i racconti erotici di desiderya

In viaggio parte 1 di 2

Autore: Erotic_mind
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In viaggio

Settimana scorsa sono andato a Berlino per lavoro. Viaggiavamo in due: io e una collega del marketing. Una donna di 30 anni, non bellissima ma con un bel fisico sinuoso. Un po' introversa, forse un po' complessata per il suo naso un po' più grandicello dell'ideale. Molto riservata, comunque. Anche in ufficio poco incline a concedere confidenza. Tra l'altro essendoci in ufficio altre presenze femminili assai più prorompenti (e consentitemi di dire, anche molto più zoccole) nessuno si è mai interessato più di tanto a Loredana, questa mia collega con cui ho viaggiato verso Berlino, di cui vi racconto oggi.

Vi riporto il nostro viaggio così come l'ho vissuto, raccontandovelo in prima persona, rivivendolo come se fosse adesso, insieme a voi.

Arrivo all'aeroporto con largo anticipo, l'aereo parte alle 10.30, ma io sono a Malpensa già prima delle 8.00. Quando viaggio mi piace vivere l'atmosfera del trasferimento. Fare le cose con calma, passeggiare per il terminal curiosando fra i negozi senza dover badare troppo all'orologio. Almeno fino a quando i tempi non iniziano a stringere ed è quindi necessario entrare definitivamente in modalità "business".

L'appuntamento con Loredana è al gate di imbarco. Quindi sono libero di gestire il mio tempo come preferisco, fra un salto al bar e un giretto in libreria alla ricerca di qualche titolo sfizioso.

E' lì che invece incrocio Lorendana, molto prima del nostro effettivo appuntamento. Anche lei evidentemente preferisce prendersela con comodo e girare per i negozi dell'aeroporto. Mi nota anche lei (anche perchè io sono alto quasi due metri, e devo dire che mi si nota da lontano!), le faccio un cenno di saluto e la raggiungo.

"Ciao Loredana! Anche tu mattiniera, vedo...!"

"Sì, per non sbagliare ho preso la navetta per l'aeroporto con un po' troppo anticipo mi sa!" mi risponde un po' imbarazzata. Io le sorrido di rimando per farle capire che il mio non era un giudizio sulle sue tempistiche. E anzi, per sgombrare il campo da ogni dubbio replico: "In effetti anche io sono qui da parecchio, mi piace l'atmosfera dell'aeroporto e quando viaggio cerco sempre di arrivare con un certo anticipo per poter fare un giretto in giro". Lei sorride e guarda l'orologio con nervosismo, quasi che la situazione la imbarazzasse. Penso fra me e me che Loredana in effetti è davvero una persona molto timida e riservata e che non è certamente la migliore compagna di viaggio che poteva capitarmi per volare fino a Berlino. Mi attende un viaggio immerso nella lettura, probabilmente scambiando giusto tre parole di convenevoli e nulla più.

In effetti il resto dell'attesa passa in modo piuttosto imbarazzante. Io che cerco di scambiare due parole, e lei che risponde a monosillabi dandomi l'impressione che pagherebbe oro per poter evitare questa convenzione di viaggiare in coppia fra colleghi. Certamente, glie lo si legge in faccia, preferirebbe viaggiare da sola.

Il tempo trascorre così in un sottile stato di imbarazzo reciproco (io che ho la sensazione di essere quasi di troppo e lei che me ne da costante conferma ad ogni occasione). Intendiamoci: senza esser minimamente sgarbata o scortese, semplicemente comunicando con il linguaggio del corpo il suo disagio nel condividere il viaggio con un collega praticamente sconosciuto (in effetti in ufficio lavoriamo nello stesso reparto, ma visto il suo carattere, avremo scambiato si e no tre parole fuori dall'ambito lavorativo).

Guardo l'orologio e le dico: "è ora, dobbiamo andare al check-in". Così ci dirigiamo verso il varco per i controlli di rito. Passo prima io, dopo il solito controllo dove mi fanno sfilare la cintura, le scarpe e mi controllano il bagaglio a mano ai raggi X. Riprendo i miei oggetti dall'altra parte del varco, mi rimetto le scarpe, la cintura e mentre aspetto il turno di Loredana osservo incuriosito come appare ai raggi X il contenuto del mio bagaglio a mano.

