il water. Con un po' di imbarazzo per un inizio di erezione e sotto lo sguardo di Marco, impiegai non poco a svuotare tutta la mia vescica. Sara lo agitò per far cadere le ultime gocce, poi si abbassò le mutantine e si sedette lei sulla tazza. Appena iniziato lo scroscio del suo liquido dorato, mi tirò dai fianchi a se dicendo. “Vieni che te lo lucido” e con accuratezza ripulì con la lingua l'umido rimasto. Poi si alzò e girandosi a 90 gradi ordinò a Marco: “Non c'è carta igienica...”







Marco, quasi incredulo di essere stato coinvolto ma intuendo, non si fece pregare due volte e da dietro con la lingua si gustò un po' di quell'umido appena uscito dal fiore della moglie.















Anna intanto aveva preparato il caffè e poco dopo eravamo in spiaggia per l'ultimo bagno.







Stavolta la battigia era piena di gente, forse perché era Domenica, e dovemmo camminare un po' fino quando Sara scelse il posto dicendo: “Mettiamoci là” indicando uno spazio vicino ad un gruppo di maschi un po' più giovani di noi.







Appena stese le tovaglie si rivolse ad Anna:”Levati il pezzo di sopra, sennò ti resta il segno...”







Anna obbedì e subito dopo si sdraiò supina per l'imbarazzo. Sara da dietro le arrotolò lo slip, infilandolo fra le natiche e prendendole la mano:”Vieni andiamo a bagnarci” disse.







Anna titubò un po' poi, tirata dalla mano di Sara, si avviò verso la riva cercando subito la protezione del mare. Appena tornata, si buttò subito sulla tovaglia, ma l'altra non le dava tregua:”Sto costume ti si srotola sempre! Aspetta te ne do uno io”. Infilò la mano nella sua borsa da mare e tiro' fuori un perizoma bianco. “Questo ti piace?” Anna fece si' con la testa.







“Mettilo!”







“Qui?”







“Si' dai sbrigati, sfilati il tuo. Dai ora che non c'è nessuno...”







Anna provò a coprirsi con la tovaglia sul bacino, ma Sara gliela tirò via dicendo: “Ma chi vuoi che ti veda!”. Mia moglie cercò aiuto nel mio sguardo, ma io alzai le spalle e rimasi zitto.







Sia io che Marco nascondevamo l'erezione rimanendo seduti con le ginocchia a protezione.







Sempre seduta, Anna si sfilò via il suo costume porgendolo a Sara ed aspettandosi l'altro. Ma questa, con furbizia, malizia ed un pizzico di perversione, notò che i ragazzi vicini avevano iniziato una delle solite “passeggiate” sulla riva in cerca di topless e stavano per transitare davanti a noi. Si inventò un:”Aspetta che forse ne ho un'altro migliore” lasciando Anna lì, completamente nuda per pochi interminabili minuti. Appena il tempo che i ragazzi passassero davanti a noi e poi le porse il perizoma:” No va bene questo” ridacchiò soddisfatta.







Io facevo finta di niente, ma sentii quei ragazzi dire:”Minchia! Ma l'hai vista quella...!?”















Anna rimase per tutta la mattina in balia di Sara, che se la portava in giro per la spiaggia e nel mare con quel perizoma, ben consapevole che, bagnato, quel costume bianco e aderente con una sola strisciolina di tessuto sul pube, metteva ben in mostra l'ultima cosa che era rimasta coperta del corpo di Anna.







Marco ed io, non potendoci muovere per nascondere i cazzi che volevano scappar fuori dal costume dietro le nostre donne, improvvisammo improbabili discussioni sul calcio, politica, Nord e Sud etc.







Verso ora di pranzo, mandammo Anna e Marco avanti a preparare qualcosa. Loro ubbidirono e mentre raccoglievano le loro cose per avviarsi, Sara avvicinò la sua bocca a la mia e si aprì un varco con la lingua fra le mie labbra, appena in tempo per farsi notare dal marito. Con la mano gli fece cenno di andare e lui così fece.







Rimanemmo a lungo a frugarci le bocche ed il mio apprezzamento per questa delicata trovata fu manifestato da un vistoso alone sul costume in prossimità della punta del pisello a malapena coperta. Lei se ne accorse e lo accarezzò da fuori continuando a baciarmi.











Appena rientrati, trovammo gli spaghetti già nei piatti mangiandoli avidamente e con poche parole scambiate. Finito il pasto, Sara concluse: “Ora mi ci vorrebbe...”







“Un caffè? un amaro?” mi offrii io. Non avevo capito un bel niente!







“No” prosegui lei “...una bella... leccata di topa!”







Io e Marco ci guardammo sbigottiti e anelanti di chi fra noi scegliesse. Sara portò i piedi sulla sedia, allargò le cosce e scostando il costume finalizzo la sua scelta: “Anna, tu sai come fare. Vieni qui!”







Anna, sbalordita, ebbe appena il tempo di chiedere:”Chi, io!?”







“Sì, tu, vieni qui e leccamela!” fu la ferma risposta







Nessuno di noi l'aveva mai vista così scatenata ed eravamo tra lo stupito e l'estasiato.







