i racconti erotici di desiderya

Autostop


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un passaggio in auto in una sera buia e tempestosa







Pomeriggio invernale, sono solo le 17, è già buio, piove intensamente, con mia moglie Paola stiamo torando da una festa dell'ultimo giorno di carnevale. Sulla strada statale vediamo due persone che camminano senza impermeabili, decidiamo di dargli un passaggio. Rallento ed accosto, penso al vestito di carnevale di Paola, da prostituta, mi viene in mente di proseguire, ma i due sono già alla macchina, li facciamo salire mentre ci ringraziano del passaggio. Penso che a volte facciamo cattivi pensieri senza ragione. Dei due uno è anziano, magro, porta i segni di fatiche, ha la pelle asciugata più dal sole che dagli anni, ha gesti lenti e sicuri, l'altro è giovane, jeans e giubbotto in pelle, ha una muscolatura potente. Anche loro sono diretti in città, ma siamo ancora distanti, la pioggia batte insistente sul parabrezza; sono stati fortunati ad incontrarci sula statale, con il buio, è difficile trovare un passaggio. I loro abiti sono inzuppati di pioggia, accosto ad una piazzola, scendo, mi danno i loro abiti inzuppati di pioggia, rimangono in camicia e maglietta, anche Paola mi da il cappotto che teneva sulle gambe, in auto il riscaldamento è al massimo e non ha più freddo, temo che ora mostri troppo la minigonna nera inguinale ma non dico nulla, è stupido essere gelosi: il vecchio sarà innocuo e il giovane sembra un bravo ragazzo; ripartiamo.







Parliamo del tempo, gli spieghiamo che torniamo da una festa di carnevale, io sono vestito da clown, le gambe di Paola, tra stivali alti e gonna corta, sono provocanti. Il giovane non le toglie gli occhi di dosso, non segue la conversazione e ogni tanto fa complimenti a Paola, il ché comincia a creare imbarazzo, si vede che ha voglia di scopare. Faccio capire che mi stò seccando; interviene il vecchio per sdrammatizzare, dà una pacca sulla schiena dell’amico e gli dice: “sei giovane, fai sempre il bullo con le donne, ma non esagerare questa è sposata ed è con il marito” poi verso di noi aggiunge: “con una donna bella, affascinante, come lei si può capire; non ti preoccupare, guida bene che non si vede nulla!”.







Il giovane incomincia ad accarezzare i capelli di Paola che non sa che fare, mostrarsi seccata potrebbe aggravare la situazione, ma assecondarlo è pure pericoloso, cerca di sdrammatizzare: “i complimenti a una donna fanno sempre piacere, so di essere affascinante, nonostante l'età, ma a te serve una donna giovane, come te”. Queste parole purtroppo anzichè calmarlo lo incoraggiano. Il giovane riprende a lisciarle i capelli più deciso, li annusa, sfiora le spalle, accarezza il collo, il viso. Penso che Paola percepirà l'odore di maschio in calore. Sono molto irritato, siamo i soliti generosi ingenui, la prossima volta starò più attento.







Il vecchio continua: “ sono giovani, hanno l’argento vivo, appena vedono una femmina, perdono la testa. Per favore, fermati un minuto devo fare acqua”. Trovo uno slargo a fianco della strada, entro e mi fermo, il vecchio esce ed invece di appartarsi con discrezione, si ferma a pisciare proprio vicino al finestrino di Paola, sbottona i pantaloni, lo estrae e non finisce più di pisciare, si sa che i vecchi fanno così, ci guardiamo sempre più imbarazzati, anche un po’ sospettosi, alla fine scrolla il pene e lo rimette nei calzoni, sembrava stretto e lungo. Paola ha fatto finta di non vedere, in realtà ha visto tutto ed è imbarazzata come me.







Il vecchio non rientra nel sedile posteriore ma apre portiera di Paola invitandola a sedersi dietro così - dice lui - il giovane si calmerà. Paola fa resistenza, ma lui l la guarda deciso: “bella signora, quella gonna corta e quelle belle gambe distraggono vostro marito dalla guida. Non vogliamo farci male, davanti vengo io cosi non si distrae più. Il mio amico abbaia, ma non morde”. La prende per un braccio, lei risponde seccata: “faccio da sola grazie” e va a sedersi accanto al giovane dicendogli: “non fare strani pensieri, vogliamo tornare a casa presto, ci aspettano”. Riprendiamo la strada, con la coda dell’occhio cerco di seguire i movimenti nei sedili posteriori retro, sposto lo specchietto retrovisore interno per vedere meglio: il giovane continua, si fa più deciso.







