i racconti erotici di desiderya

San valentino

Autore: Erotic_mind
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Era domenica pomeriggio, ed ero rimasto a casa da solo dopo che mia moglie era uscita con un suo collega di lavoro per fare shopping in centro. La cosa può sembrare strana, ma io e mia moglie abbiamo un rapporto molto intimo e al tempo stesso aperto. Non mi aveva per nulla stupito, quindi, quando appena un paio di settimane prima mi aveva raccontato di Fabio, un suo collega da poco trasferitosi dalla filiale di Firenze in quella di Milano dove appunto lavora Eleonora, mia moglie. Mi aveva raccontato di come Fabio – un bel ragazzo moro sulla trentina -, le avesse messo da subito gli occhi addosso, incurante dell’anello al dito suo e di mia moglie, e di come ultimamente le avance fossero diventate sempre più sfacciate. Dovete sapere che ad Eleonora piace essere ammirata e corteggiata e non potrebbe certo farne mistero con me, che la conosco da oltre 10 anni! Allo stesso modo, a me piace sapere che mia moglie sia ammirata dagli altri uomini e persino corteggiata entro certi limiti. Trovo che sia eccitante e lusinghiero… probabilmente proprio come lei! Ad ogni modo il legame che ci unisce è più forte di un impeto di passione che – per quanto forte e inaspettatamente - può soffiare sulla nostra pelle. Siamo entrambi fatti di carne, di desideri e di emozioni e abbiamo sempre cercato di non limitarci a vicenda, e di vivere in piena armonia e sincerità quelle che in fin dei conti sono emozioni e tentazioni che investono prima o poi ognuno di noi, in qualsiasi coppia. Fisicamente non abbiamo comunque mai dato seguito a nessuna situazione, o almeno io penso che questo valga anche per mia moglie! So che posso fidarmi di lei, come lei sa che può fidarsi di me, proprio perché ci siamo sempre detti tutto, e in fondo, reciprocamente sappiamo che non biasimeremmo l’altro se una volta scivolasse oltre il confine delle parole, degli sguardi e della seduzione. Sapevo che Eleonora aveva accettato di uscire con Fabio per farlo impazzire. E trovavo che la “punizione” per il fatto di volerci provare con mia moglie – che ripeto, ad ogni modo non mi infastidiva di certo, se non per il tentativo goffo e irriverente – fosse la situazione stessa in cui Fabio si era infilato: mia moglie glie l’avrebbe solo fatta annusare e vedere da lontano… nutrendosi contemporaneamente di ogni sua smania, di ogni suo apprezzamento e del suo sguardo ingordo e impertinente sulle sue curve! Ma questo Fabio non poteva certo sospettarlo. Ai suoi occhi c’era una donna sposata che aveva accettato di uscire “di nascosto” con lui un pomeriggio per fare shopping, provare abiti, farsi consigliare sulla lingerie più eccitante ai gusti di un uomo, su una gonna o una maglietta attillati…
Io intanto ero a casa, appunto, e un po’ annoiato accesi il computer e mi misi a curiosare su un sito di chat molto frequentato. Quasi subito incrociai il profilo di una ragazza che aveva messo una foto che la ritraeva in una espressione vagamente annoiata. Mi piaceva il taglio dei suoi occhi e quel volto da ragazza della porta accanto così semplice e così amichevole, a dispetto dell’espressione che aveva assunto. Dopo una breve presentazione reciproca, il discorso scivolò rapidamente su di lei, e sul fatto che effettivamente fosse piuttosto annoiata in cerca di qualcosa di stimolante e di nuovo. Io ero in cerca di un flirt virtuale e pensai che forse le cose potevano combinarsi a dovere. Iniziai a lusingarla con qualche complimento sincero sul suo grazioso aspetto fisico, e vinsi le sue iniziali resistenze nel parlare di quello. Poi, proprio come se mi trovassi realmente di fronte a lei, le scrissi inaspettatamente che “le mie labbra si accostano alla tue, ancora serrate, in cerca di un tuo respiro, per poi scivolare calde e socchiuse lungo il disegno del collo, fin sotto il tuo orecchio…”. Irma, questo era il suo nick, si sciolse… e dall’altra parte del monitor, timidamente, mi scrisse che le stava piacendo e voleva che continuassi. Dopo alcuni minuti ci ritrovammo a scrivere delle nostre emozioni, dell’eccitazione che ci stava reciprocamente pervadendo e di tutto quello che ci saremmo fatti l’un l’altra se fossimo stati nudi nello stesso letto, invece che ciascuno nel proprio a distanza di chilometri! Proseguimmo nel flirt fino a non poterci più contenere… ci spogliammo e iniziammo a masturbarci leggendo l’uno dell’altra… fino a venire copiosamente! Niente webcam o foto… solo parole. Meraviglioso. La fantasia e l’eccitazione mentale allo stato puro!
