i racconti erotici di desiderya

La razionalita' sfuma dalla mente,l'istino prend


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Il principio d'autunno è un momento particolare dove ognuno,dopo il trascorrere dell'estate cerca di adeguarsi all'arrivo dell'inverno e delle sue abitudini,iniziando da una sera tra amiche in questo caso.

Un dopocena rilassante e soft in un locale sobrio e la musica di sottofondo accompagna le ore che trascorrono.I divanetti sono comodi,tra chiacchiere e battute.Fuori l'aria è fresca,lei è vestita di nero,il suo dolcevita disegna la curva perfetta del suo seno a cupula..Il suo profumo e' intenso ed inebriante,raffinato..Come la sua voce suadente ed accattivante.

I suoi occhi..provocanti e tumultuosi,pronti a guardare nella parte piu' intima.Lei,si lascia prendere dai discorsi sempre piu' intimi,dalle confidenze piu' sfacciate,per una sera libere di bere e di fregarsene del mondo intero.Poco lontano dal gruppo delle stesse,lei..solleva lo sguardo e lo vede..In un gruppetto di persone.Affascinante come sempre,Giacomo,un amico di famiglia..

O meglio un po’ più di un conoscente ed un po’ meno di un amico

.Ti sei ritrovata alcune volte, sola, in quei momenti in cui la mente vola e il corpo esige, a fantasticare su di lui, per poi ritrovarti imbarazzata a fissarlo in occasione di un incontro, ricordando quei pensieri, quasi lui potesse sapere.

Forse l’alcool.Forse i discorsi fatti con le amiche.Forse chissà …

Fanno emergere in te quell’istinto di sfida che ben conosci

Quel desiderio di sfidare mostrandoti per poi negare

Di superare la tua naturale timidezza, almeno per un attimo, per gioco

Lo fissi

Spudoratamente

Aspettando che il tuo sguardo lo porti a fissarti

E finalmente i suoi occhi incrociano i tuoi.

Sfacciatamente lasci che … innocentemente la tua lingua ti accarezzi le labbra, quasi a raccogliere una immaginaria goccia del tuo cocktail

Piegando appena la testa di lato, mostrando il collo flessuoso

Ami quel gioco

Ami vedere lo sguardo di chi ti fissa farsi acceso

Sapendo che la mente vola, immagina

Cercando di indovinare i pensieri osceni che in quel momento passano nella mente di chi hai scelto come vittima

E stasera sarà lui la tua vittima

Sarà lui che immaginerà e desidererà il tuo corpo per poi vederti … freddamente distogliere lo sguardo tornando alle tue chiacchiere tra amiche ed allontanandoti poi lasciandolo con le sue fantasie e la sua eccitazione inappagata

La tua mano che … casualmente sfiora il tuo collo, la tua gola

Lente le tue dita sulla tua pelle

Ma … lui non ti guarda più

Il suo sguardo è altrove

Perché?

Sai di piacere

Sai di saper essere dolcemente puttana quando vuoi

Conosci le reazioni degli uomini quando inizi quel gioco

Li vedi fissarti con occhi spalancati ed acquosi

Che non sanno allontanarsi da te

Il loro respiro farsi più rapido

Inseguendo immagini oscene nella loro mente

Immagini con te protagonista

Sorridi tra te ai loro tentativi a volte goffi di ricambiare i tuoi movimenti con altrettante movenze che vorrebbero essere seducenti

Che forse lo sono, ma nel tuo gioco son solo ridicole

Sorridi quando li vedi sollevare il bicchiere in un silenzioso brindisi a te

Sorridi quando fissi i loro pantaloni improvvisamente gonfi dal desiderio

E quasi puoi leggere nelle loro menti quel “cosa ti farei, come ti farei…”

Quelle immagini fantasiose su come prenderebbero la tua bocca, la tua figa, il tuo culo

Perché ora lui no?

Perché non ti guarda?

Con fastidio distogli la mente da quel gioco

Torni a chiacchierare con le amiche

Ma quel pensiero, quel gioco ormai ti ha presa

E di sottecchi sbirci verso lui

Vuol giocare pensi

Finge di non guardarmi per fissarmi poi di nascosto

Ma ogni volta che guardi verso lui il suo sguardo è altrove

Forse l’alcool

Forse le chiacchiere un po’ troppo spinte tra amiche

Forse una sorda rabbia nel vederlo sfuggire al tuo gioco

Quasi una offesa alla tua femminilità

E lentamente ti sposti sul divanetto

Così che lui possa vedere il tuo corpo e le tue mani muoversi come danzatrici esperte..

