i racconti erotici di desiderya

Una sensazione nuova


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Beveva voluttuosamente il vino che lui aveva versato per lei , portandolo lentamente alla bocca e adagiando con piacere le labbra sul bordo del bicchiere, era sempre lei a decidere ogni fatto della sua vita, quella sera si sentiva di risparmiarsi ,aveva lasciato che scegliesse le portate il suo accompagnatore così come il vino che sorseggiava trattenendolo in bocca più del dovuto, sentori ferrosi e di rosmarino accarezzavano audaci il suo olfatto e lei socchiudeva gli occhi per respirare più intensamente quel profumo nuovo e stimolante .

Posò piano il bicchiere sul tavolo e carezzò l’anello che portava all’anulare sinistro: un vistoso ovale di ametista, dono del suo amante, ci teneva moltissimo a quel dono simbolico. Lui era sposato, mai sarebbe stato il suo uomo. La famiglia era la sua tranquillità, il suo posto caldo, la promessa che nulla sarebbe cambiato. Ma lei, Lara, in quello scampolo d’estate che pigramente si spegneva era stata la sua libertà, la sua evasione, la sua leggerezza, la spensieratezza creduta ormai persa, la complicità che non sperava di ritrovare più… Per lui sarebbe dovuta essere breve vacanza in cerca dell’ispirazione necessaria a portare a compimento il suo racconto, sarebbe poi tornato alla sua rassicurante routinaria vita, ai suoi allievi seduti ordinati nei banchi, alle sue lezioni di sociologia, alla sua consorte, tranquilla, noiosa, prevedibile, di aspetto gradevole e ben educata .

Sfiorava con le dita quella pietra liscia mostrandola li davanti a tutti con aria quasi di sfida come se tutti in quel modo potessero conoscere il loro segreto, ripeteva quel gesto che le dava piacere e nel farlo notava compiaciuta di avere su di sé lo sguardo di uno uomo distinto, tra i 55 e i 60 anni, che le sedeva di fronte a poca distanza, nella sala non troppo affollata di quel piccolo ristorante , più volte durante la cena si era sentita osservata, ed era certa e compiaciuta del fatto che le anche il suo accompagnatore avesse notato le attenzioni del silenzioso e solitario commensale seduto in disparte.

Era per lei una sensazione nuova e nel contempo inebriante, per anni abituata a minimizzare, quasi nascondere la propria prorompente e vistosa femminilità castigandola in abiti dalle forme comode che non sottolineassero quella straordinaria carica erotica di cui aveva persino perso consapevolezza… Ora si riscopriva donna, si riscopriva femmina, per anni era stata madre e moglie di un marito distratto che la prendeva ogni volta che ne sentiva il bisogno senza chiedere il permesso, un uomo con il quale non aveva alcun affinità intellettuale, un uomo senza fantasie né tenerezza, un uomo solido, concreto, scontato e banale, che non aveva mai raggiunto il suo animo nei lunghi anni di convivenza… Quella sera, invece, in quel delicato abito color lavanda che sottile le si adagiava sulle forme generose lasciando scoperto il seno bianco, morbido e vissuto sentiva di aver scoperto la sua vera natura, i capelli lunghi castani sciolti sulle spalle rotonde appena coperte dalla sottili bretelle del vestito, la sua bocca carnosa ormai priva di rossetto per i focosi baci che si erano scambiati prima di entrare, la cavigliera d’argento portata alla gamba destra, il gesto sensuale della mano con cui continuava ad accarezzare l’anello , tutto in lei sottolineava con fierezza la sua sottile femminilità. Era bella dell’amore scambiato fisicamente con il suo amante, era luminosa del loro sentimento. Clandestino e vero.

“ E’ quasi ora” le disse lui guardandola fermamente negli occhi ,lei annuì e abbassò timida e sottomessa lo sguardo e un fremito le percosse la schiena, di lì a poco avrebbe avuto luogo l’incontro che lui aveva pianificato e voluto, lei aveva deciso che avrebbe assecondato ogni sua fantasia quella sera, era il suo pegno di fedeltà, cedendo a lui ogni controllo, abbandonandosi inerme e fiduciosa ad ogni sua perversione, regalandosi alla sua ingorda fantasia, sapeva di eccitarlo come forse mai gli era accaduto nei suoi quasi 50 anni e di questo lei si sentiva fiera ed orgogliosa.

