i racconti erotici di desiderya

L'agente di commercio

Autore: Girlsitter
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Cambia lo sfondo
Le vicissitudini della vita spesso ti portano a fare delle scelte non volute. Mi presento sono girlsitter (sul sito! :-P) sposato felicemente ma dispiaciuto perchè non lavoro da circa un anno (ero impiegato in un’azienda di servizi, ma poi con la crisi …..). Non voglio annoiarvi con le paranoie, arriviamo a noi. Cercando un nuovo lavoro mi ritrovo a fare un corso per agenti di commercio per un’azienda di torino. Quest’azienda aveva organizzato un corso preparatorio per la nuova rete vendita. Quindi ci ritroviamo una quindicina di persone di varie età a questo corso di due giorni in azienda. Eravamo tutti uomini tranne una donna che subito ha fatto capire (come era logico aspettarsi) che era la “donna” di uno di loro. E non uno qualsiasi ma di un capo area. A dire il vero era una bella donna, sulla quarantina ben portati un bel seno ma soprattutto uno sguardo felino che ti eccitava solo ad incrociarlo. Infatti, cercavo sempre di evitare il suo sguardo onde evitare di cadere in tentazione (come anticipato sono felicemente sposato, mia moglie non mi nega di certo il sesso, anzi mi fa sentire un vero toro da monta e lei a dire il vero gradisce tantissimo … :-P). Sapete, Lei era una di quelle donne che sprizzano lussuria da tutti gli orifizi, una tipica MILF. Mi accorsi subito che Lei era interessata a me anche se non ne capivo il motivo (non sono bello, sono abbastanza robusto con un bel po’ di pancetta ma mia moglie dice che ho un bel viso …. sarà …). Io, un po’ per paura del marito, un po’ per paura di perdere il lavoro appena iniziato, un po’ per paura di poter perdere mia moglie cercavo di tenermela alla larga quanto più possibile ma sentivo nell’aria che non appena avuta l’occasione lei avrebbe cercato il modo di “avvicinarmi”. Infatti, entrambi fumatori ci trovavamo spesso fuori lo stabile a fumare ma era sempre presente qualcuno. Con noi c’era anche un ragazzino (avrà avuto una ventina d’anni) che cercava (a differenza mia) di starle il più possibile vicino sperando che potesse concedersi a lui. Lei era lusingata della cosa, ma il ragazzino peccava di esperienza a mio avviso. Era palese che lui ci stesse provando (o almeno avesse quell’intenzione) ma lei cercava me ed al massimo avrebbe scelto il ragazzino se proprio non fosse riuscita ad avere me. Di sigaretta in sigaretta, l’ultimo pomeriggio prima di partire (saremmo ripartiti tutti quella sera stessa) ci ritrovammo soli per pochi minuti e mi feci raccontare la storia della sua vita. Si era sposata a sedici anni ed aveva avuto due figlie (due bellissime figlie a dire il vero!) poi divorziata e da due anni si era risposata con il capo area di cui sopra. Appena fummo da soli, Lei spronata da me, mi raccontò la sua vita ma i nostri sensi erano già ad uno stato di eccitazione suprema si avvertiva nell’aria che volevamo entrambi l’uno l’odore dell’altro. Subito dopo aver visto la foto di una figlia il mio commento tipico fù che la figlia fosse una bellissima “donna” per poi aggiungere immediatamente dopo che le assomigliava tantissimo. Dovendo vedere le foto sul cellulare, dovemmo avvicinarci fianco a fianco e a dirvi la verità io ero sul punto di toccarla “involontariamente (?)” tanta era la mia eccitazione. Ma sul più bello uscì a fumare il solito ragazzino e lei da brava milf, subito rientrò in sala con la banalissima scusa del freddo (aveva il cappotto aperto per poter farsi ammirare!) ed io immediatamente la seguii soprattutto per poterle far capire che apprezzavo il suo fondoschiena che veniva esaltato dalle scale che accedevano alla sala riunioni. Tutto tranquillo o quasi a causa della presenza del