Solo che il mio bagaglio è già passato e l'immagine sul monitor di controllo, mostra ormai il contenuto della borsa di Loredana. Convinto che si tratti della scansione a raggi X del mio bagaglio, ma un po' confuso perchè non ritrovo al suo interno i miei oggetti, osservo il contenuto. Un libro, il portafoglio, un mazzo di chiavi, una scatoletta non meglio precisata e... ma... cos'è quello? Non è di certo la mia borsa!! E' una sagoma di un cazzo eretto e bello grosso, per giunta!

Mi scappa quasi da ridere, ma mi contengo appena in tempo... rendendomi conto che è il bagaglio a mano di Loredana e che lei è appena transitata sotto al varco di controllo, raggiungendomi.

Nota il mio sguardo allibito, ancora incantato davanti al monitor dei raggi X. Quando l'immagine sparisce per lasciare spazio al contenuto della valigia successiva, il mio sguardo si rivolge a lei.

Rossa come un pomodoro, con la mano davanti alla bocca e gli occhi spalancati che mi guardano, invasi dal panico. Non posso fare finta di non aver visto, perchè lei lo ha capito benissimo: la mia espressione non lascia alcun dubbio. Non proferisco una parola e ci spostiamo di qualche passo per lasciare passare gli altri in coda. Iniziamo a camminare verso l'imbarco... meccanicamente... Lei continua a fissarmi probabilmente cercando di capire la mia reazione, i miei pensieri e forse e soprattutto il mio giudizio su di lei.

La prima cosa che riesco a dire pochi secondi dopo, con tono disorientato, è: "Scusa... pensavo fosse il contenuto del mio bagaglio a mano... non credevo..."

"No no no, lo so... non è colpa tua... sono io che non avrei dovuto lasciare il vibratore lì dentro!" Mi rispose interrompendomi, mentre sprofondava dalla vergogna. "... avrei dovuto metterlo subito nella valigia che ho imbarcato... ma la fretta e poi ci siamo incontrati subito, prima del previsto."

"Beh... " provai ad abbozzare io, "comunque è solo un fallo di gomma... non è mica una pistola! Dopotutto non c'è niente di male, anche se mi rendo conto che la privacy avrebbe voluto che la cosa restasse un tuo segreto..."

"Già, sì... non c'è niente di male lo so... ma che vergogna.. senti... giura che non lo racconti a nessuno e che te lo scordi pure tu!"

"Prometto che non lo dirò a nessuno, prometto... però se devo essere onesto... beh... non credo che me lo dimenticherò molto facilmente!" sdrammatizzai con un sorriso... "Ma perchè lo hai messo nella borsa a mano invece che in valigia?" domandai incuriosito

"Sono uscita di casa tranquillamente... ma sul pianerottolo mentre chiudevo casa mi sono ricordata che non lo avevo preso. E come avrai capito, io quando viaggio me lo porto sempre con me... Così sono rientrata in casa e l'ho temporaneamente messo nella borsa, perchè la valigia era già chiusa con il lucchetto e il taxi mi aspettava sotto casa. Ho pensato che l'avrei messo in valigia qui in aeroporto, solo che alla fine me ne sono dimenticata... fino a quando ho visto i tuoi occhi sgranati e increduli davanti al monitor dei raggi X!"

"Sì in effetti non avrei mai pensato che tu, insomma... ecco... non credevo che fossi una tipa da...."

"Da vibratore?" tagliò corto lei, che stranamente - come se avesse abbattutto un muro di mille mattoni o si fosse liberata di un peso da una tonnellata - ora si trovava a suo agio. Come se non avesse nulla da perdere.

"Sì, ecco. Non pensavo che fossi una donna così focosa da non poter fare a meno del cazzo per più di due giorni" risposi io altrettanto terra terra, per liberarci definitivamente dei complessi e dei tabù su questo discorso.

Poi continuai: "Ti ho sempre visto come una persona molto timida e riservata, quasi disinteressata al sesso... almeno a giudicare dal comportamento che tieni in ufficio, rispetto a tante altre tue colleghe molto più esplicite e disinibite nel cercare un manico fra le pareti dell'ufficio..."

"Ed è così. Io sono una persona molto timida di solito. E molto riservata. Ma questo non vuol dire che non sia una donna con le sue voglie e le sue fantasie. Non sono mai stata la più bella della classe, o la donna che gli uomini si girano per strada a guardarla, anzi... e la cosa mi ha sempre un po' depresso. Mi ha fatto sempre pensare che gli uomini dopotutto non fossero interessati a me. Ne ho avuti pochi, e siccome non sono appariscente nè cerco di conquistarli, alla fine resto spesso sola per lunghi periodi."