Usciti dal ristorante nel parcheggio sotterraneo lui l’aveva fatta salire sul sedile passeggero ,aveva reclinato il sedile in modo che il corpo di lei fosse disteso morbidamente , poi l’aveva bendata con una fascia morbida di raso scuro, le si era seduto a fianco e le aveva carezzato un braccio lentamente, poi aveva infilato le sue dita sotto il vestito nel reggiseno di lei a cercare i capezzoli resi turgidi dall’eccitazione, gli aveva scoperti, leccati ,annusati e avidamente succhiati poi lasciandoli scoperti, aveva sfiorato con le sue labbra quelle di lei, cercato e avviluppato la lingua in un bacio appassionato e intenso con il quale premiava la sua schiava per il profondo atto di sottomissione e fiducia che stava per compiere, un bacio forte, profondo, lungo che lo eccitava e gli faceva pregustare le emozioni che quella serata gli avrebbe regalato…

Il viaggio in macchina fu breve e tranquillo ma a lei parve assai più lungo, ogni qualvolta la macchina si fermava per pochi istanti, lui infilava una mano sotto l’abito di eli a carezzarle la coscia in un gesto che mostrava al contempo tenerezza e possesso. Ad un certo punto la macchina si arrestò, lui spense il motore , abbassò entrambi i finestrini , e rimase in silenzio ad osservarla, lei non poteva vederlo eppure era certa che la stesse osservando, come se sentisse il calore del suo sguardo sul suo corpo impaziente.

Così senza profferire parola aprì le sue gambe in un gesto eloquente che sembrò un invito, lui prese le braccia di lei distese lungo i fianchi e le spinse incrociate dietro la schiena della donna, poi , alzato di poco il vestito , senza aver cura di togliere il perizoma nero di pizzo, ma limitandosi a spostarlo, infilò un dito nella sua vagina umida e calda che, subito iniziò a contrarsi, poi due, tre, quattro… e i fremiti di lei aumentarono…infine unì il pollice, vincendo la resistenza che quel corpo fremente offriva e godendo di quei mugolii che lei non risparmiava…Spingeva all’interno con decisione la sua mano, roteandola appena, ad ogni spinta , istintivamente lei provava a chiudere leggermente le cosce come a proteggersi da tutta quella vemenza, ma lui con un sussurro all’orecchio le ricordava di essere sua e lei diceva di “aprire” con tono fermo, impositivo al punto giusto, e lei con un filo di voce rispondeva “ Si, come vuoi tu”…

Lara non poteva sapere se lì fuori ci fosse qualcuno ad osservarli o meno o meno né ebbe intenzione di chiederlo, sentiva sulla pelle l’aria salmastra e nelle orecchie il rumore monotono della risacca, capì quindi che dovevano essere in riva al mare, ma non seppe mai se occhi furtivi e indiscreti avessero beneficiato dell ‘ insolito spettacolo che offriva il suo corpo gemente sotto i freddi raggi della luce lunare, né se, dell’eventuale spettatore lui ne fosse stato inconsapevole, o se magari avesse incominciato a toccarla proprio per regalare una fugace emozione ad un inaspettato passante voglioso.

Quando fu certo che lei avesse sotto la sua mano goduto la sfilò, fradicia dei suoi umori, la passò sul collo bianco e lungo di lei che Lara gli offriva reclinando la testa all’indietro, infilò le dita bagnate nella bocca di lei che leccò accondiscendente …”Stringimi” chiese lei , e lui le fu sopra abbracciandola e baciandola con passione ed impeto.

Non sapeva Lara cosa sarebbe accaduto dopo quella strana estate, l’estate dei suoi quarant’anni, immaginava che sarebbe uscita dalla vita di quell’uomo che tanto l’affascinava silenziosamente, in punta di piedi così come vi era entrata, non sapeva Lara cosa l’avrebbe attesa al suo ritorno in città dopo quella breve ed intensa vacanza, quello che di certo incominciava a sospettare è che il ricordo di quei giorni sarebbe rimasto vivo nella memoria e pulsante nella sua anima, che quelle emozioni che con naturalezza a aveva diviso con uomo quasi sconosciuto non sarebbe riuscita a dimenticarle facilmente….

