i racconti erotici di desiderya

per necessità e per piacere

Autore: Siryus
Giudizio:
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Cambia lo sfondo


Mi chiamo Franco, ho quarantasei anni, sono sposato con Maria che ne ha due di meno, abbiamo una figlia sposata che vive in una città molto lontana da noi. Lavoro, anzi lavoravo, in un grosso capannone della zona industriale assieme a nove persone come capo operaio tornitore. Il lavoro mi piaceva, la ditta era stata creata da me e dal titolare, ero stato il suo primo operaio quando aveva comprato l’immobile. Pietro era un datore di lavoro come meglio non si può desiderare, sempre presente, preciso, mai alzato la voce, un tipo tranquillo, tutto casa e lavoro. In vita sua credo che si sia tolto la tuta blu solo per sposarsi, già, forse il solo errore fatto in vita sua. Pamela, sua moglie era l’essenza delle zoccole. Bella, molto vistosa, seno enorme, cosce lunghe e labbra da troia che lei evidenziava con vistosi rossetti che completavano sempre un abbigliamento da perenne puttana. Lo cornificava sempre con tutti senza un minimo di riguardo, non che lui fosse bellissimo, piccolo, basso e calvo e pelato non era certo il massimo, ma lei lo aveva sposato solo per i soldi che sperperava senza ritegno. Circa tre mesi fa, la troia non trova di meglio che darsi al gioco d’azzardo. Frequentava un tipo losco che oltre a fotterla e farla sbattere dai suoi amici decide di iniziarla al gioco in una bisca clandestina. I proprietari, visto l’alto potenziale della preda, prima la fanno vincere, poi le danno un colpo di grazia da settecento mila euro. Quando l’indomani si presentano dal marito per riscuotere, a lui, quasi viene un infarto: o paghi o ci prendiamo tutto!. Lui ci riflette un poco, poi il mattino successivo che era di venerdì, si reca in banca, ci paga due mesate anticipate e tutta la liquidazione, poi torna nel capannone e con alcune taniche di benzina incendia tutto, ma resta, o forse vuole morire nell’incendio. Risultato noi tutti a spasso, lui morto e la vacca dicono, che la fanno prostituire su al Nord per pagare i debiti. Con la crisi che c’è in giro, mi ritrovo a spasso, e mi resta difficile trovare un nuovo lavoro. Passa un mese e comincio a deprimermi. Maria si arrangia a fare le pulizie a una signora che abita nello stesso palazzo dove stiamo noi, ma sono pochi spiccioli che non risolvono nulla. Maria è la classica donna italiana, alta, mora, seno quarta ancora bello sodo, forme generose ma non grassa, e poi un culo bello, tondo grande dannatamente invitante. Quando ci siamo conosciuti lei, aveva appena compiuto diciotto anni. Per noi è stato subito amore, mi ha subito fatto incendiare i sensi. A letto, l’ho trovata aperta e abbastanza esperta, frutto di una precedente relazione con un giovane coetaneo che poi se ne andato. Il fatto che non fosse vergine non mi ha dato nessun disturbo, e poi anche il fatto che lo succhiava bene mi dava sempre molto piacere, quindi non ho mai riflettuto o dubitato delle sue parole. Una sera, dopo averla scopata e sborrato in culo, come piace tanto anche lei.

“ perche non provi fuori città? ti ricordi alla marina, vicino la porto c’era quell’officina da fabbro, un lavoro che tu hai fatto da giovane, potresti chiedere lì?” - mi dice, per poi girarsi e dormire.

