i racconti erotici di desiderya

La prima esperienza al privè


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“Stella, Stella, dove sei?!” – Rolando era impaziente, stranamente impaziente.

“Vieni a vedere cosa ti ho comperato, dai, ho un sacco di sorprese bellissime!” – “vedere, vedere” – risposi curiosissima – “cominciamo dalle cose più hard, sai cosa sono queste? No? Beh te lo dico io: queste sono le famose palline cinesi che servono a massaggiare in profondità il sesso femminile” – “ma come si usano?” – “molto semplice: si infilano tutte e due nella fica, lasciando fuori solo questo anellino legato al filo a cui sono fissate, sai serve per tirarle fuori, altrimenti in una fica come la tua si perderebbero!” – “stronzo! Sei in vena di complimenti?” – “dai era solo una battuta spiritosa! Non sarai davvero così permalosa!” – “OK ma che ci devo fare? Vuoi che le indossi stasera?” – “Certo, stasera ti porto a ballare, per cui tutto il tempo avrai dentro la fica un massaggiatore personale che si prenderà cura della tua eccitazione; e.. non è finita, guarda un po’ che completino indosserai” – così dicendo mi porse un pacchetto contenente un completo di pizzo nero, composto da sostieni tette (di quelli che reggono e comprimono il seno lasciandolo però completamente scoperto) e reggicalze.

“I tuoi soliti regali interessati!” – lo provocai- “ah sì e allora guarda un po’ qui, ti sembra interessato anche questo?!” – mi rispose consegnandomi una borsa di nylon molto voluminosa, - “caspita, ma cosa c’è dentro? Ohhh mamma mia, ma, ma sei proprio matto!!” – esclamai aprendo il sacco – “una pelliccia, ma e il tuo animalismo che fine ha fatto ?!!” – “tranquilla, è una pelliccia ecologica, bella, ma ecologica” – in effetti Rolando doveva aver speso davvero molto per quel capo così bello: una pelliccia molto raffinata che, indossata mi copriva dal collo fino alle caviglie, - “la indosserai stasera, e sarai la più bella di tutte!”

L’euforia e l’emozione per quel regalo così prezioso mi avevano confusa e rimasi così a rimirarmi davanti allo specchio, con la pelliccia addosso, “sotto la pelliccia mettiti questo” – specificò Rolando, porgendomi una gonna nera lunga anch’essa, come la pelliccia fino ai piedi, e dotata di spacco laterale fino ai fianchi, chiuso da un bottone a metà coscia; - “e sopra cosa devo mettere?” – gli chiesi – “indossa questo top” – il top era di pura seta molto fine, quasi trasparente, si allacciava sulla schiena che restava in buona parte nuda, - “spero che ci sia caldo dove andremo, altrimenti mi becco un accidente” – replicai nel vedere un capo di abbigliamento così succinto.

Quella sera Stella mi preparai molto più rapidamente del solito, senza peraltro dimenticare alcunché: palline, ecc. tutto al posto giusto, anche il trucco volutamente pesante!

“Mnhhh, mi stanno già massaggiando, ahhh che bello!” – esclamai riferendomi ovviamente alle palline cinesi, mentre ero seduta in macchina durante il viaggio verso la famosa sala da ballo, - “mi immagino come sarà quando ballerò ….!” – “potresti rischiare di avere un orgasmo sulla pista da ballo, e ….. da sola!!” – rispose Rolando euforico.

Non capivo il perché di tutta quell’euforia, ma cominciai a capire quando arrivati e scesi dall’auto lessi l’insegna del locale: “Tortuga” poi guardandomi intorno vidi che il portone d’ingresso era chiuso e per entrare bisognava suonare il campanello, essere scrutati da un usciere, e solo dopo accedere all’interno. Appena entrati Rolando consegnò all’usciere un biglietto – “lo aveva già acquistato, il vigliacco!” – pensai, poi una ragazza molto carina prese in consegna giaccone e pelliccia. “Prego accomodatevi” – una voce suadente ci invitò ad entrare: il locale era molto buio soprattutto per chi, come noi, vi accedeva dall’esterno, si sentiva una musica suadente, ma non assordante, si scorgeva nella penombra la pista da ballo già molto animata. Ci sedemmo su uno dei molti divanetti che circondavano la pista da ballo, ordinando da bere due margarita, e rimanemmo a guardare. “Andiamo a ballare?” – proposi – “con piacere” – così cominciammo a scioglierci in balli sempre più coinvolgenti fino a quando Rolando – “sono stanco non ce la faccio più, mi siedo qui e ti guardo, continua tu da sola” – disse andando nuovamente a sedersi sul divano. Forse anche per merito del margarita, sta di fatto che più ballavo e più avrei ballato, forse anche per merito di quello che avevo dentro la fica: uno strumento di tortura, una tortura dolce, dolcissima che mi trastullava provocandomi un piacere sempre più intenso con il risultato che, sentivo come alcune gocce di godimento mi stavano colando lungo le cosce. Il bello era che quel titillamento non era il solo a cui il mio corpo fosse sottoposto, solo adesso infatti, avevo capito il perché della scelta di Rolando del top di seta: il fatto che il seno fosse completamente scoperto e contemporaneamente strizzato, con i capezzoli ben orientati verso l’esterno, faceva sì che gli stessi strusciassero ad ogni mio movimento, contro quel capo così liscio e aderente che li copriva, provocandomi un continuo vellicamento che me li aveva ormai resi talmente tesi e turgidi da sembrare quasi tumefatti aumentando ancora il mio livello di eccitazione.