Io la stavo ascoltando con interesse e fra me e me pensavo: "ma guarda un po' alla fine di che razza di discorsi si possono fare con Loredana!"

Poi lei proseguì: "Certo però avere lunghi periodi di solitudine, non significa avere lunghi periodi di castità... sono una donna attiva e mi piace il sesso, avere un orgasmo, e... insomma... fare quelle così lì che piace anche a voi maschietti. Alla fine non pensare... anche le donne si masturbano, e molto più spesso di quanto non siano di solito disposte ad ammettere persino con le amiche. Del resto, se tu non avessi visto il vibratore nella mia borsa, nessuno saprebbe di questo mio piccolo vizietto".

"Noi maschi siamo molto meno timidi da quel punto di vista... lo sanno tutti che ci masturbiamo, anche da adulti. Alla fine se facciamo un viaggio di qualche giorno, ci può stare che se qualcosa ci eccita alla fine nella solitudine di una camera d'albergo la mano scivoli qui sotto - e misi la mia mano sull'inguine - e ci si lasci andare".

"Sai che l'ho sempre pensato anche io, durante i viaggi che il nostro lavoro ci porta a fare così spesso. Io col mio vibratore in valigia osservo spesso nel mio silenzio riservato gli altri compagni di viaggio. Penso se anche Barbara o Elena viaggiano con il piccolo amico di letto con loro, oppure guardo gli uomini e mi domando se si soddisfano con la mano o in altro modo, quando vien loro voglia in una sera qualunque durante una trasferta di lavoro".

Ormai il discorso si era aperto completamente, e potendoci sedere su una fila di posti quasi totalmente vuota, potè proseguire anche durante il volo.

"Visto che ho scoperto questo tuo segreto, anche se involontariamente, trovo giusto parlare apertamente con te dei miei piccoli segreti. Io per esempio quando sono in trasferta e mi viene voglia, spesso compro un film hard in camera e mi masturbo guardandolo. Non c'è niente di male, e non mi vergogno a raccontarlo. Così come anche te non dovresti vergognarti di usare il tuo cazzo di gomma quando hai bisogno di godere da sola, nella tua intimità. Siamo esseri umani e godere fa parte della nostra natura, per fortuna!"

"E' vero, hai ragione... è che farsi scopare da un fallo di gomma a volte è avvilente.... e farlo sapere in giro non è il massimo... in realtà la fantasia viaggia e si immaginano bei ragazzi muscolosi o stranieri misteriosi..."

"Sì, guarda che anche comprare un porno in camera e masturbarsi per un'ora non è proprio qualcosa di cui andare orgogliosi! Lo facciamo perchè la voglia cresce, e una bella sega è meglio di niente... anzi... a dire il vero una bella sega a volte è meglio di una cattiva scopata.. ahahah!" sdrammatizzai...

"Ahahaha!" rise anche lei, "Sì è vero, vale anche per me... mi è capitato di finire a letto con certi ghiaccioli che alla fine il mio amico di gomma l'ho rivalutato di brutto!"

"Beh, senti... alla fine comunque una bella scopata è meglio eh...!"

"Sì, Sì... chiaro", mi rispose lei "una bella scopata è il top... Ma anche una scopata normale è meglio di un cazzo di gomma o... nel tuo caso di una sega no?"

"Sì, senz'altro..."

Seguì un momento di silenzio e di reciproco studio. Poi presi la parola:

"Beh, io credo che ci siamo confidati parecchie cose. E oggi abbiamo scoperto dei lati molto intimi l'uno dell'altra. Io so che questa sera, nella stanza dell'albergo, ad un certo punto tu tirerai fuori il tuo vibratore, chiuderai gli occhi, ti sfilerai gli slip e piano piano lo avvicinerai al tuo clitoride e poi oltre... è una cosa a cui sicuramente non potrò non pensare. " Lei mi guarda arrossendo lievemente, "... e tu saprai ", proseguii per condividere quel sottile imbarazzo, " che ad un certo punto della serata, su per giù negli stessi momenti, io lascerò che la mia mano scivoli lungo il mio inguine, fin dentro le mutande, massaggiandomi fino a stringere fra le mani la stessa cosa, ma di carne viva e calda, che starai stringendo tu... metterò su un porno, e mi masturberò pensando di scopare qualcuna. Lo sai e non potrai fare a meno di pensarlo ora che ci siamo confessati."