Mi ricordo, del posto, è in porto vicino alla nostra città, appena trenta chilometri. Due mesi fa, era ancora inverno, e noi si passeggiava lungo il molo del piccolo paese che il turismo trasformato in meta balneare, quando per caso appena dietro il porto dove il vecchio borgo finisce c’era una piccola, ma ben messa officina da fabbro, lavoro che conosco e amo, avendolo praticato fina da piccolo nella fucina di un amico di mio padre. Mi piaceva plasmare il metallo ma, mio padre volle che ottenessi anche il diploma di tornitore, poi fui assunto e smisi di farlo. Quel lavoro è come andare in bici, se lo impari una volta, anche dopo tanti anni, lo fai di nuovo. Mi ricordo anche del proprietario, un tipo basso, tarchiato, ma dalla muscolatura robusta, peloso, dalla pelle scura, che quando mi misi a vedere i suoi manufatti, lui non smise mai di guardare Maria, come se avesse visto una dea. Il suo insistere fece si che lei mi costrinse ad andare via. L’indomani mi reco sul posto. Lui sta forgiando un pezzo di ferro battendolo sull’incudine con un grosso martello, mi presento, e scopro che si chiama Vito, mi guarda, e ascolta quello che ho da dire, poi mi parla.

“ certo, avrei bisogno di un aiuto, ho tanto lavoro, ma mi serve uno bravo, prendi e fammi vedere come te la cavi.” - mi dice porgendomi il ferro incandescente e il martello.

In un attimo mi metto a eseguire il lavoro come vuole lui, tempo cinque minuti ho fatto. Lui mi ha osservato in silenzio, poi soddisfatto riprende il suo lavoro.

“ va bene cominciare lunedì? “ – mi dice guardandomi negli occhi.

Accetto e torno a casa. La sera a letto scopo Maria con insolita passione. Mentre la pompo da dietro, mi torna in mente il fatto di Vito che gli guardava il culo. Mi eccita da morire, la sbatto con forza e sborro dentro di lei.

“ amore che ti succede? Questa sera sembri più focoso del solito? - mi dice mia moglie prima di andare in bagno.

Chiudo gli occhi e penso, al fatto che in fondo sono soddisfatto, ho trovato un lavoro, ho scopato mia moglie e se anche non sono un super dotato, lei ha goduto. Si, lo ammetto, ho un cazzo non proprio lungo o grande, assolutamente nella norma, ma lei non si è mai lamentata ed io non ho mia cercato altre donne all’infuori di lei. Il lunedì mi presento di buon mattino al lavoro. Lui si mette a lavorare in coppia con me e all’ora di pranzo abbiamo fatto un mucchio di cose. Durante il lavoro abbiamo parlato molto, di lavoro, di esperienze di donne, sembriamo in confidenza da sempre.

“ quando hai sposato tua moglie, era vergine”? - mi chiede guardandomi negli occhi.

Sono preso alla sprovvista, non mi aspettavo una simile domanda.

“no, ha avuto un ragazzo, di diciassette anni, un coetaneo che le ha insegnato tutto.” - taglio corto io.

Lui mi guarda poco convinto.

“ una ragazzina che sa fare tutto l’ha imparato da un coetaneo?, no non ci credo deve essere stato uno esperto, più grande.” - sentenzia lui.

Lo guardo cercando di capire dove vuole andare a parare, ma non ci riesco e la cosa finisce li.

“ scusa, sai dove posso trovare un piatto di pasta, tornare a casa mi costa troppo in benzina e tempo?” - gli chiedo.

Lui mi guarda, poi mi fa cenno di seguirlo sul retro della casa dove una scala porta al piano superiore dove lui ha l’abitazione. Appena dentro ci troviamo in un ampio salone, a destra la cucina dietro una porta e dall’altro lato c’è un bagno, una camera grande e una piccola. La casa è un poco in disordine, sintomo che manca una donna.

“scusa il casino, ma la mia domestica non viene più, è troppo vecchia ed è andata lontano dalla figlia, quindi mi arrangio un poco. Tua moglie lavora? “ - mi chiede mentre mettiamo a cuocere la pasta.

Mentre mangiamo, gli spiego che lai fa le pulizie da una signora anziana li nel palazzo.

“ credi che dietro un compenso le farebbe qui anche a me? Al massimo due volte a settimana, potrebbe venire giù con te tornare la sera, la pagherei bene.” – mi propone fra un bicchiere di vino e l’altro.

