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Costretta legata ad un letto.. 2 parte

Autore: Ladybutterfly
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Quando aprii gli occhi non sapevo dire che ore fossero. Mi aveva svegliato una sensazione piacevole di cui solo una volta uscita dal dormiveglia capii l'origine.. aprii gli occhi e lo vidi: il mio aguzzino era chino su di me, la sua lingua stimolava ogni più remoto antro della mia vagina. Era la prima volta che venivo leccata in quella zona, e la cosa mi stava provocando un brivido paradisiaco che faticavo a contenere. Lui probabilmente se ne accorse perchè lo sentii sorridere soddisfatto e leccare con più gusto. Aprii gli occhi e vidi che le mie mani erano ancora legate alla testiera del letto, come la sera precedente. Provai a chiudere le gambe “Ma che sta facendo?” , provai a ribellarmi, ma lui le teneva ben aperte e la mia resistenza era vana. Mi guardò e sorrise, di nuovo quel sorriso di chi si vuol prendere gioco di me. Si spostò accanto a me, “Buongiorno zoccoletta...” accarezzandomi un seno con la bano e baciandomi l'altro “Hai dormito bene?” ..sentii la sua mano percorrermi il corpo e arrivare di nuovo fra le mie gambe.. io le richiusi, tentando di ribellarmi.. non mi avrebbe violato ancora.. ma lui mi guardava con quel suo sorrisino, muovendo le dita fra le mie grandi labbra inferiori “Questa notte non facevi tanto la ritrosa...... ho sentito come ti piaceva mentre ti toccavo, sai? Anche se facevi finta di dormire...”

Era vero. Quella notte il porco era rimasto a dormire accanto a me.. lo avevo sentito muoversi, il suo respiro su di me, il suo corpo nudo contro il mio. Per tutta la notte il suo membro era stato a contatto con la mia pelle, mentre la mano del porco, a suo piacimento, mi toccava, mi esplorava. Io fingevo di dormire: lo sentivo stringermi i seni, baciarmeli, leccarmeli, percepivo le sue dita che si facevano strada dentro la mia vagina. Io non volevo dargli soddisfazione, cercavo di controllare i sospiri di piacere, ma quando sentivo la sua mano allontanarsi da me, stringevo le cosce, fingendo dei movimenti involontari nel sonno, costringendo la sua mano a rimanere dentro di me.

“A parole puoi dire quello che vuoi, ma io conosco il corpo di una donna.. ti piace essere toccata.. ti piace come ti leccavo poco fa...” mentre diceva così la sua mano ancora mi esplorava “... ti piace quando i ragazzi ti leccano la fica?” “Veramente è la prima volta.. non mi hanno mai leccata” “Ah..” sorrise soddisfatto “..però ti piaceva....e magari vorresti anche che continuassi, eh..?” . Io non risposi, ma i miei occhi timidi erano eloquenti: imploravano, urlavano che ricominciasse. Lui lo capì e tornò col viso fra le mie gambe. Questa volta non feci obiezioni, anzi le mie gambe erano molli e si arrendevano sotto le sue mani. La sua lingua calda mi esplorava, mi accarezzava, mi eccitava. Ebbi il mio primo orgasmo senza bisogno di penetrazioni. Il porco bevve tutti i miei umori assetato.

“Mmh.. sei proprio una verginella coi fiocchi tu..” “ Io non sono vergine..” “Una che non è mai stata leccata per me lo è.... adesso vieni qui... forza!” .. mi piegò le gambe, costringendomi a mettermi seduta.. si mise davanti a me, il suo membro davanti al mio viso. Capii immediatamente cosa dovevo fare. “Fammi un pompino! Voglio godere io adesso! Prima di andare a lavoro..”. Mi spinse la testa contro il suo pene, facendomelo inghiottire quasi tutto d'un colpo: lo sentii sbattere contro la gola ed ebbi quasi un conato. Tenne la mano dietro la mia nuca, accompagnandone il movimento. Ben presto si rese conto che non era necessario guidarla: mi piaceva quello che stavo facendo. Lo succhiavo, baciavo la cappella, la mia saliva cominciava a mischiarsi con i suoi umori, premevo volontariamente il mio viso contro il suo corpo, soffermandomi per diversi secondi con il pene tutto bene dentro, fino in fondo, finchè non mi mancava l'aria ed ero costretta a riprendere fiato. Accelerai il ritmo guidata dal crescendo del suo eccitamento espresso anche a voce alta.

Mi venne in bocca. Continuai a succhiargli il pene anche dopo la fine del suo godimento, quando esausto mi accarezzò i capelli dicendomi “Sei stata bravissima.... adesso vado a farmi una doccia.. quando torno dal lavoro ci penso io a te...” “Aspetta..”. Il mio tono era remissivo, di supplica. “Che c'è?” mi chiese. Io non risposi. Mi avvicinai di nuovo al suo pene sporco del suo stesso sperma: lo leccai, lo inghiottii. Glielo ripulii ben bene, mi leccai le labbra con la punta della lingua e sorrisi. “Adesso puoi andare. Io ti aspetto qui.”


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Okaj70 Invia un messaggio
Postato in data: 02/02/2017 20:40:59
Giudizio personale:
Spettacolo!

Autore: Paluman Invia un messaggio
Postato in data: 31/01/2017 23:46:41
Giudizio personale:
fantastico, complimenti...

Autore: Liberidiessere Invia un messaggio
Postato in data: 27/01/2017 12:40:46
Giudizio personale:
bellissimo racconto mi ha fatto eccitare moltissimo, ho invidiato l'uomo che per sua fortuna ha avuto il piacere di averti


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