i racconti erotici di desiderya

Elisabetta, alice e il pub a luci rosse (i parte)

Autore: Pollicino1965
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1. Prologo.

Dopo quello "scandaloso" pranzo di famiglia, Elisabetta viveva nel terrore delle conseguenze che quel video - girato da suo fratello - poteva avere.

Per il momento, a conoscerlo erano "solo" i familiari più stretti, ma lo zio Luca - tra gli "spettatori" di quel giorno - aveva in mano due armi con cui si sarebbe potuto giocare un ricatto formidabile, che peraltro già le aveva preannunciato in quei SMS maledetti: la prima, che era il solo (a parte Antonio e la stessa protagonista) a conoscere l'epilogo del video, e cioè la formidabile inculata che si era fatta fare da Ahmed; la seconda che avrebbe potuto postare quelle scene sul gruppo WhatsApp della famiglia, dove potevano vederlo anche i cuginetti e i nipotini più piccoli... Figurarsi cosa sarebbe successo se le avessero chiesto delle spiegazioni!

E figurarsi se lo avessero visto i genitori, specie suo padre, che dopo quel disastroso pomeriggio l'aveva cacciata di casa!

Ebbene, lo zio Luca, un giorno, decise di tirar fuori questo video dal cassetto ben custodito e chiuso a chiave...

Ed è proprio la potenza di questo video che ora vi andrò a raccontare...

2. Zio Luca... sotto una nuova luce.

Gli SMS che avevano incastrato Betty ripresero dopo circa un mese da quando quel porco le aveva dichiarato apertamente quali erano le sue intenzioni, e un giorno - inaspettatamente - quando la ragazza ormai credeva lo zio Luca se ne fosse dimenticato, ecco trillare il suo smartphone.

Andò a leggere, e inorridì dal tono del messaggio:

- "BETTY L'ORA È ARRIVATA. DEVI PAGARE IL DEBITO. CHIAMAMI E TI SPIEGHERÒ TUTTO".

Sapeva bene di cosa si sarebbe potuto trattare, ma voleva sperare di sbagliarsi... Così, compose quel maledetto numero e aspettò che lui rispondesse.

Dopo i soliti convenevoli a cui lei reagì freddamente, lui andò dritto al punto:

- "Senti porcella, ascoltami bene... Io non ho alcun interesse a mettere in giro le tue bravate, ma tu devi fare quello che ti dico... Tu non sai nulla perché i tuoi sono i soliti bacchettoni,

ma ora te lo dico... Sono proprietario di un pub molto speciale".

E calcò molto su quelle ultime due parole...

Poi, riprese:

- "Si, insomma... Un club a luci rosse, per facoltosi clienti... Uomini maturi... Capisci?".

La ragazza, che non era una sciocca, capì immediatamente di che tipo di locale si trattava, ma rimase ugualmente sorpresa da quella rivelazione: non avrebbe mai immaginato lo zio Luca - sebbene fosse noto in famiglia per essere un uomo di vedute molto "libere" - coinvolto in situazioni così piccanti.

Mentre era soprapensiero, dall'altra parte del telefono quella voce tornò a farsi sentire:

- "Ci sei, Betty? Non dirmi che ti sei scandalizzata", e ridacchiò.

Poi, tornando al dunque, fece:

- "Ora che conosci il mio lavoro, devo dirti che sono sempre in cerca di nuove ragazze da dare in pasto a quei porci... E tu sei perfetta, ho visto nek video come ti muovi, senza falso pudore, e che non ti fai mancare proprio nulla...".

Al che, in un impeto di ribellione, Elisabetta lo bloccò:

-" Non crederai mica...?".

Ma Luca, che appena la ascoltava con una certa insofferenza, con forza le chiarì chi era che conduceva i giochi:

- "Ehi, bella, hai poco da fare la schizzinosa, ricordati che ti ho in pugno... Ad ogni modo, a te penserò dopo, ti conosco bene... Ora, piuttosto, stammi bene a sentire: hai un'amica che sia maialina almeno come te? Mi serve una coppia di femmine con cui sollazzare i sensi dei miei clienti migliori...".

Betty rimase di sasso, e provò a balbettare qualcosa:

-"Ma ti sei ammattito? Sono cose che si possono chiedere a delle ragazze? Ti pare possibile che io vada lì e dica alle mie amiche: c'è qualcuna che vuole farsi sbattere da dei maiali un po' anzianotti? No, non se ne parla neanche...".