marito (che secondo me o doveva sapere della cosa e non gli dispiaceva o era totalmente tonto da non vedere ciò che aveva sotto gli occhi). Lei naturalmente non si lasciava scappare ogni occasione per parlarmi ed io eccitato dell’accaduto fuori la sala la lasciavo fare con un’eccitazione crescente in me. Il pomeriggio trascorre quasi normale ascoltando le varie presentazioni e come spesso accade purtroppo arriva il momento di salutarci. Il problema è che avevo l’aereo in partenza ed ero in fortissimo ritardo e salutando di corsa tutti con la fredda stretta di mano vi avvicino a lei per salutarla. Non appena le porgo la mano mi sento letteralmente tirare verso di lei che voleva almeno quel poco di contatto fisico che non era riuscita ad ottenere appieno. Così mi saluta con il classico bacio sulla guancia da buon meridionali facendomi inebriare col suo profumo.ad accompagnarmi all’aeroporto niente popodimeno che il “cornutazzo” come avrò modo di scoprire che lei ama definirlo. Come volevasi dimostrare la brava ed affabile hostess del check in mi rifiuta l’imbarco perché chiuso. Dopo le inevitabili imprecazioni, mi tocca ritornare in azienda ed aspettare il primo aereo del giorno dopo. Fortuna vuole che anche lei ed il marito hanno l’aereo programmato per il giorno dopo. Quindi ulteriore notte a torino ma stavolta siamo solo in tre: io, lei e lui. Tornati in azienda, siamo rimasti ancora un po’ a parlare per aspettare l’ora di cena. Con un imbarazzo estremo, io a malapena riesco a contenermi dal fare apprezzamenti molto spinti a lei in presenza del marito, ma essendo entrambi dei fumatori incalliti, a differenza del marito, usciamo spesso a fumare assieme. Qui i discorsi iniziano ad essere più “interessanti” e capisco appieno le sue intenzioni quando con una banale ed ulteriore scusa lei si avvicina a me in modo estremamente provocante tanto da poter sentire il suo profumo. Stavolta, quando siamo fianco a fianco non mi faccio scappare l’occasione per iniziare un contatto fisico con lei e le cingo la schiena con il mio braccio. Lei non si smuove minimamente, anzi. Mi sorride con quel fare da far impazzire un uomo e che mi fa saltare il mio piccolo amico di sotto fuori dall’entusiasmo. Dopo questo approccio un po’ maldestro a mio avviso, le cose si fanno sempre più interessanti. Rientrati i discorsi variano completamente per non far insospettire il cornutazzo ma il suo sguardo, i suoi gesti, le sue movenze mi facevano sempre più eccitare. Quindi torniamo in albergo per rinfrescarci un po’ tutti ed io decido di mettermi in libertà abbandonando la cravatta e la giacca. Alle 20.00 io ed il marito ci ritroviamo nella hall dell’albergo e mi chiede di cenare dopo la partita che si terrà alle 20.30. Naturalmente, io accetto di buon grado, ma occorre il parere supremo di Alessandra. Dopo alcune chiacchiere varie gli chiedo distrattamente della moglie e lui mi risponde che le donne sono strane … amano farsi belle e farsi aspettare. Io, naturalmente, glisso. Dopo una quindicina di minuti ecco che scende lei, provocante ma non volgare: capelli nero corvino tipico di una siciliana verace, fianchi ben conformati tenuti costretti all’interno di una gonna nera appena sopra al ginocchio ma con uno spacco vertiginoso sul davanti, camicetta anch’essa nera, appena sbottonata ed appena velata sulla schiena che lasciava intravedere un reggiseno viola che a malapena riusciva a contenere quel bel seno abbondante di una quarantaduenne ben messa e felina nell’animo. Quindi, appena arriva lei, il marito le chiede se anche lei fosse d’accordo sul cenare più tardi. Alessandra acconsente ma non ha intenzione di annoiarsi due ore in camera a vedersi la partita, così propone di rimanere nella hall a chiacchierare con me. Il marito, felice