Ancora il tuo sguardo fisso su lui

Che finalmente torna a guardarti

Sorride

Si, non puoi sbagliare sorride a te

È tuo ormai… mentre lentamente lasci che le tue mani sfiorino le cosce attraverso l'inteno coscia...lo guardi...Lo fissi..

Ma … ancora i suoi occhi ti abbandonano

Lo vedi parlare con una ragazza seduta accanto a lui

Scherzare ridendo

Lei che si siede più vicina

Spudoratamente vicina, parlandogli all’orecchio

“PUTTANA”

Questo pensiero ti attraversa all’improvviso la mente

Oltre il razionale

Perché razionalmente sei tu la puttana che cerca di stuzzicarlo, eccitarlo, coinvolgerlo per poi … negarti

Ma i suoi occhi ora tornano

Nei tuoi

A fissarti

Diverso il suo sguardo ora

Più deciso

Mentre la sua mano sfiora il collo di lei

Le sue dita le accarezzano la gola

Come poco prima le tue dita sfioravano te

Ora sei tu a non riuscire a staccare lo sguardo da loro

Quasi a sentire quelle dita sulla tua pelle

Sulla gola

Ora sei tu a sentir brividi scorrere sulla pelle

Gli stessi che lei sente

E i suoi occhi non ti abbandonano

Mentre la sua mano scivola sulla schiena nuda di lei

La vedi tendere i muscoli a quella carezza

Che prosegue indecente lungo la sua schiena

Che disegna la curva morbida delle sue natiche che generosamente mostra premendosi contro lui

Ora è il tuo respiro a farsi rapido

Affrettato

Mentre lo vedi sfiorare le ginocchia di lei, le gambe, lasciate abbondantemente nude dalla gonna corta

“puttana”

torna ad urlarle la tua mente

e quasi non ti rendi conto che la tua mano sta seguendo quei movimenti

sfiorando piano le tue cosce

il chiacchiericcio delle amiche è solo un sottofondo ormai,

ormai sei presa dai suoi occhi

che non lasciano i tuoi neppure per un istante

ormai sai che il gioco si è ribaltato

che è il tuo ventre a pulsare

è la tua voglia a bagnare lo slip

sono i tuoi pensieri che oscenamente gridano, quasi lui potesse sentirli

“cosa vorrei farti ora, come vorrei mi facessi ora, sentire le tue mani, il tuo cazzo, succhiarlo, berlo, farmi fottere”

e il tuo viso improvvisamente diventa paonazzo perché proprio in quell’istante sul suo viso si disegna un sorriso strano

quasi lui potesse leggerti dentro

sapesse cosa pensi

cosa provi

cosa vorresti

tu, fedele a te stessa

tu che solo con la mente tradisci

tu che anche solo dopo quei tradimenti cerebrali ti fai prendere dai rimorsi

tu, che ora chiudi le tue mani a pugno premendole ritmicamente sul ventre

mentre vedi la sua lingua assaggiare il collo di lei

che si stringe a lui

che si dona a lui

“puttana”

puttana lei e stronzo lui

perché sa cosa ti sta facendo

e neppure per un istante ti sfiora il pensiero che è esattamente ciò che tu volevi fare a lui

ma ora vorresti esser tu contro di lui su quel divanetto

ora vorresti sentire tu le sue mani

ora vorresti esser tu a sussurrargli all’orecchio quanto sono fradici i tuoi slip

duri i tuoi capezzoli

ora vorresti

li

in quel locale in penombra

premere spudoratamente il tuo seno contro il suo petto per fargli sentire la tua voglia

tu contro lui, e vorresti fosse lei a fissarvi ..piena di desiderio represso ….

…………..