Zio Luca, però, non desistette:

-"Che ti piaccia o meno, o fai come ti ho detto, oppure dirai addio alla tua rispettabilità... Fai come ti pare, ti do due giorni per riflettere e trovarmi una delle tue troiette...".

Una volta che terminò di parlare, la giovane non senti più alcun segnale, ed intuì che la comunicazione era stata bruscamente interrotta.

3. Alice in trappola.

Elisabetta, dal canto suo, era inferocita, si sentiva come una belva in gabbia, e maledisse il fratello che l'aveva messa in quel brutto casino...

Cominciò a riflettere: volente o no, doveva trovare della "carne fresca" da dare in pasto a quel pervertito, e alla fine - dopo aver riflettuto a lungo - non accorgendosi che stava parlando da sola, esclamò:

- "Ma certo... Alice!!!".

Alice era una sua vecchia conoscenza, una ex compagna di scuola alle medie, una "amica del cuore" di cui però aveva perso un po' i contatti...

Non la vedeva e non la sentiva da parecchio tempo, ma aveva conservato il suo numero di telefono... Lo prese, e trepidante provò a chiamare...

Con sua grande soddisfazione, rispose una voce che avrebbe riconosciuto tra mille... Era proprio lei, Alice!

Si presentò, ricordandole i tempi passati, poi il discorso cadde sui loro interessi presenti:

- "E tu, Alice, che fai di bello?".

E l'altra:

- "Mah, che vuoi che ti dica? Ricorderai che a me non è mai piaciuto studiare... È da quando ho finito le scuole superiori che mi sono messa a cercare un lavoro, ma di questi tempi non si trova nulla di serio... Cerco, cerco, ma niente, e francamente sono un po' avvilita...".

Betty era un po' sulle spine, ce l'aveva in pugno, questo l'aveva capito, ma come farle quella" proposta indecente"?

Alla fine, preso coraggio, sputò tutto d'un fiato:

- "Forse posso aiutarti, certo non è un lavoro "da segretaria", però... Ho uno zio che ha un pub un po' particolare, e sono sicura che non avrà problemi ad aiutarti... Oltretutto, credo che lì paghino bene...".

Alice non fece nemmeno finire di parlare la sua ex compagna che le disse:

- "Ok, accetto!".

- "Bene", ribatté Elisabetta, "stasera ti proporrò a mio zio e poi ti faccio sapere...".

E così fece, chiamò lo zio e disse, trionfante – in fondo, alla troia, la cosa stava cominciando ad eccitarla –:

- "L'ho trovata! Per di più ha pure bisogno di soldi...".

L'uomo, però, frenò l'euforia della nipote, e le domandò:

- "Ma tu l'hai vista di recente? Non è che mi porti un cesso?".

Ed Elisabetta:

- "Beh, per la verità è un pò di tempo che non la vedo...".

Luca, allora, tagliò certo:

- "Ok, facciamo così: venite a casa mia, tu e lei, così vi spiego tutto per bene... Anzi, facciamo che domani sera venite a cena...".

La ragazza convenne che era la soluzione migliore, anche se temette di incontrare Giulia e la zia dopo la proiezione del "video dello scandalo".

Quindi, richiamò Alice e le raccontò la telefonata con lo zio, per poi darle appuntamento per la cena con il suo futuro, possibile, "datore di lavoro".

Intanto, Luca si stava sfregando le mani dalla soddisfazione: se le cose fossero andate come si erano annunciate, quella puttanella della nipote sarebbe divenuta la sua migliore talent scout.

Chiamò sua moglie Maria e sua figlia Giulia per avvertirle che la "trappola" era scattata, ma che loro due non dovevano farsi vedere a cena, ma che sarebbero state loro – dopo, in una sorta di "consiglio di famiglia" - a decretare il successo o meno di quel reclutamento.

La sera, era tutto pronto, e quando Betty passò a prendere Alice, per poco non ne rimase fulminata: il "brutto anatroccolo" dei tempi della scuola, era sbocciato in uno splendido cigno, e tale fu anche l'impressione che ne ebbe lo zio quando Elisabetta gliela presentò. Alla ragazza bastò uno sguardo al volo con il padrone di casa per capirlo…

Alice si era presentata in un tailleur di velluto nero, che la fasciava esaltando e le forme, e sfoggiando una cascata di capelli rosso fuoco...

