i racconti erotici di desiderya

Il piacere del travestimento

Autore: Ziobsx
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Il piacere del travestimento, questo è il proseguimento del precedente racconto >. Sentire il nylon sulla pelle, il fruscio della seta, toccare quegli indumenti intimi, oggetto del mio desiderio, era una sensazione impagabile, come ho già potuto scrivere ho cominciato prestissimo ad apprezzare l'intimo femminile, sopratutto adoro le calze velate, siano esse da reggicalze che autoreggenti, adoro indossarle, ed ancor di più passarmele sul cazzo in tiro, farne un cappio e farle scivolare su e giù, una masturbazione senza l'ausilio delle mani, solo la calza, con questo tipo di sega, a volte sborro copiosamente in pochi secondi, questo per dimostrare la cerebralità che l'indumento ha su di me, un effetto paradisiaco.

Certo l'esperienza fatta con mio cugino, leggi il racconto precedente, mi ha segnato, non certo negativamente, lo riconosco, ma, ha dato il la ad una nuova vita, diversa da quella fino a quel condotta, ma uguale per gli altri, per non farmi accorgere dell'uso degli indumenti intimi di mia zia, avevo trovato un lavoretto da fare a tempo perso affinchè con i soldi guadagnati potessi acquistare ciò che mi serviva per le mie godute, sia esse solitarie che in compagnia, comprai alla Standa le calze velate nere, un reggicalze rosso, un reggiseno rosso a balconcino e un paio di slip rossi in coordinato, rubai un paio di scarpe col tacco alto a mia zia, tanto non le usava mai e ne aveva almeno altre 10 paia simili, poi, trovai una gonna di quelle a portafoglio scozzese e una camicetta bianca, il tutto racchiuso in una borsa da calcio e nascosto il tutto in cantina in modo da poterli recuperare facilmente senza troppo nell'occhio, ebbene, dopo vari tentativi per trovare un amico a cui piacesse giocare a marito e moglie e, finalmente un pomeriggio di fine agosto si presentò l'occasione d'oro, mentre vagavo per un viale della mia città chi incontro? Un vecchio compagno di scuola di cui si diceva che fosse un pò gay, che cazzata, o sei gay o non lo sei, ma questo non è il punto, ci salutiamo e cominciano a camminare insieme, così, senza meta, parlottando del più e del meno si finisce per arrivare all'argomento ragazze, certo, per me non era un argomento con cui potevo tenere banco per ore, anzi, di esperienze ne avevo fatte ben poche, forse 2 o 3, ma giusto una sega nei bagni della scuola o poco più, mentre lui si vantava di aver già scopato, mi racconta con dovizia di particolari l'ultima conquista, io lo ascolto estasiato, poi, alla fine del racconto, ci ritroviamo entrambi col cazzo duro, ma, non resistendo alla tentazione gli chiedo: Sai a scuola dicevano che eri un pò gay, ed ora mi racconti di questa scopata eccezionale, ma allora... E lui: Non sono gay, è che a volte mi piace fare le seghe agli amici e farmele fare, ma, mi piacciono le ragazze ed anche i ragazzi... e, a dire il vero, un pò mi piaci anche tu. Intanto camminando siamo arrivati nei pressi di casa mia, e così gli dico: Sai, anche a me piacciono le ragazze ma ho anche un piccolo vizietto, mi piace indossare l'intimo femminile, e sentirmi per qualche ora una ragazza, anzi una Femmina, con tanto di voglia di farmi chiavare... A lui si illuminano gli occhi, mi sorride e mi chiede: Quando possiamo giocare un pò? E io: Domani sarò solo, come tutti pomeriggi, i miei sono al lavoro fino alla sera e avrò casa libera, se vuoi puoi venire su da me, cercherò di farti divertire.... Rimaniamo così, con la voglia al cazzo ma, aspettando l'indomani pomeriggio.



Continua.....


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