Una volta ripresi dall’intenso orgasmo reciproco, tornammo a parlare di noi. Raccontai ad Irma che il giorno dopo, San Valentino, avrei preparato una bella serata di romanticismo e intimità per mia moglie. Non entrai nei dettagli, ma ancora una volta sentivo che l’eccitazione montava dentro di me nel raccontarle di come stavo preparando il dopo serata e del fatto che avrei fatto l’amore con mia moglie; come dicevo non entrai nei dettagli ma mi limitai a dire che avremmo cenato a lume di candela, e poi avremmo passato la notte in modo molto eccitante. Irma sapeva della mia passione nello scrivere racconti erotici, e così mi chiese di scriverle un racconto proprio su quella sera. L’idea mi eccitava, e l’accolsi volentieri. Ecco dunque cosa accadde il giorno dopo, giorno di San Valentino, al rientro dall’ufficio.
Era appunto la sera di San Valentino, ed ero rincasato presto dal lavoro per iniziare a preparare la serata con la dovuta calma. Mentre mi facevo la doccia, ripensai a quello che la sera prima mi aveva raccontato Eleonora al rientro dal giro di shopping con il suo collega. Erano andati per negozi prima in Corso Buenos Aires, dove aveva visto un vestito molto sexy sul quale aveva provocantemente chiesto un parere anche a Fabio, e poi in un centro commerciale, per un giro completo dei vari negozi. Mi raccontò di come Fabio non smetteva di guardarle il culo e di fare allusioni e doppi sensi che la lusingavano e la facevano sentire desiderata e un po’ porca! Mi disse che ad un certo punto provò a baciarla, ma Eleonora a quel punto mise le cose in chiaro facendogli capire che per lei era un bel gioco ma che non ci sarebbe mai stata nessuna possibilità di andare oltre. Fabio comunque, molto intelligentemente, accettò godendosi comunque il prosieguo del pomeriggio. Eleonora lo ricompensò, spingendosi un po’ oltre quello che aveva inizialmente previsto. Mi raccontò che ad un certo punto erano entrati in un negozio di intimo per scegliere il completino che avrebbe indossato proprio questa sera per me. Mi disse di come Fabio era visibilmente eccitato, accettando di buon grado l’idea di fare da personal shopper e da suggeritore per lei. Una situazione particolare e molto intrigante, dove comunque ormai aveva capito che oltre non sarebbe potuto andare. Fu così che mia moglie lo invitò a seguirla fino sulla soglia del camerino. Poi entrò da sola, chiuse accuratamente la tendina e si cambiò indossando la lingerie che di qui a poche ore avrei finalmente potuto apprezzare anche io! Eleonora proseguì il suo racconto, descrivendo l’espressione di Fabio, quando lei scostò la tendina e si mostrò mezza nuda in tanga e reggiseno. Il racconto di mia moglie mi aveva eccitato la sera prima, e anche adesso che ci stavo ripensando sotto la doccia, la cosa me lo faceva drizzare in pochi secondi! Eleonora proseguì descrivendomi le sue emozioni, la sottile eccitazione nel percepire quella di Fabio, e di come avesse pensato che non vedeva l’ora di farlo vedere a me quel completo, e di gustarsi l’impetuosa reazione che avrei dimostrato! Mi confessò che questa prima volta, nell’andare così oltre le normali provocazioni, l’aveva eccitata parecchio… le era piaciuto molto farsi guardare mezza nuda da un uomo piacevole ed educato come Fabio. Mi disse che l’eccitazione era cresciuta