La cena si svolse in maniera assolutamente perfetta, con Alice che si complimentò più e più volte per le prelibatezze, e alla fine si trasferirono entrambi in salotto per il caffè.

Fu lì che – nell'attesa – lo zio prese la parola:

- "Bene, Alice, vogliamo parlare un pò di affari?", e sorrise.

Poi riattaccò:

- "Dunque, io posseggo, assieme a un socio, un pub molto elegante, l’“Olimpo”, frequentato da una clientela particolare, uomini maturi che vengono per svagarsi un pò... Vedi, tu sai certamente che ci si può divertire in diversi modi, e uno di questi è il sesso... Spero di non scandalizzarti se dico cosi, ma d'altronde non sei più una bambina... Perciò, come ti dicevo, il mio locale è molto simile a un club prive', dove non contano i legami legali ma solo la voglia di giocare con tutti quelli che lo vogliono fare...".

La guardò fissa negli occhi e disse ancora:

- "E qui entreresti in gioco tu... Naturalmente, insieme alla nostra Betty... Insomma, il tuo ruolo è quello di stare al bar, in topless, ballare sul cubo o al palo senza veli, e – se avrai richieste – appartarti con i miei amici migliori... Tutto questo, per mille euro a settimana... più le mance! Che ne dici?".

Alice non si aspettava proprio una proposta di lavoro di quel genere, ma quei soldi le facevano gola, e ne aveva davvero bisogno...

Dopo tutto, le era sempre piaciuto mostrarsi, e quell'occasione faceva proprio al caso suo.

Percui, non ebbe alcuna difficoltà ad accettare...

Superato questo primo ostacolo, lo zio precisò qual'era la condizione indispensabile per formalizzare l'accordo: un casting in piena regola:

- "Vedi Alice, io pago bene, ma ho bisogno di merce di prima qualità, e devo accertarmene di persona... Dunque, adesso fissiamo una data e tu verrai a fare un bel provino... Ti saranno poste domande molto intime, e ti sarà chiesto di fare cose un pò pesanti... Pensi di sentirtela? ".

- "Certo, signor Luca, non c'è problema... ", rispose la giovane un pò imbarazzata.

Cosi, terminata la cena e presi gli ultimi accordi, le due amiche si congedarono.

Ritornando verso casa, Alice non riuscì, però, a trattenersi dal domandare a Betty:

- "Scusa, Elisabetta, ma ci sarai pure tu al provino, vero?".

E lei, che già si aspettava quella domanda, candidamente e con una gran dose di faccia tosta, rispose:

- "No, cara, li sarete soli te, lo zio e... No, questo non te lo dico, lo scoprirai sul momento... Ma non temere, sono sicura che andrà tutto per il meglio!".

4. Il provino.

Erano le nove quando si trovò a bussare, emozionatissima, a un portoncino anonimo che dava accesso al pub.

Luca l'attendeva, eccitato all'idea che di lì a poco si sarebbe gustato uno show che sicuramente prometteva bene.

L'accompagnò nel suo ufficio, uno spazio angusto, ricavato in quello che una volta doveva essere stato uno sgabuzzino.

La fece accomodare dinanzi ad una scrivania in ferro, e si andò a sedere al suo posto, faccia a faccia con la ragazza. In alto, una piccola webcam era pronta a riprendere anche il colloquio...

E prima di iniziare le disse:

- "Sei bellissima!".

Infatti, Alice, per quella occasione, aveva indossato una maglietta nera di lana non troppo attillata, dei pantaloncini di jeans dello stesso colore, con bottone e cerniera frontale, e un paio di Vans ai piedi. Sotto, un reggiseno e un perizoma, neri entrambi…

Sotto, un reggiseno – in tessuto leggero, semitrasparente e molto sexy, a spallina stretta e allacciato dietro al collo – e un perizoma supersexy – formato da un ampio triangolo di tessuto trasparente sul davanti, e una sottile striscia “a T” che si insinuava tra i glutei – entrambi neri.

Infine, ai piedi calzava magnificamente un bel paio di eleganti quanto sportive Vans…

Ebbe così inizio l'intervista:

- Luca: "Salve, amici... Allora andiamo a incominciare l'intervista a questa splendida ragazza... Raccontaci un po' qualcosa di te".

- Alice: "Mi chiamo Alice, ho 22 anni, e sono di Genova".

- Luca: "Perfetto... Che lavoro fai nella vita?".

- Alice: "Non ho un lavoro, sono disoccupata".

