i racconti erotici di desiderya

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Là fuori ci sono (lo scoprirò più tardi) diciassette gradi sotto zero, ma da sotto questo piumone sembrano essercene meno cinquanta.
I nostri corpi intrecciati sono caldi e profumati.
Le mani si muovono lente, esplorando languidamente morbide curve in cerca di piaceri nascosti.
Dovrei andare lo so, lo sai, e me lo dici.
Ma non ho voglia, e il mio cazzo duro premuto contro il tuo fianco ne è il chiaro segnale.
Contribuisci al mio disagio stringendolo e massaggiandolo distrattamente, per poi ripetere che è meglio che vada.
Ma io ho voglia di godere su di te, usarti come stimolo alla mia voglia e vedere il mio sperma sulla tua pelle bianca.
Te lo dico mentre mi stringo forte alla base della cappella, strusciandola poi contro la tua coscia, schiacciandola e premendola per poter godere di fantastiche scosse di piacere che dalla punta del cazzo mi risalgono fino alla pancia.
Tu ridacchi, e i tuoi seni gonfi oscillano appena. Poi allunghi lo sguardo maliziosa, godendo dello spettacolo di misero autoerotismo che si consuma con l’aiuto della tua pelle morbida.
E allora cambio posizione, mettendomi a cavalcioni su di te all’altezza della pancia e porgendoti il cazzo duro e gonfio, con la cappella arrossata e le vene gonfie che si snodano sinuose per tutta la lunghezza.
Forse ti fai impietosire, ma non esiti farlo sparire all’interno della bocca, leccando e succhiando oscenamente, lasciando colare un copioso rivolo di densa saliva dalle labbra corrucciate.
Mi fai godere quando fai cosi, muovendomi fuori e dentro la tua bocca con una mano stretta alla base del cazzo e l’altra aperta sul mio culo.
Ma ti ho detto che voglio venire su di te, per conto mio, e allora ti fermo, cominciando a masturbarmi velocemente aiutato dallo strato abbondante di saliva che mi hai lasciato.
Mi faccio un sega tra le tue tette, inondandole ben presto di grossi schizzi bianchi e densi che poi spalmo massaggiando a piene mani, strizzandoti i capezzoli fino a strapparti una fugace smorfia di dolore mista a piacere.
Adesso posso anche uscire là fuori al freddo…
il pensiero di quello che mi aspetta in quel letto caldo sarà meno opprimente.


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