di vedersi la partita in santa pace, acconsente e sale di corsa in camera felice di avere due ore quasi di pace suprema. Qui iniziano le sorprese. Subito i discorsi si fecero sempre più interessanti, iniziarono a vertire sul rapporto con i propri partner e naturalmente sul sesso. Ci sedemmo uno vicino all’altra letteralmente attaccati in modo che il minimo movimento dell’uno sfiorasse l’altro. Lei era sempre più provocante con quella camicetta sbottonata che faceva ben intendere il suo seno da 4 abbondante e le gambe da mediterranea che facevano capolino dallo spacco vertiginoso. Trascorsi appena 5 minuti da quando il marito sale in camera lei si avvicina sempre più a me. Qui, timido come sono, decido il tutto per tutto e le metto una mano sulla gamba poco più su del ginocchio. Lei mi guarda con uno sguardo di piena ammirazione e di colpo mi chiede: saliamo in camera? Io letteralmente scioccato, con le gambe che mi tremano, mi passano davanti due scene: del sesso bellissimo con Alessandra e la fine del rapporto con mia moglie. Naturalmente l’uomo è uomo, lontano dagli occhi lontano dal cuore … e così prendo la mia decisione. Mi alzo e mi avvio verso l’ascensore. Appena chiuse le porte la bacio profondamente e le tocco da sopra i vestiti tutto il corpo prediligendo il collo, la schiena ed il fondoschiena. Aperte le porte al piano, le do la chiave della stanza e le dico che arrivo tra 2 minuti. Riscendo nella hall e compro una bottiglia di spumante e risalgo subito in camera. Busso e lei mi viene ad aprire ancora vestita. Apprezzo tantissimo. Mi piace spogliare una donna, far volare i vestiti e scoprire piano piano il tutto e far salire lentamente l’eccitazione. Entrato in camera e chiuso la porta, poso la bottiglia e la bacio appassionatamente per interminabili minuti. Mi ferma e mi chiede a cosa servisse lo spumante … lei era astemia. Io con un sorrisino le rispondo < non dobbiamo berlo. L’importante è il contenitore non il contenuto> lei non capisce, ma apprezza e mi bacia di nuovo. Iniziamo a spogliarci a vicenda. Ci stendiamo sul letto e lei si mostra a me bella come non mai, come un’ammaliatrice: reggiseno e tanga in pizzo viola, autoreggenti nere e scarpe col tacco. Amo le donne che lasciano le scarpe. Appena stesa sul bordo del letto, mi abbasso ed inizio a percorrere tutto il suo corpo con la lingua, partendo dai piedi, caviglie, interno cosce fino a su quasi all’inguine dove mi fermo e passo all’altra gamba, piede, caviglia, interno cosce. Stavolta, però, mi porto un po’ più su rispetto all’altra gamba. Arrivo quasi fino al bordo dell’intimo e vedo la sua totale dedizione alle parti intime: è totalmente depilata! Ed io penso: cazzarola!! Anche io amo depilarmi, ma stavolta non ho avuto tempo!!. Dopo averle dato un breve piacere all’inguine, passo alle parti alte, la bacio sulla bocca e passo al collo, al petto, mi soffermo abbastanza sui seni. Li bacio, li sfioro, li accarezzo. Li amo, insomma. Scendo velocemente sulla pancia ed arrivo di nuovo all’inguine. Stavolta tocca a lei. Le sposto il filo dell’intimo ed inizio a leccarla, succhiarla, baciarla, stimolarle il clitoride. Lei geme, mi piace. Si agita, ansima, mi spinge la testa sempre più in fondo, sembra quasi che voglia che ci infili la testa anziché il cazzo. Troia, penso. Oltre che con la lingua, le mani, rimaste ad ammirare il seno, si spostano verso il basso a rendere omaggio a quella bellezza. Così mentre con la lingua le percorro l’esterno, con le mani le percorro l’interno della figa. Sembra apprezzare. Si agita sempre più. Ansima sempre più. Inizia a dire cose spinte, sempre più spinte. A questo punto mi alzo e le chiedo di smettere altrimenti scoppio e la penetro… non riesco a trattenermi dalla penetrazione se una donna