i racconti erotici di desiderya

Il mio primo carsex

Autore: _paul_
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Poco più che ventenne mi parlarono di questa pratica così diffusa in Inghilterra che la curiosità mi portò subito a fare delle ricerche e scoprire che in realtà era diffusa anche in Italia, con non pochi posti atti al famoso "dogging". Ammetto che la casualità di un incontro, mi ha sempre affascinato e più fantasticavo su questa cosa, più la mia voglia di provare si faceva strada. Non passò molto tempo, prima di fermarmi ad un famso parcheggio catanese, il famosissimo Cityper! Iniziai subito a notare un via vai di auto "anomalo", fari, stop che si accendevano, gemiti, non sapevo cosa fare, rimasi pietrificato per quasi due ore, ad osservare, a cercare di capire, come avvenivano questi famigerati incontri. Vedevo auto inseguirsi e sparire nel nulla, uomini che scendevano dall'auto e furtivi si avvicinavano alle auto di coppiette che scopavano con i finestrini abbassati. Sentire quei gemiti mi provocava una sconvolgente eccitazione, ad ogni gemito, il cuore a mille ed un'erezione incontrollata accompagnavano i miei "appostamenti". Era come se fossi drogato.

Passarono 2 o tre settimane, m'informai, iniziavo ad osservare i singoli che si defilavano con le coppie, i movimenti, le luci, i segnali che tutti si scambiavano per "giocare".

Era un venerdì di Marzo, faceva freddo, ed io ero parcheggiato tra gli alberi di questo parcheggio, era tardi, credo le 2 passate, ero li da mezzanotte e stavo quasi per andare via, quando una berlina scura si parcheggia accanto a me. Non potrò mai dimenticare quell'istante in cui mi voltai verso la loro auto e vidi la sagoma di un corpo femminile, di una ragazza che porta la sua bocca tra le cosce del suo uomo. Mi appare subito il suo culo tondo, sodo, dalla pelle liscia, illuminato da una luna perfetta per quella occasione. Stranamente non c'era molta confusione e le loro effusioni non furono disturbate da altre auto che giravano solitamente come zanzare sulla sponda di un fiume in piena notte d'estate. Il sangue lo sentivo salire al cervello e l'adrenalina raggiunse livelli da infarto non appena abbassai il finestrino e iniziai a sentire i suoi sospiri mentre prona succhiava il cazzo del suo compagno.Avevo la bocca asciutta e il cazzo durissimo. Volevo scendere, ma avevo paura che tutto svanisse come in un sogno. Volevo toccarla, sentire quanto fosse eccitata, ero curioso di sapere quanto fosse bagnata, quanto la eccitasse mostrare quel culo così perfetto ai miei occhi.

Abbassarono ancora di più il finestrino, mettendomi all'angolo tra le mie scelte. Aprii la portiera della mia auto e scesi con passo felino, i battiti in gola, paura di essere cacciato malamente, paura di sbagliare la prossima mossa. Ero a pochi metri da quella visione che mi stava mandando al manicomio, più mi avvicinavo e più si alzava il volume dei suoi sospiri. Ero li, davanti a quello splendore, a neanche 50 cm di distanza da quel culo, che subito venne spalancato dalla mano di lui che disse: "senti quanto è bagnata la troia". Tutti i pensieri azzerati, la mia mano va da sola, incondizionata, a seguire il suo ordine. La porto perpendicolare al suo interno coscia umido e caldo allo stesso tempo, salgo e con il pollice apro senza alcuno sforzo quella fica già grondante di umori. Al mio passaggio lei emette un gemito di piacere portando i fianchi verso di me, inghiottendo letteralmente il mio dito. Non ho saliva, il cervello in palla, il cuore a 2000, ma la mia mano cela tutto questo seguendo i movimenti delle sue anche voluttuose. Si alza e sussurra qualcosa all'orecchio del suo compagno e in meno di un secondo si volta verso di me ed apre lo sportello, mette una mano sui miei pantaloni, all'altezza dei bottoni ed accenna un sorriso, il viso era di una 25 enne, non di più, mora, capelli lisci sulle spalle, occhi ammalianti, labbra disegnate, pochissimo trucco e un profumo che il solo sentirlo mi faceva impazzire. Sbottona un bottone per volta mentre mi guarda ammiccando, passa la mano sulle mutandine e sorride ancora. Il sorriso termina con la sua bocca aperta che sta per accogliere il mio cazzo durissimo. Con la mano accompagna il movimento perfetto dentro la sua bocca che mi fa passare tutte le freddure del clima. Lecca e ingoia ogni centimetro del mio cazzo, non vedo lui, ma vedo lei che si inginocchia a me scendendo dall'auto, allargando le cosce mi porta la mano alla sua fica per farmi sentire quanto era bagnata, lo era, in un modo smisurato, forse non avevo mai toccato una fica così bagnata. Si risolleva e con un movimento sinuoso mi da le spalle poggiandosi allo sportello. Una mano da dentro l'auto mi passa un preservativo esclamando: "falla godere questa puttana". Annuisco, metto il preservativo mentre lei si masturbava dandomi le spalle, poggiata allo sportello, aspettava me, il mio cazzo duro e desideroso di quella fica vogliosa. La presi lentamente, godendomi tutta l'entrata, scorrendo con tutto il tempo che occorreva le pareti della sua vagina in piena di cremosi piaceri, lasciai l'ultimo tratto per un colpo deciso, siii, sospirò lei voltandosi verso il suo lui. Iniziai a scoparla prendendo il suo ritmo, ancheggiava inghiottendo il mio pene ad ogni affondo, con una mano si era aggrappata alla mio giubbotto e spingeva cercando il suo piacere da condividere con il suo uomo, senza mai perderlo di vista gli chiedeva se gli piaceva e lui mentre si segava, annuiva con gemiti di piacere. I movimenti diventarono sempre più intensi, mentre le sue cosce si piegavano a quello che sembrava essere un fantastico e spasmodico orgasmo. E più godeva e più interaggiva con il suo compagno, chiedendo se si stesse comportando da brava troia. Portò la schiena sul mio petto durante gli ultimi spasmi di piacere e mi confidò all'orecchio il desiderio di essere sborrata in bocca e farlo vedere a lui. Poteva chiedermi qualsiasi cosa, avrei accettao tutto, riuscì a trasferirmi tutto il suo eccitamento, col corpo e con quei sussurri. Mi sentivo come entrato in un circuito di passioni alimentato da loro e condiviso con me. Si voltò e sfilò il preservativo, iniziando ad accarezzare e segare il mio cazzo contornato dei suoi umori, con la lingua sotto la cappella accompagnò il mio orgasmo, mentre il suo lui gemeva di piacere per conto suo, ma più connesso sicuramente di chiunque altro alla sua troia. Accolse tutto il mio sperma in bocca, seguendo il ritmo dei miei spasmi, mi lasciò senza fiato. Continuò ad accarezzarmelo mentre continuava a guardare il suo complice..


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