i racconti erotici di desiderya

Una gradita sorpresa


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Che Rolando fosse una sorgente di continue sorprese, già lo sapevo, ma quello che mi stava preparando per quella serata certo Stella non lo avrei mai immaginato!

“Stasera ho voglia di sesso” – mi disse con fare molto diretto – “e voglio che tu lo faccia lasciandoti bendare gli occhi, così puoi già immedesimarti nella situazione di farlo con un altro uomo al posto mio!” Una proposta tanto “innocua” da non sollevare in me alcun sospetto di intrigo o altro. Così quella sera, dopo esserci entrambi vestiti in modo particolare, lui da maggiordomo, io da disinibita donna di spettacolo, ecco apparire la benda che non dovrà essere tolta dagli occhi per nessuna ragione, - “solo io potrò farlo se e quando lo riterrò opportuno!” – ribadì ancora una volta Rolando facendo trasparire un’insolita determinazione.

Così mi ritrovai “guidata” e accompagnata da lui in una stanza, dove dopo avermi fatta sedere su una sedia mi legò saldamente dicendomi di avere pazienza, poi uscito dalla stanza, chiuse la porta a chiave e si allontanò. Dopo un po’, dopo un bel po’, ormai spazientita cominciai a chiamare Rolando perché mi desse una spiegazione di questo gioco, - “tra l’altro mi si stanno informicolendo completamente le mani!” – costatai.

“Eccomi da te, donna inquieta!” – mi disse mentre mi slegava, - “e mi raccomando, ricorda di non tentare mai di levarti la benda dagli occhi!” - “Si, si, stai tranquillo, se te l’ho promesso lo sai che mantengo sempre quello che dico, io…!” – “ecco seguimi così, attenta agli scalini, stiamo andando nel nostro boudoir, siamo arrivati, adesso siediti qui sulla poltroncina e fammi vedere come fai a sedurre il tuo maggiordomo!” – terminate quelle parole … ah se avessi anche lontanamente subodorato quello che stava per accadere!

Quell’imbroglione di Rolando aveva fatto in modo che al posto suo ci fosse … ma sì, ma sì: c’era proprio un altro uomo, un uomo peraltro molto bello con una fisionomia ed un’anatomia completamente diverse dalle sue, quasi glabro, al contrario” di lui che è ricoperto quasi dappertutto da una vera e propria “pelliccia, e soprattutto dotato di un sesso veramente grande e poderoso, molto, ma molto di più di ciò che la natura abbia donato a mio marito!

È d’obbligo una descrizione sintetica della scena: Rolando, attrezzato con telecamera, si era messo in posizione defilata, ma in modo tale da riuscire ad ingannarmi sulla direzione da cui proveniva la sua voce, io morbidamente adagiata sulla poltroncina, mentre Piero, questo era il nome del “terzo”, stava in piedi appunto a fianco della poltroncina. “Battista, ho bisogno di un massaggio particolare” – sospirai con voce melensa, - “come comanda mia signora” – rispose Rolando, facendo contemporaneamente un cenno a Piero perché cominciasse ad “operare”.

Così Piero cominciò ad insinuare le sue mani attraverso i pochi vestiti che indossavo, mi sbottonò lentamente la camicetta con una mano, mentre con l’altra mi percorreva una coscia andando rapidamente ad incrociare un gancetto del reggicalze. “Mhnn ahhh, che bel massaggio, continua ti prego” – mugolai ignara di quel che realmente stava accadendo.

Avevo ormai i seni scoperti, la gonna benché ancora allacciata sembrava non esserci, le mani di Piero esploravano il corpo sempre più caldo ed eccitato, prima palpando e massaggiando sapientemente i seni, poi pizzicando i capezzoli, infine aprendomi la fessura ormai fradicia con le dita. Rolando mi confessò poi che Piero, vedendo il mio corpo completamente depilato si eccitò moltissimo, così si piegò lentamente su di me percorrendo il mio corpo prima con una serie di baci, poi con morsetti calibrati nei punti più “strategici”, infine con la lingua aperta a bagnare tutta la pelle, dalle orecchie alla fica. “Cazzo, ho bisogno di cazzo, di tanto cazzo, vieni Battista fatti preparare adeguatamente!” – mugolai ormai completamente ubriaca di libido.

Era arrivato il momento tanto atteso da Rolando: stavo spogliando con una certa fretta Piero, convinta peraltro di avere a che fare con mio marito, in pochi secondi caddero pantaloni, mutande, giacca e camicia e mostrai di saper restituire con altrettanta qualità toccate e leccate. Era tale il mio grado di eccitazione che procedevo scatenata lungo quel corpo così caldo, senza che mi sfiorasse il benché minimo dubbio di ciò che stava realmente accadendo; solo l’impatto con il sesso, davvero prepotente, mi fece sobbalzare, mi fermai un attimo, lo baciai lo toccai, lo odorai, lo leccai e poi dopo una breve esitazione di poche decine di secondi proseguii e lo feci affondare dentro la bocca scatenandomi in un pompino davvero da premio! Con la mente percorsa da forte dubbio di avere a che fare con il sesso di Rolando decisi comunque di gustarmi fino in fondo tutta quella delizia.