Rolando se ne stava seduto e mi guardava ballare, vedevo i suoi occhi lucidi di eccitazione posarsi prima sul mio top attraverso cui si vedevano nei minimi dettagli sia i capezzoli che i seni, e poi andare più in basso alle mie cosce dove notai essere perfettamente visibile il reggicalze che indossavo sotto dal momento che il bottone della gonna si era “misteriosamente” aperto.

Mi cadde lo sguardo su una coppia che era seduta un po’ in disparte, a cui si erano aggiunti altri due uomini che stavano accarezzando la donna dappertutto davanti al marito evidentemente compiacente, e probabilmente a sua volta a caccia di qualche novità! “Mi hai portata in un club privè, brutto porco, sei proprio un gran perverso!” – esclamai risentita scendendo dalla pista da ballo, ma lui per tutta risposta mi baciò così appassionatamente da farmi sbollire subito la rabbia, anche perché in effetti dopo quasi due ore di ininterrotti titillamenti a fica e capezzoli ero sconvolta. “Vuoi offrirmi a degli sconosciuti stasera?” – gli chiesi ormai certa dei suoi obiettivi per quella serata, lui non rispose e mi baciò di nuovo palpandomi le cosce.

“C’è uno che mi sta palpando la coscia” – gli sussurrai all’orecchio poco dopo essermi seduta al suo fianco – lui sbirciò e mi disse – “lascialo fare vediamo fin dove arriva!”. E lo sconosciuto arrivò ben presto in cima alla coscia dove era evidente il mio stato di eccitazione e dove penzolava ancora il filo a cui erano legate le palline cinesi… Sentii le dita dello sconosciuto entrarmi dentro e armeggiare fino a far sgusciare fuori le palline fradice, io intanto stavo con la testa rivolta dall’altra parte bisbigliando all’orecchio di Rolando tutto quello che stava succedendo, convinta che lui mi avrebbe dato qualche consiglio per togliermi da quella situazione.

All’improvviso dietro di me una mano s’insinuò dentro il top afferrandomi un seno e facendomi sobbalzare e ansimare sia per il gesto inatteso che per l’eccitazione che ormai mi pervadeva tutta, poco dopo una lingua cominciò, sempre da dietro, a leccarmi il lobo dell’orecchio….

“Mi palpano tutta” – esclamai – “allunga la mano anche tu dai” – fa la sua risposta! Lo guardai negli occhi leggendovi un’eccitazione così intensa che quasi non lo riconoscevo, e ubbidii: posai la mano fra le gambe dello sconosciuto, ma sempre con lo sguardo rivolto vero Rolando, - “com’è eccitato?” – mi domandò. “Ha un cazzo enorme” – fu la mia risposta lapidaria, anche perché avevo ormai deciso di provare e cedere…. Girai dunque la testa verso il mio sconosciuto palpeggiatore e mi avvicinai rapida alla sua bocca infilandoci dentro la mia lingua, mentre aprivo i suoi pantaloni per far uscire il suo membro durissimo e mentre quello che mi palpava una tetta mi toglieva il top lasciandomi così a seno nudo. Pochi minuti e un’altra mano percorreva rapida l’altra coscia, “Rolando pensai” – ma girandomi vidi che era un altro uomo che mi prese la mano libera e l’appoggiò sopra il suo cazzo mentre mi baciava appassionatamente. Adesso la situazione era davvero bollente: a destra e a sinistra impugnavo due cazzi enormi, alle spalle uno sconosciuto mi spremeva le tette, due mani si contendevano la mia fica allagata di godimento e quando girai di nuovo la testa vidi davanti a me a non più di 2 centimetri dalla bocca un altro uccello gonfio di eccitazione: “4 uomini….una bella serata davvero” - pensai!

Si avvicinò il gestore del club che con fare molto riservato ci consigliò di spostarci in una stanza destinata agli accoppiamenti “occasionali – “starete molto più comodi e potrete scatenarvi senza alcun problema!” – aggiunse.

Infatti c’erano in quel club privé parecchie stanze, tutte arredate in modo semplice: un grande lettone rotondo al centro e tutti specchi intorno sia alle pareti che al soffitto; con un particolare che io non conoscevo: gli specchi erano tutti semitrasparenti per cui, essendo le stanze ben illuminate, era possibile da fuori, godersi lo spettacolo di ciò che accadeva all’interno.

Ero del tutto ignara di questo “marchingegno”, ed ero convinta di potermi godere in pace gli uomini che mi avevano “agganciata”, stavolta senza la presenza del mio “guardone”.

Solo dopo Rolando mi raccontò che si era accomodato in un punto d’osservazione ottimale davanti a quello che a me da dentro sembrava uno specchio mentre da fuori era una finestra enorme da cui si potevano scorgere tutti i dettagli anche i più insignificanti, da lì non sfuggiva davvero nulla!