Lo guardo e penso che sarebbe interessante vedere quanto lavora o quanto tempo passerebbe ad ammirare il culo di Maria. Questo pensiero mi fa tirare immediatamente il cazzo. La sera lo dico a lei che accetta, senza commentare poi ripenso alle parole di Vito e dubbioso le chiedo:

“ sai vorrei sapere che tipo era quello con cui stavi prima di me?.”

Lei mi osserva in silenzio, l’ho presa in contropiede, farfuglia, poi taglia corto.

“ Che vai a pensare, ti ho detto che era uno come tanti, è finita, stiamo insieme da anni e tu ora vuoi sapere che?, lascia stare e dormiamo dai.” - mi dice con un tono un poco allarmato.

Mi rigiro nel letto sempre più convinto che non sia la tutta la verità, ho una bella erezione che vado in bagno a sfogare tirandomi una bella sega e pensando al suo ex, ma stranamente mi viene in mente il viso di Vito. Il mercoledì la porto via con me, e quando arriviamo. faccio le presentazioni, ma ho subito l’impressione che loro si conoscono. Dopo un momento d’imbarazzante silenzio, Vito la porta sopra a vedere il lavoro. Per un momento resto immobile, poi vinto dalla curiosità li seguo silenziosamente. Salgo le scale e dal portone semiaperto li vedo nel salone di spalle. Lui parla di lato a lei, con la sinistra indica le cose da fare mentre con la destra gli accarezza il culo e lei resta immobile. Ho una tremenda erezione! Poi lentamente la mano scende oltre il bordo della gonna leggera che indossa e risale all’interno delle cosce. Lei in silenzio lo lascia fare, si piega per agevolare la palpata, poi lui con l’altra mano apre i pantaloni e la fa inginocchiare davanti a lui che girato mostra una mazza da paura. Saranno un bel venticinque centimetri, di notevole diametro vedo lei che lo afferra con le mani e poi lo infila spedita in gola. So, che è brava a succhiarlo, ma la praticità con cui esegue la pompa mi lascia basito.

…uhuummmmmm……..sssiiiii… daiiii succhia veloce..daiiiiii…a come sei brava!!!!........ uuuuummmmmmhhhhh…………..

Lei succhia con vigore, io eccitato al massimo lo tiro fuori e con tre smanettate schizzo in mano una sborrata fiume mentre anche Vito è al limite.

…..sssiiiiiii ……troietta ingoiiiaaaa….sborroo!!!! …oraaa…sssiiiiiii …….mmmmhuuuummmm….

Scendo le scale poco dopo lui mi raggiunge. Lavoriamo alacremente tutto il tempo, poi all’ora di pranzo saliamo sopra, dove Maria ha preparato un buon pranzo. Fa caldo, l’estate sta arrivando e lei per fare le pulizie si è cambiata, ora indossa una vestaglia a fiori non molto abbottonata, dove si vedono chiaramente il reggiseno e mutande. Lui mangia e la guarda compiaciuto, poi finito il pranzo, torniamo al lavoro lui cerca una scusa per farmi allontanare.

“ prendi la bici, e vai a controllare le misure di quelle grate, mi sembrano troppo piccole, non voglio fare due volte il lavoro. “ - mi comanda con voce autoritaria.

Scendo le scale, prendo la bici, faccio il giro dell’isolato e torno indietro. Risalgo le scale e li vedo dentro la cucina, mi avvicino silenziosamente e dalla luce dello stipite li spio. Lui è posto dietro di lei, in ginocchio la lecca in mezzo alle cosce aperte, mentre lei appoggiata al lavello scuote il capo in preda al piacere che non ho mai visto provare a mia moglie, poi un lungo gemito annuncia il primo orgasmo.

………….uuuuuhhmmmuummUUHMMMMMMMMMMMMuuuuummmmmmmhhmumhmumhm…

Lui si rialza e da dietro le infila dentro con un colpo secco tutto il suo poderoso cazzo, lei inarca la schiena e grida di piacere.