Percorriamo pochi chilometri e vedo strani movimenti, sono innervosito, il vecchio mi chiede di svoltare in una strada secondaria dicendomi: “ fermiamoci un attimo cosi ti riposi un pò, poi ripartiamo”; perché vuole che ci fermiamo? ci vorranno derubare? forse deve ancora pisciare, ai vecchi succede. Ma ho la sensazione che la situazione non sia bela, ma che alternative abbiamo? A quest'ora, è buio, le strade sono quasi deserte e loro piu forti di noi, se litighiamo avremmmo il peggio, faccio cosa chiede: svoltiamo nella stradina fino ad uno slargo, tempo a parte il luogo è bellissimo: siamo vicini al mare, scuro ed agitato, sembra l’atmosfera che c'è dentro l'automobile. Da qui nessuno sentirebbe un grido d'aiuto, ci fermiamo.







E' chiaro che il vecchio asseconda il giovane. Guardo fuori in cerca di una speranza che non c’è, spengo i fari, aggiusto lo specchietto retrovisore per controllare cosa accade dietro, in realtà non mi resta che osservare impotente. Il vecchio sembra capire la nostra angoscia ma resta distaccato. Non piove più, mi offre una sigaretta, quasi per invitarmi ad uscire; rifiuto, scrolla la testa ed esce da solo, fa un’altra pisciata davanti a noi, ma ora quel gesto osceno ora non ci scandalizza più, siamo ben oltre.







Il giovane ora fa proposte indecenti a Paola, la palpa: prima sui vestiti poi infila le mani nel seno; mi dice: “se vuoi resta pure dentro, ma non disturbarci!” torna a palparla, le liscia la gonna, le ginocchia, risale sempre più su, si ferma, è piacevolmente sorpreso: Paola non indossa slip, scopre i piercing, li aveva messi da poco, che sfortuna! Ora penserà che è davvero una puttana, infatti aggiunge: “giri così? con questi anelli da puttana? l'avevo capito che lo sei, non solo a carnevale”. Tira giù il finestrino e rivolto al vecchio: “questa troia è senza mutande e ha degli anelli nella figa” ed il vecchio: “una vera vacca”. Ora hanno scoperto la nostra intimità. Il giovane è padrone della situazione, le dice: “su, non farmi faticare, sono gentile con te cerca di esserlo anche tu con me, levati la camicetta”. Le faccio capire di non fare resistenza, in questo posto isolato chi ci può aiutare? Nessuno.







Paola comprende la situazione e decide di assecondarlo: toglie la camicetta e il reggiseno, la guardiamo, un vero spogliarello. Il giovane escalma: “bella la mogliettina!” le afferra il seno, le strizza i capezzoli, le fa male, si stacca divertito e le dice:" apri i calzoni, c’è una sorpresa”. Istintivamente cerco di allontanare il giovane, ma il vecchio mi mi fermai: “ è giovane, lascialo sfogare, farà piacere anche a lei, è un bel ragazzo, e poi è tirata come una puttana sopra e sotto”. Penso a quante fantasie simili avevamo fatto senza aver mai pensato che avrebbero potuto realizzarsi un giorno. I due si guardano neglio occhi sapendo cosa succederà tra poco, Paola ha sentito la verga sotto il calzoni, li sbottona, appaiono le mutande gonfie di un membro eccitato. Lo accarezza sopra le mutande, il pene sotto palpita, le sue dita affusolate salgono sul bordo delle mutande e lo rivoltano. Eccola la verga! è grossa, si solleva come un serpente cobra, pulsa diritta verso l’alto; gli occhi di Paola brillano stupiti, le sue mani sono incerte di fronte a quella grandezza, poi lo afferra, non riesce ad impugnarlo tutto, penso a quanti trucchi le avevo insegnato sulla masturbazione che ora sta mettendo in pratica. Il giovane è compiaciuto per la sua abilità, esperta. Sono presi dalla libidine, lei glielo prende in bocca, quasi la soffoca, ma si riprende subito: le labbra giocano su tutte le pieghe della verga mentre lui la chiama "puttana" e lei lo guarda accondiscendente. Io e il vecchio ci gardiamo e sorridiamo, la situazione erotica ci ha fatto dimenticare la tensione. Si baciano in gola si sentono odori di corpi, di sudore, i vetri sono tutti appannati.







Il vecchio osserva divertito con gli occhi lucidi di libidine: lei ora è quasi nuda indossa la gonna arrotolata e le calze spinte sugli stivali alti. Il vecchio interviene: “ spogliati puttana facci vedere bene come sei fatta!” poi verso di me: “ti piace eh? spogliati anche tu, tira fuori il pisello! vediamo se si eccita”. Mi slaccio i pantaloni faccio scivolare giu le mutande la mia verga, s’ammoscia subito dalla vergogna. Il vecchio mi guarda divertito, mi afferra ancora i testicoli, mi sento un capretto, penso che forse è un pastore; mi avverte: “non ti fare venire in mente d'interrompere, altrimenti te le strappo!” dando una tiratina d'avvertimento. Paola interviene impaurita, lo prega di non farmi del male, il vecchio la guarda, le palpa il seno e lei dice di continuare, Paola si spoglia con aria sottomessa. La tirata dei testicoli mi ha fatto male, esco a respirare. Fuori, con l'aria fresca, mi sembra un altro mondo, ma i movimenti all'interno mi riportano alla realtà.