Lei ascoltava rapita, e io continuai "tu ti farai penetrare dal tuo vibratore e io in quegli stessi momenti starò fantasticando di penetrare qualcuna con il mio cazzo eretto che stringerò nel mio pugno. Non è stupido tutto ciò?"

"In che senso?" intervenne lei sorpresa da questa svolta nel mio discorso.

"Nel senso che saremo in due stanze diverse sognando la stessa cosa, ricorrendo ad un palliativo per immaginare di averla ottenuta: tu infilandoti un cazzo di gomma vibrante nella tua profondità, e io masturbandomi tristemente davanti ad un porno qualsiasi. Non sarebbe invece fantastico sognare insieme e soddisfare come si deve le nostre voglie?"

Restò in silenzio... questa avance così esplicita l'aveva spiazzata. Del resto l'aver portato con se il vibratore significava che lei aveva certamente programmato di godersela una di queste sere, di avere un bell'orgasmo nella sua intimità, di soddisfarsi sessualmente... Perchè non farlo con un uomo in carne e ossa, disposto a soddisfarla e senza alcuna ulteriore complicazione sentimentale? Non era meglio una scopata fatta bene, di un cazzo di gomma da infilarsi freddamente a occhi chiusi, sforzandosi di immaginare di avere accanto un vero uomo?"

La stessa cosa che dopotutto avrei cercato io, una di quelle sere quando mi sarei ritrovato nudo nel letto con una voglia matta di eiaculare, ma senza avere il calore di una donna nel letto.

Loredana mi guardò negli occhi per cercare di capire fino a che punto mi volessi spingere, e che tipo di persona fossi... se me ne sarei vantato con qualcuno, se sarei stato capace di mantenere il segreto e molte altre domande. Lo percepii e volli rassicurarla: "Loredana, ti faccio questa proposta indecente, solo perchè ci siamo parlati a viso aperto e abbiamo capito entrambi che quello che stiamo cercando è un piacere intimo, di cui godere, senza complicazioni di alcun genere. E senz'altro nell'assoluto rispetto della nostra privacy. Non sono il tipo che si vanta con gli amici di certe avventure. Nè quello che pensa solo al piacere personale e tanti saluti... Ti assicuro che al contrario, sono un tipo a cui piace in modo sublime guardare l'orgasmo negli occhi della donna con cui condivide le lenzuola. Niente complicazioni, niente paranoie. Solo del buon sesso, migliore di quello che si può fare con un cazzo di gomma o con una mano".

"Va bene " disse lei. "Ma nessuno di noi due è un giocattolo. Non nel senso stretto del termine, almeno. Dobbiamo avere voglia tutti e due. Se una sera ho voglia solo io o solo tu, ognuno resta nella sua stanza si soddisferà a modo suo. Non ti nascondo che aver parlato di queste cose, comunque, mi ha fatto salire un ormone piuttosto invadente!" scherzo lei. "Non ti garantisco che questa sera sarà a questi livelli... ma se la cosa vale anche per te... questa sera per buona misura tu resta in stanza... e vediamo cosa succede".

Il viaggio proseguì fino a destinazione, e la giornata di lavoro trascorse più o meno secondo le nostre aspettative. Il cliente era molto interessato ai nostri prodotti, e la riunione durò persino meno del previsto. "Meglio", pensai, "almeno non saremo stanchi e questa sera avremo voglia...". Finito l'incontro uscimmo dal palazzo a vetri, sede dell'incontro, e ci salutammo: "Ciao Stefano, io vado a fare un giro in centro per fare shopping. Quello che ci siamo detti sull'aereo resta valido?" - "Certamente" risposi.

"Bene" continuò lei, "Sai... non vorrei che passata la poesia sul volo, avessi cambiato idea... le paranoie sono sempre in agguato per tutti! Volevo evitare magari di bussare alla tua porta e sentirmi dire che non te la senti, che hai cambiato idea, che siamo colleghi e tutte queste paranoie!". - "Tranquilla" risposi, "nessuna paranoia... ci siamo parlati in modo molto chiaro. Siamo adulti e capiamo entrambi benissimo cosa cerchiamo e cosa vogliamo".