“Lo sai , ti resterò vicino sempre “ le promise lui facendola uscire dalla macchine e guidando con premura i suoi passi.

Salite poche scale esterne furono all’interno della casa, Lara potè distinguere un forte odore di fresie ,il suo fiore preferito, la casa doveva esserne piena pensò, lui la condusse in una stanza la fece sedere su un letto, il materasso era alto e rigido e il copriletto al tatto le pareva di ciniglia damascata, rimase sola in quella stanza per pochi minuti ,poi il professore tornò accompagnato da un altra persona “ lui è il nostro giovane amico con il quale stasera avrò il piacere di condividerti anche se per un tempo limitato, lui può guardarti e tu invece no, sarò buono e ti permetterò di toccarlo per poterlo conoscere, ma tu in cambio di mostrerai accondiscendente e mansueta , intesi?” Lei annuì vibrando peri il timore e l’eccitazione di ciò che stava per accadere.

Quando gli fu a pochi passi il professore portò le mani di lei sulle spalle di lui, lei iniziò a tastare le spalle , il volto, le braccia ,dopo pochi minuti avrebbe potuto concludere che era molto più alto di lei e sicuramente anche del professore, che aveva una muscolatura robusta ,braccia forti, mani grosse e non particolarmente curate, labbra sottili e barba le incolta, le pareva giovane non solo per l’appellativo usato dal professore ma anche per l’assenza di rughe e la tonicità dei muscoli .

“Ora basta” disse lui riportandole le mani lungo i fianchi, “ il tempo scorre…” e rivolto a lui gli chiese “ Per cosa vuoi usarla inizialmente?”

“ Voglio leccarla” disse lui, ma voglio che sia legata mentre lo faccio” disse il ragazzo con voce che tradiva l’emozione di quel momento

“ E sia “ disse il professore “ Stenditi” ordinò a lei , poi prese un polso e lo lego forse alla spalliera del letto e successivamente fece la stessa cosa con l’altro “E’ stretto “ provò timidamente ad obbiettare lei , lui allento di un minimo la presa che rimase comunque molto stretta sui suoi polsi “ Devi sopportarli lo sai vero? lo fai per me.. ricorda, sono qui “

“posso alzarle il vestito?” chiese timidamente il giovane che continuava a parlare di lei in terza persona come si trattasse di un oggetto inanimato messo lì a sua disposizione “ Certo “ disse il professore “ vuoi che le sfili le mutande? “ aggiunse rivolto al giovane, questi dovette annuire perché, il suo amante le sollevò l’abito fino a scoprire il ventre e le sfilò la biancheria intima , poi con un sussurrò nell’orecchio di lei aggiunse “ “Apri le cosce, da brava …. “. Il ragazzo si distese tra le sue gambe e prese a leccarla, il professore le prese la mano e gliela strinse forte, il ragazzo la leccava nervosamente, avidamente, non le piaceva e avrebbe voluto smettesse…così istintivamente chiuse di poco le cosce “ Aperte, devono restare aperte”, disse il professore con tono fermo “ Altrimenti sarò costretto a legarti anche le caviglie , non vuoi che lo faccia vero?” lei scosse la testa e subito ubbidì spalancando le cosce all’avido giovane amante che continuava a leccarla, succhiarla e morderla con ingordigia, non provava piacere per quello che il giovane inesperto e frettoloso uomo continuava a fare ma la eccitava la mano del suo amante intrecciata alla sua che si stringeva ritmicamente e il respiro grave di lui sul suo collo che assisteva alla scena, traendone una forte eccitazione… “ Il tempo passa amico mio “ disse l’uomo rivolto al ragazzo “guarda l’orologio non ti resta molto ..” “ Ora vorrei che lei mi toccasse e mi leccasse”

“Bene , vuoi che tenga le mani legate insieme davanti ?” chiese il professore “NO, slegala” disse il giovane.

