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Giulia: dal padrone al marito

Autore: Coppiaromana38
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Cammino guardando per terra, senza vedere davvero il selciato del marciapiede. Ho la mente ancorata alle quattro ore appena trascorse a casa di Maurizio. Sono le sette e mezzo di sera, mio marito starà iniziando a preoccuparsi, adesso riaccendo il cellulare e lo chiamo. No, ancora un attimo, devo scrollarmi di dosso certe sensazioni, lo richiamerò dopo... anzi no, gli dirò che avevo la batteria scarica e gli parlerò direttamente a casa. Tanto fra quaranta minuti sarò a casa. Per cena sarò a casa...

E' stato qualcosa più di semplice godimento stavolta, qualcosa di molto più profondo. E' stato... trovarmi nel posto giusto per me, nel luogo e nella situazione in cui ogni parte di me esultava, in cui le mie pulsioni più profonde hanno trovato soddisfazione.... e non so come gestire tutto questo. Ho paura adesso...

Quante volte ho tradito Claudio? Non lo so, non me lo ricordo... tante. L'ho tradito quando eravamo fidanzati, e l'ho tradito ancora di più dopo il matrimonio. E lui, stupido dolcissimo uomo, che non si è mai accorto di nulla, che ha vissuto questi anni al mio fianco senza mai sospettare... Ma io ho sempre saputo di essere in fondo sua, che le mie scappatelle avvenivano per l'impulso di un momento, per un desiderio che poi si placava e dal quale poi tornavo indietro, integra e padrona di me stessa, alla mia vita di sempre... E ora invece, che cosa è successo?

La sottile paura... paura di aver varcato una soglia dalla quale non tornerò completamente indietro, paura di aver perso la completa padronanza di me stessa, il controllo delle cose... Io lo sento, dentro me stessa, che non sono più esattamente la stessa persona di ieri, di stamattina. Sono diventata un'altra cosa... ho scoperto, accettato ed acquisito un altro ruolo... un ruolo che non avevo mai avuto prima. Un ruolo che ha un nome ben preciso: sono diventata la cagna di Maurizio. Non solo perchè ho appena trascorso tre ore piene ricevendo il suo cazzone in tutti i miei buchi. Questo l'ho già fatto anche con altri uomini. Lui però mi ha dominata, mi ha fatto eseguire tutti i suoi ordini, mi ha scopata ed inculata ripetutamente in tutti i modi possibili perchè era lui che lo voleva, non perchè ero io che glielo concedevo. Ora sono la sua cagna, sono ansiosa di ricevere altri suoi ordini. Al solo ripetermi queste parole mi sento strizzare lo stomaco. Cammino e sono piena di dolori... ho l'ano martoriato e dolorante dalle dilatazioni con i plug prima... e dalle penetrazioni, ripetute, violente e dolorose dopo. Credo di essere piena di segni su tutto il corpo, devo fare attenzione che Claudio non se ne accorga, e non sarà affatto facile... per fortuna sul viso non mi ha lasciato segni...

E ora?

Se Maurizio mi chiama so che andrò da lui. Come farò con Claudio?