"Ora va a fare shopping in centro, il fatto che stasera forse scoperemo non significa che siamo una coppia o che dobbiamo passare il pomeriggio insieme. Nè nessun altra complicazione. Ho capito benissimo cosa intendi e, credimi, sono perfettamente in sintonia con te: ognuno per la sua strada, e si scopa se si ha voglia. Punto".

"Bravo! Siamo proprio sulla stessa lunghezza d'onda!" mi disse lei ammiccando un po'. Poi si avvicinò appoggiando una mano sul mio sedere e baciandomi castamente sulle labbra.

"Scusa Stefano! volevo solo assaggiare la merce!" rise!

"Certo!" replicai io, mentre separandoci le palpai un seno con la mano. "Giusto così... stuzzichiamoci un po'... sarà più divertente!"

Poi ci allontanammo in direzioni opposte.

Io, a dire la verità, avevo già il cazzo mezzo duro. Al solo ripensare a tutto il nostro discorso, e poi al bacetto e alla sua mano calda sulle mie natiche... mmmmm.... pregustavo già la serata e avevo già i motori caldi. Ma il pomeriggio era ancora lungo. Lo strascorsi girando per la città e poi tornai presto in albergo per preparami alla serata.

La prima cosa che feci fu una bella doccia ristoratrice e poi mi recai nella spa dell'albergo, per rilassarmi in sauna.

Alle 20.00 cenai, leggero, e poi lasciai che i minuti trascorressero per conto loro, davanti alla tele in camera mia. Niente porno... aspettavo notizie più interessanti.

Passò il Tiggì, poi l'approfondimento politico... e infine mi misi a guardare un telefilm... mi ero distratto e il tempo era passato. Di Loredana però nulla... erano le 23.30 e scanalando mi ero già imbattutto in varie trasmissioni in lingua tedesca piuttosto osè... donne nude che scherzavano in tv in modo soft, parlando in tedesco... non che la lingua fosse importante. Iniziavo ad eccitarmi un po'... Volevo quasi andare io da lei, ma mi sembrava di forzare la cosa. Dopo quello che ci eravamo detti, era il caso di aspettare lei. Se fossi andato io alla sua stanza e lei non aveva voglia, mi avrebbe comunque rimandato in camera. Non avevo voglia di subire quell'umiliazione, e preferii aspettare. Ormai invano... era oltre mezzanotte e ormai lei non si era più vista... Avevo fatto bene a non andare, perchè se avesse avuto voglia, sarebbe venuta certamente lei, visto che si sa che l'uomo alla fine è sempre pronto... e se non lo è, ci vuol poco a metterlo in piedi...

La voglia però mi era salita... l'ormone durante il giorno si era accumulato con tutti quei discorsi sullo scopare. Lei aveva un viso che non mi piaceva moltissimo, ma aveva un fisico... e mi ero immaginato come poteva essere toccarlo, annusarlo, leccarlo... penetrarlo. Immaginavo come avesse le grandi labbra e come fossero accoglienti le sue natiche nei palmi della mia mano, mentre la sbattevo sul muro. Non so perchè ma mi stavo immaginando di scoparla così: in piedi, lei a cavalcioni su di me, appaggiata al muro mentre io la sbattevo con vigore riempiendola della mia carne.

Mi stavo eccitando davvero adesso! In mutande nel letto, sotto le lenzuola... Il cazzo duro nei boxer elasticizzati e aderenti che spinge forte. La mano deve scendere a dare sollievo, ad accarezzare e a massaggiare. Ma prima, immancabile, compro col telecomando della tv un film porno. Scelgo "La vicina di casa", il titolo mi sembra appropriato, per fantasticare sulla mia vicina di camera.

Il video parte con il nuovo inquilino del palazzo che invita i vicini di casa per un aperitivo per inaugurare il suo arrivo. Ovviamente dopo pochi minuti sono già tutti semi nudi, sparsi nelle varie stanze dell'appartamento, che si danno da fare. E il nuovo inquilino si ritrova nella doccia con la sua vicina, una bella milf con due labbra che ti fanno già capire quale sarà la scena principe dell'incontro... e così infatti è: sotto la doccia, lei si china in ginocchio e inizia a spompinare lui in modo divino... le sue labbra carnose e rosse scorrono sulla pelle tesa e dura del suo cazzo facendomi sognare di avere quelle di Loredana su di me. Voglio immaginarla mentre nell'intimità della sua camera si infila quel suo bel cazzone di gomma e inarca la schiena mugulando di piacere.