“moana…, moana va tutto bene?”

parole che sembrano giungere da un altro mondo

parole che a fatica colleghi alla voce di franca, la tua migliore amica

ti sforzi di distogliere lo sguardo da lui

con voce malferma sussurri “si, tutto bene, solo forse un cocktail di troppo”

e con un sorriso forzato ti alzi per andare in bagno

non gli darai questa soddisfazione a quello stronzo

non ti vedrà fissare le sue mani desiderandole

la sua bocca sognandola

sollevi il capo decisa

attraversando il locale

accidenti devi passare accanto a loro

fingi di non vederlo, non reggeresti ad un suo saluto

la testa alta

lo sguardo lontano

e mentre passi accanto a loro

lei che ridacchia querula sussurrandogli “sei un lurido porco” con un tono che sottintende ben altro..

finalmente la porta del bagno

la chiudi alle tue spalle

rabbia ora

rabbia folle in te

rabbia con te stessa

per aver iniziato quel gioco stupido

per avergli permesso di girarlo a suo favore

per aver concesso alla tua mente ed al tuo corpo di abbandonarsi

inghiotti con decisione due piccole lacrime che stanno bagnando i tuoi occhi

NO

Non gli regalerai anche le tue lacrime

Chiudi il coperchio della tazza WC e ti siedi

Per un attimo il tuo odore di femmina eccitata ti avvolge

Ti stordisce

“smettila moana”

cerchi di ritrovare il tuo equilibrio

te stessa

il click sommesso di un messaggio al tuo cellulare

sorridi immaginando il messaggio di buonanotte di una persona cara e

così dolce

e tu così stronza ad aver pensato, desiderato… ad esser stata così … puttana,

si lo sai bene di esserti sentita così e ti è piaciuto da morire

ma ora basta

prendi il cellulare dalla borsa per rispondere

e l’aria ti manca

non è chi ti aspettavi

un numero che non hai memorizzato

il cuore che batte un colpo a vuoto

tentata di cancellarlo senza leggerlo

non essere sciocca

probabilmente è un errore

o chissà

leggi

arrossisci

ti arrabbi

ti ecciti

ti insulti

lo insulti

tutto contemporaneamente in un turbinio di pensieri scomposti

è lui

è Giacomo

sapevi che aveva il tuo numero

come pure quello del suo amico nonche' il tuo ambito compagno

tu non hai mai memorizzato il suo

leggi

rileggi quelle frasi

meccanicamente le cancelli dal cellulare

ma sai bene che non riuscirai a cancellarle dalla mente

sembrano rimbombarti in testa

colmarti il cervello

ripetersi ossessive

e mentalmente ti ripeti quelle frasi

ossessivamente

quasi a sentirle dette da una voce …

“sono qui moana, oltre la porta di questo piccolo bagno, solo questa porta ci separa

e io so cosa vorresti ora moana, so cosa senti ora moana, so cosa temi ora moana,

esattamente tra cinque minuti me ne andrò se non vedrò questa porta aprirsi ed allora ti resteranno solo rimpianti per ciò che poteva essere”

il tuo sguardo resta fisso sul cellulare che ancora stringi tra le mani

l’orologio che scandisce il tempo

vorresti urlargli “vaffanculo stronzo”

dirgli che non hai bisogno di lui per godere

che non sai che fartene di lui

ma la tua mente vola sola ormai

lo rivedi su quel divanetto

le sue mani accarezzare lei

ritrovi i brividi che gia sentivi

mentre la tua mano inseguendo quelle immagini è tra le tue cosce, premendo su quello slip fradicio

indecentemente zuppo di te

e il tuo odore di femmina eccitata colma l’aria e ti stordisce

e ti alzi

le tue mani tremano appena mentre aprono la porta

la schiudono piano mentre il cuore pare fermarsi ed il volto è acceso di imbarazzo e voglia

apri quella porta e …

nessuno..

non c’è nessuno in quell’antibagno

perché quel senso di vuoto e disperazione in te moan?

Dovresti esserne contenta, ha dimostrato più buon senso di te

Perché quel senso di vuoto? Dovresti essere furiosa, sta ancora giocando con te

Perché ti senti in colpa e guardi l’orologio pensando di aver lasciato trascorrere quei cinque minuti, mentre le lancette ti dicono di no?

Ti guardi allo specchio

Il tuo viso dice tutto, troppo …

Un velo di trucco a nascondere quei segni sotto gli occhi

Non gli darai la soddisfazione di capire

Cazzo non saprà che hai aperto quella porta

Lasci che il tempo scorra, mentre piano il tuo corpo si calma

E una freddezza glaciale ti prende

Non ancora, aspetterai ancora, deve esser sicuro che quei cinque minuti siano trascorsi lasciando chiusa quella porta.

