i racconti erotici di desiderya

Le foto nel parco 2005

Autore: Paolapino
Giudizio:
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Vanno bene questi slip pino per le foto all’aperto? In reggiseno autoreggenti e mutandine mi mostro a mio marito e lo osservo. Insieme da una vita eppure ancora eccitati come la prima volta soltanto al pensiero di qualche foto sexy al parco in questa stupenda mattinata festiva di novembre. Qui in Calabria sembra un’altra stagione rispetto a Parma. Tre giorni di lavoro ma anche uno spazio per noi, mi aveva promesso e stamane è di parola. Mi guarda con malcelato desiderio . Mi affaccio alla finestra del nostro albergo a 200 metri dal parco: a quest’ora di domenica non c’è proprio nessuno. Situazione ideale. Lui prepara la digitale mentre indosso l'abitino nero corto, le scarpe basse dorate. Scendiamo abbracciati. In ascensore mi bacia teneramente. Nonostante siano le 10 della mattina fuori si sta meravigliosamente bene. La ghiaia del vialetto che conduce all’interno del parco scricchiola rumorosa sotto le nostre scarpe e da quasi fastidio. Ho paura che riveli la nostra presenza in questo paradiso verde che sembra essere riservato a noi e qualche uccello che fischia. Come innamorati alle prime uscite: dieci passi un bacio. E lui che mi sussurra che si sente porcellino ed in gran forma…e che farà foto fantastiche. Camminiamo per mano nei piccoli viali tappezzati di aghi di pino. Non lui. Gli alberi dico (e ridiamo complici alla battuta) . Poi un piccolo spiazzo con quattro panchine bellissime, a coppie l'una di fronte all’altra. Pino annusa l’aria, come se andasse ad odore, ne sceglie una.
“Dai Paola, togliti il soprabito e scatena le tue pose. Poi stasera facciamo morire di invidia i nostri amici su internet”.
Mi siedo, tiro un po’ su la gonna, Pino inizia a scattare a raffica . Socchiudo gli occhi perché il sole riverbera tra le foglie. Ma non sono gli occhi quelli che vuol fotografare ora. Pose strane, maliziose, da dietro , lui quasi stesso per terra, e poi le frasi eccitanti che mi dice. Sono un po’ su di giri. Dopo un quarto d’ora di scatti il languore è tanto forte a farmi chiudere a lungo gli occhi. E quando li riapro mentre sono con le gonne praticamente tutte tirate su per poco non mi prende un colpo. Alle spalle di Pino ( che non si è accorto) dietro la panchina si è materializzato un signore che sembra una statua di sale, immobile quasi abbagliato dal bianco dei miei slip sui quali ha fissato gli occhi. Pino nota il mio sobbalzo si volta. “Da quanto è qui?” gli domanda . Lui sembra realizzare solo ora. Balbetta qualcosa, fa un passo indietro. Poi ripete “Un po’, un po’ è così bella e affascinante, scusatemi”.
Pino gli sorride. Mi guarda. Intesa senza parole. “Le piace guardare” chiede?
“No. Per la verità mai fatto. Anzi. Solo che ..” esita di nuovo, si avvicina alla panchina, si appoggia come a cercare sostegno. “Solo che sono solo da qualche mese, mia moglie mi ha lasciato, e non faccio nulla da così tanto che mi sembrava un sogno”.
Ridiamo. Mio marito gli indica la panchina vuota. “Se vuole continuare a sognare per noi va bene. Si sieda li ma solo guardare”. Non se lo fa ripetere. Pino riprende con nuovo vigore e l’eccitazione di farlo davanti ad uno spettatore fa effetto su tutti e due. Il signore seduto non perde uno scatto, si è infilato gli occhiali persino, e la mano è sul pantalone a strofinare. “Apri Paola, scansa un po’, su falla vedere” Pino è fuori giri. “Dai ora il seno..e continua”. Poi si volta verso l’uomo che ormai si tocca in modo evidente: “Lei vuol vedere qualcosa di particolare?” Lui sempre più sorpreso non sa cosa dire. “ Beh fate voi” sembra spaventato, ma poi si lancia.