mi incita così. Lei mi guarda, mi sorride e continua con le parolacce. Mi alzo e la penetro con violenza. La figa è bagnatissima, credo abbia avuto almeno già un orgasmo. La sua figa abbraccia il mio membro come i petali di un fiore avvolgono gli stami. Sembra quasi che voglia strozzarmelo. Bello, mi piace. Dopo alcuni colpi violenti rallento il ritmo, alternando colpi sicuri e decisi con colpi più teneri e lenti, colpi più profondi con colpi più blandi. Lei mi fa capire che apprezza. Mi gira e ancora gocciolante dei suoi umori prende il mio membro in mano, mi guarda e con gli occhi sembra dirmi < ora tocca a me>. Si avventa con la bocca e se lo fa scomparire dentro. Lecca prima i suoi umori, mi passa la lingua dappertutto. Non vuole sprecare nemmeno una goccia dei suoi umori. Lo avvolge completamente con la bocca. Con il mio cazzo in bocca, muove quella lingua in un modo di-vi-no come nemmeno mia moglie, pompinara nata, riesce a fare. Sto quasi per venire, la alzo, ma lei dispiaciuta di non aver potuto assaggiare i miei di umori, mi guarda come un cane bastonato. Allora, decido di redimermi e con lei inginocchio, mi alzo e glielo infilo tutto in bocca. Voglio scoparle la bocca stavolta. Lei è porca ed io sono porco. Stasera non ci sono limiti. Mi allontano, prendo lo spumante e con lei in ginocchio che lo lecca stappo la bottiglia ed inizio a far colare lo spumante sul mio corpo fino a raggiungere l’uccello. Lei apprezza, beve lo spumante ed il mio cazzo. Lo spumante cola dappertutto. Sulle sue guance, sul suo reggiseno, sul collo, ovunque. Persino sui lunghi capelli neri come pece. Sono al limite dell’eccitazione, la prendo e la porto in bagno. Non merita il solito sesso sul letto. Lei merita di più. Appena entrati in bagno, la faccio salire sul bordo del lavandino e qui inizio a penetrarla di nuovo (ma sono io che scopo lei o è lei che scopa me?). Finalmente, sfiniti, ci riposiamo sul letto. Continuiamo ad accarezzarci ed a coccolarci sempre, però con quel fare voglioso. Infatti, dopo non molto, il suo fare da cagna mi permette di sentirmi uomo di nuovo. Lei, naturalmente, apprezza la cosa. Iniziamo a rifarlo di nuovo, ma stavolta è lei che decide di comandare. Mi fa stendere a terra “perché così il materasso non fa da ammortizzatore”, mi dice. Inizia a cavalcarmi in maniera forsennata, guardandomi fisso negli occhi. Ad un certo punto, si alza e mi fa alzare. Apre la porta dell’armadio in modo da poterci vedere allo specchio e si inclina a 90°. Subito inizio a penetrarla di nuovo, ma lei da troia qual è, me lo sfila e mi chiede di sodomizzarla. No, nel culo no. Ho paura di arrivare subito. Ma non me lo lascio dire due volte. Inizio piano per permettere allo sfintere di adagiarsi alle mie dimensioni, ma sembra che da li ci siano passati in molti. Dopo alcuni colpi, anche il suo culo si concede a me con il massimo piacere possibile. Lei fa di tutto per stringerlo in modo da farmi provare più piacere. Ed io, naturalmente, gradisco molto. Sto per arrivare, anche grazie alle sue parole lussuriose, e glielo dico. Lei si volta di scatto, si inginocchia ed apre la bocca pronta ad accogliere il nettare di vita. Lo accoglie tutto, con la lingua raccoglie quello rimasto, mi pulisce e mi bacia. I nostri umori sono diventati una cosa sola. Come noi, d’altronde. Riprendiamo le forze sul letto. Ci rivestiamo e scendiamo nella hall. Ci tocca aspettare il cornutazzo.

P.S. Se vi è piaciuto (o anche no), mi piacerebbe ricevere i vostri commenti/pareri. Smack!


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I vostri commenti su questo racconto
Autore: Falco_PA Invia un messaggio
Postato in data: 28/12/2015 20:43:21
Giudizio personale:
molto eccitante


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