Lara fu posta in ginocchio sempre bendata, il pene nodoso e tozzo del giovane amico era davanti alla sua bocca, lei prese a leccarlo baciarlo toccarlo, lasciando che le mani lo carezzassero, la lingua lo inseguisse, le labbra lo suggessero e mentre faceva tutto ciò, il suo amante nudo con il proprio petto si schiacciava contro la sua schiena e abbassate le bretelle del vestito e del reggiseno le baciava le spalle e delicatamente ma con decisione le aveva infilato due dita nell’ano e le teneva lì ferme be spinte dentro, e mentre la baciava continuava a ripeterle “ Brava, sei davvero brava”…passarono alcuni minuti Lara era certa il ragazzo stesse per venire e la stessa percezione dovette avere il professore perché lo ammonì “ Ricorda che hai disposizione un solo orgasmo indipendentemente dal tempo, la bravura della nostra Lara distrae, ma decidi se non vuoi sperimentare altro e continuare così o meno” sicuramente le interruzioni del professore erano tese a ostentare il proprio controllo sull’intera situazione, ma anche questa volta il ragazzo si persuase allontano la testa di Lara con il gesto della mano e rivolto all’uomo disse” Ora, voglio scoparla” rivendicando un’audacia e un’intraprendenza inespresse sino a quel momento.

“Come la vuoi ?” chiese l’uomo con aria accondiscendente, il ragazzo bisbigliò qualcosa sotto voce, si erano allontanati, Lara non riuscì a sentire cosa si fossero detti ebbe paura e il suo amante lesse la sua paura , le si fece dappresso, l’aiutò a sollevarsi la bacio aprendo leggermente con le sue labbra quelle di lei e infilando dolcemente la sua lingua a cercare la sua, poi le carezzò i capelli , lei bendata protese di nuovo in avanti la testa a cercare le sue labbra, lui la baciò di tanti piccoli baci sfiorati e la rassicurò dicendole ”resto qui, con te , brava mio tesoro… mio grande inestimabile tesoro, sei straordinaria … ora tranquilla, lascia che io faccia quanto necessario …”

Detto questo, le porto le mani dietro la schiena e nuovamente gliele legò con un nastro spesso, poi la spinse dolcemente sul letto :il seno e la faccia schiacciati sul materasso, le ginocchia sul bordo del letto, il bacino sollevato, le gambe aperte , Lara sentiva sotto la pelle la ciniglia del copriletto e sulla schiena l’aria condizionata fresca , lui, il giovane, le fu dietro e la penetrò subito, sentiva il suo corto e grosso pene entrare nella sua vagina, si accorse che aveva indossato un preservativo e ne fu sollevata non avrebbe voluto accogliere dentro di sé il seme di quello sconosciuto, al contrario fremeva desiderando il momento in cui il suo amante l’avrebbe riempita copiosamente riempita del suo liquido.

Lui la stava prendendo con forza e prepotenza , possedendola in modo istintuale quasi brutale , le ricordava il modo in cui , per anni , l’aveva presa suo marito, senza chiederle nulla, dando tutto per scontato , rivendicando un diritto più che condividendo un’emozione. Avrebbe voluto sottrarsi ma lui, il suo amante aveva poggiato la sua testa accanto alla sua e con una mano le teneva ferma il collo, sentiva il suo respiro profondo intenso odoroso di tabacco addosso e dalla pressione che esercitava con la mano, Lara capiva che, ora, in quel momento, in quel modo, lo stava eccitando in modo sublime, e quindi si offriva all’altro sottomessa, aprendosi senza riserve e arrivando persino a godere di quell’irreale situazione .

L’uomo ansimava continuando a possederla con forza, stringendole con le mani le natiche e divaricandogliele, fino al punto in cui si lasciò andare ad un intenso, lungo ,appagante orgasmo.