a tal punto, che temeva che Fabio potesse averla notata… e io sono sicuro che ciò fosse accaduto. Conosco mia moglie, e quando si eccita, non si può non farci caso! Ad ogni modo le dissi che la cosa non mi dispiaceva, anzi… sicuramente si sarà eccitato molto anche lui… a quel punto capii che aveva ancora qualcosa da raccontare… per un istante non sapevo se mi avrebbe raccontato che ci era finita persino a letto, oppure chissà che altro… ero confuso ma eccitato allo stesso tempo… non sapevo neppure io cosa aspettarmi. Eleonora proseguì dicendo che in effetti sa per certo che Fabio si era eccitato… sempre più stordito restai ad ascoltare… e mi raccontò di come il confine si fosse fatto sottile, ma di come fu meraviglioso saperci danzare attorno senza scivolare oltre. Lei si avvicinò a Fabio, lo strinse a se – percependo la durezza del suo membro - gli guardò le labbra, e poi lo baciò stampandogli un timbro di rossetto sulla bocca senza dargli il tempo di reagire. Inebriato dall’abbraccio sensuale e dal bacio inaspettato, Fabio attese impalato fuori dal camerino che mia moglie si rivestisse. Poi tornarono alla macchina e lui la riaccompagnò da me. Dal canto mio raccontai ad Eleonora del mio flirt virtuale con Irma, non scesi troppo nei particolari anche se lei si mostrava curiosa ed eccitata. Le raccontai comunque di come ci eravamo stuzzicati con le parole, senza foto o webcam, e di come fu bello venire copiosamente liberando la propria fantasia senza più controllo. Anche Eleonora aveva fatto diverse volte sesso virtuale e ci piaceva eccitarci a vicenda raccontando le nostre avventure erotiche, vissute con la mente e godute fino all’orgasmo. Era anche un modo per scambiare le nostre fantasie erotiche, e forse per arricchire le nostre esperienze e le nostre voglie, pur senza fisicamente sfiorare un altro corpo al di fuori del proprio. Il sesso virtuale era comunque un gioco libero e accettato per entrambi.

Io avevo finito di lavarmi, e stavo ancora distrattamente pensando al racconto di mia moglie e alle sensazioni di cui mi aveva parlato. Queste sono emozioni che vale la pena di vivere! E fui contento che Eleonora l’avesse saputa vivere al meglio, godendosi il momento proprio come il suo istinto le aveva suggerito.
Mi misi a cucinare il pesce al forno, stappai il vino e preparai la tavola apparecchiandola con la massima cura ad ogni dettaglio: le candele colorate ben collocate lungo gli spazi lasciati liberi dai piatti, i bicchieri e le spezie. Abbassai le luci della sala e scelsi una musica d’ambiente vagamente jazz come sottofondo… era tutto perfetto! Mancava solo Eleonora. Di lì a qualche minuto sarebbe arrivata, e ne approfittai per controllare di essere perfetto anche io: capello corto e ben pettinato, camicia a righe verticali bianca e grigia, pantaloni scuri e scarpe nere eleganti. Controllai che le forme del mio sedere fossero adeguatamente messe in risalto e che la camicia non facesse pieghe strane. Appena il tempo di compiacermi con me stesso per l’ottima organizzazione del tutto, quando ecco le chiavi di Eleonora nella toppa. Tlack! Tlack! “Ciao Amoooree! Che buon profumino…! Allora è vero che questa sera cucinavi tu!” – mi salutò con la consueta voce dolce e piena. “Certo Ele! Lo sai che in queste occasioni do sempre il meglio di me!”
