i racconti erotici di desiderya

40 anni (parte seconda)


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Lunedì 19 gennaio ore 10 di mattina



Gli accordi sono chiari. Per quanto, presi in circostanze meno chiare per un rapporto di lavoro. Tipo il sedile posteriore della sua Corvette del 65. Ma Manari mi era sembrato un uomo di parola oltre a scopare da Dio. Particolare questo che mi aveva convinto ad affidargli la regia della mia gang bang. Per quanto, non ricordassi precisamente quando mi aveva estorto questa promessa. Forse, mentre mi succhiava il clitoride avidamente o forse mentre la mia fica succhiava il suo cazzo avidamente. Ma l'avidità in ogni caso centrava. Ne ero ragionevolmente sicura.

Dunque, eccomi qui Five Season suite rouge. Dietro quella porta mia aspettava la mia personale celebrazione del traguardo dei 40 anni. Non avevo perso tempo a vestirmi, sotto la mia pelliccia di visone indossavo solo un paio di giarrettiere di pizzo nero e delle velatissime calze di seta. I tacchi a spillo delle mia scarpe preferite di pitone nero terminavano la mise, che mi era sembrata la più adatta allo spettacolo che mi preparavo ad interpretare da protagonista assoluta.

Oltre quella porta tutta stucchi e dorature mia aspettavano Manari, una serie di sofisticate apparecchiature di ripresa, il mio champagne preferito e tre giovani uomini arrapati, che speravo mi avrebbero definitivamente restituito a me stessa. Troia nell'anima. Come ero sempre stata. Come desideravo ardentemente tornare ad essere.

Sorrisi e spinsi la porta. Entrando nel primo giorno dei miei nuovi 40 anni.





Ore 12.30 - L'aperitivo



Sole a gennaio. In questa città di grattacieli e smog. Strano. Ma adatto. Molto adatto

alla situazione. Mi allungo meglio sul divano divaricando per bene le cosce e lasciando scorrere lo champagne rosè lungo il mio corpo. Le gocce percorrono gli omeri scivolano sui seni, trattenute dai capezzoli eretti, da cui rotolano sul ventre verso il monte di venere che per l'occasione sfoggia una nudità totale nuova di zecca. Tra paia di giovani bellissimi occhi seguono il percorso della gocce come ipnotizzati.

Il ronzio delle telecamere ormai è un sottofondo quasi accettabile. Sorrido.

“Bene ragazzi - ammicco - direi che il momento giusto per un aperitivo. Venite a servirvi”. Non passano 30 secondi che tre lingue avide iniziano a seguire il percorso

delle gocce sul mio corpo. Mi rilasso lanciando uno sguardo malizioso a Manari che

semi nascosto dietro una delle telecamere osserva la scena con quello credo voglia sembrare un'aria professionale.

Le lingue dei ragazzi sono calde, umide, alcune ruvide, alcune morbide. Tutte mandano brividi lungo la mia spina dorsale e spandono calore liquido nella mia fica. M'inarco per sentirle meglio. Marco, il biondino che assomiglia a Jud Low, ha una lingua lunga e ruvida che accarezza i miei capezzoli turgidi raccogliendo le gocce con accuratezza. Christopher, il nero sbarcato in città per sfondare nella moda, ne ha invece una morbida e corta ma maliziosa che esplora anche i recessi più nascosti tra la mia fica e

il mio culo dove le gocce birichine possano essere andate a giocare a nascondino. Jem, infine, il piccolo giapponese genio dell'informatica e creatore di videogiochi, ha una lingua calda e sottile, guizza in bocca intrecciandosi alla mia con notevole ardore.

Mentre il sapiente lavoro di lingua dei ragazzi mi porta sempre più vicina allorgasmo lancio uno sguardo allo specchio che occupa la parete di fronte al divano. La donna sensuale che si abbandona totalmente al piacere sono io. Finalmente di nuovo io. L'ultimo pensiero razionale prima che le onde dell'orgasmo mi travolgano e il sapore della mia sborra si mescoli allo champagne nelle bocche dei ragazzi che ora si abbeverano tutti alla stessa fonte.