- Luca: "Ok... E dicci come mai sei qui, come mai hai deciso di accettare questa proposta...".

- Alice: "Allora... Sono qua perché ho bisogno di lavorare, e comunque sono molto incuriosita da questo mondo, e poi perché ho anche bisogno di un po' di soldini...".

- Luca: "E senti, a parte i soldi, cosa è che ti piace? Esibirti, fare sesso?".

- Alice: "Perché mi piace esibirmi, e anche fare sesso, anche se un po' mi sento impaurita perché comunque è la prima volta che faccio una cosa del genere davanti a una telecamera e con qualcuno che mi sta a guardare...".

- Luca: "E tu, nella tua vita privata, che esperienze particolari hai avuto? Intendo dire, con più uomini l'hai fatto? Con donne?".

- Alice: "Mi piacerebbe provare con una donna".

- Luca: "E cos'è che ti piace di più in assoluto?".

- Alice: "Tutto... Attivo, passivo... Quello che capita...".

- Luca: "Senti, quando fai l'amore, hai dei tabù particolari? Cioè, c'è qualcosa che non faresti mai?".

- Alice: "No, assolutamente...".

- "Ascolta, a che età hai cominciato a scoprire il sesso, a che età?".

- Alice: "17 anni...".

- Luca: "E hai avuto esperienze di spettacoli o cose del genere?".

- Alice: "No".

- Luca: "Perfetto... Per me può bastare così... Adesso, però, ti voglio vedere un poco come sei fatta, ok? ".

- Alice: "Ok...".

Le fece strada, e la condusse in un grande spazio vuoto, circondato da finte colonne corinzie color rosso pompeiano, che doveva essere la sala principale del pub, dove si intrattenevano i clienti e dove si tenevano gli spettacoli.

Diversamente dal mobilio che doveva esserci tutte le sere, quella mattina vi era stato collocato un grande letto, senza cuscini e rivestito da un drappo blu.

Indicandole quel talamo, le disse:

- "Siediti lì, che tra poco cominciamo la seconda parte del provino...".

Alice si sedette, accavallò le sue gambe grassottelle, e vide che era stata collocata una grande telecamera, dietro a cui Luca andò a fare gli ultimi aggiustamenti.

Voltato di spalle, lo zio si disse, tra sé e sé, a bassa voce:

- “Caspita che cosce… non sono da modella ma lo fai venire duro, tesoro!”.

La ragazza, che aveva udito qualcosa, senza però riuscire a capire bene le parole, si guardò intorno ma – ovviamente – non vide nessun altro all’infuori di lui…

Luca, si sistemò fuoricampo, e la informò:

- "Da adesso in poi, sappi che tutto quello che dirai e farai sarà ripreso... Sei pronta?".

- "Si", rispose lei con un filo di voce.

Allora, la spia rossa si accese, e lo "spettacolo" poté avere inizio...

Luca, le disse:

- "Ciao, Alice... Tu, hai tutti i numeri per sfondare, ma bisogna che mi faccia vedere il tuo corpo nudo... I miei clienti, verranno per questo...".

Così la ragazza, con grande naturalezza, si alzò dal letto e, muovendo sinuosamente il suo metro e cinquantacinque – come quel porco non avrebbe mai sospettato sapesse fare – cominciò a sbottonare i suoi bei calzoncini e a far scendere la cerniera lampo.

Poi, ancheggiando, li fece scorrere giù, fino alle caviglie, e scavalcandoli con leggerezza se li tolse…

Afferrò agilmente il bordo inferiore della maglietta, e lo sollevò lentamente verso l’alto – con movenze da far invidia a una consumata pornostar –, scoprendo prima un bel ombelico, e poi un seno da sballo, una quarta misura favolosa, ancora racchiusa in un reggiseno che stentava a svolgere il suo compito di contenimento.

Ma quando la ragazza – con un gesto di sfida ben calcolato – guardò negli occhi Luca ed allentò il laccetto posto dietro la nuca, ecco che schizzarono fuori due incantevoli mammelle, che nonostante la giovinezza tendevano leggermente verso il basso a causa della loro considerevole mole.

L’uomo fu colpito da leggere contrazioni al basso ventre, soprattutto quando i due capezzoli dritti manifestarono tutta la sua eccitazione: e sì, perché quella piccola donna – che all’apparenza era anche un pò timida – nell' intimità doveva essere anche una gran porcellina... e non poco.

