i racconti erotici di desiderya

Incontro al pub

Autore: Lord_revan
Giudizio: -
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Ricordo ancora il giorno in cui scesi la scala che portava nella sala del circolo privato Vittoriano.

Moquette sulla scala e sul pavimento in legno, tappezzeria sui muri, mobilio che ricordava il vecchio "Old English Style". L`angolo per le freccette, il vecchio pianoforte a parete e quattro gruppi di persone ai tavoli.

La sua figura, girata di schiena, mostrava le sinuose curve del corpo. Non le staccai gli occhi di dosso neppure un minuto. Continuavo ad osservare le cosce ben tornite che sbucavano da quella minigonna aderentissima.

Il locale era fumoso, ma un persistente profumo da donna permeava l`ambiente. Rimasi a fissarla a lungo negli occhi prima di balbettare qualcosa riguardo l`ordinazione che dovevo fare.

Cominciai a frequentare regolarmente il locale e nel giro di poche settimane avevamo stretto una buona amicizia. P. non era poi la ragazzina che sembrava, ma viaggiava ormai sui 35 anni.

Capitò che una sera passai prima di cena per sapere se i miei amici sarebbero andati da lei a vedere la partita. Lei mi disse di no, ma mi pregò di tornare da lei dopo la partita. Così feci.

La Juve fece una delle sue più belle partite, ma il pensiero di passare da lei dopo, non mi fece godere appieno di quella straordinaria prestazione sportiva. Alla fine, salutai i miei amici ed andai nel Club.

Misi piede nel locale che conteneva solo tre avventori. Mi sedetti ad un tavolo ed attesi. Appena mi vide venne a sedersi vicino a me. Chiacchierammo del più e del meno, intervallati dalle richieste dei clienti. Circa un`oretta dopo il locale era completamente vuoto. Corse sopra a chiudere il portone di ingresso quindi, passandomi velocemente davanti, si chiuse in bagno non prima di avermi pregato di aspettarla.

Non notai niente di strano in tutto ciò, lo faceva sempre. Torno’cinque minuti dopo vestita di una deliziosa minigonna ed una camicetta aperta sul davanti che mostrava un seno florido ma non eccessivamente grande.

Ci sedemmo sul tavolo vicino alla cucina. Era l`unico che recasse delle panche per sedersi ed in fronte a me vi era uno specchio.

Io sedetti cavalcando la panca, lei poggiata allo specchio con le gambe sotto il tavolo. Rimanemmo a parlare per qualche minuto dopodiché l`argomento andò sul suo ragazzo. Singhiozzando mi disse che aveva scoperto che la tradiva con la sua migliore amica. La strinsi tra le braccia cercando di confortarla.

Dopo un primo momento di imbarazzo, riuscii a calmarla e a riportarla alla normalità. Una volta tranquillizzata si distese con un fianco sulla panchina poggiando la testa sulle mie gambe. Non avrei mai immaginato che quello specchio potesse rivelarsi il mio più prezioso alleato.

Riflesso in esso riuscii a vedere le splendide natiche di P. ma la cosa più sconvolgente era che quelle due zone rosse in mezzo alle gambe erano proprio le sue grandi labbra. La ragazza non portava gli slip.

Botta e risposta; gli occhi trasmisero l`immagine al cervello che subito azionò il pistone collocato proprio sotto la sua testa.

Non passò inosservato.

Il suo primo gesto fu quello di sistemarsi meglio sulla panchina onde aprire ancora di più le gambe.

Mi chiese: "mi desideri?"

Avrei voluto dirle che la desideravo fin dal giorno in cui misi piede nel suo locale, ma non ne ebbi il tempo. Prima che proferissi parola le sua mani avevano già aperto la zip dei jeans e il pistone, una volta libero, stava raggiungendo l`alzata massima dentro la sua bocca. E l`unica cosa che potei sussurrare fu un mugolio.

Dopo qualche minuto di buon lavoro, l`esplosione fu violenta, a nulla servì avvisarla che stavo per venirle in bocca. Le nostre mani allora si impossessarono dei reciproci vestiti e un attimo dopo eravamo nudi. La presi davanti e dietro usando come sostegni ora il bancone, ora il tavolo. Fu un`ora travolgente ed alla fine, esausti, ci stringemmo forte sulla moquette. Il suo sorriso mi fece capire che aveva dimenticato tutte le tristezze.

Sfiniti ed appagati stavamo per rivestirci quando da sopra udimmo il rumore della serratura che scattava. Dieci secondi dopo sua sorella era di fronte a noi che ci osservava a bocca aperta, ma questa è un`altra storia.


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