“Aspetta a dirlo che la serata è lunga!” scherzò Eleonora. Poi mi raggiunse in cucina dove stavo prendendo le tartine di antipasto da portare a tavola. Mi baciò sulle labbra con il consueto piccolo saltino in punta di piedi, e mi sorrise per la felicità di cominciare finalmente la serata fra noi. Ci spostammo rapidamente in sala, e ci accingemmo a mangiare parlando inizialmente di alcuni aneddoti divertenti capitatici durante la giornata. Eleonora gradiva tutto quello che avevo preparato per lei, e il discorso deviò su alcuni accorgimenti che avevo studiato per preparare al meglio questo o quel dettaglio… poi parlammo di molto altro ancora, scherzammo e ridemmo parecchio. Le luci delle candele illuminavano il suo viso accarezzandolo con ombre delicate, il mio sguardo si perdeva nei suoi occhi azzurri e vivaci, durante i suoi racconti e non potevo fare a meno di ammirare la sua bellezza sempre e comunque, ancora dopo tutti questi anni che stavamo insieme. Eleonora non è una vamp, o una modella, ma è una donna che mi piace moltissimo, con ogni sua magnifica imperfezione. E il vestito che aveva comprato con Fabio il giorno prima le donava davvero! Un tubino nero che le arrivava abbondantemente sopra al ginocchio, che le disegnava i fianchi in modo particolarmente sensuale, risalendo – aprendosi in modo sbarazzino – sul suo seno generoso e abbondante. “Non guardarmi le tette mentre parlo!!” sorrise lei mentre mi sorprese a distrarmi vagamente dal suo discorso. “Tesoro, complimenti per la scelta dell’abito… “, “Ho capito che era quello giusto quando Fabio non è riuscito a scollarmi gli occhi dal seno e dal culo per tutto il tempo che l’ho indossato nel negozio!”… mi stuzzicò lei, sapendo che questo dettaglio avrebbe fatto scaldare i motori… La cena ormai volgeva al termine ed eravamo arrivati al digestivo, con due bicchieri abbondanti di un ottimo Rum d’annata fra le nostre mani. E i motori in effetti avevano proprio iniziato a scaldarsi! Persino la musica si era adeguata al nuovo contesto ed ora la play list prevedeva canzoni degli Enigma, Enya e altra musica sensuale e coinvolgente. Bevemmo ancora un poco, stuzzicandoci a vicenda sui nostri corpi e su come i vestiti che avevamo scelto accendevano le fantasie reciproche. Poi mi avvicinai alle sue labbra, e come descrissi in chat ad Irma che l’avrei baciata, baciai Eleonora. Sfiorai le sue labbra socchiuse, morbide e lievemente inarcate lasciando poi scivolare il mio respiro sulla sua pelle, verso il collo e poi fin dietro l’orecchio, là dove il mio respiro più profondo si fondeva armoniosamente con il suo sospiro più caldo. Poi scesi di nuovo a baciarla sulle labbra dischiuse, con passione, esplorando con sempre rinnovato stupore e piacere quella sua bocca morbida e accogliente, capace ogni volta di trasportarmi in nuovi angoli della mia fantasia. La baciavo e la immaginavo nuda nel letto in tutte le posizioni in cui avevamo fatto l’amore, sentivo la sua pelle scaldarsi sotto le mie dita, fremere alle mie carezze. Il suo corpo iniziava a vibrare, esattamente come il mio, che all’unisono sentiva crescere l’eccitazione. Eleonora aveva capito che la stavo baciando come nella situazione che le avevo raccontato della chat con Irma, e la cosa la eccitava incredibilmente. Godeva nell’essere lei, l’incarnazione reale delle mie fantasie erotiche e ogni singola vibrazione di questa idea, la pervadeva amplificandosi in ogni fibra della sua eccitazione, in ogni zona erogena del suo corpo.
Le mie mani erano dietro la sua nuca, in un gesto romantico che accompagnava il nostro bacio passionale e fra le sue coscie, a spingere l’emozione oltre il confine della decenza e della pudicità.
