i racconti erotici di desiderya

Fantasia sulla spiaggia

Autore: Arrid
Giudizio: -
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Siamo agli ultimi giorni di ottobre, a Torino iniziavano i primi freddi e le prime piogge. Si sentirono in chat e lei gli disse che lì a Roma da lei faceva ancora abbastanza caldo.
“che ne dici se uno di questi giorni vengo a trovarti? Così mi fai vedere un po' la tua città che non l'ho mai vista.”
“volentieri, quando vuoi, io ci sono.” lei accettò la sua proposta. Si misero d'accordo per il giorno della partenza. Il week-end dopo, al mattino presto lui era sul treno diretto per la capitale. Dentro di sè aveva un non so che di eccitazione...Non si erano mai visti, ma avevano parlato moltissimo in internet e lei gli piaceva. Molto carina, simpatica e...molto intrigante e sensuale.
Durante il viaggio si sentirono per sms per informarsi dell'orario di arrivo e per tenersi compagnia l'un l'altra. Pian piano che il treno si avvicinava alla destinazione, i messaggi iniziavano a farsi più caldi. Non caddero mai nel volgare...si desideravano semplicemente.
Finalmente il treno arrivò, stranamente puntuale, alla capitale. Fecero un po' fatica a trovarsi in mezzo a tutta quella gente, ma, appena si videro si diedero una stretta di mano per presentarsi e...senza nessuna spiegazione si abbracciarono, come se fossere vecchi amici che non si vedevano da anni.
“andiamo, ho dovuto lasciare la macchina in un posto brutto”.
Salirono in macchina e, dopo pochi secondi di imbarazzo, iniziarono a chiacchierare del più e del meno. Lui ogni tanto la guardava, guarda il suo bel viso, e il suo bel corpo. Aveva un bel seno. Ad un semaforo lei si accesse una sigaretta con disinvoltura, ma per lui fu il gesto più sensuale che potesse fare. Gli piaceva vedere come fumava, come teneva quella sigaretta tra le sue labbra leggermente colorate di rosso. Un rosso non troppo acceso, non volgare; un rosso leggero, sensuale come era lei.
“allora, dove mi porti di bello? Non me l'hai voluto dire...ora che sono qui me lo dici?”
“no, altrimenti che gusto ci sarebbe?” Lei aveva ragione, che gusto ci sarebbe stato già a sapere tutto? Ma lui più o meno intuì la destinazione dai cartelli che indicavano per Ostia. Fece un sorriso...gli piaceva il mare di questo periodo...così tranquillo, senza tutta quella folla...senza nessuno.
Arrivarono al bed&breackfast che lei aveva scelto. Era molto semplice, ma caldo e accogliente. Era ora di pranzo, lui si fece una doccia veloce e si rivestì, il tutto nel bagno...non si osava ancora cambiarsi difronte a lei, nonostante tutte quelle cose che si erano detti in chat. Andarono a mangiare qualcosa insieme e fecero due passi. Durante il loro giro iniziarono a prendere confindenza tra di loro e iniziarono a giochicchiare stuzzicandosi facendosi il solletico.
Quei primi contatti iniziarono a scaldare i loro animi. Senza accorgersene si trovarono vicini alla spiaggia.
“vieni,” gli disse “conosco un posticcino che fa delle cose buone da mangiare, tanto ormai è quasi ora di cena”. Lei si fece seguire...era vestita con una gonna nera fino al ginocchio e un paio di calze semi trasparenti. Lui la lasciò andare un po' avanti per poterla ammirare. La camminata di lei gli permise di vedere le sue gambe e il movimento del suo sedere.
“allora, vieni o no?! non stare a guardarmi il culo!!!” Ahahahah, l'aveva beccato in pieno. Lui arrosì un poco e la raggiunse. Il chioschetto del mangiare era giù in fondo...intorno a loro non c'era nessuno; erano da soli, loro due. “non ti stavo guardando il sedere prima.........beh, non solo” ammise lui. Lo sguardo di lei si fece malizioso e gli fece la linguaccia.
“guarda che se mi fai la linguaccia, poi sono constretto a mordicchiartela.”
Non se lo fece ripetere e continuò a fargli la linguaccia.
“l'hai voluto tu allora.” Un'ultima linguaccia, con quello suo sguardo da innocente monella. Lui si avvicino e prese la sua lingua tra i suoi denti facendo finta di mordergliela. Le loro labbra vennero subito a stretto contatto, poi le loro lingue iniziarono il ballo di un bacio passionale.
“dai, andiamo a mangiare; ho fame” interruppe lei. Arrivarono al chiosco, mangiarono seduti su una panchina lì vicino e aspettarono che il chiosco chiudesse.
“quando questo chiude, qui si spegne tutto; è tutto buio, ci sono solo le stelle e la luna a fare da luce. E' bellissimo e....molto intimo” gli raccontò.