Se Maurizio mi ordina di fare cose io le farò... e la cosa mi preoccupa non poco... non so dove tutto questo mi porterà. Come diamine potrò contemporaneamente essere la moglie di un uomo e la cagna di un altro? Eppure sono entrambe le cose... E altri dubbi mi tormentano. Perchè mi sono messa su questa strada, perchè sono sempre stata così insoddisfatta da cercarmi altrove quello che un solo uomo, il mio, avrebbe dovuto darmi? Forse non ho saputo chiederglielo io... ma chiedergli cosa? Come potrebbe Claudio placare quella maledetta sete che sento dentro di me e che mi trascina? Claudio, così dolce, così buono... ed io che lo amo tanto ma che ho bisogno anche di un uomo che sappia essere cattivo, di un padrone... La sera stessa dopo una cena silenziosa, sul divano davanti al televisore Claudio mi si avvicina in modo inequivocabile. Panico. Se mi spoglia sono fritta, vedrà i segni del frustino sul sedere e sulle cosce. Non sono evidentissimi ma si vedono. Ma lui mi accarezza le mani, mi guarda teneramente... Dirgli di no proprio non me la sento, allora prendo la situazione di petto. Niente preliminari dolci a cui siamo abituati e dopo i quali Claudio regolarmente mi spoglia prima di possedermi. Dobbiamo fare le cose al buio o quasi, perchè non veda i segni... Mi alzo, spengo la luce, mi volto, mi appoggio al muro e lo guardo... Qualunque cosa ma non dirgli di no, se vuole fare l'amore con me. Io lo amo tanto, il mio Claudio, e non gli dirò mai di no. Lui seduto sul divano, io in piedi appoggiata al muro, entrambi illuminati dal chiarore dello schermo televisivo a 40 pollici. Lui mi guarda con occhi interrogativi e leggermente smarriti, si rende conto che c'è qualcosa di insolito tra noi ma non ha idea di cosa sia. E' eccitato, lo vedo dal gonfiore sui pantaloni, ma non sa cosa fare, resta lì a guardarmi, aspetta che sia io a fare qualcosa. Mi prende una voglia di amarlo tremenda, che non ho mai sentito prima. Forse è la paura di perderlo, forse no. Mi prende il desiderio di dirgli che lui è mio, è una mia proprietà esclusiva e che sono io e soltanto io che devo farlo godere, e devo farlo godere come non ha mai goduto prima. Che sono l'unica donna che davvero può regalargli il massimo del godimento possibile. Realizzo di colpo che tra me e lui qualcosa è cambiato, l'iniziativa è mia, e tutto dipende da me. Sono io che devo dirigere il gioco, qualunque esso sia. Rimango appoggiata al muro e sollevo lentamente la gonna guardandolo negli occhi. Apro leggermente le gambe e sempre fissandolo alzo la gonna sopra le mutandine. Scosto le mutandine ed inizio a sditalinarmi davanti a lui. Abbiamo sempre fatto sesso appiccicati io e lui, parlando d'amore e scambiando frasi tenere, due anni di matrimonio e due di fidanzamento senza che gli avessi mai fatto uno spettacolino davvero hard. Beh, è ora di cominciare, mi dico. Lui mi guarda affascinato per diversi minuti, dentro di me nasce ed aumenta la volontà aggressiva di shockarlo, di coinvolgerlo oltre ogni limite, di fargli scoppiare il cervello di desiderio. "Ti piace vedere tua moglie che si sgrilletta la fica in questo modo?". E' il mio primo assalto alla baionetta, un colpo brutale che coglie nel segno. Nonostante la semioscurità ho quasi l'impressione che queste mie parole lo facciano impallidire. Non mi aveva mai sentito dire una cosa simile. E continuo: "Lo faccio molto spesso, sai, e tu non te ne sei mai accorto...". Cerco di spiare l'espressione del suo volto, ma lui sembra quasi nascondere il viso. "Stai fermo e buono lì mentre mi sditalino un po'...". Lui rimane in silenzio, lo sento però respirare pesantemente. Mi infilo due dita nella passera che sta bagnandosi vistosamente, uso il miele per lubrificarmi la clitoride, quello che avanza lo porto alla bocca e lo lecco dalle dita con espressione lasciva... Claudio ansima, si è tirato fuori il cazzo dai pantaloni e se lo sega lentamente guardandomi. Mi stacco dal muro, mi avvicino a lui, lo afferro per le spalle con decisione, lo faccio sdraiare sul divano. Lo vedo incerto sul da farsi. Il suo smarrimento alimenta ulteriormente la mia nuova animosità . Gli salgo a cavalcioni sul viso, apro le gambe, scosto le mutandine quel tanto che basta e gli piazzo la fica sulla bocca. "Forza, datti da fare con quella lingua che ho voglia di godere". Pronuncio queste parole con voce bassa e dura, non riesco nemmeno a riconoscermi. Non mi sono mai rivolta a Claudio con quel tono di voce, che non sapevo nemmeno di avere. Lui esita, disorientato, allora gli premo con decisione la fica sulla faccia, e finalmente sento la sua lingua iniziare a slapparmi come si deve. Mi sorprendo di me stessa. Dopo avere fatto sesso per oltre quattro ore con Maurizio e avere avuto con lui una mezza dozzina di orgasmi mi bagno di nuovo, ed abbondantemente. Mi si scatena dentro l'anima un'aggressività che non avevo mai sentito, un desiderio di impormi sul mio uomo, di ribaltare la situazione vissuta poche ore prima con l'altro uomo. Adesso la più forte sono io, sono io a guidare l'uomo, il mio uomo che deve stare sotto di me: "Ficcala bene dentro, quella lingua, e muovila bene, fammi godere...". Claudio intensifica l'azione, sembra che la cosa non gli dispiaccia. Gli strofino la fica sulla faccia, me la allargo con le dita e lo incito ad infilarci dentro naso, labbra e lingua. Sono zuppa di umori e glieli spalmo per bene sul viso. Allora rompo altri argini, mi lascio andare. "Lo sai che sei il mio cane da lecco, tu?".