Poi prese il filo del perizoma che le stringeva i fianchi, lo fece ondeggiare brevemente, si voltò mettendo in bella mostra un culo grande e armonioso, e iniziò ad abbassarlo verso le ginocchia; si piegò in avanti, e – sollevando prima un piede e poi l’altro – fece volar via anche quell’accessorio che era l'ultimo baluardo della sua nudità più totale.

Si voltò nuovamente, esponendo con grande semplicità tutto il suo bel corpo nudo, ad eccezione dei piedi a cui aveva mantenuto per il momento ancora le scarpe da ginnastica.

A questo punto, senza attendere alcun impulso da parte di Luca, si prese i capezzoli tra le mani e se li schiacciò delicatamente sotto i polpastrelli... Reclinò il capo, cacciò fuori una linguetta molto provocante, e infine ci pennellò prima il capezzolo sinistro e poi quello destro.

Sapeva bene come provocare un maschio… Percui, si massaggiò sensualmente i fianchi… Quella situazione le stava sfuggendo di mano, e lei era sempre più su di giri: si mise in posizione supina sul letto, alzò in alto le gambe mettendo in mostra la sua bellissima fichetta, depilata di fresco, con un cuore tatuato appena sopra il monte di venere, e - sorpresa! – un anellino che le trapassava il clitoride.

Si dischiuse le grandi labbra – mostrando che realmente non era più vergine –, passò un dito della sua mano sulla fessura per tutta la sua lunghezza, ed iniziò a giocherellare con il suo “gioiellino”...

Luca, preso anch'esso dall'eccitazione, la guardava in viso… Le ordinò, perentoriamente:

- "Bene, bene... Adesso, vediamo quando sei porca… Masturbati...".

Allora, Alice cominciò infilandosi due dita della mano destra nella passerina (dimostrando, così, di non essere più vergine davvero) e prese a massaggiarla, mentre con la mano sinistra tornò a tormentarsi con passione i capezzoli.

Si vedeva che non era la prima volta che lo faceva, magari non davanti a un uomo che la guardava e la riprendeva con la telecamera, ma aveva già una certa esperienza nel darsi piacere…

Andò a stimolare lievemente il clitoride, sfregandolo con un dito, per proseguire con una lieve pressione sul monte di Venere e ridiscendere sulle grandi labbra.

Poi, per aumentarsi il piacere, scappucciò il suo grilletto, e – posizionandosi per un po’ con il ventre a contatto con il letto – strofinò il glande contro di esso semplicemente muovendo il bacino; si rigirò, e stringendo le cosce l'una contro l'altra si stropicciò le grandi labbra producendo il medesimo effetto.

Ma l'uomo non era ancora soddisfatto... Prese un vibratore, glielo passò, e la sfidò:

-"Prendi... E buon divertimento!

La ragazza, non fece una piega, evidentemente già ne faceva uso e sapeva come fare; se lo portò alla bocca per lubrificarlo con la saliva, e quando reputò il tutto sufficiente se lo avvicinò alla fica facendolo scivolare ripetutamente sul clitoride e sulle labbra ormai bagnatissime.

Poi, piano piano, lo fece entrare dentro, fino in fondo, muovendolo su e giù, proprio come un cazzo vero...

Un fremito, poi cominciò a gemere, come un flebile lamento, cosa che piacque tanto al maschio:

- “Ohhhh… Mmmhhh… Siiiiii… Dio quant’è bello”, se ne uscì lei come se fosse nella sua camera, sul suo letto, nella sua più totale intimità.

Dopo un pò di questi giochini, Luca – considerando di aver visto abbastanza – le fece cambiare posa:

- "Girati, per favore, e mostrami il tuo bel sederone!".

Alice obbedì, e quel "lato b" era bello davvero: grosso a sufficienza, e con due chiappe sode che lasciavano vedere al centro il fiorellino che doveva essere ancora intatto... Insomma, messa a pecorina era uno splendore!

Quel corpo nudo valeva, da solo, il prezzo dell'ingresso: cicciottella al punto giusto, con il segno della spina dorsale assai pronunciato e due fianchi nei quali affondare le mani, era di una sensualità difficile da descrivere, per non parlare delle tette, grosse ma soffici allo stesso tempo, in mezzo alle quali ogni pisello prendeva vita.

Era così morbida da far tenerezza, e quella carnagione chiara, quasi lattea, a contrastare la sua fantastica "criniera" rosso fuoco, sarebbe sicuramente stata una irresistibile attrazione per il locale...