“interessante...così possiamo continuare quello che abbiamo iniziato prima.”
Attesero il fatidico momento. Il proprietario del chiosco spense tutto e se ne andò. Rimasero un po' fermi, in silenzio per assicurarsi che non ci fosse proprio nessuno.
“che ne dici...prima ho visto un posto interessante” le propose “ho visto un angolino con degli scogli molto belli, vieni.” Lui si era quasi studiato a memoria il percorso. Raggiunsero una piccola barriera di scogli. Erano proprio in riva al mare. Per fortuna il mare era calmo e le onde non invadevano quel piccolo angolo di paradiso. Si distesero lì sulla sabbia e iniziarono a baciarsi con passione. Le mani ormai non avevano limiti ed esploravano tutto il corpo. Lei aveva un bellissimo corpo, un seno non molto grande, ma sodo e...dei capezzoli da far girare la testa. Lei iniziò a sbottonargli i pantaloni e infilò una mano sotto i suoi slip. Era proprio vero quello che diceva: con quella mano lo stava facendo impazzire. Lui spostò una mano sotto la gonna, dapprima sul suo bel sedere poi sul suo fiorellino. Si sentiva la sua eccitazione già da sopra le mutande. Lui si alzò per sfilarle i vestiti da dosso, ma lei fu più veloce di lui, si inginocchio e gli tolse pantaloni e muntande. Giocò ancora un po' di mano, poi lo prese in bocca e iniziò a succhiarglielo. La lasciò fare per un po', accompagnò il movimento della testa tenendole una mano sulla nuca poi la fermò, la fece alzare per spogliarla e finire di spogliarsi. Una volta entrambi nudi, l'abbracciò e iniziò a stuzzicarle il clitoride con un dito. Sentiva che iniziava ad ansimare...gli piaceva sentire i suoi gemiti. Sentiva i suoi umori colargli sul dito, glielo infilò tuttò dentro con un gridolino di piacere di lei. Lui prese la sua felpa e la poggiò sulla sabbia a mo di asciugamano e la fece sdraiare sopra. Le fece allargare un po' le gambe e iniziò a leccargliela.
“fammi venire sopra di te...” disse tra i gemiti di piacere. Lui rimase ancora un po' la sotto a leccargliela poi l'accontentò: si staccò da lei, diede un bacio a entrambi i seni e un baccio sulla sua bocca. Si mise supino e attese che lei lo cavalcasse. Gli si mise a cavalcioni, afferrò il suo membro duro e lo fece scivolare dentro di sè. Era bagnatissima e caldissima. La sua fighetta era così accogliente...Lei iniziò prima con movimenti lenti e circolari a fargli sentire ogni minima parte delle sue pareti interne. Stringeva la sua figa attorno al suo membro. Nel frattempo lui le afferrò i seni fissando le sue espressioni di godimento. I movimenti iniziarono a farsi più veloci, più ritmici: su e giù, su e giù, su e giù. Era lei a dettare l'andamento e queato gli piaceva molto, lo faceva godere mentre le sue mani le stuzzicavano il clitoride. Lei portò un braccio dietro di sè e infilò un dito nel suo sedere: lo stava preparando, voleva essere penetrata anche lì. Quando fu soddisfatta, rallentò i movimenti “ti va di prendermi nel culo?”
“certo, non c'è bisogno che chiedi!” Si alzò leggermente di più per farlo uscire dalla sua figha e se lo puntò sul suo buchetto...lo lubrificò con un po' dei suoi umori e con delicatezza iniziò a scendere su di lui facendolo entrare. Più scendeva, più il suo membro la penetrava nel sedere, più la sua espressione era di godimento. Una volta tutto dentro si fermò un attimo poi inizò a muoversi. Anche qui voleva tenere lei il ritmo, ma lui non glielo permise: la prese per i fianchi, sollevò un po' le ginocchia e iniziò a impartire il ritmo. La sentiva godere, sentiva che le piaceva e spingeva sempre più forte. Le infilò due dita nella figa, mentre lei stessa si stimolava il clitoride...dopo poco lei venne, lasciando colare i suoi umori sulla mano di lui. “non smettere, voglio che mi vieni dentro” gli disse.
Iniziò a spingere più veloce; anche lui stava per venire. “no, non lì, vienimi davantanti.” Ancora due spinte belle forti dentro il suo sedere che la fecero gridare di piacere, poi si tolse e la penetrò nuovamente nel suo sesso tutto bagnato. “lascia fare a me” disse lei sicura e iniziò a muovere il bacino velocemente su e giù tenendo il suo membro bello stretto dentro di sè. Lui la sentiva tutta...bastarono pochi movimenti che non ce la fece più ed esplose riempendola del suo seme. Lei rimase ancora su di lui toccandosi il clitoride per poter venire ancora una volta con lui dentro di sè.
Sfiniti si lasciarono ricadere sulla sabbia abbracciati.


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