La ripensai in lingerie mentre baciava Fabio, e volli vederla per proseguire ciò che loro si negarono. “Spogliati per me” le sussurrai in un orecchio, e poi mi scostai sedendomi nuovamente sulla mia sedia a due passi da lei. Eleonora si alzò in piedi, mettendo una gamba sulla sua sedia, divaricando lievemente le gambe per mostrarmi nella penombra ciò che ancora restava comunque invisibile… si aprì la zip dietro le scapole mentre si avvicinava a me, guardandomi negli occhi, sui pettorali e in mezzo alle gambe. Giunta ad un passo si fermò voltandosi e mostrandomi la schiena nuda leggermente imperlata del suo sudore, spinse il suo culo sulla mi faccia, scatenando le mie mai sul suo corpo, le sue cosce e i suoi seni ancora imprigionati fra le pieghe del vestito. Dunque si alzò e mettendo una gamba affinaco a me, sulla mia sedia, iniziò a sfilarsi lentamente il vestito, fino a restare in tanga e reggiseno. Una visione memorabile! Un tanga dal triangolino microscopico le copriva appena il sesso, mentre il filo che scorreva in mezzo alle cosce, alle natiche, fino a ricondursi al tessuto appena sopra l’osso sacro lasciava intravedere le grandi labbra della sua vagina, decisamente bagnate dal suo piacere e dalla sua eccitazione! Se quella fu la visione che ebbe Fabio, beh… devo dire che ebbe un grande autocontrollo per non allungare le mani e spingersi oltre, durante il loro bacio schioccato. Ma non era tutto! Il reggiseno, di cotone bianco e sottile come gli slip, sosteneva la sua carne in modo superbo, in una forma femminile e sensuale che avrebbe fatto perdere la testa a qualsiasi uomo! I suoi capezzoli spingevano in modo evidente sul tessuto e rendevano la cosa ancora più eccitante!
Sentivo il pene iniziare a tirare con vigore nei pantaloni, e i nostri corpi infiammarsi di piacere. Mi alzai, ed iniziai a mia volta uno spogliarello per lei, slacciandomi lentamente la camicia, lasciandola poi aperta senza levarla in modo da lasciar intravvedere il mio corpo, senza però darne una visione definitiva. Poi mi sbottonai i pantaloni e seguendo il ritmo dell’erotica musica in sottofondo, nella luce soffusa della stanza iniziai ad avvicinarmi a lei mentre giocavo con la vita dei pantaloni a farla scendere e risalire di qualche centimetro, lasciando probabilmente intravvedere la punta del mio pene ormai completamente duro e drizzato, che faceva capolino oltre i miei boxer di cotone nero attillato. Una volta arrivato a un passo da lei, la spinsi sul divano, lasciando che si abbandonasse in lingerie a gambe e braccia aperte sotto di me. Poi mi sfilai i pantaloni rimanendo in boxer e camicia sbottonata. Il tessuto elasticizzato dei boxer lasciava intuire tutte le forme e le linee del mio pene eretto che in parte trabordava mostrandosi senza ulteriori costrizioni agli occhi avidi del suo sapore, a mia moglie. Mi girai, ed iniziai a sfilarmi i boxer attillati, facendo in modo che le forme del mio culo che sapevo piacere in modo particolare ad Eleonora, fossero messe ben in risalto dalla luce che proveniva di taglio. Eleonora non resistette e mi diede un piccolo morso su una chiappa! “Questa sera ti mangio!” mi disse… Io mi voltai lasciando sfilare a terra i boxer, e restando con l’uccello completamente nudo e dritto a pochi centimetri dal suo volto. “Allora inizia a ingoiarne un po’, cara mogliettina affamata di cazzo!”. Non se lo fece ripetere due volte! E poi sapevo che quando la situazione si faceva più erotica, lei adorava il linguaggio scurrile. Appoggiò le labbra sulla cappella inspirando profondamente dal naso, per goderne dell’odore. Lo leccò con lente e ampie lappate per eccitarsi con il suo sapore. Mi guardò negli occhi, e poi lo affondò fino in gola facendomi mugulare di piacere. Iniziò a succhiarmelo con ingordigia, spingendoselo sempre più a fondo in bocca. Lo aveva visto fare in un film porno che avevamo guardato insieme qualche tempo prima, e le piaceva da impazzire provare ad ingoiarlo fino alle palle come