i racconti erotici di desiderya

Sconosciuta compagnia


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C'è tanto movimento alla stazione, è incredibile quanta gente si muova, arrivi e parta da Firenze. Mi avvicino all'edicola aggirando la coda di turisti, allungo i soldi alla signora che mi passa il giornale. Mi dirigo al binario, sono un po’ in anticipo, ma io lo sono sempre; il giornale nella mano sinistra, il trolley trascinato con la mano destra. Salgo in treno, sistemo tutto nel mio scompartimento, mi tolgo la giacca, aggiusto la cravatta specchiandomi nel finestrino, mi sollevo i pantaloni , mi siedo e apro il giornale. Qualche minuto e una forte voce femminile si avvicina, apre lo scompartimento, abbasso il giornale e vedo una ragazza con un vestito rosso un po’ appariscente, in difficoltà con le valigie mentre cerca di entrare insieme ad una bambina sorridente. Mi alzo e offro il mio aiuto..

"Dia a me."



"Grazie, è gentile."



"ma scherza, non si preoccupi."



Sistemante le valigie mi risiedo e la osservo con discrezione.

Parla a voce alta, l'accento è romano. Mette a sedere la bimba e le procura un libretto colorato; i modi sono trafelati, si siede sistemandosi il vestito e tira un sospiro.



"Grazie ancora eh ..!"



Chiudo il giornale.



"Prego, ci mancherebbe. Quanti anni ha la bimba ?"



Alza il tono della voce come a rimarcare le parole per farsi sentire bene da lei "4! Ed è la bimba più caruccia del mondo"



Il treno si muove.



"cosa andate a fare a Milano ? "

"Domattina presto abbiamo un aereo per Palermo, andiamo dai nonni a passare la pasqua."



Il suo accento è molto marcato, tra il romano e il romanesco, non so cosa facessero a Firenze, ma non indago. Nessuna idea mi sfiora al momento, e forse è per questo che la compagnia scorre piacevole senza imbarazzo, il dondolio del treno culla la bimba che si addormenta con la testa sulle gambe della mamma. Lei si alza, la prende in braccio e la distende sul sedile vicino al finestrino, lo fa passandomi davanti con il suo sedere tondo e "pieno", non è certo una taglia piccola, ma nella sua volgare tracotanza sa essere sensuale. La osservo, e quando si risiede le chiedo :

"Posso portarle un caffè ?"

"Ehm , .. grazie, verrei volentieri ma sa la bimba.."

"Non si preoccupi, glielo porto."



Prendo il caffè e torno verso lo scompartimento, apro la porta, entro, e la trovo a sedere la mio posto che fissa una pubblicità in ultima pagina del mio giornale.



"Ecco il caffè"



"Ah grazie mille! Ma è proprio gentile!!"



Mi lascia il posto scostandosi e rimanendomi vicino, ha delle belle gambe, non sottili ma ben tornite, corpose .. e il vestito le scopre fin sopra il ginocchio quando è seduta.



"Dove vi fermate a Milano per la notte? "



"Ancora non so, conosco una pensione vicino alla stazione, non accetta prenotazioni ma mi ha detto che ha posto. E lei che fa a Milano?"



"Lavoro per un'azienda che ha una sede a Milano."



"E' bello l'accento fiorentino!"



"Lo dicono in molti, io faccio il possibile per mascherarlo.."



Il mio telefono squilla, chiedo scusa e rispondo, la chiamata dura una decina di minuti, e si interrompe un paio di volte per le gallerie; quando chiudo mi volto e lei si è addormentata appoggiando la testa verso il finestrino. Mi alzo, prendo la mia giacca e la copro e mi risiedo.



Arriviamo a Milano.



"Signorina, siamo arrivati.. "

"Oddio,.. ho dormito !? e la bimba?"

"Tranquilla, tutto a posto, la aiuto con i bagagli."



La aiuto a scendere, la accompagno con i bagagli al taxi.



"Non vorrei sembrare invadente, ma se è d’accordo la accompagno al mio albergo, sono convinto che troveremo una camera per voi, ad un buon prezzo."



"La ringrazio, ma non posso spendere molto, preferisco una pensione."



"Insisto, penso a tutto io, abbiamo una convenzione grazie all'Azienda per cui lavoro".



Arriva il taxi, senza aspettare risposte passo le valige al tassista e la invito a salire.



Mentre siamo in taxi la bimba gioca con una bambola e lei si avvicina e senza dire niente prende la mia mano e la porta sulla sua gamba, io metto un po’ di forza nella presa e lei chiude gli occhi per un attimo, e non cambia espressione, continua a guardare la strada.



"Se lei è d’accordo dopo il tempo di un bagno potremmo andare a cena insieme, conosco un posto dove si mangia molto bene, sarei felice di offrire io."



"Accettiamo volentieri".