Luca era davvero soddisfatto di quella stellina nascente, ma sentiva che mancava ancora la cosa più importante a quella splendida esibizione: la "prova su strada"; cioè, voleva vedere come se la cavava con un cazzo vero...

Perciò le disse:

- "Siediti e riposati un momento... Ho una sorpresina per te".

Uscì dalla sala lasciando la porta aperta... Passarono solo pochi minuti che tornò da lei, seguito da un ragazzo sui 30 anni, alto sul metro e settanta, nero come la notte, completamente nudo, ma soprattutto – cosa che colpì immediatamente la giovinetta – con un membro spaventoso di quasi 30 centimetri e largo come una sua caviglia.

Si avvicinò ad Alice per presentarsi, ma lei, intimorita dalle dimensioni ma anche dal colore della pelle (non che fosse razzista, eh, ma non aveva mai scopato con un ragazzo nero), fece un salto all'indietro, e quasi urlò, rivolta a Luca:

- "Ma è un mostro!, scordatevi di me...".

Il ragazzo, un po’ sorpreso, guardò il padrone (anche lui era un dipendente del pub), il quale disse alla giovane:

- “Su dai, non fare la difficile… Cosa credi, che i miei clienti sono dei finocchi, dei mini dotati? Vogliamo vedere come ti comporti con i grossi calibri”.

E lei:

- “Ok, ma io, anche se non sono vergine, qui sotto sono stretta, mi spaccherà tutta!”.

Allora intervenne il ragazzo, Rahsaan era il suo nome, che cercò di confortarla:

- “Amica mia, farò piano, vedrai che non ti farò male… Ti piacerà…”.

Alice era indecisa, ma al solo pensiero di dover rinunciare a tutti quei soldi si convinse:

- “E va bene… Ma se dico di fermarti, tu ti fermi, ok?”.

- “Ok”, rispose Rahsaan con un gran sorriso, e prendendola per mano la accompagnò su quel gran lettone che adesso assomigliava più ad un’ara sacrificale…

Seduti sul bordo, mentre i due attendevano istruzioni, il nero le toccò le chiappe sfiorandole con il dito medio il fiorellino dello sfintere.

Nel frattempo, lo zio gli disse:

- “Bene, ragazzi, ora datevi da fare… Alice, iniziamo con un bel bocchino…”.

E mentre l’uccello di lui si mostrava con la cappella già fuori per l’eccitazione, lei abbassò la testa, si scostò all’indietro i capelli e tirò fuori la lingua per cominciare a leccarlo.

Leccò quel membro in tutta la sua infinita lunghezza, da sotto a sopra, fino ad arrivare alla cappella, e aprendo le labbra lo prese tutto in bocca. Ci sapeva proprio fare la ragazza: muoveva la lingua in modo sublime, diversificando la velocità delle leccate; lo tirò fuori, scorrendo ancora una volta tutta l’asta, fino ad arrivare ai testicoli, che leccò e succhiò con avidità.

Luca aveva voglia di vederla mentre Rahsaan assaggiava i succhi di quella cagnetta, così interruppe quell’incantevole lavoretto orale per intimare:

- “Buon lavoro, Alice… Rahsaan, adesso sdraiati” di schiena e vediamo come se la cava nel 69”.

“Esaminatore” ed “esaminanda” eseguirono, lui la attrasse a se, e lei si rimise in bocca il cazzo, mentre il nero cominciò a tastarle la fica, separando le grandi labbra e prendendo a leccare tutto fino a giungere al clitoride.

Alice prese a sbrodolare come un torrente in piena, e allora il giovane – con uno sguardo d’intesa con l’altro uomo – le inserì in vagina tutta la sua manona fino al polso, procurandole il suo primo fisting, mentre con la lingua “inseguiva” l’ano per poter leccare anche lui…

Furono sufficienti solo pochi colpi, ben assestati, perchè Alice esplodesse in un orgasmo fenomenale, lasciando che lui andasse a bere i suoi umori pieni del suo sapore di donna.

Così ben lubrificata, Luca approfittò per ordinare:

- “Visto che siete al punto giusto, adesso voglio vedere, Alice, come te la cavi in uno smorzacandela”.

Lei si voltò a guardare Luca, poi si sollevò il tanto che bastava per avvicinare il suo orifizio maggiore al pene di Rahsaan, che glielo sfregò sulla passerina e pian piano lo fece entrare con grande facilità, vista l’eccellente lubrificazione data dai suoi umori.