A quel punto lui, il giovane si allontanò senza una parola, il suo amante le slegò le mani l’aiutò a stendersi supina e la lasciò qualche istante lì distesa sul letto “riposati un secondo “ le disse uscendo dalla stanza con il giovane uomo. Ritornando la prese x mano e la condusse fuori dalla stanza dentro a quello che Lara avrebbe scoperto essere il bagno, Lara senti scorrere l’acqua della doccia , lui le sfilo il vestito ed il reggiseno, l’aiuto ad entrare sotto la doccia e lì le tolse la benda, la luce era bassa e l’acqua fresca , quando Lara aprì gli occhi incrociò gli occhi piccoli, scuri e vellutati di lui che parevano perdersi in quelli grandi curiosi e azzurri di lei , rimasero cosi sotto l’acqua a guardarsi senza parole, lui prese ad insaponarla dolcemente con un olio profumato al sandalo e tiglio, le carezzava le spalle, le natiche , la schiena ,le cosce , il ventre leggermente arrotondato, e lei lasciava che lui facesse tutto questo, restando ferma e socchiudendo gli occhi, poi adagiò piano la testa sul petto villoso di lui che la strinse a se con trasporto, e intanto l’acqua li bagnava entrambi .

L’acqua scorreva, lui la stringeva a se, Lara si sentì pervadere da una strana sensazione di benessere e desiderò che quell’istante durasse a lungo ,tanto a lungo… rimasero lì stretti, vicini, abbracciati nella penombra rischiarata solo dalla luce delle candele .

Usciti dalla doccia lui la avvolse in un morbido accappatoio azzurro e le strofinò la schiena e le braccia per asciugarla con cura con un gesto che aveva uno strano sapore protettivo e rassicurante, quel colore addosso a Lara faceva risaltare la lucentezza degli occhi di lei persino lì nella penombra, a lui evidentemente non sfuggì questo dettaglio e guardandola negli occhi le disse:” Lo sai , te l’ho detto non ho un colore preferito ma da qualche giorno mi mettono a mio agio le gamme di colori che mi ricordano quello dei tuoi occhi “ appena ebbe pronunciato quella frase se ne pentì, come se potesse essere apparsa troppo stucchevole, banale o peggio ancora avesse potuto dare a lei l’impressione di poter tradire un coinvolgimento emotivo più forte di quello preventivato.

I loro accordi erano stati chiari, niente amore, e come previsto avevano condiviso emozioni, desideri, si erano raccontati , esplorati, capiti, nei giorni che avevano trascorso insieme avevano riso, parlato, passeggiato, avevano sentito crescere un sentimento di stima e di complicità ,persino di affetto, ma niente amore … forse in realtà la cosa più giusta da dire nel loro caso, è che avevano sperimentato le “ affinità elettive “ quella sorta di stana magia che da il titolo al celebre romanzo di Johann Wolfgang Goethe, quella situazione in cui ti trovi di fronte a qualcuno che conosci poco o per nulla ed è come se lo avessi atteso o cercato da sempre …. conosci quel qualcuno e ti senti in brevissimo tempo attratto in un modo irresistibile, e in quel momento l’altro diventa il fulcro intorno al quale ruotano i tuoi pensieri. Trovava suggestive Lara le teorie in base alle quali le anime che si appartengono si cercano, si inseguono nelle diverse vite , si riconoscano e riescano a stare insieme a dispetto di ogni logica e di ogni lucidità… e una volta che le anime si sono incontrate, ai corpi non rimane che assecondare quell’alchimia.. un po’ si spiegava anche così, quanto le stava succedendo …

Entrambi sapevano che quella strana storia , alla quale non avevano quasi potuto evitare di concedersi, avrebbe avuto presto fine, sarebbero tornati nelle loro case, nelle loro città distanti chilometri, alla loro vite , alle loro abitudini, lui avrebbe continuato ad ascoltare la sua musica lirica e lei a modellare la sua creta, e i giorni sarebbero scivolati via pigri.

“Un viaggio “ continuava a ripetersi Lara, “ ciò che mi sta accadendo è come un viaggio , un viaggio di cui non conosci bene la destinazione, non sai quanto durerà, ma sai che inevitabilmente in parte ti cambierà”.

“Come ogni viaggio ti arricchirà donandoti nuove emozioni ,ti riempirà di ricordi nei quali poterti rifugiare o per i quali poter un po’ soffrire, come in ogni viaggio , più passa il tempo più sentirai crescere in te una graffiante amarezza per il momento dell’addio che inesorabile si avvicina” Lara lo sapeva, lo aveva messo in conto, era conscia che quella intensa breve esperienza avrebbe potuto gravarla di nuovo dolore, ma aveva scelto comunque di non negarsela.

