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Un sogno sconvolgente

Autore: Tatonone
Giudizio:
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Un sogno sconvolgente. (by Icaro )



Mi chiamo Marco, e sono felicemente sposato da molte primavere con Chiara, una bellissima donna più giovane di me che amo più di quanto lei possa immaginare, matrimonio allietato da prole che tanta felicità e tanti problemi ci hanno dato e ci danno. Fino a qualche tempo fa, il nostro rapporto volgeva in modo abbastanza normale, sicuramente uguale a tanti altri che alternano momenti di felicità a momenti difficili , che abbiamo superato con l’aiuto del nostro grande amore.

Negli ultimi tempi però, qualcosa è cambiato: frequentando una giovane coppia come noi abbiamo avuto modo di uscire dalla routine di tutti i giorni avendo spinto, talvolta , in occasione di cenette intime, giochi che hanno portato ad audaci epiloghi, ( tipo streap- tease…) che creando un clima di grande eccitazione hanno “svegliato” in me la personalità latente che neanche io pensavo di avere. Negli ultimi anni il nostro rapporto si stava drasticamente “spianando” e sembrava che avessimo perso ogni interesse per il sesso. Il frequentare questa coppia aveva risvegliato, almeno in me, questo interesse. Ho sentito che qualcosa in me stava cambiando, ho avuto impellente il bisogno di “svuotarmi “ completamente con mia moglie ( a proposito non ve la ho descritto : altezza normale, capelli lisci scuri e lunghi, tette prosperose ed abbastanza piacenti nonostante le gravidanze e l’allattamento, un visino dolce da bimba innocente e abbastanza bella da far invidia a tantissime donne anche più giovani di lei, longilinea ma con le forme al posto giusto; insomma un bel tipino) perché in tanti anni di matrimonio non abbiamo mai avuto il coraggio di confessarci l’un l’altro ciò che pensavamo o desideravamo soprattutto nella sfera più intima del sesso.

Sicuramente l’avvento di internet ha dato a tanti l’opportunità di confrontarsi con il pensiero di tantissime altre persone (anche se virtualmente) facendo prendere coscienza dell’assoluta normalità di certi atteggiamenti e modi di pensare che mai si avrebbe pensato di svelare a chicchessia e che mi hanno portato a prender atto di ciò che sono e desidero, almeno credo, nel mio profondo “Io”.

Ho iniziato a chiedere a mia moglie “prestazioni” particolari svelandole i miei desideri inconsci e le mie fantasie intime. In quei momenti particolari in cui il nostro rapporto soffriva di evidente calo di interesse per il sesso e di libido, cosa di cui ne soffro tanto, ho capito l’importanza di vivere il sesso in maniera più profonda e distaccata dal sentimento spirituale stesso che pur ci deve essere. Ho provato a spingere il rapporto verso un sesso più provocante e trasgressivo: mi piaceva, e mi piace, vederla masturbarsi e soddisfarsi utilizzando gli oggetti più disparati, meglio se di grosse dimensioni, tipo zucchine o altro che le aprissero la fica in modo osceno ed io contemporaneamente offrirgli il cazzo in bocca o penetrarla da dietro e sentire con il cazzo la zucchina che la riempie la pancia. Ma passiamo alle fantasie recondite; ultimamente, forse in seguito agli incontri che avevamo con l’altra coppia ho capito di provare una fortissima eccitazione vedere mia moglie spogliata in presenza di altri, immaginarla mentre fa l’amore con uno o più uomini con la mia partecipazione, vederla leccare avidamente ed ingoiare un cazzo mentre viene scopata con sua grande delizia e piacere da altri due cazzi, uno nel culo, un altro nella fica; farla smaniare e distruggerla nel piacere estremo che ciò potrebbe dare ad una donna senza per questo pensare di tradire l’amore per il proprio partner. Moltissime volte mentre facevamo l’amore le ho infilato un dito nel culo, con suo grande piacere, scopandola così gli dicevo se gli sarebbe piaciuto avere un cazzo al posto del dito, oppure se in quei momenti avrebbe desiderato spompinare struggevolmente un altro cazzo. Niente, lei si arrabbia e a volte perfino smette di fare l’amore dicendo che così la offendo e che non l’amo più e non si sognerebbe mai neanche di immaginare queste cose, che devo smetterla di vedere film porno e internet. Ma sicuramente non è nelle mie intenzioni offenderla o che, purtroppo questo tarlo mi corrode, mi distrugge, fa salire l’adrenalina alle stelle e sento impellente il bisogno di dirglielo. Comunque credo che nel profondo di ogni donna, sicuramente si annida il desiderio inconscio di godere nel modo più esplosivo ed appagante possibile, ma sono inibite da quel senso pudico, che impedisce loro, anche nei momenti di massima eccitazione ed intimità di superare la vergogna di rivelarlo, nonché, come asserivo prima, il fatto stesso di esprimere tali fantasie sarebbe per loro come “tradire” il proprio compagno. Invece non si capisce che bisogna avere il coraggio di vivere con estrema naturalezza, appagamento e libertà il sesso,( sempre in coppia naturalmente) , di riuscire a rivelare almeno le proprie fantasie segrete, perché segrete per il proprio partner non dovrebbero più essere.