A questo punto, Alice cominciò un lento saliscendi sull’asta di lui, per poi aumentare la velocità e parimenti i suoi gemiti, sempre più intensi…

Benchè Rahsaan sia una vera macchina da sesso, il maschio non resisterà ancora a lungo, perciò bisogna che Luca si affretti a visionare le ultime posizioni importanti. Richiamò Alice e le disse:

- “Adesso esci e mettiti a pecora…”.

Il nero si alzò, e la penetrò da dietro, stantuffandola a più non posso… Vederla così, a quattro zampe, era una goduria già di per se stesso, e allo “scopatore” fu sempre più difficile resistere…

Luca se ne accorse, e per finire gli chiese:

- “Ottimo lavoro, Rahsaan, ora completiamo con una semplice missionaria… Voglio vederla passiva…”.

Alice, da brava esaminanda, si sdraiò tranquillamente supina e divaricò le gambe.

Lui, che era sempre più infoiato e con quel cazzo che sembrava un pilastro di cemento armato, non esitò a penetrarla nuovamente, con sempre minori attriti, e con sempre maggior forza e frequenza di colpi.

Quella fica, inizialmente stretta, era diventata una caverna in cui anche quel “mostro” ci sciacquava, era un lago di umori…

Anche la cappella era gonfia al limite, e Rahsaan temette di non poter resistere più per molto, così si sfilò prontamente dalle sue viscere e – dopo averla aiutata ad inginocchiarsi a pochi centimetri da lui – puntò il glande in direzione di quel bel visino…

Fece appena in tempo… La sborra, velocemente, risalì tutta l’asta ed esplose con violenza sulla faccia della ragazza… Uno, due, tre, quattro schizzi che andarono a spalmarsi sulla pelle…

Sembrava finita, il ragazzo era davvero esausto, ma a questo punto – travolta dalla libidine – Alice non riuscì più ad arrestare il suo di piacere, e la “pipì” a lungo trattenuta sgorgò in fiotti potenti… Per la prima volta (un’altra prima volta…) aveva squirtato!!!

5. Madre, figlia e... il consulto di famiglia.

Il provino era finito, e Alice si era rivestita ed era tornata a casa, con la promessa da parte dello zio che le avrebbe fatto sapere l'esito attraverso Elisabetta.

Luca, intanto, se lo stava visionando di nuovo, rivivendo – fotogramma per fotogramma – le emozioni di quella mattina.

Una volta che si fu sincerato che tutto era a posto, chiamò al telefono la figlia:

- "Giulia, sono io... È andato tutto secondo programma... Te lo invio sulla tua mail... Tu, intanto, chiama la mamma e preparatevi... Stasera poi ne parliamo a casa...".

La ragazza fece esattamente come suo padre le aveva detto, e pochi minuti dopo le due donne erano davanti al monitor del pc a vedere l'esibizione di quella porcellina.

Già dall'inizio furono positivamente impressionate da come si muoveva e si spogliava:

- "Roba da non credere, si muove davvero bene... L'avresti mai detto... D'altronde, per essere amica di quella troia di tua cugina...", fece la madre, che già si stava eccitando anche lei.

- "Effettivamente, ha un non so che di sensuale, innato", replicò Giulia, sfregandosi le mani al solo pensiero di quello che poteva venire dopo.

E infatti, quando l'obiettivo della telecamera la inquadrò completamente nuda, madre e figlia decisero di mettere il fermo immagine, e cominciarono a valutarla:

- "Mah, io direi che c'è molto su cui lavorare", disse Maria, che riprese:

- "Per esempio, guarda le tette: sono anche più toste di quelle di Betty... Più gonfie, più consistenti... Come dire? Sembrano fatte apposta per essere toccate, accarezzate, schiaffeggiate, godute!".

Giulia, dal canto suo, si soffermò ad elogiarne i capezzoli:

- "Mamma, guarda quei chiodini... A prima vista sembrano non dire granché, ma a me paiono perfetti, mettono in risalto le areole che già sono belle sviluppate...".

- "Ok", ribadì la madre, "andiamo oltre... Io valuterei molto bene anche fianchi e cosce... Guarda che maniglie dell'amore, polpose, da far gola a quei maiali come tuo padre... E le cosce? Sembra che si toccano l'un l'altra, esagerate, ma in fin dei conti sono esattamente ciò che un uomo cerca... Io le darei un bel 9!".