All'albergo sbrighiamo le generalità e poi ognuno nella sua camera. Faccio una doccia e mi cambio, e appena pronto la vado a chiamare.



"Siamo pronte.."



Esce, con lo stesso vestito rosso di prima, i capelli non ben asciutti lasciano intravedere un tatuaggio sul collo (non amo i tatuaggi ma a lei stava bene). La bimba è felice di questa cena; ci avviamo all'ascensore ..



"Oh no! ho dimenticato una cosa in camera! Sara, aspetta qui e non ti muovere, la mamma torna subito.."



Mi trascina per mano , apre la porta, mi tira dentro e mi bacia con forza. "Avevo voglia di questo bacio" mi dice "e ora a cena."



La cena al ristorante è un po’ imbarazzante, non sono abituato ad una bimba piccola a tavola, un po’ troppo confusione per i miei gusti.. sorrido. Sono una bella coppia. Il legame tra mamma e figlia è unico, e si vede.. Beviamo un po’ di vino, a lei piace e non ne fa parsimonia.



Finita la cena facciamo 2 passi, Sara ha sonno, la mamma la prende in braccio e mentre camminiamo si addormenta. Ci fermiamo su una panchina e chiamo un taxi.



Il viaggio di ritorno con la bimba che dorme li accanto e il tassista che sembra non sbirciare dallo specchietto, è molto eccitante. Lei si struscia molto, allarga le sue gambe e prende la mia mano conducendola tra le cosce; sempre con molta discrezione la mia mano sale fino al pube, senza mutandine , la sua testa cerca il mio collo. Si avvicina all'orecchio e mi sussurra "Fammi venire"

Sfioro il le sue labbra che si schiudono, il suo clitoride pulsa; la sfioro , la accarezzo, lei stringe le cosce e "So resistere a lungo se voglio, ma voglio venire, non smettere" La sua mano sinistra mi tocca, sono ovviamente eccitatissimo. La mia mano sa dove toccare e come muoversi, un dito scivola dentro e lei sussulta mi stringe forte a farmi male con la mano e poi si contrae, sento che viene in silenzio, .. pochi minuti ma di un eccitazione unica, un situazione strana e coinvolgente allo stesso tempo.



Arriviamo, scendiamo, saliamo in camera

"Dammi un quarto d'ora per sistemare Sara, ti aspetto qui."



Annuisco e chiudo la porta. La breve attesa è un’interminabile susseguirsi di domande e perplessità, non ero certo di fare la cosa giusta; una situazione estemporanea che sembrava esistere da sempre, e poi quella bambina lasciava in me un senso di rispetto strano, tutto era apparso in funzione di lei, e adesso poteva complicarsi.

Busso.



“ entra, la bimba dorme, scusa c’è un po’ di casino..”



Non pensavo che una persona riuscisse a creare tutto quel disordine in così poco tempo, c’erano abiti sul tavolino e la sedia, un asciugamano in terra sulla soglia del bagno nel quale sembrava essere esploso un ordigno; la vasca ancora piena di acqua, il phon attaccato e appoggiato sul lavandino, e Sara dormiva nel lettone in quell’unico angolo di ordine sacro. Forse era la sua vita, era così, l’ho pensata confusionaria, distratta, disordinata, educata ad una vita di espedienti, abbandonata e costretta cavarsela da sola, forte, impaurita, con la convinzione di dover essere più forte ancora per nascondere la paura.. concentrata a dedicare ogni goccia di “energia pulita” a quella piccola creatura alla quale voleva regalare quello che forse nessuno le aveva mai regalato.

Era così, prendere o lasciare in quel momento, entrare a far parte di quel turbine di sconquassata esistenza o uscirne con una scusa, chiudere la porta e sparire. Lei è avvolta da un accappatoio che si apre con naturalezza davanti a me mostrando le sue grazie..

“non sono bellissima ma faccio la mia figura no ? E poi guarda che bel culetto!”

“beh, direi meglio della Venere Callipigia..”

“Di chi ?!”

“Venere Callipigia, .. Callipigia .. Bel Sedere”

“Che lingua eh??”

“Greco..”

“Complicati sti greci..”



Sembrava ingenua ma non lo era, aveva “vissuto “ più di me e la vita l’aveva scolpita anche meglio di me, era forgiata per affrontare delusioni.

Mi siedo sul bordo vasca, lei mi si siede sulle cosce a gambe aperte con l’accappatoio che scivola a lato .

Mi bacia, non c’è dolcezza in quello che fa ma desiderio puro e basta.. non sono abituato ma va bene così.

Mi bacia e mi spoglia togliendomi la camicia, . poi mi togli scarpe e calze, mi alzo.. mi slaccia i pantaloni.. via. Poi gli slip, ci troviamo nudi..



Lei mi guarda e si inginocchia, mi prende con la mano e poi in bocca. Io sono duro , lo ero già da qualche minuto, la sua lingua è vorace e la sua bocca infinita, muove anche la mano con frenetica rapidità..



