i racconti erotici di desiderya

Tigrerentola

Autore: Lus68
Giudizio:
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Commenti: 1
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C’era una volta, non tanto tempo fa e in un paese non molto lontano, una bellissima bambina di nome Tigrenentola. Il bizzarro nome era quanto di più appropriato si potesse trovare per descrivere la personalità esuberante e nello stesso tempo umilmente dolce della piccola. Ella infatti era dotata di una bellezza alquanto appariscente, quasi aggressiva, che le veniva conferita soprattutto dalla riccioluta e fulva chioma. Possedeva anche una simpatia esplosiva e contagiosa, in grado di far sbocciare un sorriso anche sulle musagne più tristi. Soprattutto quest’ultimo aspetto del suo carattere contribuiva a camuffare la sua estrema dolcezza e quel certo che di timidezza che la rendevano ancora più amabile agli occhi di chi approfondiva la sua conoscenza.

Viveva così, dilettandosi nelle cure della casa, del’anziana zia e del fidanzato Lavorone, il quale la teneva in grande considerazione, sempre però solo dopo gli innumerevoli impegni di lavoro che ricercava affanosamente e che relegavano Tigrerentola chiusa in casa. Nonostante si sentisse quindi trascurata, ella dimostrava una naturale predisposizione nel prendersi cura appassionatamente di tutto ciò che le era caro, alle volte al punto tale da soffrire per questo, addirittura soffocando a volte le sue naturali e fisiologiche esigenze e bisogni.

In uno di questi tristi momenti approfondì la conoscenza del mago Bacchettone. Era questo un uomo dotato di una grande sensibilità e che aveva intuito che la piccola versava in un momento di sconforto e stanchezza, presa com’era nel comprendere le esigenze altrui e a impegnarsi nei suoi compiti. Era inoltre un uomo alquanto discreto, che tendeva a nascondere le sue arti magiche. Il mago Bacchettone, attratto anche dalla bellezza quasi selvaggia della giovine, le offrì dunque la sua amicizia ed il suo conforto scherzando con lei, offrendole la sua compagnia ed il suo appoggio. Si trovo quindi ad essere sempre più attratto dalla fulva beltà della giovine e costruì con ella un rapporto molto intimo. Le sue attenzioni erano corrisposte da Tigrenentola, la quale prese a confidarsi sempre di più con il mago Bacchettone. Fu così che egli apprese che Tigenentola era afflitta da un tormento interiore che turbava l’animo ed il sonno della bella bimba e cominciò a far compagnia alla giovincella, per cercare di scacciare quell’ansia che stava spegnendo il sorriso sul bel faccino di Tigrenentola. Prese quindi a recarsi in visita dalla giovine e scoprì che la stessa era vittima di un incantesimo che limitava i suoi momenti di diletto ad un tempo alquanto ridotto, e che non poteva prolungarli a proprio piacimento pena l’insorgere di arcane furie e malanni scatenati da chissà quali iraconde entità. Scoprì anche che, a causa dello stesso incantesimo beffardo, Tigrenentola aveva una facilità estrema ed una predisposizione ad accendere
i propri sensi ed i propri desideri, cosa che le causava un copioso insorgere di umori nella parte più intima del suo morbido e profumato corpo: quando ebbe modo di toccare con mano questo prodigioso evento, il mago Bacchettone non potè più resistere dall’offrirsi come lenitivo del patimento della giovane!

Accade quindi che una sera, mentre era in visita a Tigrenentola che versava in uno strano stato di malattia, sentendola alquanto turbata e incapace di tranquilizzarsi, adoperava segretamente tutta la sua arte per alleviare le pene della piccola, ma sentendola insufficenti, decise di scoprirsi interamente e le disse: “Tigrenentola, lo sai che potrei farti star meglio e che non desiderei altro che riuscire a farti godere? Di ogni singolo istante della mia compagnia, ovviamente! Ma non sei curiosa di sapere come?”
“A dir il vero”, rispose la pulzella, “non m’interessa tanto il come, ma il quanto!”
“Ebbene, sappi che sono un mago e che il mio nome non dipende dal fatto che sono inflessibile (cosa che in alcuni particolari momenti è assolutamente vera), ma dal fatto che posso fare dei piccoli prodigi con la mia bacchetta! Vuoi vederla?”
“Oh, si!” esclamò Tigrenentola. Accadde quindi che il mago Bacchettone estrasse quindi la sua bacchetta abbassandosi i pantaloni e porgendola alla bimba affinchè potesse vederla meglio e meglio subire i benefici influssi della stessa, se la ritrovò d’un colpo inghiottita dalle fauci di Tigrenentola. La giovine prese a succhiare la baccchetta con una tale passione che ben presto ne bevve la pozione magica che da essa sgorgò, traendone immediato beneficio: le spuntò infatti il sorriso ed addirittura il giorno dopo migliorò prodigiosamente il suo stato di salute.
Ritornò quindi su quel bel faccino il sorriso, e spuntò pure un sorriso assai compiaciuto sulle labbra del mago!

Da quel momento i nostri due eroi sfidano il fato avverso per poter apporfondire sempre di più le applicazioni benefiche della bacchetta, impegnandosi l’una a farla diventare sempre più efficiente, l’altro nell’applicarne i benefici a Tigrenentola. Non sempre i loro sforzi si risolvono in un positivo epilogo (a causa dei momenti stranamente liberi di Lavorone), ma imperterriti non desistono e si ingegnano sempre di più nel soddisfare la loro passione reciproca. Succede così che con l’applicazione di formule magiche, mediante messaggi multimendiali con i quali si scambiano prove di godimento, o ancora con carezze e morsi vari i nostri cerchino di ricreare quella magia della quale entrambi sono golosi ed artefici. E trombano felici e contenti.

Dedicata a A. e alle fantastiche scopate insieme.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Curiosa88 Invia un messaggio
Postato in data: 28/10/2011 12:02:08
Giudizio personale:
Bellissima!buffa e sensuale! Scrivi molto bene! :) C.


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