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Commessa in un negozio particolare


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La commessa del negozio di sexy-shop





Volevo proprio un lavoro, accidenti come lo volevo, la laurea in psicologia me la potevo mettere anche nel...vabbe' sono una donna e certe cose non si dicono. Quindi quando mi chiamarono per un posto di commessa mi dissi che dopottutto che male c'era, era un lavoro onesto.



Cosi mi presentai e con mio stupore appresi che il lavoro era in un negozio un po' particolare...un sexy-shop!!!



Con il sesso me l'ero sempre cavata alla grande, non che avessi chissa' quale esperienza, ma ero portata per l'argomento, Di conseguenza, anche se un po' imbarazzata, accettai e mi recai al luogo di lavoro per la prima giornata di impiego.



Appena arrivata trovai Patrizia, una signora ben piu' anziana di me' che mi doveva istruire e poi andare nel suo negozio dall'altra parte della citta'.



La mattina la passai tra aggeggi (di cui ignoravo l'esistenza), dildi enormi, palline cinesi, biancheria intima super eccitante.......



Devo ammettere che mano mano che passava il tempo mi trovavo a mio agio e anzi, andando in bagno, trovai una macchia nelle mutandine, che voleva dire una sola cosa. Ero eccitata a bestia!!

E dopotutto questo nuovo impiego cominciava a piacermi.



La giornata, la prima, passo abbastanza banalmente, con i clienti affezionati a farmi complimenti per la mia avvenenza e competenza, come se avessi fatto sempre quel lavoro, fino a quando non entro' lui!!



Bello, ma non di quella bellezza assoluta, ma piuttosto di quel non so che' ...magicamente attraente......in poche parole....



Prossimo all'orario di chiusura, mi disse che si trovava nella mia citta' per lavoro e che voleva comperare un oggetto per la moglie che risvegliasse la passione un po' addormentata, tipica di una coppia di lungo corso.



Con una luce biricchina negli occhi lo stuzzicai chiedendo se preferiva della biancheria intima o degli attrezzi particolari, o ancora una video cassetta, ma lui sembrava imbarazzatissimo.



La cosa mi fece andare il sangue al cervello, e non solo!!



Infatti sentivo attraverso la stoffa dei pantaloni la micia sempre piu' umida, vogliosa e aperta tanto che mi sembrava addirittura di sentire l'odore della mia femminilita' diventare sempre piu' insistente come se LEI sapesse che di li a poco avrei fatto l'amore con quell'uomo.



Cosi gli dissi che gli avrei fatto una dimostrazione pratica. Lui scelse qualche indumento e lo invitai a bere un caffe' mentre mi cambiavo.



Indossai nell'ordine:

un paio di calze autoreggenti nere

scarpe con i tacchi (alte e nere lucide)

un body con fuori le tette

un minitanga trasparente (che faceva fatica a contenere le labbra tumide di piacere della mia patatina)

e sopra un velo di tulle trasparente..sempre nero....che faceva l'effetto vedo non vedo.



Con quella mise entrai in scena come su di un palco e per poco al mio cliente non ando' il caffe' di traverso.



Cliente



Io ero eccitatissimo dalla situazione, ma mantenevo un certo distacco,

forse dovuto alla timidezza o forse pensando che il comportamento della commessa fosse ingenuo e professionale.



Non capivo se lo stesse facendo per un eccesso di zelo o perche’ mi voleva portare a letto.

Cosi le dissi tranquillamente "dammi un tuo consiglio personale".



Lei sfilando, non si scompose e disse semplicemente: "dipende dall'effetto che fa’ a te".



L’effetto era ben visibile dal rigonfio dei miei pantaloni, cosi armato di coraggio presi in mano la situazione. In realta’ avrei voluto saltarle addosso, spingerla nel

retrobottega e......., ma cominciai a toccare gli indumenti sfiorando con mano

la sua pelle, i suoi capezzoli e scendendo piano piano verso il suo

perizoma.



Quando mi accorsi che era fradicia di umori, la presi in

braccio e la misi a sedere sul bancone. Le sfilai il perizoma e

cominciai con un classico di queste situazioni, un bel cunnilingus.



Per paura che entrasse qualcuno, la presi e

la spinsi davvero nel retrobottega, lei eri eccitatissima ma anche un

po’ spaventata e fu’ cosi che cadde all'indietro. Era stesa per terra

ed io in piedi davanti a lei mi slacciai i pantaloni e tirai fuori il mio arnese che era già durissimo.



Le dissi "devo vedere fino a che punto mi eccita, e se poi mi piace, lo compro, il tuo completino, comincia a farmi vedere quanto sei brava!!”.



