i racconti erotici di desiderya

Quando di una persona resta un bel ricordo

Autore: _monaco_
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Patrizia è stata per un periodo una mia collega di lavoro, , 40 anni, sposata da 20, 2 figli, bassa, un fisico minuto ma con belle curve nei punti giusti, mora tipo mediterraneo, capelli lunghi neri.

In ufficio, durante le pause dal lavoro, parlava sempre della famiglia, dei figli e marito come spesso fanno le donne. a volte l'avevo sorpresa, mentre conversava con delle sue colleghe, nel dire che se avesse potuto tornare indietro non si sarebbe piu' sposata, quasi a dichiarare una situazione coniugale poco soddisfacente.

Veniva spesso in ufficio con vestitini che facevano risaltare il suo corpicino, piccolo, seno appena pronunciato, ma vista la consistenza all'apparenza ancora ben tonico, sempre molto curata, trucco accennato, qualche ruga intorno agli occhi, gonne sopra il ginocchio, calze velate.

Un tipo, insomma, che non ti saresti girato se passava vicino a te in strada, ma che ad osservarla bene esprimeva una sua sensualita'.

La incontravo spesso durante la pausa alla macchina del caffe', cosi' cominciammo a parlare inizialmente solo di lavoro, ma poi anche delle nostre vite. " Beato te che sei single, chissa' quanti sfizi riesci a toglierti" mi disse un giorno, con sguardo malizioso.

" Certo ma anche a te , anche se sei sposata, le occasioni non mancheranno, del resto sei ancora una bella donna" mi guardo' e arrossi' un attimo, avevo percepito che quella frase non l'aveva lasciata insensibile.

Le nostre chiaccherate continuavano e lei sembrava gradire la mia compagnia, un giorno le lasciai il mio numero di cellulare, dicendogli " Se ti va mi puoi chiamare quando vuoi o meglio quando puoi" io naturalmente per ovvi motivi non la potevo chiamare.

Per qualche giorno non si fece sentire, poi un sms significativo una sera , " sono agitata e combattuta, non so se sto facendo la cosa giusta, mandandoti questo messaggio, so di certo che mi piacerebbe essere li' con te..." risposta " anche a me, se vuoi una sera posso accoglierti nel mio lettone "

Sentivo che ormai che Ptrizia, desiderava uscire, anche solo per qualche ora, dalla sua routine coniugale io non forzavo la situazione, anche se le facevo capire che la situazione intrigava anche me, lasciavo che lei arrivasse da sola alla sua decisione.

Una mattina mentre prendevamo il solito' caffè disse " oggi pomeriggio ho preso mezza giornata di ferie, ho detto a mio marito che devo andare a fare una visita medica" e mentre mi diceva questo mi guardava negli occhi; io non aspettai che mi dicesse altro " ok ti aspetto in macchina davanti al bar di fronte" lei sorrise guardandomi.

Passai la mattinata a pensare al dopo, ero su di giri... eccitato dal fatto di avere tra qualche ora Patrizia tra le mie braccia, l'adrenalina cominciava a circolare nelle mie vene, la prima volta con una donna mi fa sempre questo effetto.

Presi anche io il pomeriggio di permesso, la aspettai... lei arrivo' e con passo veloce e sali' in macchina,

" andiamo via subito prima che ci veda qualcuno" era nervosa, tesa.

Arrivammo a casa mia, fu subito un bacio lunghissimo, passionale, sentivo il suo desiderio " voglio ricordare per molto tempo questo pomeriggio" mi sussurro' ,le mie mani scivolavano sui suoi fianchi e mentre la spingevo contro di me, sbottonai da dietro il suo vestito che le cadde ai piedi.

Portava un bel perizoma nero, niente reggiseno, calze autoreggenti. le accarezzai il seno, era piccolo ma ben fatto, mi stava in una mano, le baciai i capezzoli, cominciando a succhiarli fece subito un respiro profondo " sono molto sensibili " disse mentre li spingeva contro la mia bocca, passai piu' volte da un seno all'altro, sentivo la sua voglia aumentare.

Finimmo a letto, aveva una figa con labbra pronunciate, poco pelo cominciai a leccarla dall'interno coscia per arrivare in mezzo alle gambe, e quando introdussi un dito era gia' ben lubrificata, continuai e leccarla ,quando mi soffermavo sul clitoride, sentivo che tremava, volevo prima farla godere cosi'.

continuai senza sosta a leccarla per molti minuti, sentivo il suo godimento crescere finche comincio' a muoversi freneticamente come a scappare via dalla mia bocca, io la tenevo stretta contro il mio viso.

Venne cosi' senza dirmi una parola ma con un lungo rantolo, segno di una voglia repressa da tempo.

" Adesso fai fare a me " mi prese il cazzo muovendo la sua mano con un lento su e giu', era come se volesse prima dosare la consistenza, " chissa' quante ne hai fatte felici con questo"

la guardai e sorrisi, lo prese in bocca con una dolcezza incredibile, passava la lingua dalla capella fino a giu, lo prendeva in bocca tenedolo dalla palle, ci metteva maestria e passione.

Poche sono le donne che ho conosciuto, che sapevano succhiare il cazzo bene come Ptrizia, non resistetti a lungo tempo a questa tortura e le venni in bocca. continuo' a succhiare senza staccarsi poi, come se mi volesse fare un bel regalo, degluti' il tutto.

Dopo poco tempo, ero dentro di lei, aveva una fighetta stretta, che aumentava la sensazione del mio riempirla, teneva le gambe incrociate dietro la mia schiena, come per spingermi di piu' contro di lei ad ogni mio affondo', ripeteva in continuazione la stessa frase " mi piace, mi piace " e gemendo venne nuovamente.

Io ero arrapatissimo, il sentirla godere in quel modo, aumentava di molto la mia carica sessuale, aumentai il ritmo dei miei movimenti, ne uscivo quasi completamente, per poi penetrarla a fondo

i suoi umori rendevano lucido il mio sesso, affondai ancora con forza e le bagnai la figa.

" Pensa che con mio marito è ormai tempo che non arrivo all'orgasmo, mentre qui con te in neanche un' ora sono venuta gia' 2 volte" mi disse.

"Un mio amico sostiene che è solo una questione chimica.... una miscela che si crea e che si forma in un' area del nostro cervello e che poi esplode nel nostro corpo" le dissi, accarezzando il suo viso.

Scopammo tutto il pomeriggio, si sazio' e mi sazio', consapevole del fatto che non sarebbe stato facile per lei riproporre altre volte la situazione.

In realta' ci vedemmo ancora qualche volta, riusci' a ritagliarsi qualche ora fu sempre molto intenso e la sua voglia di sesso inalterata, " ora che ricominciato a godere come faro ? "

la cosa che piu' mi piaceva di lei, era vederla e sentirla godere, oltre alla sua passione per i pompini.

A volte le piaceva essere presa con forza, voleva sentire il mio desiderio,la mia foga voleva sentire il mio corpo sopra di lei, il mio respiro diventare affanno le piaceva vedermi eccitato per lei.

Come era giusto che fosse, Patrizia è ritornata alla sua famiglia, il rischio di continuare era troppo grosso e lei non lo voleva correre, visto che tra noi c'era solo del sano e buon sesso, io nel frattempo cambiato lavoro e non la vedo piu.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: PROVIAMO A PIACERCI Invia un messaggio
Postato in data: 08/04/2016 14:53:03
Giudizio personale:
un buon racconto senza voli pindarici, si nota la voglia di sesso, del piacere, del dare e del ricevere e di godere. Cioè la normalità, l'essere e non l'apparire.


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