“Ci sarebbe una cosa, un sogno mio, non so se chiedere. Potete mandarmi a quel paese se volete e se è troppo”.
“Tranquillo” gli rispondo io intenerita da quell’espressione e da quel desiderio che ora si nota attraverso i pantaloni. “ Dica pure”.
“C’è un mio antico sogno, sin da ragazzo. Vorrei tanti potermi … ecco, capito NO? Potermi masturbare davanti ad una donna che fa pipì a pochi metri da me. Ma non mi insultate”.
Guardo Pino. Sembra contrariato. Ma alza le sopracciglia come dire fai tu.
Mi alzo in piedi. Guardo fisso negli occhi il nostro uomo, spaventato, timido e in tensione per il desiderio. Lo sguardo non lo abbasso, alzo la gonna ma tiro giù lentamente gli slip bianchi facendoli scorrere lungo le autoreggenti. Li poggio sulla panchina. Mi avvicino a lui, un paio di metri. Pino fotografa. Alzo bene la gonna e mi faccio vedere nuda con le autoreggenti.
Lui si stringe verso il poggia braccia di destra della panchina mentre mi avvicino, quasi avesse paura. Non smetto di guardarlo. Sembra incerto e spaventato. “ Su vediamo come fai. Non ti preoccupare, puoi farlo liberamente” e indico con il mento il gonfiore dei pantaloni che sta strofinando. Si slaccia la zip. Lo estrae grosso e rosso, ricurvo verso avanti, non un bel cazzo a dire la verità, ma non importa. Poggio il piede destro sulla panchina spalancando le gambe e piegandomi leggermente in avanti. Lui si masturba freneticamente. Appena un secondo e comincio a farla . Lui ha gli occhi incollati, fissi tra le mie gambe. La sua mano fa avanti ed indietro lungo l’asta. Pino scatta. Non ho ancora finito di fare pipì davanti a lui che uno schizzo altissimo, 30-40 centimetri verso l’alto, scaturisce dal suo pene. L’uomo rantola, dice frasi sconnesse, urla “fammela vedere fammela vedere” e un violento e fastidioso(per me) ”pisciami addosso” finale che non mi aspettavo sulle ultime gocce contemporanee agli ultimi spruzzi del suo sperma bianco e denso che gli cola sulle mani e sui pantaloni dopo aver imbrattato la panchina. La voglia mi colpisce. Mi metto la mano sulla fica bagnata spingo e vengo subito anche io. Tiro giù il piede e la gonna. Senza dire niente con lui che ce l’ha ancora in mano torno alla panchina a riposarmi un attimo. Pino sorpreso ha smesso di fotografare. Ansima anche lui.
“Però Paola” commenta. Il nostro uomo continua a toccarselo . Non si è ridotto molto. E’ ancora teso. “Grazie, grazie, stupendo” continua a ripetere come in trance. “Siete meravigliosi”.
“Già, dice Pino, ma qui c’è uno che è rimasto…a secco”. Mi siedo sulla panchina di fronte al signore. Guardo entrambi. “ Lei ha ancora voglia?” chiedo allo sconosciuto. “ Si magari” risponde eccitatissimo. Ci penso un secondo, vedo Pino che si tocca da sopra i pantaloni. E come spesso mi accade la fantasia supera la ragione. “Ok dico. Pino tiralo fuori e vieni qua che offriamo un supplemento al nostro ospite che però…” mi alzo prendendo lo slip che era sulla panchina. Sta a guardare mentre ti faccio un pompino che ti sei meritato e si masturba con i miei slippini. Li sborra bene bene e poi sa…che li indosserò così per tutta la giornata. Va bene? A tutti e due?”