Non perché fosse indifferente al dolore, questo no , ne aveva grande rispetto, e bene lo conosceva ,da anni ormai lavorava in un centro diurno per disabili , come fisioterapista il suo rapporto con la sofferenza era continuo e quotidiano. Aveva sperimentato i vari volti che può avere la sofferenza, a volte ostentata per indurre pietà, altre volte vissuta con profonda dignità. La sofferenza di un vecchietto carico d’anni accettata con rassegnazione o quella improvvisa di un giovane che la rifiuta con rabbia e ostinazione ,che non sa piegarsi a quell’ ingiusto destino, la sofferenza negli occhi di padri e madri ormai spogliati di ogni speranza.

Ella stessa aveva tanto sofferto per la lunga malattia di suo padre che glielo aveva portato via troppo presto, per quel figlio a cui aveva dovuto rinunciare e tristemente e lungamente aveva anche sofferto negli anni di un matrimonio che lentamente , inesorabilmente l’avevano spenta dentro, saccheggiando ogni sua allegra spensieratezza. Stavolta sarebbe stato diverso, quella piccola sofferenza che aveva preventivato di provare sarebbe stato il prezzo per poter scoprire se stesa.. e le pareva accettabile.

Lì in quell’abbraccio stretta a lui alla luce fioca delle candele con il morbido accappatoio a coprirla il tempo e lo spazio perdevano di significato .

D’un tratto lui, l’allontano da se, la guardò negli occhi e le disse “ Ho una cosa per te” e aprendo con la mano destra un cassetto alle sue spalle tirò fuori una sottoveste nera di raso molto corta, tenendola dalle sottili bretelle gliela mostrava “ La indosserai per me ?” le domandava certo del sua risposta “ naturalmente “ aggiunse lei . A quel punto lui si volto dandole le spalle e attese che lei l’avesse indossata per tornare di nuovo a guardarla.

“ ti benderò di nuovo, ti legherò le mani dietro la schiena e ti chiederò un ultimo regalo, poi sarò solo tuo e faremo l’amore”

Che strano suono ebbero per Lara quelle parole ”faremo l’amore” era certa di non avergliele mai sentite pronunciare , certo il sesso era un perno fondamentale nella loro storia, e ne avevano a lungo parlato, avevano condiviso fantasie, senza falsi moralismi o innaturali pudori…

Lei adorava sentirlo parlare , avevano discusso di tante cose, lui aveva un bellissimo modo di raccontare coinvolgente , descrittivo, attento , partecipativo, tipico di chi scrive, era un uomo colto e molto intelligente capace di affascinare perdutamente donne dall’intelletto vivace come Lara, per di più c’era qualcosa di musicale anche nel suono della sua voce, lei lo avrebbe ascoltato per ore .

Ricordava ogni dettaglio di quanto si erano detti, più volte lui le aveva detto di volerla possedere, penetrare, di volerla avere, di volerla scopare o più semplicemente e asetticamente di volere fare sesso con lei… ma di voler fare l’amore era certa, non l’aveva mai ammesso, forse che già la presenza della parola “amore” nella frase avesse meritato sino a quel momento un’auto-censura???…

Lara in ogni caso fu felice di quella promessa, eccitata ,ansiosa e un po’ preoccupata correva con la mente a quello che ancor l’avrebbe attesa , lui le offrì un bicchiere di vino bianco , lei ne bevve un sorso e lui la incoraggiò con il gesto della mano a finire di bere, lei ubbidì, bevendolo tutto con un paio di sorsi , poi lui rabboccò poi il bicchiere e questa volta glielo tolse dalle mani e lo portò alla bocca di lei ,facendo si che lo bevesse tutto d’un fiato.

La bendò di nuovo, le legò i polsi dietro la schiena e la portò fuori con se tenendole le braccia, Lara capì’ che si trovavamo all’aperto forse una terrazza che dava sul mare, percepiva distintamente il rumore delle onde di un mare increspato, l’aria era diventata fresca e il vento portava un intenso odore salmastro, Lara intui’ subito che ci fosse qualcuno su quella terrazza a parte loro due e subito ne ottenne la conferma quando il suo amante disse con tono suadente “ buonasera a tutti”.