quella del film che tanti cazzi in bocca aveva preso da non soffrire neppure 20 centimetri abbondanti che le solleticavano l’ugola! Mia moglie non era così esperta… e quindi un po’ di fastidio se lo provocava… ma faceva tutto lei, e sono sicuro che fosse un fastidio strano, misto ad un piacere perverso di prenderlo in gola fino in fondo, per dominarlo. Continuò ancora per qualche momento, poi se lo tolse di bocca ed iniziò a leccarmi voluttuosamente le palle. Io stavo superando tutti i limiti di eccitazione, e faticavo a trattenermi dall’esploderle in faccia tutto il mio piacere. Riuscii a trattenermi, ma dovetti scostarmi da lei… a quel punto iniziai io a prendermi cura di lei. Mi inginocchiai, ed iniziai a leccarle l’interno delle cosce spingendomi lentamente sempre più vicino alle sue grandi labbra che ormai avevano completamente ingoiato il sottile filo del tanga. Sentivo il suo odore vicino, inebriante, che permeava ogni poro del mio corpo. Volevo unirmi in un solo corpo con lei, ma non era ancora arrivato il mento perfetto! Così iniziai a leccarle la fica a cominciare proprio dalle sue grandi labbra. Le mie mani intanto avevano sollevato il reggiseno e la stavano massaggiando selvaggiamente le tette. Eleonora stava bollendo di piacere… sudava più di me e ansimava come una femmina in calore senza più inibizioni! Mi spinse la faccia ancora più forte in mezzo alle sue cosce, sul suo sesso fradicio e turgido di piacere. Scostai il filo del tanga e affondai la lingua la in mezzo, mentre con una mano avevo preso a massaggiarle un capezzolo e con l’altra il monte di venere… si stava dimenando come un troia in preda ai primi spasmi dell’orgasmo! E io godevo nel sentirla completamente abbandonata sotto di me! Allora la presi, e la portai in braccio in camera da letto, dove avevo allestito un paio di sorprese per lei…
“Fottimi, cazzo, fottimi porco!!” mi implorava di essere scopata, l’infuocata mogliettina! Lo sapevo che l’avevo portata al suo limite… ma mi guardai bene dall’obbedire subito ai suoi ordini.
E mentre lei mi chiedeva di scoparla “come fosse una vacca”, io trafficavo in un cassetto… mi voltai e vidi che mentre implorava il mio cazzo su di lei e dentro di lei, aveva preso a masturbarsi perché non ce la faceva più e voleva esplodere in un grandioso orgasmo liberatorio. Mugulava e mogugnava di piacere, e io mi misi sopra di lei spostandole le mani da là sotto… e legandole delicatamente con un foulard di seta alla ringhiera del letto. Lei naturalmente lasciò fare, guardandomi vogliosa provando a provocarmi leccandosi le labbra ed ansimando di piacere. Resistetti anche io dal penetrarla vigorosamente, e continuai nel mio piano. La bendai. E la lasciai riposare un attimo, semplicemente palpando il suo corpo in zone meno erogene ma in modo assai erotico… “Cosa vuole fare quel porco di mio marito?” disse con un tono dolce ed incuriosito… “Questa sera voglio farti godere come una regina. Sarai la mia troia e la mia regina…”. Così presi dell’olio per il corpo che avevo lasciato sul calorifero, e quasi bollente iniziai a versarlo su di lei. Iniziai a versarne qualche goccia sulla pancia, ed Eleonora apprezzò tornando a mugugnare… poi altre gocce sul capezzolo destro… che divenne duro in pochi istanti, e ancora altre poche gocce inaspettatamente sulle cosce, che scivolavano delicatamente verso l’interno, e poi ancora sul monte di venere e infine di nuovo sull’altro capezzolo… Quando versai l’ultima goccia sull’altro capezzolo, quasi venne! Ma non era ancora il momento, era solo in estasi, ma non aveva ancora raggiunto l’orgasmo! Come me, del resto, che mi stavo assaporando tutto il suo piacere e la sua eccitazione. Iniziai a massaggiarla e a cospargere lungo tutto il suo corpo l’olio versato su di lei. Sulle braccia, sui polsi, sulle mani… massaggiandola, e soffermandomi qualche volta a baciarla bendata, sorprendendola e facendole spalancare la bocca ingorda di me, ogni volta. Poi i piedi, le