……aaaaaaahhhhh…..ssssiiiiiiiiii….odddiiiiiooooo….quanto godooooo…..ssssiiiiiiiii……….. sssiiiii….daiiiiii …più forteeeeee…..

Li guardo basito, e tremendamente eccitato, mi tiro fuori il cazzo e mi sego lentamente cercando di tenere il loro ritmo.

….ssssiiiiii…piccola troiettaaa ….siiii ti sfondoooooo!!!!!!!...oggi più di allora!!!!!......ssi vacca puttana…..godi…..sssiiiii… senti come ti sfondooooo…. …ddddaaiiiiii…..godiiiiii…….sssssiiiiiiiii……godi che poi ti sfondo anche il culoooooo……ssssiiiiii prendddilo tuttoooooo…..piccola puttanelllaaa…allora e troia adessoooo …sss.ssiiiiiiiii……….

Lei scuote il capo a destra e sinistra, inarca la schiena e viene con un grido che non le ho mai sentito fare.

……AAAAHHHHHHHHHH……SSSIIIIIIII VENGGGOOOOOOOOooooooo…..sfondamiiiiii….finalmeteeeee…..

La sbatte con furia squassandole il corpo con affondi bestiali, poi lo estrae, grondante del suo piacere, lo solleva e con un colpo secco lo pianta tutto d’infilata nel culo di Maria che grida di dolore e piacere.

Aaaahhhhiiiiiiiiii…pianoooooooooo…mi spacchiiiiii……sssiiiiii…nnoooooo……ssssiiiiiiii….che belloooooo….

Lui la serra per i fianchi e la sbatte come un toro selvaggio, la pompa velocemente con affondi durissimi che la scuotono tutta, poi di colpo anche lui è al limite.

….uuumm ..eeccomiiiiiii….ssssii ssbbOORROOOOOOoooooooo!!!!!!!...oraaaaa….bevi troiaaaaa…………

Le spinge un ultimo affondo poi lo estrae e lei velocemente s’inginocchia davanti a lui per ricevere in gola tutta quella infinita sborrata. Ritorno velocemente di sotto, mi do una pulita e quando lui arriva, io sto già lavorando.

“ erano giuste le misure?” - mi chiede con tono sarcastico.

“ una era stretta, ma ora credo che sia giusta e ben aperta” - gli rispondo.

Lui mi guarda poi si mette a lavorare. La sera torniamo in silenzio, ho molte cose da chiederle, ma lei appena a letto si addormenta. Il giorno dopo mentre mangiamo lui mi chiede se il sabato mi piacerebbe andare a pescare. Ha un gozzo perfettamente restaurato, potrei portare anche Maria che il mattino darebbe una sistemata a casa, poi nel pomeriggio potremmo andare tutti e tre in barca. La sera ne parlo con lei a letto, che accetta e allora le chiedo di darmi una spiegazione, con calma, e con un tono assolutamente sereno le chiedo di lei e Vito.

Rimane un momento in silenzio, fa un bel respiro, si gira verso di me e si distende appoggiando la guancia al mio petto.