Rientro, il giovane è nudo anche lui, ha potenti muscoli dell’addome, spalle e gambe scolpite da una muscolatura atletica; Paola, si vede bene, è attratta da quel fisico. Il vecchio capisce e dice “sei una vera puttana, a tuo marito piaci, guardalo! si tocca”. Per assecondare il vecchio avevo tenuto i pantaloni abbassati e mi stavo toccando. Paola mi guarda, sorride, me lo prende in mano, lo stantuffa un poco, mentre il giovane da dietro le tocca il sedere, il vecchio si tocca anche lui.







Tre uomini sono ora eccitati ma il giovane la vuole, la tira indietro, la fa sedere a gambe aperte sulle sue, deve vedere e sentire la verga pronta davanti alla sulla pancia, lei si scosta leggermente per infilarlo dentro di sè, geme da quanto è grosso ma si lubrifica in fretta, scorre veloce e lucido su e giù, dentro e fuori di lei, ora mugula di godimento vero. La guardo, il suo sedere danza sulle cosce del giovane a ritmo crescente, la verga è il gancio che unisce i due corpi, il giovane l'accompagna nella danza tenendola per i fianchi. A volte sembra che debba uscire tanto si alza ma la verga del giovane è lunga e non si sfila mai. Le dice “puttana" e lei: "si sono la tua puttana". Le sborra in fretta dentro, si stacca pigramente, il cazzo del giovane è ricoperto di sperma e la figa di Paola gronda di liquido bianchiccio. Le fa leccare il cazzo e poi le dice di baciarmi, lo facciamo con molta intensità come nelle nostre fantasie, sento il sapore di sperma in bocca.







Il vecchio esce, un vento umido e freddo entra, rientra nel sedile posteriore, si slaccia i pantaloni e verso il giovane: “eh? solo tu vuoi mangiare? lasciamela qua che me l’ha fatto diventare duro” e poi rivolto a lei: “vieni bella signora, facciamo ancora godere un pò tuo marito”. Quel giovane ormai non le faceva piu paura, staccarsi da lui, uscire da lui l'aveva fatta sentire come svuotata nell’anima, quella verga grossa e calda le aveva dato piacere ma anche sicurezza. Ora in quella situazione sui freddi sedili dell'automobile, le sembra di essere sospesa nel vuoto e cadere tra le braccia del vecchio le sembra un appiglio; lo sguardo le cade sul suo membro, non è così invecchiato come la faccia, a parte i peli bianchi, è bello indurito dalla libidine. I testicoli invece sono lunghi e pendenti, come un seno invecchiato. Il vecchio è diventato impacciato, forse si vergogna un poco, ma tu gli sorridi, la tua gentilezza d’animo è immensa, anche lui ti sorride, poi guardate tutti e due il pene, è stretto, lungo e curvo, lui cerca di padroneggiare la situazione e di infilarlo subito dentro ma non gli riesce, lo aiuti, lo accarezzi e lo stantuffi, si rinforza, ora si che entra, sale, sale, sale su. Anche se di quell’uomo non ti attrae nulla, ti senti posseduta, quel cazzo salito nel profondo del tuo corpo è come un serpente che ti afferra il corpo e la mente, ti senti soggiogata, come un animale al laccio, che può muoversi ma non scappare.







Anche il vecchio inizia la danza ma è più lenta, meno forte, più sensuale. Ti guardo, resto stupito che tu possa scopare così bene con un vecchio, mugoli nuovamente, i suoni che emetti sembrano avere un eco sulle pareti della mia mente, ora capisco bene la tua capacità di avere orgasmi plurimi. Continuo a masturbarmi. Godi, ridi e insieme piangi di piacere, sono sorpreso della tua capacità di godere, ti afferro per i capelli, tu pieghi la testa all’indietro, mi guardi come una cagna che guarda il padrone mentre viene montata e gli chiede di pazientare, ti lascio al tuo amante del momento.







Il vecchio fatica a raggiungere l’orgasmo, un pò devi fingerti eccitata per farlo venire, non capisco più se godi davvero, potresti essere un’attrice perfetta. Finalmente il liquido del vecchio sfiotta nel profondo del tuo corpo, lo baci sulla fronte. Mi sento felice di averti, anche se stai godendo con altri.