Il si dell’uomo è un rantolo di desiderio. Pino mi guarda scuotendo il capo ma ha già il cazzo fuori. Consegno lo slip al nostro amico sconosciuto che se lo avvolge attorno al cazzo. Torno alla panchina di fronte, tiro su bene la gonna spalancando le gambe in modo che possa vedere. Pino si avvicina, in piedi accanto a me . Gli tiro giù un po’ pantalone e slip e inizio a prenderglielo in bocca. Lentamente. La lingua prima attorno, la mano sulle palle, poi solo la punta guardando un po’ Lui rimasto in piedi davanti a me un po’ l’amico che ha ripreso a segarsi con il mio slip. La bocca avvolge il membro di mio marito che ha “sofferto” molto prima con le foto poi con l’esibizione. Lo sento durissimo e pulsante. So che non resisterà molto. Allargo meglio le gambe vedendo il movimento frenetico dell’altro. “Posso avvicinarmi un po’” chiede. Con il cazzo in bocca faccio un cenno lieve con il capo. Si alza senza smettere di segarsi. Si avvicina a non più di un metro e si china un po’ a guardami la fica, a guardare il cazzo di Pino che scivola nella mia bocca. Un gesto che scatena il finale. Pino non resiste. Il primo schizzo forte è improvviso e mi arriva in gola. Ingoio a fatica. Gli altri quattro o cinque li trattengo in bocca mentre la lingua fa il suo lavoro finale. Lo sconosciuto è paonazzo in volto, vedo il mio slip stretto tra la mano e attorno l’uccello rosso e ricurvo che fa avanti e indietro a ritmo vorticoso. Lui quasi piegato sulle gambe. Lascio uscire Pino dalla mia bocca. Un sottile rivolo di sperma cola dalle labbra. Guardo il nostro uomo. Negli occhi. Gli apro la bocca per farla vedere piena di sperma. Poi la chiudo, ingoio. Riapro nel momento in cui il primo schizzo arriva sulla mia coscia sporcando l’autoreggente prima che lui possa mettere bene il mio slip davanti a prenderne gli altri. “Scusami, scusami, ripete tra un rantolo e l’altro indicando con il capo la strisciata bianca sulla mia coscia in evidenza sulle calze nere.
“Su tranquillo” gli dico. “Finisci bene”. Ha gli occhi stravolti dalla libidine e dalla gratitudine. Mi viene istintivo allungare la mano, prendo il posto della sua sul mio slip, finisco io di strizzarlo aiutandomi anche con l’altra mentre lui urla dal piacere e dirigo le ultime gocce che scendono all’interno del mio slippino ormai zuppo. Proseguo qualche istante il massaggio sul suo cazzo che ancora freme. Quando sento sotto la mano allentarsi la tensione vorrei smettere ma vedo Pino, che non avevo più seguito, che sta per venire una seconda volta . Si sta segando in piedi. Lo guardo, gli sorrido. “ Ecco Pino, guarda” lascio il cazzo dello sconosciuto, mi alzo dalla panchina e con un po’ di fatica inizio ad indossare gli slip. “ Ecco vedi Pino, sentissi che odore e ora lo indosso e me la bagna tutta , vedi? Mmmmhhh” lo tiro su bene sento tra le gambe il tiepido della sperma ancora non freddo. La mia eccitazione è a mille. Prendo la mano dello sconosciuto rimasta inerte lungo i fianchi, la porto tra le mie gambe sullo slip: “ vedi Pino, guarda, ora vengo mentre mi tocca lui”.
Io e mio marito veniamo assieme. Quasi impazziti. I suoi schizzi finiscono per terra, io quasi svengo sulla mano robusta del signore tra le mie gambe che fruga incerta ma che mi sostiene con forza. Sorrido soddisfatta: niente male. Lui si ricompone. Dice qualcosa sui pantaloni macchiati ma poi ringrazia ancora e praticamente fugge. Tiro giù la gonna, indosso il soprabito. “Basta foto vero? Andiamo in albergo dai” dico a mio marito. Dobbiamo finire e mi devo fare una doccia. Mi sento , come dire, un po’ appiccicata tra le gambe” e rido ancora assieme a lui. Ci attende un bel pomeriggio.


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Vogliacontinua Invia un messaggio
Postato in data: 06/02/2011 15:46:04
Giudizio personale:
Nn credo esistano racconti così intensi, prolungati ed eccitanti.....
Siete veramente i migliori.
Grazie
Molto più eccitante di molti film e foto


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