A questo punto la giovane ruppe gli indugi e arrivò al dunque:

-"La patatina, poi, è meravigliosa... Stretta, composta, depilata alla perfezione... E il monte di venere grassottello fa venir voglia di darci una leccatina...".

- "Ehi, non dirmi che ti stai eccitando! Si, è vero, è proprio ben fatta, ma... Vediamo come la usa!",e ridacchiò la madre.

E siccome entrambe erano accaldate dalla passione, riattivarono il video... Ora si vedeva Alice che faceva quel magnifico lavoretto di bocca... e fu di nuovo Maria ad esprimere la sua autorevole opinione (era notorio che i suoi bocchini erano i migliori della provincia) :

- "Dio mio!, ma questa mi supera alla grande... Quelle labbra a ventosa sono spettacolari... Fortunato quel cazzo!".

Intanto Giulia aveva colto un altro aspetto del lavorio della giovane... la lingua:

- "Mamna, guarda un pò come si muove con disinvoltura sul filetto... Guarda, guarda!".

Era letteralmente ammirata dalla maestria di Alice!

Mentre le due riflettevano e si scambiavano opinioni, ecco che il video era andato avanti, e si era giunti alla prova cruciale della penetrazione. Maria restò allibita:

- "Hai visto che troietta!? E pensare che sembrava una verginella, stretta, spaventata da quel cazzone... Guarda come lo prende e come si bagna... Li dentro c'entrerebbe il cazzo di un cavallo! Che maiala... E come squirta, e come ci sta a farsi fistare! È sempre più sorprendente! ".

La donna, si voltò verso la figlia, che stranamente silenziosa – senza nemmeno esserne pienamente consapevole – si stava sgrillettando furiosamente tra le gambe.

I loro sguardi si incrociarono, e Giulia ebbe solo la forza di dire:

-" Non ho parole...".

Il filmato volgeva al termine, e le due donne si stavano preparando per emettere il loro responso... Alice, non aveva proprio nulla da imparare, e anzi avrebbe fatto la fortuna del locale...

Solo una cosa, un piccolo rimpianto, scaturì dalle labbra della madre:

- "Peccato che non le hanno fatto il culo...".

Alla sera, dopo cena, Luca – in trepidante attesa – chiese alle sue donne una parola definitiva. Per lui, era un esemplare di femmina stupenda, ma siccome aveva promesso che avrebbero deciso insieme e che lui avrebbe ascoltato il parere autorevole dell'altra "metà del cielo", domandò loro:

- "Dunque, che ne pensate?".

E loro, all'unisono, risposero con solo due parole:

- "È perfetta".

Confortato da quel responso, Luca poté andare a lavorare al pub più tranquillo...

Da lì, si chiuse nel suo ufficio – poiché non voleva rovinare la "sorpresa" al suo socio – e con il suo cellulare chiamò la nipote, che impiegò non poco a rispondere:

- "Ehi, porcella, ti stavi facendo sbattere da qualche altro negrone?", la apostrofò.

- "Beh, se aspettavo un impotente come te...", rintuzzò Elisabetta.

Poi, riprese:

- "Allora, che notizie hai da darmi? Come si è comportata la ragazzina?".

- "Direi piuttosto bene", disse lui soddisfatto, "a parte il culo si è fatta fare di tutto, che anche tua zia è ammutolita".

E Betty, con grande disappunto:

- "Ma come, non le hai fatto rompere quel culone che si ritrova? Non ti riconosco più, zio, e meno male che avevi scelto un maxi dotato... Quanta carne sprecata!".

Era davvero delusa, e non fingeva, tanto che l'uomo dovette rassicurarla:

- "Stai tranquilla, cagnetta mia, che il suo sfintere sarà il premio per uno dei miei clienti più affezionati...".

Solo un istante di silenzio, per riprendere fiato, e poi aggiunse:

- "A proposito... Quasi mi dimenticavo... Come avrai capito, è stata assunta... Venite, tu e la tua amica, domani sera alle 22,00, così avrò tutto il tempo di spiegarvi quale sarà il lavoro che dovrete fare per me".

Betty non credeva alle sue orecchie... Alice, all'apparenza così riservata, si era scatenata anche lei con un negro…. Ad ogni buon conto, pochi minuti dopo andò da lei a portarle la buona notizia...

FINE I PARTE.



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