Spinse delicatamente Lara su un tappeto posto li dinnanzi a loro , Lara potè sentirlo sotto i piedi scalzi alto e morbido , lui le chiese di inginocchiarsi , quando fu giù, lui le spinse le spalle affinchè i glutei toccassero le caviglie, poi le portò in avanti il corpo, con il seno, in quel modo ,schiacciato sulle cosce e la testa sul tappeto girata da un lato, le sollevò la sottoveste a lasciare scoperte la schiena e le natiche, Lara sentiva brusii in lontananza , le sembrava di distinguere anche un paio di voci femminili, ma non avrebbe saputo quantificare quante persone fossero lì in quel momento ad osservarla riversa sul tappeto.

Sentì ad un certo punto il tocco della frusta, sulla schiena, lui le sfiorò le spalle, il collo, le natiche , poi vibrò un primo colpo, un istante di silenzio e due nuovi colpi le percossero le natiche e i fianchi, poi nuovamente uso quell’oggetto per carezzarla e dolcemente sfiorarla, lo eccitava il momento in cui poteva vedere il corpo di lei contarsi non sapendo se sarebbe stato sfiorato o colpito.

Con una mano raccolse tutti i capelli di lei e con decisione li tirò su perché fosse obbligata a mettersi in ginocchio con il busto eretto, e nuovamente la colpì sul seno ,sulla schiena e con maggior vemenza sui glutei, lei sussultava, sobbalzava ed emetteva sottili mugolii ogni qualvolta veniva colpita.

Lui le infilò una mano tra le cosce e constatò compiaciuto quanto il suo sesso fosse bagnato “ E’ pronta “ annuncio , e riportato giu, sul tappeto, il busto di lei , le divaricò le gambe.

Fù a quel punto che senti avvicinarsi le altre persone che sino a quel momento avevano partecipato con brusii, sussulti, commenti sussurrati .

Senti in principio una piccola mano toccare le piccole labbra con gesti lenti e incerti compiere piccoli cerchi, pensò si trattasse di una donna che poi usò le stesse due dita per penetrale timidamente la vagina e ritirarle via subito, mentre altre due mani, verosimilmente di un uomo le stringevano vogliose il seno schiacciato sul tappeto , qualcuno le leccava la schiena, poi quella che lei riteneva essere una donna lasciò il posto ad un uomo che strofino il proprio volto con barba irsuta sulla natura aperta di lei , prese a leccarla e a bagnarla copiosamente di saliva , nessun altro la toccava in quel momento e Lara si chiedeva dove fosse il suo amante…L’uomo con barba s’interruppe e fu la volta di una donna, forse diversa dall’altra … glielo faceva intuire la presenza di un vistoso anello, che prese a toccarle il clitoride nervosamente, poi baciò delicatamente i genitali esterni ed infine prese a leccarla, Lara sentiva quelle sottili inesperte labbra femminili era evidente che non lo facesse per proprio piacere ma piuttosto per compiacere qualcuno , ad un certo punto il “qualcuno” prese ad incoraggiarla e lei vinse la timidezza ed infilò due vita nella vagina di Lara e altre due nel suo ano, spingendo con decisione e leccando l’intera zona perianale, grandi a quel punto furono i gemiti di piacere dello spettatore che l’aveva esortata.

“ Ora accomodatevi pure” disse il professore riprendendo magistralmente la conduzione dei giochi e avvicinatosi a lei le passò sulla schiena un oggetto duro e freddo “ Cos’è?” chiese lei con voce tremante ,venendo meno alla promessa di tacere “Ciò con cui ti penetrerò analmente” asserì lui” ma poiché sei momentaneamente privata della vista di darò la possibilità di riconoscerlo grazie ad un altro senso” detto ciò portò alla bocca di lei qualcosa e glielo infilò dentro, era una sottile fetta di cetriolo, lara riconobbe subito il sapore acre, si trattava infatti di un cetriolo di dimensioni modeste, particolarmente freddo forse perché tenuto in freezer.