caviglie, risalendo lungo i polpacci e le cosce… con movimenti lenti e circolari... fermandomi prima di arrivare proprio a contatto con le labbra della fica. Poi di nuovo le splamai l’olio sulla pancia e sui seni, di nuovo provocandole quasi un orgasmo che non si liberò solo perché evitai di sfiorarla fra le gambe. Poi le liberai un mano, e le diedi la bottiglietta dell’olio… e lei capì subito cosa doveva fare: iniziò a spalmarlo su di me, ormai completamente nudo come lei, cercando alla cieca i miei pettorali, il mio ventre, le mani, le cosce e infine il mio pene. Di nuovo la legai e poi mi sdraiai su di lei, lasciando che in nostri corpi scivolassero l’uno sull’altro strofinando ogni parte dell’uno sull’altra… mentre il mio pene le dava piacere sfregando sui suoi capezzoli, gli odori dell’uno e dell’altro si mescolavano in aromi erotici mai sperimentati. Presi dell’altro olio, e ne versai abbondante sulle grandi labbra e sulla mia mano… quasi non c’era più attrito e resistenza fra la nostra pelle… e la mia mano scivolava fradicia di lei e di olio fra la sua fica e in mezzo alle natiche. Le sollevai il culo, mettendola a gambe all’aria, ancora legata al letto e in completa balia di me! Affondai la mano fra le natiche, spalmandole a tre e poi a 4 dita l’olio sul buco del culo! Era tornata a dimenarsi dal piacere, e ora mi stava coprendo di parole sconce chiedendo di farla sentire la sua troia, di scoparla, di farla impazzire, mi diceva che ero il suo porco, che era da quando era in giro con Fabio che aveva la fica bollente e che non vedeva l’ora di essere finalmente scopata da me! Mi invocava, e mi chiedeva di essere cavalcata selvaggiamente! Io rispondevo alle sue provocazioni con parole altrettanto sporche e provocanti… la chiamavo troia, scrofa, facevo apprezzamenti sulla sua fica divaricata e sul suo culo alla mia mercè… Non ci eravamo mai spinti così in là… e persino lei che non voleva essere toccata nell’ano, ormai era letteralmente impazzita e si stava facendo fare di tutto. Provai a penetrarle il culetto con un dito, ma non volle comunque… scostandomi delicatamente la mano. Ma le piaceva di brutto, finalmente, che glie lo massaggiassi da fuori con le dita, e persino strusciandoci il cazzo contro. Io stavo per esplodere e non sapevo più neppure come trattenermi! Presi l’altro giocattolo acquistato poche ore prima per la prima volta proprio per questa occasione, e glie lo infilai nella fica mentre aveva ancora il culo rivolto verso l’alto con le gambe per arie sorrette dalle mie spalle. Era bendata e non si aspettava che potesse essere penetrata in quella posizione! Non avevamo mai usato vibratori o cose simili, quindi restò totalmente spiazzata ma proprio per questo ancora più eccitata di prima. “Sei un porco schifoso!! Mi scopi col cazzo di gomma!! Sei un maiale!!! Ma quando cazzo l’hai preso??”. Era una furia scatenata… e quasi mi stavo preoccupando!! “Se vuoi…” abbozzai… “Non ci pensare neppure!” mi interruppe lei, “lascialo lì dov’è e spingilo per bene dentro che mi stai facendo impazzire!! Fammi godere cazzo, fammi godere…! Scopami in bocca porco !!”. Era legata ma ora era lei ad aver preso in mano le redini del gioco! Così l’assecondai, e mentre il cazzo di gomma le vibrava a tutto andare nella fica, io mi misi sopra di lei e presi a scoparla in bocca mentre lei iniziava a godere! Era legata e non poteva dimenarsi troppo, ma sentivo che stava per raggiungere un orgasmo potentissimo… e pure io non ero da meno! Ad un certo punto, godette a tal punto che pure con il mio uccello che le riempiva la bocca, quasi riuscì a gridare tutto il suo piacere… e proprio in quel momento anche io esplosi tutto il mio orgasmo nella sua bocca assetata del mio seme. Gridai, e mi dimenai sopra di lei, mentre ancora anche lei stava finendo di venire… Quando ogni stilla del nostro piacere fu esaurita, la liberai e ci abbracciammo in un bacio d’amore puro e profondo.


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