Riaprendo gli occhi mi trovo di fronte Manari impeccabilmente vestito con un completo grigio sotto cui però spicca la sua imponente erezione. Si accarezza leggermente la cappella sopra i pantaloni guardandomi. “Perfido bastardo - penso - sa benissimo che non posso fare a meno di volere anche il suo di cazzo. Ma non gli darò questa soddisfazione”.



Ore 14.00 - il pranzo a base di frutta e cioccolato



Banane, fragole, e poi cioccolato in molte forme e declinazioni. Osservo i vassoi posati sul tavolo del living della suite mentre Marco pompa con vigore nel mio culo e io succhio con altrettanto vigore lo splendido uccello di Christopher del cui culo si sta caldamente prendendo cura Jem. L'intreccio può apparire solo ad una prima impressione casuale.

In realtà è perfetto e frutto di qualche ora di studio reciproco, delle reciproche preferenze in sostanza. Il cazzo di Marco ad esempio è perfetto per il mio culo, lo riempie come se questo vi fosse stato disegnato intorno. Sento la capella nelle viscere, e ondeggio incontro alle sue spinte ruotando i fianchi contraendo lo sfintere per sentirlo affondare con maggiore forza. La mia bocca è invece tagliata su misura per pompare

il cazzo di Christopher alla perfezione. Lo accolgo con un solo movimento tutto fino in gola. La capella preme sulle tonsille quasi soffocandomi. Succhio lentamente cercando

di adeguare il mio ritmo a quello con cui Marco mi sfonda il culo. Intanto Jem con notevole agilità e insospettato vigore pompa il culo di Christopher, che mio speculare alter ego gode doppiamente, come sto facendo io.

Il fastidioso ronzio di sottofondo si fa improvvisamente più intenso. La voce di Manari irrompe sulla scena. L'uomo accarezza il mio corpo inarcato e offerto con lo sguardo e intanto: “Marco la signora è particolarmente sensibile in questo punto - spiega con un tono a metà tra il professore di liceo e il regista creativo di porno sperimentali, mentre con un dito mi sfiora la pelle delicata tra il buco del culo e la fica grondante - quindi

visto che vogliamo zoomare sul suo orgasmo tu accarezzala lì e la ripresa sarà perfetta”. “Figlio di puttana, lurido bastardo penso mentre con un sorrisetto ironico si allontana e la pelle dove mi ha sfiorato mi brucia ancora come se mi avesse marchiata”. Fortunatamente è il pensiero di un secondo poi il vigore di Marco che segue alla lettera le istruzioni mi manda in orbita. Succhio con maggior intensità il cazzo di Christopher che è ormai pronto ad esplodere nella mia bocca…. E mi lascio andare stringendo il culo per prolungare l'orgasmo. La sborra mi cola in gola e nel culo. Mi ritrovo farcita di quel caldo vischioso e adorabile liquido. Meravigliosamente e potentemente farcita.

Mentre i ragazzi usano le loro lingue per ripulirmi mi rilasso e lancio uno sguardo ironico a Manari, che credendo di non essere visto da nessuno si sta menando il cazzo con entrambe le mani con gli occhi incollati sulle lingue che scorrono sul mio corpo.

“Ecco - penso - giustizia è fatta. Ah Ah Ah”.



Ore 16.15 - il bagno



Immersi nella vasca circolare colma di bollicine. I muscoli rilassati. Gli occhi chiusi. I corpi che si sfiorano sotto la schiuma. Lascio che il desiderio e la voglia fluiscono fuori

da me, colmando con al loro sottile seduzione la stanza. Il desiderio si. Il desiderio di sentirmi ancora autenticamente troia. E la voglia si. La voglia di essere scopata,

colmata di calda sborra in tutti i buchi, contemporaneamente.

Blues… non poteva che esserci un blues come colonna sonora. Le note trasportano la mia voglia e il mio desiderio nell'aria. E poi. Una frazione di secondo dopo. Solo mani

che cercano, bocche che succhiano. Denti che mordono. E cazzi che penetrano.