Claudio non sa come comportarsi, ma ci sta decisamente. "Voglio sborrarti sulla lingua, voglio goderti in bocca, dai, cagnolino, lecca per bene", insisto. Improvvisamente mi giro e gli impongo il medesimo trattamento riservatomi qualche ora prima da Maurizio. "Adesso devi leccarmi il culo, Claudio, voglio che ci infili la lingua dentro". E' la prima volta che facciamo una cosa del genere. Altri uomini me lo hanno già leccato, ma mio marito mai. E' ora di recuperare il tempo perduto, mi dico. Gli piazzo il sedere sulla faccia, mi divarico le natiche con le mani. Claudio diventa bramoso di eseguire l'ordine. Sento la sua lingua vogliosa insinuarsi nel mio ano. Ringrazio il cielo che la semioscurità gli impedisce divedere quanto è arrossato, e ringrazio il cielo di essermi fatta una doccia abbondante appena tornata a casa, o il sapore dei vari lubrificanti usati da Maurizio mi avrebbe tradita. "Dai, cagnolino, scopami il culo con la lingua!!!". Una frase che fino al giorno prima non mi sarebbe passata nemmeno per l'anticamera del cervello di pronunciare. Adesso invece mi ritrovo a sditalinarmi indecorosamente la fica mentre incito mio marito a farmi l'osceno servizietto. Claudio appare in estasi. La cosa mi fa impazzire di piacere, decido di non pormi limiti, di rovesciare fuori di me stessa tutto ciò che può regalare piacere ad entrambi. Sento che è la cosa giusta da fare e so per istinto che è la stessa cosa che lui desidera da me. Mi metto a cavalcioni del suo viso, lui sempre disteso sul divano, sono la sua padrona. Mi infilo tre dita nella fica mentre lo guardo negli occhi, sono sopra di lui e lo domino. Le giro e le rigiro per inzupparle di umori fino alle nocche, le tiro fuori e gli ordino di pulirmele con la lingua. Claudio ad occhi chiusi per il piacere me le lecca devotamente. Con una mano gli tengo la testa, l'altra la infilo nella fica, raccolgo gli umori e glieli dò da leccare, ripetendo la manovra più volte. Per gratificarlo allungo una mano dietro di me e gli meno il cazzo delicatamente. Ora le tre dita ora me le infilo nel culo, il più profondamente possibile. Claudio qualcosa vede, seppur nella semioscurità... vede la mia mano sparirmi nel culo fino alle nocche. Entra senza incontrare resistenze, dopo tutto quello che Maurizio mi ha combinato è il meno che possa capitare. Mi giro, rimesto con le dita nel mio culo senza sosta proprio davanti al suo viso, nella stanza c'è solo il rumore del nostri respiri affannosi e dello sciacquio delle dita nel mio orifizio anale. Estraggo la mano e gliela dò da leccare. Claudio la divora letteralmente, si infila le mie dita zuppe tutte e quattro in bocca, le succhia con un'avidità sconcertante. Inizio a parlargli a voce bassa, insinuante, decisa. "Senti il sapore della mia fica e del mio culo, tu d'ora in poi mi farai questi servizietti tutte le sere, hai capito?". Per la prima volta da quando è iniziato questo gioco perverso gli sento dire qualcosa. Con un filo di voce mormora che farà tutto quello che voglio, che lo sto facendo impazzire letteralmente... "Io ti voglio cane da lecco, hai capito bene?".