“ quando avevo diciassette anni, passai un’estate al mare nella casa dei genitori di Mirella, la mia amica che vive all’estero. Da qualche tempo conosceva Vito, non era proprio la fidanzata, ma si faceva toccare e ci godeva a succhiargli il cazzo. Si era solo fatta rompere il culo da lui, ma niente fica, aveva paura di restare incinta. Vito all’epoca era l’operaio di Carmelo, il vero proprietario dell’officina da fabbro che possiede tuttora. Carmelo era già molto più grande di loro, aveva circa cinquanta anni, ma era un porco, cui piaceva da impazzire farsi succhiare il cazzo. Era un pò meno dotato di Vito, ma era un vero fanatico della pompa. Mirella ed io, eravamo inseparabili, finire fra le loro grinfie fu tutt’uno. Vito si divertiva con Mirella mentre io imparavo, istruita da Carmelo a succhiare, e durante il primo mese d’estate in pratica non feci altro. Divenni bravissima, e ricordo che la prima volta che mi venne in gola lui temeva che io lo sputassi, mi tenne la testa ferma, ma io ferma, lo ingoiai e ne rimasi veramente entusiasta, anche perche, far sborrare di bocca Carmelo era durissima, il porco aveva una resistenza unica. Il secondo mese, fu Vito a dedicarsi a me, mi ruppe il culo. Lo fece con calma, durante il primo mese si era sempre divertito a infilare un dito dentro di me, mi lubrificava, e quando vedeva che ero rilassata ne aggiungeva un secondo e poi un terzo. Col tempo mi ero abituata e quando mi spinse dentro il suo nodoso cazzo, quasi non mi accorsi, ma ricordo che provai un bellissimo orgasmo quando m’inondò il culo di sborra. Tutto il mese di Agosto fu un seguirsi di bocchini e inculate da parte loro, io mi ero specializzata nelle pompe, mi faceva impazzire sentirlo schizzare in gola, ma non disdegnavo il cazzo di Vito in culo, mentre Carmelo impazziva per la mia bocca. L’ultima settimana restammo sole, i genitori di Mirella erano partiti prima, e una sera, c’era una festa in paese, ci fecero bere un po troppo, poi ci portarono a casa loro assieme a un amico di Carmelo, credo si chiamasse Vanni. Appena a casa ci incominciarono a toccare dappertutto, io mi ritrovai con due cazzi da succhiare, e quello di Vanni era da paura, lungo ma soprattutto enorme in circonferenza. Vito mi scopava il culo da dietro, mentre Carmelo si alternava fra la bocca mia e di Mirella, a un tratto stavo godendo quando Vito estrae il cazzo dal culo e lo pianta di colpo dentro la mia fica fino in fondo. Cerco di ribellarmi, ma dopo un momento di paura ho cominciato a godere e incitarlo a scoparmi più forte.

…aaaahhhhiiiii…..nnnoooo!!!!!!....uuummmmhhh…..sssiiiiii…oddioooo…..com’èèèèè..belloooooo…s.siiiiii…daiiiiii..piùùù forteeee…… vengggooooooo!!!!!! Cazzoooo vengmmmunuummm…

Appena goduto, mi sono ritrovata il cazzo di Carmelo in gola. Vito mi pompava divinamente, godevo da matti, Mirella mi guardava stupita, poi venne dentro di me. Sentivo spingere dentro tutto il suo palo fin quando è esploso inondandomi l’utero con un grido di vittoria.

…..aaa….sssiii finalometteee…tiiii riempoooo troiaaaaa…..

Scossa dal piacere sono rimasta stordita, li con il culo in alto e il viso appoggiato sul materasso. Quasi senza rendermene conto Vito ha a lasciato il posto ha Vanni che mi è entrato dentro come un ariete. Ho sentito la mia vagina dilatarsi per poi essere riempita da un cilindro enorme che mi trafiggeva fino in fondo. Quando ha toccato il collo dell’utero, ho gridato e goduto nello stesso tempo.

……hhaaaaaiiiiii…….nnooooo!!!!!!...venGGGOOOOooooo!!!!!!.....

Mi teneva stretta per i fianchi e mi pompava velocissimo, mentre Vito si stava facendo leccare e succhiare il cazzo da Mirella che era scopata da Carmelo, io godevo sempre più. Fin quando con un durissimo affondo si è piantato dentro di me sborrando dentro la mia slabbrata fichetta, una quantità enorme di sborra. Scossa da brividi di piacere sono crollata sul letto mentre Vito aveva fatto girare Mirella e ora erano in due a scoparla lui dietro e l’altro davanti. Io dopo un momento di pace mi sono ritrovata il cazzo di Vanni in bocca. Nonostante che era venuto era ancora duro e di notevoli proporzioni, e mentre lo leccavo, mi sembrava che si gonfiava di più. Carmelo intanto era venuto dentro Mirella e ora voleva la mia bocca per farsi succhiare il cazzo, Vanni si rimette dietro di me improvvisamente lo sento sfondarmi il culo.