Anna si inginocchiò e iniziò con qualche timida carezza con la mano lungo la fessura di Sara. Dai filamenti che seguivano le sue dita quando si scostavano dalle grandi labbra, si percepiva che stava già sbavando e non poco.







Sara tagliò corto tirando il capo di Anna verso il suo pube: “Lecca ora!”.







Io e Marco, stavamo di fronte a loro, mentre mia moglie, prima con la punta della lingua e poi con sempre più lunghe pennellate, aveva ormai la sua bocca schiacciata sulla clitoride, leccandola e succhiandola. Era una scena che sicuramente ambedue avevamo sognato.







“Marco” proseguì lei “Ora tu glielo tiri fuori e glielo fai diventare duro...” indicando me.







Lui imbarazzato guardò me cercando supporto, come dire:”Io non posso dire di no, aiutami tu...”







“Sara, ti ricordo che anche io comando oggi. Potevi almeno chiedermi se mi andava!” protestai.







Marco pensava di averla scampata, ma Sara concluse:”Lasciami fare” poi indicò perentoria a Marco lo slip. Marco scostò il mio costume, scrollò le spalle per scusarsi e lo prese in mano.







Forse la situazione, forse il vedere il mio amico umiliato, ma iniziava a piacermi!







Sara, che ormai andava a braccio improvvisando gli eventi, ordinò: ”Portamelo in bocca e fallo sborrare”. Noi maschi ubbidimmo e il mio cazzo fu guidato verso la bocca di Sara.







Mi sembrava di riconoscere le stesse asperità della lingua che avevo provato durante il nostro bacio in spiaggia e muovevo io i fianchi mentre Marco si limitava a tenermelo alla base.







Ma a Sara non bastava: “Cos'hai ti fa male l'altra mano?” apostrofò il marito “Dai massaggiagli anche le palle. Forza!”







Anna, dalla sua posizione, sbirciava fra una leccata e l'altra, accelerando per l'eccitazione.







Ed infatti di lì a poco, il respiro di Sara si fece sempre più affannoso finché, buttando la testa all'indietro, emise il suo gemito di piacere. Subito dopo richiuse le gambe scacciando via mia moglie. Appena si riprese, sentenziò:”Voglio un cazzo ora. Lo voglio dentro!” e mentre lo diceva mi tirò per la mano avviandosi verso la camera da letto, ma senza prima dare la sua ultima disposizione ad Anna: “...e tu occupati di questo poveretto” indicando Marco “fagli un pompa, che ne so, o una sega. Vedi tu! Fallo venire, ché sennò gli scoppia”.







Mi spinse sul letto a faccia in su sedendosi sulla mia pancia. Strofinando la fica sul mio pube e usando il cazzo come binario, sentivo lo sciacquettio del suo umore farsi sempre più forte. Quando si sentì pronta, si sollevò leggermente sulle ginocchia e guidandolo con la mano se lo fece scivolare dentro.







Che sensazione meravigliosa. L'interno era stretto e rugoso, ma nuotavo facilmente in mezzo al suo lubrificante naturale. Lei iniziò un rituale con le anche, alternando rotazioni del bacino ad un'andirivieni puntellandosi sulle ginocchia. Si capiva che sapeva esattamente i punti dove voleva che il mio cazzo battesse. Io la lasciavo fare, limitandomi ad accarezzarle i seni finalmente miei ed a pizzicarle i capezzoli. Stavo impazzendo, quando capii che stavo per venire.







“Sto venendo” la implorai “Fammi uscire...”







“Dai vienimi dentro così finisco anch'io. Non ti preoccupare: prendo la pillola”







Accelerai da sotto i colpi, prima di sentirmi stordito da un'orgasmo impetuoso.







Capii solo che le pulsazioni del mio glande e il caldo schizzo che la inondò dentro, le stavano provocando l'orgasmo. Si buttò prima con la sua pancia sulla mia, poi inarcò la schiena all'indietro puntellandosi con le braccia. Poi il suo gemito che avevo imparato a conoscere.











Rallentammo il ritmo ed il respiro giusto in tempo per sentire dall'altra stanza il rantolo di Marco: anche lui stava venendo. Sara si alzò andando verso il bagno, non prima di dedicare l'ultimo dispetto al marito. Si fermò sulla soglia della cucina e rivolta a Marco chiese:”Come ti è andata?”







“Bene” rispose lui “E a te?”







“Pure” rispose Sara “Scusa vado in bagno a lavarmi che mi sta scolando tutto fuori dalla fica...”.







Dopo circa un'ora ci ritrovammo tutti in terrazzo. Eravamo esausti, sfiniti anche se ancora era pomeriggio.







Io azzardai:”Che ne dite se...basta? Io non ce la faccio più....”







Un coro un'anime accolse la mia proposta.







“Facciamo un altro gioco..” vidi i loro volti preoccupati.







“Quale? Non vedi che siamo sfatti!” chiese disperato Marco.







“Briscola in quattro. Pero' coppie sposate! E chi perde per punizione paga la cena in pizzeria!” :-)


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