Da quel momento assecondai il gioco perverso di Rolando che immaginai, stava sicuramente guardando e riprendendo ogni attimo di quella serata. Mi levai tutti i vestiti, mi alzai in piedi e feci sedere Piero sulla poltroncina al mio posto, poi mi misi davanti a lui rimanendo in piedi a gambe divaricate, lentamente mi chinai in avanti verso il basso fino a ritrovare quel cazzo meraviglioso per avvolgerlo nuovamente con le mie labbra in un lungo, morbido, perverso pompino. Feci in modo che Rolando potesse gustarsi uno spettacolo adeguato, lo immaginavo sdraiato quasi a terra per poter riprendere al meglio quella meraviglia che mai gli era riuscito di vedere: davanti a lui, quasi sopra la testa, inguainate in un paio di calze velatissime nere, si slanciavano le mie cosce e più avanti, alla loro confluenza il meraviglioso vertice dove si trovano buco del culo e fica. Guardando poi in seguito il video girato da Rolando notai come la mia fica sborrasse davvero copiosamente prima dell’orgasmo, infatti lunghi filamenti fuoriuscivano dalle grandi labbra aperte e imperlate, colando in dense gocce fino a terra. Poco più avanti ballonzolavano liberamente le mie tette al lento ritmo del pompino, l’andirivieni della testa determinava la corrispondente oscillazione delle tette; a quel punto sapevo che lui mi stava osservando e sapevo bene cosa offrirgli! Il porco indugiò a lungo con la videocamera, con frequenti stacchi e zoomate su ogni particolare: il buco del culo, la fica, i filamenti di sborra, le tette, le labbra della bocca completamente deformate ad “ospitare” quella grossa, enorme banana che toglieva quasi il respiro! - Rolando si rivelò un abile regista porno effettuando riprese memorabili con lo zoom: un primo piano sulle tette così gonfie e voluminose con i capezzoli tesi e turgidi per l’eccitazione ormai fuori controllo, e tra quelle due “bocce” si intravedevano con sufficiente definizione, il mio mento e le labbra inferiori tutte deformate e avviluppate attorno al cazzo viscido di saliva; il tutto accompagnato da un mio sempre più insistente mugolio di piacere, anche in risposta alle incitazioni sempre più volgari che Rolando mi rivolgeva. Gustate a “freddo” con l’uso del rallentatore, sembravano scene di una danza “rituale”: il dondolio delle tette che accompagnava l’andirivieni della bocca lungo il cazzo e anche il mugolio che emettevo sembrava la sinfonia di accompagnamento..! -

Ancora pochi minuti di quel “trattamento” e.. Piero ormai completamente in estasi, mi scaricò in bocca una copiosa cascata di sperma, fresco fluido, buono, che odorava di buono, al punto che dopo avergli ripulito per bene il cazzo, mi sollevai in piedi girandomi lentamente, socchiusi la bocca facendo fuoriuscire la lingua tutta imbiancata a raccogliere ogni minima goccia di sperma dalle labbra, e con una manovra repentina la richiusi ingoiando tutto con il massimo piacere!

“E adesso inculami maiale, oggi voglio prendere il cazzo per bene e dappertutto, hai visto come sono troia oggi!” – e così dicendo ricominciai a spompinare quel membro per ridargli il vigore di prima. Fu a quel punto che Rolando mi levò la benda dagli occhi, così dopo un’occhiata approfondita a quel partner “sconosciuto” sogghignai compiaciuta “avevo intuito che c’era qualcosa d’insolito, solo che non riuscivo a crederci fino a quando non ho assaggiato il tuo uccello. E che uccello, mai in vita mia mi era capitata tanta grazia! Finora ho sempre dovuto accontentarmi del cazzetto da finocchio di Rolando, ma oggi non intendo rinunciare a niente, voglio provare e gustare tutto, visto che è quello che quello che vuole quel porco!” – a questo punto ritornò il silenzio rotto solo dal mio mugolio mentre avevo ricominciato il pompino interrotto e quando ritenni sufficiente la qualità dell’erezione mi piegai in avanti accovacciandomi sulla poltrona alla pecorina, offrendo il mio culo a Piero – “ecco adesso inculami per bene, voglio che me lo infili fino in fondo, mi devi sverginare perché quel finocchio di mio marito non è mai riuscito a sfondarmi per bene il culo!”. Con un simile linguaggio osceno l’amplesso raggiunse in breve, livelli di perversione inaudita e offrii a Piero tutto di me, godendo come mai prima avevo fatto.

Rolando filmò tutto, guardandomi con gli occhi dilatati per l’eccitazione e quando vide che ero ormai “persa” fece entrare nella stanza un altro suo amico, già nudo ed eccitato il quale senza nemmeno parlarmi si mise dietro di me e mi piantò il suo membro nel culo, mentre Piero mi scopava scatenato….

Invece di incazzarmi per questo nuovo “scherzo” di Rolando urlai incitando i miei due partner a sfondarmi tutta, dimenandomi forsennata mentre sentivo salire dentro di me un orgasmo mostruoso!! Urlai e urlai ancora li implorai di no sborrare e di continuare …… venni di nuovo e poi ancora …… fino quasi a perdere i sensi…e solo allora senti dentro di me due fiumi di fluido caldo che mi percorrevano culo e fica…..

Quando ci abbandonammo spossati al meritato riposo, nella stanza si respirava un odore di sesso così intenso e avvolgente da essere avvertito anche dopo un lungo tempo di permanenza all’interno. “Adesso vieni qui e ripuliscimi culo e fica!” – ordinai a Rolando, che ubbidì eseguendo docile docile come un cane…! L’affondare la lingua nei miei buchi, così colmi di umori, di odori e di sapori diversi e strani, provocò in lui un’eccitazione mai provata che lo portò a ripulirmi tutta in modo meticolosissimo ogni zona, anche la più recondita e nascosta, inghiottendo tutto, proprio come un servo, anzi per meglio dire, come uno schiavo fedele!



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