Claudio annuisce e mi guarda con occhi adoranti, ancora più adoranti di come li abbia mai avuti. Mi rigiro su di lui, gli piazzo la fica sulla faccia e gli prendo il cazzo in bocca. Non è una grossa novità per noi due fare un 69, ma è certamente una novità il fatto che io durante un 69 infili a lui due dita nell'ano senza tanti complimenti. Mentre gli succhio l'uccello mi eccito ad allargare il buco del culo di mio marito con le dita. Lo faccio con decisione, senza preoccuparmi di cercare il suo assenso o di provocargli fastidio. Claudio geme per la sorpresa, per le sensazioni inedite, ma continua a leccarmi la passera, a succhiarmela, ad infilarci dentro il viso con foga e con furia quasi. L'ano di Claudio non è certo largo come il mio ma sono già a tre dita dentro e cerco di infilarci anche il quarto. Mentre cerco di allargargli lo sfintere sento che lui inizia a gemere... Conosco i sintomi, sta per venire... allora smetto di succhiare e mi concentro sul suo ano. Mi sgancio dalla posizione del sessantanove, lo lascio sdraiato e mi siedo sul divano accanto a lui. Gli dico a bassa voce che deve godere con il culo stasera. Con una mano gli meno lentamente l'uccello per mantenerlo eccitato mentre con l'altra lo penetro a pieno ritmo. "Lo senti come ti fotto?". Claudio ha il viso nascosto tra le mani e geme, l'impressione è che questo mio modo di fare lo abbia completamente annientato. Geme, ma allarga le gambe, Geme, ma non mi chiede di smettere. E' incredibile e sconcertante come lui sia passato nel giro di pochi minuti dal ruolo sessuale di maschio a quello di partner completamente dominato, senza una spiegazione, senza una preparazione. E' semplicemente successo, e talmente di colpo da sembrare una cosa irreale. "Ti puoi masturbare, se vuoi", aggiungo. Sono impegnata a scavare con le dita nel suo culo per penetrarlo più profondamente possibile mentre lui si masturba il pene eretto. "Ti piace come ti inculo, vero?", gli dico incalzandolo. Lui geme, credo tra l'altro di stargli procurando una discreta dose di sofferenza fisica. Mi risponde di si, che gli piace tanto, di fargli tutto quello che voglio. "Lo sai, Claudio, cosa voglio che tu diventi per me d'ora in poi?". Mi risponde sottovoce di essere il mio cane da lecco. Sentirgli dire quesa frase mi obbliga a sditalinarmi. Ed insisto, chiarendo definitivamente un concetto ormai evidente ma ancora rimasto inespresso. "Certo, ma non solo questo. Lo sai cosa sarai tu d'ora in poi? Sarai la mia puttana!!". Mentre gli dico queste parole sento il suo orgasmo arrivare, e avverto una massa di piacere indescrivibile che sta montando anche dentro di me. Ho la mano infilata fino alle nocche nel culo di mio marito e glielo sto pompando senza misericordia, come faceva qualche ora prima Maurizio con me. Mi strizzo la clitoride con le dita e arriva per entrambi un'onda, una mareggiata, uno tsunami di piacere. Rovescio gli occhi all'indietro e mi abbandono ad un orgasmo devastante, il più completo e liberatorio che abbia mai provato in tutta la mia vita... Avverto subito dopo l'orgasmo violentissimo di mio marito, che non riesce a trattenere grida strozzate e ripetute, e faccio appena in tempo ad infilarmi in bocca il suo cazzo per potermi gustare fino all'ultima goccia del nettare più squisito ed inebriante che esista, mentre affondo l'altra mano il più possibile nel suo culo. Non credo di aver visto mio marito mai così intimamente appagato, e non credo di essermi mai sentita in vita mia più felice di così. Claudio, finito di svuotarsi fino all'ultima goccia rimane riverso sul divano, immobile, probabilmente incapace di credere pienamente a quello che gli è appena successo. Ha una mano posata sugli occhi. Mi sdraio sul divano accanto a lui, respiro il suo respiro ancora affannoso. Gli accarezzo la mano, mi sento fisicamente distrutta ma intimamente appagata e cosciente di essere arrivata finalmente, con il mio lui e per la prima volta, nel posto giusto, quello che avevo sempre cercato senza mai riuscire ad individuarlo. Per la prima volta dopo quattro anni di unione le nostre due nature sessuali si sono finalmente incontrate. Provo una sensazione intima e meravigliosa di sollievo. L'immediato futuro adesso non mi spaventa più tanto come prima...


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Mcurris Invia un messaggio
Postato in data: 23/10/2016 09:50:57
Giudizio personale:
molto eccitante.....

Autore: Nychi12 Invia un messaggio
Postato in data: 10/04/2010 23:12:45
Giudizio personale:
bvrava

Autore: Astarix Invia un messaggio
Postato in data: 28/03/2010 21:38:16
Giudizio personale:
Gran bel racconto brava,bravissima

Autore: Adunanza67 Invia un messaggio
Postato in data: 20/03/2010 02:07:50
Giudizio personale:
bello brava...

Autore: ECCOMIQUA100 Invia un messaggio
Postato in data: 16/03/2010 16:49:39
Giudizio personale:
finalmente veri, bravi

Autore: Antonioepaola Invia un messaggio
Postato in data: 12/03/2010 20:43:45
Giudizio personale:
senza parole...azz

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