Il giovane ti reclama, non partecipa a questi sentimenti affettuosi, è pervaso dal fuoco erotico che arde tra le gambe. Per raggiungerlo, fai nuove contorsioni, ti resta una gamba incastrata, ridiamo tutti. Sei nuovamente sul giovane, i muscoli della schiena e delle gambe cominciano a farti male, ma già ti ha fatto ripiombare nella trance erotica. Il vecchio è uscito, ti osservo: sollevi il tuo sedere sulle coscie del giovane, al centro si vedono i suoi testicoli che sembrano spingere il cazzo nella figa. La verga del giovane è dura, viscida e luccicante, compare e scompare dentro di te. Ti accarezzo il sedere, mi senti, allunghi il braccio dietro la schiena e mi stringi la mano, raggiungi il mio pene lo accarezzi ma la posizione ti rende il movimento è difficile. Gli chiedi di uscire da lui, ti dice di no, insisti e con qualche imprecazione ti lascia, te lo rimetti dentro ma con la schiena rivolta a lui, lo ha cosi potente che ti tiene in tutti i modi, ora puoi prendermelo meglio in mano; lui approfitta della nuova posizione e vuole mettertelo nel sedere, non ti fa piacere ma in quella posizione è difficile resistergli. Ti fermi, l’introduzione è dolorosa, ti consiglio di rilassare i muscoli anali, lo fai, va meglio, ora ti prende da dietro, ma così puoi rivolgerti verso di me e toccarmi, i tuoi occhi sono pieni di piacere, continui a masturbarmi finchè esce uno schizzo che finisce sul giovane, ti dà della porca e ti toglie da me arrabbiato. Mi godo il post-orgasmo, penso a te che sei meravigliosa. Il cazzo del giovane nel sedere ti fa un po’ male, gli chiedi girarti verso di lui, sbuffa e accetta, te lo reinfila davanti, torni a godere, danzi di nuovo su di lui a ritmo veloce, venite insieme, tra sudore e mugolii.







Tutti e due hanno lasciato molto sperma dentro di te che si vede fuoriuscire, istintivamente metti una mano sul sesso, ti impiastricci, l’annusi, me la porgi. Il vecchio ti dice: “piaciuto? sculettavi come una puledra, avevi bisogno di fantini” e verso di me: “vai a sederti dietro”. Esco, c’è una grande umidità, il mare è sempre mosso, i vetri sono completamente appannati, il giovane va al posto di guida, aspetta a mettere in moto, il vecchio ci guarda: io e lei, ora vicini, siamo impacciati, storditi da questa storia imprevedibile, ci baciamo afferrandoci stretti. Quando ci stacchiamo il vecchio dice: “ si dice che del maiale non si butta via nulla, senti la sborra che esce da tua moglie, leccala!”.







Con sorpresa vedo che hai occhi luccicanti, ti guardo, apri le gambe: mi avvicino, comincio a leccare – l’automobile si è messa in moto, ci sono scossoni da viaggio – la lingua si impasta di sperma, mi tieni la testa tra le mani accarezzandola, penso che è uscito da uomini, è entrato in una donna e rientra in un altro uomo.







Mi dici “ti amo”, i due fanno una risatina compiaciuta. Arriviamo finalmente in città, il giovane si ferma, il vecchio esce e rientra con un piccolo pacchetto, te lo porge, lo scarti: una collana, la guardi compiaciuta gli dai un bacio sulla guancia. Apro il baule, prendo gli abiti ancora umidi e glieli consegno, ci salutano, il giovane ti avvicina e ti passa una mano in mezzo alle coscie, sei ancora stordita, lasci fare, poi se ne vanno. Ci guardiamo negli occhi, ti bacio appassionatamente, poi osserviamo la collana. Da quel giorno quando l'hai indossata non mi è mai dispiaciuto.



paola e fabrizio


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Massimo991 Invia un messaggio
Postato in data: 23/07/2010 18:07:15
Giudizio personale:
complimenti

Autore: Soncosi50 Invia un messaggio
Postato in data: 04/07/2010 06:28:57
Giudizio personale:
bello!

Autore: Caldaestate81 Invia un messaggio
Postato in data: 03/07/2010 10:20:30
Giudizio personale:
bravo Fabrizio....complimenti!!davvero un bel racconto...magari il prossimo lo scriviamo insieme!!...salutami la signora paola...quando vuoi portala al mare da me...a presto!!

Autore: Francopass Invia un messaggio
Postato in data: 01/10/2009 03:52:21
Giudizio personale:
Potesse capitare a me una situazione del genere...

Autore: Zp7365 Invia un messaggio
Postato in data: 26/09/2009 11:31:32
Giudizio personale:
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