i racconti erotici di desiderya

Pomeriggio con trans 3


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Ormai Giusy era diventata la mia amante anzi forse il contrario…………..ero io la sua amante, infatti lei riceveva naturalmente tutti i giorni però si rendeva libera quando doveva vedere me. Con me godeva come una matta e le piaceva vedermi trasformata come una donna e quando mi prendeva in tutte le posizioni le piacevano i gemiti che emanavo ad ogni colpo dentro di me.

Ero la sua donna e come tutte le donne i desideri del partener erano quelli di mettermi in mostra per suscitare invidie e voglie che comunque erano prerogativa del proprio partener. Infatti lei più volte mi disse che voleva portarmi fuori e mostrarmi alle sue amiche per farle ingelosire.

Dico amiche ma si trattava sempre di Transgirl. Si incontravano in disco oppure a pranzo nei loro appartamenti magari per raccontarsi le varie avventure avute e spettegolando a destra e a sinistra. Mi aveva detto che parlava di me come una persona splendida e ancora di più a letto vantando il mio culetto e come mi aveva trasformata con lingerie femminili.

Non mi nascose che le amiche volevano fare la mia conoscenza e lei aveva accordato nonostante un pizzico di gelosia facesse capolino. Fu così che organizzo un pranzetto con tre amiche; le più intime per lei.

Il tema del pranzo era : “ tutti in vestaglia trasparente “ . Io ero già pronta con una guepiere bianca con calze bianche allacciate e un mini tanga che copriva poco davanti ma nulla dietro: un filo bianco inserito tra i glutei che tagliava in due il buchetto profondo. Sopra la vestaglia bianca trasparente come da accordi che arrivava fino alle cosce, due guanti bianchi, parrucca bionda corta e truccata divinamente da lei.

Ero tremendamente eccitata solo al pensiero ma nulla mi faceva presagire di quello che sarebbe successo, infatti io ero l’amante di Giusy e nessuna mi poteva scopare oltre che lei.

Giunta l’ora, con la tavola imbandita, sentì suonare il campanello e tre donne entrarono in casa. Tre stangone con mini vertiginose e tacchi a spillo. Andate nell’altra camera , spuntarono dopo circa una quindicina di minuti anche loro con vestaglie trasparenti, lingerie mozzafiato e tutte allegre per il programma pomeridiano.

Giusy ci presentò e senza nulla temere iniziarono a fare apprezzamenti e congratularsi con Giusy per la bella troietta che le era capitata tra le mani. Io mi pavoneggiavo e accennavo a movimenti femminili per mettere in mostra il mio corpo.

Ci sedemmo a tavola e durante il pranzo notavo gli sguardi sopra di me. Iniziai a notare pure i rigonfiamenti tra i perizomi delle T-girl mentre sparecchiavo e ogni tanto una di loro mi pizzicava il culetto facendo ridere le altre compresa Giusy che apprezzava per come mi comportavo.

Andato di là per prendere il caffè, una volta ritornato in sala sgranai gli occhi: erano tutte e quattro sedute sul divano con i loro cazzi fuori e menandoli avevano assunto dimensioni enormi. Giusy mi disse di avvicinarmi e sussurrandomi che erano molto amiche e parlando di me volevano tastare il mio corpo e il mio culetto. Lei non poteva dire di no dato che abitualmente si scambiavano le loro amanti.

Posai il caffè e inginocchiatomi iniziai a prenderli con le mani prima e poi con la bocca ad uno ad uno sentendoli ingigantire ancora di più. Mentre pompavo una tenevo per mano un cazzo dell’altra e la terza mi leccava dietro il buchetto. Giusy mi baciava le labbra per umidificarle e poi mi incitava a ingoiare quel trittico di carne saporita.

Avevo le mascelle indolenzite a furia di tenere la bocca aperta e succhiare, ma pensavo al culetto che, nonostante fosse ormai abituato, non sapevo se poteva tenere duro a quattro infoiate e dotate di alberelli in mezzo alle gambe.

Giusy mi spalmava la crema e sentendomi larga mi disse di mettermi a pecorina sul divano e la faccia in mezzo alle sue gambe con il cazzo in bocca; mi disse che avrebbe smorzato le grida durante la penetrazione. Ubbidì come in preda del godimento e iniziai a ingoiare il suo basto mentre già sentivo che il primo cazzo si faceva largo tra le mie chiappe. Prima indugiò un poco sullo sfintere ma dopo mi penetrò in un colpo senza fermarsi: sui 20cm tutti diretti dentro. Lì urlai ma Giusy mi tenne la testa con il ciuccio in bocca e smorzo il mio grido.

Iniziò a pompare prima lentamente e fino in fondo, indugiando alla radice e muovendolo di lato; poi con colpi per tutta la sua lunghezza sempre più forti e a fondo. Mi sentivo schiacciato sul cazzo di Giusy e gridavo ad ogni colpo. Poi lo sfilò e dopo tre secondi sentì un altro cazzo che cercava di entrare. Come il primo entrò con una botta secca fino a farmi sentire il rumore sordo del ventre sui miei glutei e dopo continuò a pomparmi senza sosta.

Dopo circa una decina di minuti ero caldissimo e il culetto mi bruciava. Non capivo più nulla ed ero nelle mani di quattro fameliche allarga culetti. Il terzo iniziò a spingere sullo sfintere e a giocarci; ma forse perché sapeva della grandezza del suo randello e io capì che ea la T-girl bionda perché già dalle pompe avevo visto che aveva qualcosa di impressionante: sui 25/26 cm e almeno grosso come una bottiglietta di acqua.

Ero largo ma appena iniziò ad affondare quella delizia sentì lo sfintere che si apriva e dopo le pareti dell’intestino che si allargavano a dismisura. Pensavo che avrei messo i punti perché ero spaccato e sarei andato in ospedale.

Lo sentì dentro perché ero riempito ma non era così: solo metà era entrato e spingeva fino in fondo per godersi quel culetto bianco e aperto a dismisura. Giusy guardava con occhi sbalorditi e mi sussurrava parole dolci: “ non credo ai miei occhi troietta mia; hai un culetto da favola e le mie amiche ora possono vederlo. Non sai quanto mi stai facendo felice in questo momento”.

Li allora rilassai i muscoli e inarcando la schiena io stesso diedi l’ultima affondata inghiottendo quel bastone perché volevo che Giusy fosse fiera di me. Aprì i glutei con una mano e con l’altra tirai il culetto della terza per spingere in fondo.

Il dolore era forte ma dentro sentivo una goduria indescrivibile; le gambe tremavano e mi volevo accasciare ma il palo dentro di me mi sosteneva. Iniziò a pompare senza fine al punto che ormai scivolava dentro fino alla radice senza problemi.

Rimanemmo lì fino a sera facendomi cambiare e provare tutte le posizioni. Poi arrivati al culmine ero spossata e sdraiata a facci in su sul divano e i loro cazzi enormi davanti. Iniziarono a menarsi per venirmi in faccia e farmi una maschera di sperma caldo. Solo Giusy mi penetro la bocca e venne in gola, d’altronde ero la sua donna e solo da lei potevo bere.

Andai a letto distrutta e dopo che le amiche andarono via Giusy mi raggiunse nel letto e iniziò a baciarmi la bocca sussurrandomi che ero stata fantastica e che non poteva fare a meno di me.



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Ninetta69 Invia un messaggio
Postato in data: 19/05/2015 16:06:03
Giudizio personale:
Che fortuna sfacciata quattro cazzi di quelle dimensione in una volta sola,anche io mi farei spaccare in due ed urlare sia per il dolore che per il piacere


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