Ora

Ora ti senti pronta

Il tuo viso si dipinge in una maschera di indifferenza mentre torni nel locale, dirigendoti con passo che speri fermo e sicuro, verso le amiche

Passando accanto a quel divanetto ….

… Vuoto …

Per un attimo le gambe ti cedono

STRONZO, MILLE VOLTE STRONZO

Non si è neppure degnato di aspettare e capire se avresti aperto quella porta

Ti ha fatto fare la figura della puttana in calore pronta ad aprire le cosce al primo stronzo che la fissa

Pronta a bagnarsi lo slip solo per uno sguardo

………………………..

Ma tu …. ERI … pronta ad aprire quella porta

E il tuo slip … E’ … fradicio per quegli sguardi

Mille pensieri nella mente

Le gambe malferme

Un senso di rabbia e frustrazione in te

Mentre sussurri a franca poche parole di scusa dicendo che preferisci tornare a casa

Rifiuti gentilmente la sua offerta di accompagnarti, la rassicuri sul tuo star bene

Solo stanchezza e troppo alcool

Una buona dormita sistemerà tutto

E finalmente esci

Aria

Hai bisogno d’aria ora

Per toglierti da dosso quell’esserti sentita sporca

Puttana

Cagna

Aria pulita che lavi i tuoi pensieri ora

Mentre attraversi il parcheggio verso la tua auto

Frugando nella borsa a cercare le chiavi

E finalmente ora puoi lasciare che lacrime segnino il tuo volto

Rabbia e delusione forse

Sfogo

Malinconia

Umiliazione

Mentre la tua mano è gia sulla portiera

“buonasera MOANA”

il sangue si fa ghiaccio nelle vene

la sua voce

lurido pezzo di merda

sapeva che saresti uscita

umiliata e delusa

sapeva che saresti uscita

e vuol godersi la sua vittoria fino in fondo

inghiotti le lacrime girandoti lentamente

indossando il tuo sguardo più duro

trovandotelo davanti

sicuro

sorridente

STRONZO!

Sussurri un “..buonasera”

Che ti fa odiare ancor più te stessa

Non puoi permettergli di farti incrinare la voce

Di farti comportare come una quindicenne al primo appuntamento

Le sue parole … inattese …

“sono felice che tu abbia aperto quella porta moana”

un tremito attraversa il tuo corpo

come lo sa? Come può saperlo

ti appoggi all’auto

il respiro ti manca

non sai cosa dire, come reagire

ma cazzo devi reagire

non puoi permettergli di …..

…………………….

la sua mano

a sfiorare i tuoi capelli

la sua mano

ad accarezzare la tua gola

la tua pelle

il tuo corpo che ti urla di non pensare

di abbandonarti

la tua mente che non sa più razionalizzare

lo fissi

a bocca schiusa

respirandogli in viso la tua voglia

il suo corpo contro il tuo, schiacciata contro la tua auto

e tu che premi contro lui

sfacciatamente ora.