E poi, finalmente arriva la bussata! Toc Toc! Il cuore in gola. Sono nudo con il cazzo duro in mano, e il porno che sta andando di sotto con rumori inequivocabili di gente che sta godendo, che credo si senta anche attraverso la porta. Posso solo sperare che sia Loredana, perchè se è la cameriera che ha bisogno di entrare per qualche motivo, cercherò di scoparmi anche lei!

In effetti è esattamente la cameriera che mi porta su la bottiglia di vino che ormai mi ero pure scordato di aver ordinato! cazzo! alla faccia della precisione teutonica! Questa arriva con 2 ore di ritardo!

Ma ho troppa voglia di scopare, e non mi vergogno certo di farmi vedere nudo col cazzo duro e il porno che passa in tv... vedi mai che possa interessare l'articolo anche a lei. Così apro, ma per buona educazione lascio solo intravedere. Lei dalla porta aperta per metà vede una mia gamba nuda che spunta dalla porta, mezzo busto, e un braccio. Il cazzo è coperto dalla porta, ma si capisce bene che sono completamente nudo e che il tv alle mie spalle, soprattutto, sta trasmettendo un film porno. Insomma... cosa stessi facendo era chiarissimo, anche senza bisogno di proferir parola. La ragazza dell'albergo per niente impressionata mi squadrò e mi fece capire che la bottiglia la portava in camera lei per metterla sul tavolino.

Era una ragazza normalissima, nè bella nè brutta. Bionda come quasi tutte le tedesche, ma senza altri segni particolari. Il culo un po' pienotto, ma non grosso, due tette un po' castigate dentro l'uniforme dell'albergo, e un filo di trucco. Il tempo di squadrarla a mia volta e lei entrò, incurante delle mie nudità.

Chiuse la porta alle sue spalle, lasciandomi un po' perplesso, e appoggiò la bottiglia di vino sul tavolo. Poi si girò verso di me e si godette la vista: io completamente nudo, leggermente sudato dall'eccitazione, con il cazzo teso e duro rivolto verso di lei e le mani appoggiate ai fianchi. Le sorrisi e chiesi nel mio tedesco stentato: "C'è qualcosa che posso fare per te?". Lei sorrise, si guardò intorno... guardò il tv dove la protagonista stava ancora spompinando mirabilmente il fortunato nuovo vicino di casa e poi guardò me sorridendomi, e mi rispose: "spero di non essere stata invadente. Se vuoi me ne vado. Il vino l'ho portato e se non ti serve altro me ne vado".

"Perchè? potresti restare?"

"La notte e lunga e in questi giorni poco movimentata. Le camere sono tutte vuote o quasi. Io sono di turno con una collega. Ho visto dal computer della reception che hai ordinato il film porno. Ho pensato che potesse farti piacere avere compagnia."

"E hai pensato bene, infatti. Immagino ci sia un extra...".

"Sì, ma in realtà non sono una prostituta perchè non lo faccio con tutti i clienti dell'albergo. Ti ho visto nella hall e mi sei piaciuto. Però è chiaro che se puoi pagarmi qualcosa lo preferisco. Ti dico la verità non lo faccio solo per soldi, lo faccio perchè mi è capitato per gioco in passato e ho scoperto che mi eccita essere pagata per scopare. Ma lo faccio solo con chi mi piace. E' una mia fantasia... poi qui in albergo fra colleghe ci copriamo a vicenda... e a turno se ci va di passare la notte senza lavorare... beh... se si può ci veniamo incontro. Però non dire nulla a nessuno, perchè non sanno che faccio sesso con i clienti dell'albergo! Pensano che vada a dormire in qualche stanza libera!"

"Va bene", dissi subito senza pensarci due volte... ormai avevo il cazzo che spingeva fortissimo, e l'idea di finire la serata con una sega triste non mi piaceva affatto. Soprattutto adesso che finalmente avevo in camera una donna con cui scopare!

Misi sul tavolino 100 euro e le dissi di iniziare a fare uno spogliarello per me... intanto il porno continuava ad andare, e lei buttava l'occhio palesemente eccitata mentre mi osservava masturbarmi su di lei.

(continua....!)


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