E buchi che accolgono avidi. Sono impalata sul cazzo di Christopher i petti incollati

con le ginocchia posate sul gradino della vasca e il culo che sporge offerto alla voglia e all'obbedienza di Jem che m'incula. Intanto Marco è uscito dalla vasca si è messo in ginocchio sul bordo e mi ha infilato l'uccello in bocca per farselo pompare.

La mente invasa dal piacere di quella triplice e totale penetrazione che tanto avevo cullato di poter realizzare. Mi perdo nella totale perfezione del momento.

E dimentico di essere mente, anima e cuore. E mi abbandono all'estasi di essere solo corpo. Puro sentire. Colmata. Completamente posseduta. Piena di potente e vigoroso piacere, che aumenta vertiginosamente con il passare dei minuti. Scopata. Nella bocca, nel culo, nella fica. Immobile nel godimento. Che aumenta ancora. Mentre i colpi si fanno più forti e, il cazzo di Marco mi affonda in gola soffocandomi. Liberata nel profondo della mia anima. Troia. Finalmente. Di nuovo.

La mente vacilla mentre il corpo travolto dalle contrazioni esplode in un orgasmo devastante. E la sborra cola dalla mia fica, dal mio culo, dalla mia bocca. Riga le cosce, segna il ventre, marchia i seni. Travolta dalla potenza di quella gang bang.

Di quella prima gang bang. Mi abbandono nella vasca mentre l'acqua scorre dove prima scorreva la sborra. Appagata. Veramente. Per la prima volta da tempo.

La telecamera ronza vicino ai miei occhi chiusi. I ragazzi sono andati a farsi una doccia

e io ho bisogno di un momento di quiete. Esco dalla vasca e mi avvolgo in un telo per asciugarmi rapidamente. Infilo le scarpe e cerco la mia pelliccia. Ho bisogno di fumare una sigaretta e andrò a farlo sul terrazzo della suite, contemplando le luci della città dall'alto.

Aspiro il fumo con voluttà mentre il freddo non passa attraverso la barriera del mio visone e del mio sangue ancora bollente per il piacere appena provato. Passi. E una voce. Quella voce. “Allora tesoro - sorride ironico Manari mentre mi prende la sigaretta dalla bocca e fa un tiro - può dirti soddisfatta no? Dei miei servizi professionali intendo?”. Non resisto. So che sta cercando solo quello. Ma non resisto.

Lo afferro per il bavero della giacca, lo spingo contro il muro, gli apro i pantaloni. Il cazzo svetta duro e rigido come un'asta. Lo afferro con la mano e inizio a pomparlo per bene mentre con lo stesso ritmo gli metto la lingua in bocca. Reagisce. Ovviamente. In un secondo inverte le nostre posizioni. Apre la pelliccia mi solleva una coscia mettendosela intorno alla vita e scivola fluido nella mia fica. E poi. Uno. Due. Tre colpi. Sempre più intensi, sempre più ravvicinati e frequenti. Ansimo mentre morde con ferocia un capezzolo. Affondo i denti nel suo collo e contraggo i muscoli della fica per succhiargli il cazzo dall'interno. Urla. “Troia. Lurida meravigliosa troia…”e sborra lava calda e gustosa dentro di me.

Sorrido. “1 a 1. Palla al centro , bastardo”. Penso. Mi stacco. Chiudo la pelliccia e rientro nella suite. Il mio passo è ancora più leggero.







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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Pahaliah Invia un messaggio
Postato in data: 09/04/2008 20:53:36
Giudizio personale:
La \"Troia che è in te\" è uscita mostrando tutto il suo splendore.
Detto tra di noi vuoi sapere cosa è nato in me mentre leggevo?
\"L\'invidia\" x Christopher, Marco, Jem ed ancora x Manari....
Strano ma ho reso l\'idea.
ps. La Fenice ha spiccato il volo ... meravigliosa ed inaspettatamente conturbante e sensuale.
... Continuo la lettura

Autore: Mcurris Invia un messaggio
Postato in data: 30/11/2005 15:56:41
Giudizio personale:
La parte prima del tuo racconto è più sensuale ed eccitante,ma ugualmente brava,ciao


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