Mi trovai rapidamente senza gonna e top, sdraiata sul letto con due uomini inginocchiati vicino al mio viso, che strofinavano i loro cazzi tesi sulle mie labbra per invitarmi a leccare. Cominciai così a leccare le due cappelle che mi si appoggiavano alle labbra, bagnandole ad ogni colpo di lingua con la saliva abbandonandomi ad un pompino doppio davvero estasiante: prima con lente e accurate passate di lingua percorrendo le due aste tese e gonfie, poi dedicandomi ai coglioni, percorrendone ogni millimetro, sempre con la punta della lingua irrigidita per essere più efficace. Gli altri due uomini si alternavano intanto sulla mia fica e sul buco del culo, leccandoli avidamente.

Mi raccontò poi Rolando che attorno a lui si formò ben presto un piccolo capannello di guardoni che dapprima titubanti, poi sempre più eccitati, cominciarono a masturbarsi commentando a voce alta quello che li eccitava di più: “guarda quella puttana a gambe larghe come pompa i due cazzoni” – disse uno, “sbaglio o ha la fica completamente depilata?” – domandò un altro – “è vero è tutta depilata anche sotto le ascelle, dev’essere proprio una gran troia!” – concluse un terzo. Rolando ascoltava quei commenti rimanendo in silenzio, eccitandosi ancora di più nel sentire apprezzamenti sempre più volgari rivolti a me, consapevole che nessuno dei presenti sapeva ovviamente, che si trattasse di sua moglie.

“Guarda che troia, come si offre a quell’uomo con quel cazzone enorme, senti come rantola, la puttana!” – infatti vicino alle varie finestre/specchio erano collocati anche degli altoparlanti che diffondevano le voci provenienti dall’interno e così anche Rolando mi sentì fare la troia davvero!

I cazzi si alternavano ormai da tanto tempo dentro di me: culo, fica, bocca, provai doppie sconvolgenti che trascinarono ad orgasmi inimmaginabili: Carlo, Francesco Maurizio e Andrea questi i nomi dei miei amanti! Riuscii a prendere contemporaneamente nel culo il cazzo di Francesco e di Andrea, generando lo scompiglio nella sempre più nutrita schiera di guardoni che da fuori si godevano il mio show; a quella vista mi raccontò poi Rolando, tutti si abbandonarono ai commenti più truci – “oh ma quella troiona è proprio sfondata dappertutto! E guarda come gode anche nel culo!” – se ne uscì uno – “è si, quella è capace di prendersi anche una decina di cazzi al colpo!” – gli fece eco un altro, e così via, man mano che dentro le cose evolvevano sempre più verso un finale davvero “pirotecnico”.

Sentii che appoggiate alle mie labbra c’erano due cappelle gonfie e pulsanti quelle di Carlo e Maurizio, e cominciai a leccarle dapprima con movimenti molto lenti, poi sempre più avvolgenti fino a percorrere entrambi i cazzi con la bocca aperta. Avevo cazzi dappertutto: uno in fica uno in culo piantati fino alle palle e due che si contendevano la mia gola! Una situazione così perversa generò il caos sia dentro che fuori: Carlo e Maurizio mi sborrarono quasi all’unisono sul viso e in bocca e mi lasciarono poi a gustarmi l’orgasmo travolgente che i cazzi in culo e fica mi provocarono: urlai come una forsennata implorandoli di continuare e poi urlai ancora e poi ancora…in preda ad una serie impressionante di orgasmi e alla fine crollai esausta mentre i due mandrilli mi allagavano tutta con la loro calda sborra. Fuori intanto, la schiera di guardoni riempì di sperma parecchi pacchetti di Cleenex, e che seghe felici! Rolando mi raccontò tutto dopo!

Mi addormentai per lo sfinimento e quando mi risvegliai, realizzai tutto ciò che era successo e che avevo fatto, poi mi rialzai sentendo con un lungo filo di sborra che mi colava dalla fica e dal culo, mi rivestii in fretta, salutai tutti con un bacio ed uscii dalla stanza preoccupata di ritrovare Rolando - “chissà dov’è andato” – pensai – “ma, cosa ci fai tu qui?” – gli chiesi stupita vedendolo appena fuori dalla stanza, – “ho assistito, insieme ad una nutrita folla, ad uno spettacolo davvero speciale, i miei complimenti!!” – mi rispose con tono sarcastico, mostrandomi gli specchi semitrasparenti, - “anche se sono un po’ arrabbiato, perché hai cercato di fare la furba e di imboscarti senza di me!” – proseguì – “sarebbe stata la giusta punizione, visto che mi hai portata in un club privé sapendo bene che ero contraria!” – “hai ragione, però… adesso che hai provato non pensi che ogni tanto possa essere un’occasione ghiotta di evasione?” – “si, si, però … non voglio che diventi un’abitudine, …. una volta ogni tanto e deciderò io!”.



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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Mysterx Invia un messaggio
Postato in data: 31/05/2014 22:09:02
Giudizio personale:
Bello


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