Ultimamente un sogno estremamente eccitante e struggente ha sconvolto le mie giornate rendendomi ansioso ed estremamente eccitabile, ma passo a raccontarlo:

eravamo andati in un caldo ed assolato pomeriggio primaverile in campagna in cerca di asparagi, ma si era andati più per fare una sana passeggiata all’aria aperta che per altro. Mia moglie aveva indossato una gonna abbastanza corta anche per il caldo e per sentirsi libera nei movimenti. Arrivati sul posto, abbastanza isolato e distante dalla strada, siamo usciti ed abbiamo iniziato a cercare nella campagna. Dopo un po’ che cercavo tra la macchia e l’erba alta improvvisamente notai una scena che mi pietrificò ed imbarazzò non poco, al momento: c’era un superbo stallone che pascolava impastoiato ( c’erano anche mucche nelle vicinanze), ma non c’era nessuno che le custodiva, il fatto imbarazzante era che il cavallo aveva sfoderato il suo enorme attributo che in semi-erezione poteva misurare non meno di una 40 di cm. ed un diametro tale da farlo paragonare ad un robusto braccio. Mia moglie in pieno imbarazzo sbirciava verso quel grosso pene, ma abbassava subito lo sguardo per la vergogna osservando furtivamente intorno se ci fosse qualcuno che la potesse vedere, io istintivamente mi abbassai per non farmi vedere al fine di non aumentare il suo imbarazzo, e continuai a spiare questo suo più che curioso sbirciare sempre più insistente, fino a quando convinta di non essere vista da nessuna si avvicinò al cavallo per meglio guardare quell’enorme mazza. Era evidente che era un po’ scossa da quella scena perché ogni tanto si strusciava la mano sul pube segno di una crescente eccitazione, io allora fattomi coraggio mi avvicinai furtivamente e la sorpresi che lascivamente si strusciava il monte di venere con la mano. Subito lei cercò di ricomporsi arrossendo violentemente, ma abbracciandola e baciandola appassionatamente la tranquillizzai rassicurandola che la scena che avevo visto mi aveva piacevolmente sorpreso ed eccitato. Mentre la baciavo e la palpavo ovunque le sussurrai se volesse avvicinarsi di più al cavallo per meglio vedere e magari anche toccare quel grosso cazzo. All’inizio si mostrò subito contraria, ma in breve ogni barriera fu abbattuta dal suo evidente stato di eccitazione, in seguito ammise che quel pensiero gli era balenato anche a lei prima. Ci avvicinammo molto lentamente per non spaventare l’animale che continuava a brucare l’erba tranquillamente fino a quando arrivati a contatto con l’animale, lo tirai con l’imbracatura che cingeva il muso verso alti arbusti che coprivano ancora di più alla vista, e lo legai a dei rami. All’inizio mia moglie aveva paura di avvicinarsi, poi visto come si faceva docilmente accarezzare si avvicinò e cominciò a scrutare con evidente curiosità ed eccitazione quel grosso cazzo penzolante, e rassicurata dal suo mansueto carattere la incitai a toccarlo; io da dietro gli palpavo le tette mentre gli passavo l’altra mano sul pube sentendo lo slip già fradicio di umori per la sua ormai incontenibile eccitazione. Prima con titubanza, poi sempre più convinta prese coraggio ed inizio a toccare e maneggiare quel grosso arnese simulando a tratti una anomala masturbazione, mentre da dietro io continuavo a palparla e baciarla sul collo. Lei era come ipnotizzata da quel’ enorme serpente lo menava, accarezzava le grosse palle lo passava in tutta la sua lunghezza inebetita da tanta grazia. a tratti accarezzava la pancia dell’animale che evidentemente a causa del piacere che provava iniziava ad innervosirsi ed eccitarsi di più. Ora quel già enorme cazzo aveva assunto la ragguardevole dimensione di una sessantina di cm. di carne pulsante. Imperioso si ergeva in tutta la sua maestosa grandezza, Chiara accarezzava, strusciava sulle tette dai capezzoli ormai turgidi quella grossa cappella , la roteava sull’aureola titillando il capezzolo e scendendo attraverso il solco del ventre sull’ ombellico per poi strusciarselo sulla figa ben delineata dai slip ormai bagnati dal copioso liquido che fuoriusciva dalla vagina ed infilati nel solco delle grandi labbra. Improvvisamente , dopo averlo ancora accarezzato in tutta la sua lunghezza, soffermandosi sulle grosse palle, come colta da un raptus, afferrò il grosso cazzo ed aprendo la bocca iniziò a slinguare quella cappella immane ed spalancando enormemente la bocca iniziò a succhiare e spompinare quell’enorme glande che a malapena riusciva ad introdursi nella bocca. Era in piena trance libidinosa, non ragionava più, aveva solo voglia di succhiare, slinguare ingoiare quel grosso cazzo e contemporaneamente godeva delle mie palpate, le mie dita sguazzavano nell’abbondante liquido che aveva infradiciato la sua vagina nel frattempo messa in libertà dallo slip, poi anch’io come preso da un folle raptus gli dissi se non avesse voglia di “provare” quel grosso cazzo. Lei farfugliò strane parole ed annuendo si sistemò sedendosi su un grosso masso e spalancando oscenamente le cosce si offrì a quell’enorme “coso”. L’aiutai ad aprire le labbra della fica paonazza dall’eccitazione ed abbondantemente lubrificata dai suoi umori che continuavano ad uscire, lei prese il cazzo con le due mani ed iniziò a strusciarselo sulla fregna , sull’orifizio anale e soffermandosi a lungo sul clitoride turgido dall’eccitazione. Se lo passò e ripassò nel solco ben delineato delle grandi labbra puntò l’ingresso della vagina facendolo leggermente roteare ed iniziò a spingere con lenti movimenti dell’anca. Lo sforzo frammisto al grande piacere che provava aveva imperlato di sudore il suo dolce viso trasformato da indescrivibili smorfie, strabuzzava gli occhi, si mordeva le labbra, sospirava e si lamentava ma continuava imperterrita a spingere. Sembrava impossibile che quell’enorme affare potesse entrare in quella piccola (in confronto al cazzo ) fessura ma i continui movimenti, agevolati dall’abbondante liquido e dalla lenta e conseguente dilatazione della vagina sortì alla fine quanto