Le slegò le mani, e la posizionò carponi , e dopo averla carezzata e massaggiata, infilò l’ortaggio delicatamente nel suo ano “ Resterà lì così che io possa sentirlo ,dopo penetrandoti” aggiunse; poi la fece rialzare e le fece bere un nuovo bicchiere di vino, lui lo spingeva giù con decisione e un rivolo di vino venne giù dalla bocca di lei e le rigò il collo eburneo .

Si accomiatò dagli ospiti e insieme a lei si diresse nella stanza da letto , le tolse la benda, la lasciò dentro e usci dalla stanza richiudendosi la porta alle spalle. Lara rimase in piedi con le gambe leggermente divaricate per il fastidio che quell’oggetto , ancora piuttosto freddo,le procurava , la stanza era al buio ,ma Lara poteva intuire l’arredamento in arte povera: un canterano alla sua destra con un grosso specchio dalla cornice vistosa , il letto al baldacchino dove era stata legata e posseduta, una poltrona di fronte a letto con un giradischi posizionato di fianco su un tavolino rettangolare e basso e di fronte a lei, una grande finestra aperta da cui entrava l’odore della pioggia imminente, un temporale estivo stava per scatenarsi e Lara ne fu felice, lui l’avrebbe presa li in quella stanza, in pieno temporale come durante il loro primo incontro.

La porta si aprì lui le fu alle spalle , mise in funzione il giradischi e quella musica vibrante di sottofondo carezzò le loro anime in tumulto, poi si avvicinò a lei, l’abbraccio , lei si voltò e i baciarono intensamente profondamente, lei baciava le sue labbra, la sua bocca, le sue orecchie, il suo naso , il suo volto , gli occhi chiusi di lui e di nuovo la bocca fremente, lui la stingeva con passione e lei sentiva contro le cosce il pene di lui reso incredibilmente duro dall’eccitazione.

Lui ,con on un gesto della mano tolse il copriletto di ciniglia, lo gettò sul pavimento e spinse Lara sul letto, su fresche lenzuola bianche di lino odorose di bucato, lei aprì le gambe con grande naturalezza, lui le fu dentro continuando a baciarla, finalmente poteva dare sfogo a tutta l’eccitazione raccolta e trattenuta continuando a spingersi dentro di lei con impeto, lei gli stringeva gli spalle portandolo a se, li schiacciata da lui e con le cosce avvinghiate intorno al corpo del suo amante, gemeva di piacere sentendolo entrare tanto da toccarle l’anima, da farle vibrare intensamente e profondamente le corde più profonde del suo essere.

E intanto la pioggia fuori con il suo rumore incessante copriva i loro gemiti , i tuoni facevano vibrare le pareti e i fulmini rischiaravano la stanza buia, la musica cresceva insieme al piacere, e lei si lasciò andare un’ultima volta sentendosi finalmente piena di lui .

Lara sentiva la testa girale forte, stanca, vinta, sopraffatta e felice chiuse gli occhi trattenendo lui dentro di se abbondonato sul corpo inerme di lei.

Quando riaprì gli occhi le prime luci dell’alba filtravano nella stanza e l’aria portava con se l’odore di terra bagnata, era certa di aver dormito per poco forse un’ora o poco meno, lui le teneva un braccio infilato sotto il suo collo intorno alle spalle, con la mano sinistra le stringeva la spalla quasi a volerla trattenere lì, quasi come se temesse di poterla veder svanire alla luce dell’aurora come un bel sogno, con il busto era proteso su di lei e in silenzio la guardava, chissà per quanto l’aveva guardata dormire…con la mano destra le scoprì la fronte dai capelli per poi baciargliela dolcemente, era abituata Lara a leggere il linguaggio corporeo , sapeva bene che i gesti, la postura, l’intonazione , gli sguardi sanno essere più sinceri delle parole, ma in quei gesti lesse qualcosa che la spaventò, così chiuse gli occhi, si girò su di un fianco dando a lui le spalle , lui la strinse con le braccia e poggiò sulle cosce umide di lei la sua gamba ad avvilupparla in un abbraccio al quale Lara non potesse sottrarsi…Lei felice , di una strana, amara, inspiegabile felicità, chiuse gli occhi e lasciò che silenziosamente due calde lacrime venissero giù , sospirò e strinse tra le sue, le mani di lui con tutta la forza che aveva nell’anima.



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