“Hai intenzione di farmi venire subito.. ?”



“Mi piace..”



Lei non smette, la situazione è eccitante, ogni tanto alza lo sguardo per vedere se sono soddisfatto.. Capisce perfettamente che sto per venire e accelera i movimenti battendo con la lingua proprio dove mi piace di più,.. non mi trattengo..



Mi tiene in bocca e non mi toglie nemmeno per un secondo, continuo a pulsare e lei ne gusta tutto il momento ad occhi chiusi.



“Mi piace vedere gli uomini che non resistono..”

La prendo per mano e la conduco fuori dal bagno, la faccio sedere sull’unica poltrona che c’è, è grande e lei quasi ci sparisce; mi inginocchio davanti.



Passo le mani aperte sotto le sue natiche la tiro leggermente avanti, una foltissima peluria nasconde tutto.

Passo una mano che tra i peli accarezza le grandi labbra, non è bagnata, allora mi avvicino con la bocca e la mia lingua delicatamente sfiora le grandi labbra che si schiudono e poi accarezza il clitoride. Con un dito entro piano mentre la lingua continua ad accarezzare il clitoride.. il dito medio della mano destra è dentro e tocca la parte più sensibile, si sente che quando sfioro in quel punto imprecisato lei impazzisce; intanto con il pollice della stessa mano le accarezzo le piccole labbra.. la lingua continua.

I suoi umori mi inondano, la lingua non smette mentre la mano sa benissimo come fare per contribuire al suo orgasmo.. I suoi respiri si affannano, mi stringe la testa , capisco che sta per venire e smetto. Mi tolgo, la osservo mentre si contorce a un passo dall’orgasmo, mi lancia un’occhiataccia.. trattiene il suo silenzio, dopo alcuni secondi mi inginocchio ancora e riprendo come prima.. E’ incontenibile adesso.. io mi diverto , e mi piace moltissimo. Lei forse più abituata a far godere che a godere si lascia andare incredula a tanta attenzione.



Tolgo il dito e tutto umido lo avvicino al suo culetto, mi appoggio, non dice niente e quindi con una live pressione entro.. le piace; non era la prima volta. I suoi respiri sono affannosi più di prima, la mia lingua continua a giocare col clitoride, mi chiede di non smettere e la accontento.. continuo sempre più velocemente ..

“si!”

Un “si” squarcia quel silenzio soffuso, una contrazione forte e lunga ed uno schizzo che giunge in bocca.. e poi altre contrazioni , sembra non finire mai, si contrae e riprende, ha il viso rosso . .è affaticata. Io sono nuovamente eccitato, vorrei che quella notte non finisse mai. .. Lei è sulla poltrona che mi guarda in silenzio, rilassata, un dito tra le labbra con un respiro un po’ forte che si sta calmando. Vorrei dire molte cose e farne ancora di più, vorrei immortalare quel momento o forse no.. Non so se è stato giusto, non so se esiste un giusto, .. ma è stato brevemente travolgente; non dico niente, mi alzo piano e mi vesto lentamente mentre la guardo. Il suo sguardo è in attesa, ha 2 occhi bellissimi.

Mi abbasso e le do un bacio sulle labbra, veloce e puro, mi alzo e in silenzio esco e chiudo piano la porta su quella parentesi insolita, strana, diversa. Cammino verso la mia camera, allontanandomi da una trasgressione mezza incompiuta , che rimane a domandarmi perché sono uscito da quella stanza e perché forse ci sono entrato.



In camera mi faccio una doccia e cerco di non pensare, ma non è facile, la tentazione di tornare è tanta ma a volte siamo complicati. Esco dalla doccia e mi butto sul letto, prendo il cellulare e scrivo : “Amore buonanotte, la cena con il capo tutto bene, sono stanco, ho fatto una doccia e vado a dormire, ci sentiamo domani. Mi manchi.” Spengo la luce.



“toc toc”



Hanno bussato !? .. si che hanno bussato. Faccio per alzarmi ..



“ma no che non hanno bussato.. “



E’ tardi, ed era giusto chiudere quella parentesi, anche solo perché sentivo di doverlo fare. Buonanotte.







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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Opalefiamma Invia un messaggio
Postato in data: 19/05/2011 12:44:23
Giudizio personale:
Bello, ben descritto e ottimo italiano.. Mes compliments

Autore: Blackmolly Invia un messaggio
Postato in data: 29/04/2010 23:17:45
Giudizio personale:
Esistono due tipi di racconto che tu svolgi benissimo, quello che vive in vortici di parole tumultuose e quello lineare e sobrio che racconta un fatto. Questo, racconta di una storia originale, senza annoiare mai, incuriosendoti fino alla fine.
E il bello è che lo avevo già letto.. ;)


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