voluto; Il cazzo era dentro la fica !!! Mia moglie sospirò fortemente dal piacere. Smaniava, gemeva e godeva senza più controllo. Si chiavava quell’enorme cazzo facendolo entrare ed uscire ed ogni volta cercava di spingerlo sempre più in profondità, tanto temetti volesse infilzarsi con quell’enorme bastone. Ma sembrava che la fica di mia moglie non avesse fondo, si infilò più della metà di quel cazzo nella fregna gemendo incontrollatamente e smaniando per l’enorme piacere che doveva provare. Il cazzo entrava ed usciva ed ogni volta spingeva sempre di più. Poi afferrò con foga il mio cazzo, e prima slinguandolo , iniziò uno struggente pompino, lo ingoiò fino alle palle, toccando con le labbra il mio inguine peloso. Era assatanata, si pompava quel grosso cazzo e contemporaneamente si ciucciava il mio masturbandosi furiosamente, in qualche momento ho creduto che sarebbe rimasta squarciata da quell’enorme cazzo che talvolta quasi scompariva del tutto nella sua fregna. Era uno spettacolo innaturale, di una carica erotica da far scoppiare il cervello a chiunque, vedere quell’enorme cazzo che lentamente scompariva nella fica di mia moglie e lentamente riusciva in tutta la sua lunghezza e maestosità. Poi volle provarlo nella sua posizione preferita: la pecorina!! Si inginocchiò ed abbassando la testa aprì le gambe alzando il culo verso quella verga. Afferrandola con la mano la indirizzò sulla fica ormai ben aperta e lubrificata, ma essendo un po’ scomoda mi offrii di aiutarla. Preso quel cazzo con un po’ di impressione, iniziai a strusciarglielo un po’ sulla fica, un po’ sull’orifizio anale che al passaggio della cappella pulsava di piacere. Gemiti e gridolini di piacere uscivano dalla bocca di Chiara, al passaggio del cazzo sul buco del culo spingeva indietro come per volerselo introdurre. Allora insalivai per bene quel suo buchetto impiastricciato anche del suo liquido vaginale e puntai quel cappellone sul suo culo. All’inizio si fermò titubante, poi incominciò a spingere dapprima lentamente poi con foga. Alzò la testa e afferrato il mio cazzo iniziò a ciucciarlo con una bramosia irrefrenabile. Il cazzo nonostante le furiose spinte non riusciva ad entrare, lei afferrò la mazza e strusciandola sul liquido che colava dalla fica lo riportò sul culo, poi con una violenta spinta riuscì ad introdursi quella grossa cappella nel suo voglioso culo che cedette di colpo. Rimase senza fiato per qualche lungo istante poi lentamente continuando a spompinare il mio cazzo iniziò a spingere nelle sue viscere quell’enorme bastone di carne. Lentamente spingeva dentro ed lo faceva riuscire come per adattare il suo culo a quel cazzo di spropositata misura: il suo viso si contraeva in evidenti smorfie di dolore frammisto a piacere. Quell’enorme cazzo si insinuava tra le sue chiappe come un grosso cuneo che sembrava volesse squarciargliele; nonostante il grosso sforzo non si arrestava: spingeva il cazzo in profondità e con l’altra mano si sditalinava furiosamente. Era chiaro che non era solo piacere quello che provava, quel grosso arnese doveva procurarle sicuramente anche una buona dose di dolore che misto al piacere diventava una miscela esplosiva, e si vedeva dalle smorfie del suo viso. Io la pompavo nella bocca come nella figa e la incitavo a spingere sempre più giù il cazzo dello stallone. Lentamente centimetro dopo centimetro riuscì ad infilarsi più della metà di quell’enorme attributo, e quando se lo sfilava, sembrava non finire mai. Poi il dolore ebbe il sopravvento e sfilatoselo dal culo indolenzito e dolorante lo puntò sulla fregna pulsante e d’un solo colpo con una spinta del culo all’insù lo fece entrare per più della metà nel suo ventre. Alternando a tratti lenti movimenti, a veloci e furiosi colpi all’indietro si chiavava come una cavalla in calore quell’animalesco cazzone. Quando il cazzo arrivava alla massima penetrazione si scorgeva dalla protuberanza che appariva sulla pancia , che spingeva su di essa. Improvvisamente il cavallo iniziò ad agitarsi, probabilmente all’animale stava sopraggiungendo l’orgasmo, ma mia moglie invece di sfilarselo continuò a spingere e muoversi come un’ossessa fino a quando sia io che il cavallo sborrammo. Io in bocca, che con sua somma delizia bevve tutto slinguando avidamente anche l’ultima goccia che uscì dal mio cazzo; lo stallone nella sua fregna ormai squassata da quel formidabile manganello. Enormi e violenti fremiti la scossero, anche le si stava abbandonando al più violento e struggente orgasmo della sua vita; girando all’indietro la testa e spalancando gli occhi diede le ultime e violente spinte e abbandonò penzolante la testa. Passandosi la lingua sulle labbra rimase per lunghissimi istanti come in trance con l’enorme cazzo infilato fino alle palle nella fregna. Poi, lentamente si sfilò quel grosso serpente, assaporandone per l’ultima volta ogni centimetro della sua lunghezza. Dalla voragine aperta uscì un copioso fiotto di liquido biancastro come una grossa fontana aperta. Lo stallone aveva inondato la vagina di mia moglie con una quantità incredibile di sborra che continuava ad uscire a fiotti da quell’antro oscenamente spalancato ed ormai enormemente slabbrato. Era quasi svenuta per il violento orgasmo che aveva appena goduto. Improvvisamente mi svegliai, ero tutto imperlato di sudore ed eccitato da morire. Ero scosso, sensibilmente turbato e meravigliato e forse anche un po’ smarrito per ciò che avevo appena vissuto in maniera così reale in sogno, sicuramente mi rendo conto che per una mentalità chiusa e bigotta anche il solo sognarle queste cose possono anche sembrare offensive ma non è assolutamente mia intenzione offendere mia moglie per quanto appena raccontato, anche se mi chiedo perché, come mai ho fatto un sogno così stravolgente. Mi strusciai a mia moglie che dormiva beatamente, ed accorgendosi che stavo insistendo nelle strusciate e spinte, nonché qualche toccatina, mi scansò bruscamente. Non voleva essere disturbata mentre dormiva.