….nnnnnooooo!!!!...cazzooo..nnnooo!!!!..sei troppo grossoooooo…..aaaaahhhhhhiiiiii…..ooodddiooooo…è entratoooo!!!!.....ssiiiiiii….spinggiiiiiiii….godoooooo…….

Dopo un attimo di paura ho sentito rompermi lo sfintere, ma non me ne fregava nulla, il piacere che ho immediatamente sentito mi ha fatto ignorare il dolore e ho cominciato a sborrare sempre più. All’alba ci hanno fatto tornare a casa, eravamo ubriache più di sborra che di vino. Per due giorni non ci siamo mosse dal letto, eravamo terrorizzate dalla paura di essere incinta, ma fortunatamente due giorni dopo ci vennero le mestruazioni ad entrambe. Mirella raggiunse i suoi e da allora non abbiamo mai più parlato di quella notte, io sono tornata in città e per la paura come avrai visto, non siamo mai tornati al mare lì, poi ti ho conosciuto e ho voluto dimenticare quella folle estate. Due mesi fa, quando tu sei voluto andare al mare, ormai credevo che anche la vecchia officina da fabbro avesse fatto posto ai turisti siamo capitati lì per caso. Vederlo mi ha ricordato tutto e mi sono bagnata, e pure a lui è venuto duro, tu non lo hai notato, ma gli sarei saltata addosso lì davanti a te, per questo ti ho pregato di andare via. Ormai il fuoco mai spento, si era riacceso più forte di prima, e una settimana dopo, una mattina sono andata da lui. Mi ha portato in casa, dove non era cambiato quasi nulla, mi ha scopato per due ore di fila facendomi godere tantissimo. Da qual giorno sono tornata una volta settimana da lui, è diventata la mia droga, la mia maledizione, ti amo, ma non posso fare a meno del suo cazzo e di come mi scopa. Quando tu sei rimasto senza lavoro lui, si è subito offerto di assumerti, ma solo per avermi sempre più vicino a lui. Ora sai tutta la storia, se mi lasci io, ne morirei, ma comprendo che ti ho tradito da sempre, che ho abusato della tua fiducia, ma mentre a te ti amo, di lui mi fa impazzire come mi scopa. “

Finito di parlare il mio cazzo era durissimo, le monto sopra e la penetro con impeto, sborro quasi subito, ma continua a pomparla come un pazzo. Si, forse lo sono. Il sabato la porto con me, appena arrivati, lei sale sopra per le pulizie, lui la segue e torna dopo un’ora circa. Io sono rimasto di sotto, sapevo benissimo che la stava scopando, ma anche se mi sono segato e ho sborrato tantissimo, sono rimasto li a lavorare. Quando è sceso, mi ha fatto un cenno di compiacimento, e di soddisfazione. Dopo pranzo siamo usciti in barca, lei era seduta fra me e lui, il sole tramontava quando abbiamo raggiunto un gruppetto di scogli al largo e gettata l’ancora Vito si denudato e si è tuffato per un bagno rinfrescante subito seguito da noi. Poche bracciate, poi io sono risalito, loro si sono abbracciati e baciati in acqua, per poi risalire. Nudi, ci siamo seduti e lei si è inginocchiata davanti a noi e ha cominciato a succhiare i nostri cazzi gia duri.

….huuhummmmm ,,, che bocca meravigliosaaaa!!! Il vecchio Carmelo ti ha insegnato bene…ssiiiii..sssiiiiiiiiiii daiiii.….

“ Tu scopale il culo e sborraci dentro che così gode di più quando gli pianto dentro il cazzo. “ - mi dice con calma.