La sua bocca si accostò al mio glande e con una spinta

di reni, tenendola per la nuca lo infilai per tutta la lunghezza. In

quel momento il campanello della porta suonò, era Patrizia, la sua

collega che tornava per la chiusura......





Commessa



Patrizia allarmata per la mancata risposta batteva violentemente la porta, cosi decisi di riordinarmi e di correre ad aprirle. Con un dito feci segno al cliente di rimanere dove era. L'avrei mandata via quanto prima e cosi feci promettendole che stavo solo sistemando il magazzino, e che a breve sarei andata a casa.



Tornai di la' ma notai una luce diversa nei suoi occhi. Il suo uccello si era leggermente abbassato. Non pulsava piu' come prima ma lui aveva in mano un frustino preso a prestito dalla opportuna sezione SadoMaso del negozio



"Vieni avvicinati e spogliati che voglio provare anche questo"mi disse con una luce sadica che mi fece ancora di piu' arrapare. Mi levai il tulle e tenni su il resto.



In breve mi detto’ le istruzioni “mettiti a pecorina e continua il lavoro di prima, io intanto provero’ sul tuo popo’ questo aggeggio, ma occhio a non mordere...senno’ ti strappo la pelle da quel tuo bel sederino”



Cosi mi avvicinai timidamente al suo affare, aspettando da un momento all'altro il crudele morso della frusta sulla tenera carne del mio culetto



“Slapp” arrivo' come un fulmine a ciel sereno mentre stavo imboccando la sua enorme cappella congestionata e via, quindi in una infernale danza per me (e paradisiaca per lui, immagino)



Colpi e suzioni, frustate e baci in un alternanza diabolica. Arrivavano stilettate anche sulla tenera carne della mia patatina, ma ero talmente infoiata che quasi non li sentivo.



Fino a quando (finalmente per il mio culetto) lui venne con una immane quantita' di seme direttamente nella mia booca.



Il mio sederino era tutto una striatura e cosi riavutosi dall'orgasmo finalmente si dedico alla mia patatina rimasta a meta' anche per l'arrivo della collega “rompi-uova-nel-paniere”, ma all’improvviso la situazione cambio’.



Cliente



Notai di sfuggita un paio di manette su uno scaffale e mi venne

un'idea. Presi le manette e la legai allo scaffale del magazzino.



Lasciatemi descrivere la situazione. La mia affascinante commessa era

con le braccia aperte e le gambe divaricate legata allo scaffale dai

polsi e dalle caviglie.



Aveva ancora addosso il completino ma ormai non

lo potevo più sfilare, cosi strappai quello poco che

indossava, tranne le autoreggenti e le scarpe coi

tacchi a spillo. Un quadretto veramente shock da casa del piacere.



Ora era completamente alla mia mercè. Io ero ancora un po' moscio e cosi presi un dildo e cominciai a farglielo sentire sulla pelle salendo dalle caviglie su su per le gambe e soffermandomi sulla sua micetta, diedi ancora un paio di leccatine e le labbra si aprirono ancora di più. Il dildo era grosso ma anche il mio uccello

stava tornando a dimensioni accettabili.



Lei era eccitatissima per la situazione ma

timorosa al tempo stesso per come si stava evolvendo la cosa, cosi mi chiese cosa avessi intenzione di farle.



Presi una benda e le bendai gli occhi e dissi: "ora lo vedrai. O meglio lo sentirai"



Cominciai ad infilarle il freddo metallo nella stupenda fichettina

mentre le leccavo i capezzoli. Lei si contorceva e gemeva finchè ad un

certo punto mi imploro’ di prenderla, di scoparla.



Io invece presi un bavaglio apposito e lo infilai nella sua bocca carnosa

Nel contempo sfilai dal suo sesso il dildo, sentendola lamentarsi per l’inaspettata mancanza.



Compensai quel vuoto infilando il mio sesso turgido..e subito sentii le classiche contrazioni vaginali pre-orgasmo....non riuscii a resistere oltre e raggiungemmo un orgasmo simultaneo molto coinvolgente......



Commessa



Ancora sconvolta dal piacere provato, lo vidi muoversi intorno a me per slegarmi.



Nel tempo che mi fu’ concesso per rivestirmi, me lo ritrovai nel negozio con un sorrisino soddisfatto “ebbene si..prendo il completino, il frustino, le manette, me le incarti. Grazie”.

“Sono convinto di aver fatto un bell’acquisto, e la ringrazion per l’aiuto molto professionale”, fu il suo ironico commento.



Be’ come prima giornata di lavoro, dovetti ammettere, non era stata niente male.



E chi ben incomincia.......





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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Joseph62 Invia un messaggio
Postato in data: 24/11/2008 19:24:49
Giudizio personale:
Troppa fantasia????


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