Eccola !! era mia moglie nella cruda realtà. Non riuscii più a dormire, per calmarmi mi masturbai violentemente pensando a quanto sognato. L’indomani pensai se dirgli quanto avevo sognato; forse sì, forse no; forse gli farò leggere questo racconto. Chissà se anche lei avrà mai fatto sogni erotici così spinti e trasgressivi. Dopo un po di tempo ripresa lucidità e serenità, ripensai a quanto prima: la mente umana è immensa ed sconosciuta e nei suoi meandri si nasconde ciò che neanche noi possiamo immaginare, non dobbiamo soffocare la nostra immaginazione, la nostra fantasia per vivere una vita piatta e scialba al fine di accontentare il bigottismo che ci vorrebbe tutti santi e irreprensibili, ma abbiamo il dovere per, noi e per in nostro partner, di vivere la nostra vita con slancio , appagamento, fantasia ed anche un po’ di trasgressione perché la nostra “brevissima “ esistenza non ci concederà sicuramente un’altra occasione.





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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Carino6423 Invia un messaggio
Postato in data: 22/01/2009 17:19:28
Giudizio personale:
bellissimo racconto, molto eccitante, riesci a far eccitare ed a far sentire l\'amplesso .... direttamente con le parole, facendomi toccare e godere finalemnete insieme. Grazie. Ottimo!


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