La rigiro, appoggio la punta sulla rondella, faccio colare della saliva e poi lo spingo dentro deciso. La scopo di gusto mentre la vedo leccare e spompinare lui, sborro poco dopo e guardando lui in faccia gli lascio il posto. Lui si mette dietro la sfonda con un colpo solo, lei gode e si scuote tutta, mente i suoi seni liberi ondeggiano avanti/indietro a ogni affondo. Poi si siede e fa allargare le cosce a Maria, m’invita a leccarla davanti mentre lui le sfonda il culo. Mi abbasso, e vedo il suo pistone scorrere liberamente dentro di lei che trema di piacere, affondo la lingua fra le labbra del suo sesso, sento il suo movimento e ho come l’impressione di leccare lei e lui.

….aaaaaaahhhhhh….ss.iiiiiiiii….sfondamiiiiii……. leccaaaa……

Mi guarda e con gli occhi mi fa capire che devo prenderla davanti. Il mio cazzo nonostante abbia sborrato è rimasto durissimo, la sollevo egli e lo infilo dentro non senza qualche difficoltà dovuta a lui che riempie il culo. Ci muoviamo insieme, lei gode e anche lui è pronto a sborrare.

…ssssiiiiii…tiii sfondoooo…sssi godiii vaccca che ti riempooooooo……. Sborrrrroooooooo….oraaaa!!!!!...sssiiiiiiii…..

Sborra restando piantato in lei, sento che io non resisterò oltre.

…sssiiiiii….anch’iooooooo……sborrooooooo!!!!!!!........ssssiiiiiii….

Sfiniti, restiamo per un momento immobili, lui si sfila e io abbraccio Maria mentre lui si tuffa di nuovo in mare.

“ grazie amore sei una persona meravigliosa. Mi avete fatto impazzire ti amo. - mi bacia con impeto poi ci tuffiamo anche noi. Seduti mentre mangiamo del pane e salame, ci guardiamo in faccia.

“ mi piaceva da morire Maria da ragazza, ma eravamo troppo giovani e incoscienti, avrei dovuto sottrarla alle grinfie di Carmelo e soci, ma non ci sono riuscito. Rabbiosamente le ho sborrato dentro sperando che mettendola incinta potevo avere delle aspettative con lei ma ho fallito anche in questo. Quando siete venuti da me, ho avuto il forte desiderio di averla ancora. T’invidio, lei ti ama, mentre io al massimo la posso solo scopare, ma va bene così se lo vuole lei.” – parla con sottile velo di tristezza. Maria mi guarda, poi allunga le braccia e stringendo me invita anche lui. Da quella sera sono passati due anni, ho venduto la casa in città e ora abitiamo tutti e tre nella sua casa sopra l’officina, dove, sono socio al 50%, mentre per quanto riguarda Maria e lui credo che la società oggi sia 70% lui e il resto io. Spesso lei dorme con lui ed io nella cameretta, a volte li guardo scopare e se mi va, partecipo, ma mi eccita più vedere Maria godere felice fra le sue braccia, e mi va, bene così.



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: SergioAG Invia un messaggio
Postato in data: 19/03/2014 18:24:37
Giudizio personale:
avendo letto il tuo profilo ho capito che questo racconto è tutta fantasia, anche se è bello, a me piacciono le storie reali

Autore: SergioAG Invia un messaggio
Postato in data: 19/03/2014 17:43:27
Giudizio personale:
bello, articolato, dettagliato. Ma è vero o fantasia?

Autore: SergioAG Invia un messaggio
Postato in data: 19/03/2014 17:35:30
Giudizio personale:
bello, articolato, dettagliato. Ma è vero o fantasia?

Autore: Noiliberi Invia un messaggio
Postato in data: 16/03/2014 12:46:20
Giudizio personale:
fantastico...

Autore: Noi_due_ Invia un messaggio
Postato in data: 14/03/2014 18:39:02
Giudizio personale:
Magari andava scritto meglio, ma molto eccitante come trama.

Autore: Baxi18 Invia un messaggio
Postato in data: 12/03/2014 15:26:37
Giudizio personale:
come sempre hai l'originalità ne raccontare le tue storie. bravo continua così, fantasioso ma non scontato!

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