Ora non servono più parole

ora è il tuo corpo che parla al suo

che si offre al suo

cerchi il suo ventre con il tuo

premi il tuo bacino contro il suo

ondeggiando

mentre la sua mano stringe il tuo seno

e la sua lingua assaggia la tua pelle

ora le tue unghie lo stringono a te

lo vuoi, lo chiami, lo aspetti,

mentre la sua mano scivola tra le tue cosce a trovare quello slip fradicio

a muoverlo dolcemente

a premerlo severamente

ad eccitarti ancor più

per poi strapparlo con un gesto secco

e finalmente le sue dita in te

a spingere nel tuo ventre

a muoversi in te

per poi uscire

lorde della tua voglia

e strisciare sul tuo volto

a bagnarlo della tua stessa voglia

a farti assaggiare la tua voglia dalle sue dita

… le sue dita

ora severe

sui tuoi capelli

a spingerti a terra

davanti a lui

in ginocchio sull’asfalto di quel parcheggio buio

nascosta dalla tua auto agli sguardi di chi esce da locale

ma ora non ti importa nulla

ami quella mano dura sui tuoi capelli

ami quel dolore sordo alle tue ginocchia

quel pungolare dell’asfalto sulla tua pelle

ami soprattutto l’odore violento del suo sesso

li

davanti a te ora

li a sfiorare le tue labbra

a schiuderle per scivolare in te

ad uscire per battere duramente sulle tue guance

e tornare tra le tue labbra

in fondo alla tua bocca

a fotterti la gola

con forza

con colpi profondi e decisi

e ad ogni colpo il tuo capo batte contro la portiera chiusa della tua auto

ora ti senti puttana fino in fondo

ora vuoi esser puttana fino in fondo

li, scopata in bocca da un quasi sconosciuto in un parcheggio

li in ginocchio davanti a lui a sbavare sul suo cazzo

li a colare voglia indecente tra le cosce senza alcun pudore

la sua mano ti strappa da lui

piega il tuo capo verso il suo

sputa saliva sul tuo viso

e quasi un orgasmo ti travolge

mentre ti solleva

aprendo la portiera

mentre ti fa chinare in avanti, il viso schiacciato sul sedile

e lui, in piedi, dietro te

solleva sulle tue natiche nude

lui dietro te

senza bisogno di dire nulla

spinge il suo sesso in te

scivolando sulla tua voglia

lui dietro te ti scopa come si scopa una cagna in calore

e godi nel sentirti fieramente tale

lui dietro te accarezza le tue natiche

le colpisce con forza con una sculacciata inattesa

una seconda

una terza

ritmicamente con i suoi colpi

lui dietro te che ti chiede .. ordina … di mostrargli come si masturba una puttana da strada mentre viene scopata in un parcheggio

e gia la tua mano è li

sul clitoride

gia le tue dita si muovono in ritmi che conosci ed ami

movimenti che accelerano quando le sue dita schiudono le tue natiche

quando forzano il tuo culo

preparandolo

quando lasciano il posto al suo cazzo

che prepotente ti prende

più veloce la tua mano

mentre soffochi, piegata su quel sedile, gemiti di dolore

che presto sfumano in piacere

mentre lo senti prepotente nelle tue viscere

mentre ti fai sbattere come mille volte hai sognato

e finalmente ritrovi la voce

soffiando in quel sedile parole mille volte pensate

troppo poco dette

finalmente urli il tuo piacere nel sentirti puttana

nel sentirti presa

usata quasi

nel sentirti femmina

ancora

ed ancora

fina a quell’orgasmo violento

che fa mancare il fiato

che fa piegare le gambe

che fa urlare la tua anima

che fa colare voglia sulle tue dita

che si amplifica quando ti senti trascinata fuori da quell’auto

spinta ancora a terra

ancora il suo sesso tra le labbra

ancora la tua testa tra le sue mani

ancora colpi decisi nella tua gola

sentendo quel cazzo teso

che sa di lui e di te

lo senti fremere

vibrare

esploderti in bocca

sulle labbra

sul viso

bevendo il suo piacere

per poi sentirti dolcemente sollevare

stringere contro lui

accarezzare piano i capelli mentre cerchi di tornare a connettere

riemergendo dal limbo del piacere

e lui che ti sorride

tu che sorridi a lui

senza imbarazzi ora

mentre galantemente ti bacia la mano sussurrandoti … “a presto”

e tu rispondi con un semplice “si”

e sei sulla tua auto

guidando verso casa

il suo piacere che si asciuga sul tuo viso

il tuo che ancora bagna le tue cosce

l’odore di sesso e piacere nella tua auto

sorridi

non hai sensi di colpa ora

stranamente non stavolta che non hai tradito con la mente ma con tutta te stessa

sorridi

pensando a quel saluto “si, … a presto”

e al tuo slip stracciato rimasto sull’asfalto di quel parcheggio.



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Desperate_wife Invia un messaggio
Postato in data: 08/09/2007 21:16:28
Giudizio personale:
Bellissimo racconto nel quale, molte donne penso si possano riconoscere almeno in parte.
Complimenti

Autore: Stano Invia un messaggio
Postato in data: 08/09/2007 00:43:02
Giudizio personale:
complimenti kleopatra molto eccitante il tuo racconto, sembra di immaginare le scene davvero brava

Autore: Solid33 Invia un messaggio
Postato in data: 07/09/2007 04:26:40
Giudizio personale:
Bellissimo questo racconto, veramente eccitante, brava.


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